domenica 4 settembre 2011

Bye-bye estate con le orecchiette di grano saraceno

Ieri pomeriggio a Milano temporale di fine estate. O almeno voglio sperare sia conclusivo dell'estate. Questa umidità che vi fa stare i capelli sempre sul "chivalà" e  vi si appiccicca addosso im pedend ovi movim enti fluidi e bloc-cando il flusso di idee, non vi da noia?
A me sì.

E' tempo di prepararsi all'autunno, non ne avete voglia?

Dato che ieri sera il marito per cena voleva qualcosa di speciale ho sperimentato una ricetta assolutamente di mia invenzione, in bilico tra l'estate e l'autunno. Esattamente come mi sento io in queste giornate. In bilico.

Vi ricordate gli acquisti fatti in valle? Oltre allo zenzero di cui ormai avrete già sicuramente abusato (se avete letto il post), le erbe digestive di montagna, altre cosette varie da regalare alle amiche, ho portato qui in Val Padana anche le orecchiette di grano saraceno.

Grazie ai Turchi.
Ma dovete sapere che prima di me sono stati i Turchi a portare in europa questa pianta originaria dell'Asia.

Il grano saraceno è una pianta erbacea che in Valtellina viene coltivata per ricavarne una farina che viene utilizzata per fare i Pizzoccheri valtellinesi. Ora immagino avrete capito dove ho trascorso il mio fresco soggiorno di mezz'agosto.


un campo di grano saraceno

Così ieri sera ho deciso di preparare una variazione ma ovviamente secondo le mie inclinazioni (e soprattutto con quello che avevo nel frigo!)

Licenze culinarie.
E così le verze hanno ceduto il posto ai pomodorini cherry del mio frigo, bollino verde bio (linea Viviverde Coop). Il burro all'olio di oliva biologico, sempre della stessa linea. L'aglio (anche lui Viviverde) è rimasto. E gran finale, al posto del Valtellina Casera un più delicato e leggero formaggio fresco conosciuto con il nome di "crescenza" che il destino ha voluto fosse sempre della linea biologica della Coop (l'avevo acquistato il giorno prima per la prima volta).

Come potete vedere, qui proprio tutti gli ingredienti sono biologici.
Ma le orecchiette pure? Certo, assolutamente biologiche, fogliolina verde stellata (sono della Biovitagral).

Così oggi ripropongo la ricetta che ha avuto un successone, addirittura giudicata "buonissima" da qualcuno che è solito disprezzare certe mie creatività culinarie.

Piccola nota di servizio: la crescenza Viviverde è finita per bocca di qualcuno che non ha tenuto conto del fatto che avessi detto, molto chiaramente, "di voler riproporre la ricetta oggi" (dato che ieri sera ho mangiato un'altra specialità di mia invenzione, mi sono preparata il mio tofu saltato con zucchine e fiocchi d'avena).

Così, dato il tempo poco favorevole alla bicicletta, ho fatto due passi a piedi nel più vicino Carrefour e ho acquistao una crescenza non biologica ma light.

Non tutte le leggerezze vengono per nuocere.
La buona notizia è che questa ricetta avrà una categoria in più, quella di "ricette light".

Ecco gli ingredienti (ricetta x 2 persone):
  • 150 gr di orecchiette di grano saraceno
  • olio extra vergine di oliva q.b.
  • qualche spicchio di aglio (abbondate pure, fa sempre bene)
  • 10 pomodorini cherry
  • 80 gr crescenza (bio o light, scegliete voi)

Pronti, padella e via!
Mettete a bollire l'acqua in una pentola e predisponete una padella antiaderente con l'olio e l'aglio. Quando l'acqua bolle buttate le orecchiette e accendete il fuoco per dare inizio al processo di doratura dell'aglio nella padella. Il tempo di cottura per queste orecchiette è di 15 minuti.
Quando mancano 5 minuti alla fine della cottura salate l'acqua a vostro piacimento (io salo pochissimo e solo a pochi minuti dalla fine della cottura) e aggiungete qualche pomodorino cherry tagliato a metà nella padella con l'aglio e fate cuocere con il coperchio.
Colate la pasta e mettetela nella padella antiaderente insieme all'aglio (che dovrete ora togliere) e ai pomodorini. Continuate la cottura senza coperchio per qualche minuto. 
Solo un attimo prima di servire mettete la crescenza, alzate la fiamma e poi servite.


bio orecchiette di grano saraceno
Foto terribile da sostituire non appena riproporrò la ricetta.

Facile e veloce, solo 35 minuti al massimo, tutto compreso.
E' una ricetta che potete preparare anche all'ultimo minuto per cui ricordatevi di tenere sempre in frigo almeno della crescenza e dei pomodorini (finché la stagione lo consentirà).

E vogliamo parlare delle proprietà del grano saraceno?

Il grano saraceno sottoforma di farina è molto indicato nella dieta delle persone che soffrono di celiachia, in quanto non contiene assolutamente glutine. Voi lo sapevate? Io no (che vergogna, lo apprendo solo ora).

Il valore biologico delle sue proteine è paragonabile a quello delle proteine della carne e della soia, possiede un indice glicemico piuttosto basso (40, come i fiocchi d'avena) ed è ottimo per il cuore. E' facilmente digeribile ed è perfetto anche per il nostro intestino.
E' ricco di ferro e sali minerali (in particolare magnesio), vitamina B e soprattutto E. Contiene una buona quantità di amminoacidi essenziali.

+ 5 minuti (meno gas).
Se avete 5 minuti in più, una volta che l'acqua bolle, spegnete la fiamma e coprite la pentola (ovviamente prima buttate le orecchiette o la pasta). Così le orecchiette si cuoceranno comunque con un piccolo risparmio di energia (assaggiate prima di colare, i 5 minuti potrebbero essere 4 o 6, dipende da quanta acqua avete messo).
Questa dritta è tutta farina del sacco di Franca :)

Sta per bollire l'acqua, vado a preparare e più tardi posterò la foto (purtroppo la foto migliore che sono riuscita a scattare è stata fatta con il cellulare, giusto un secondo prima di mangiare...). 

Buon appetito!

sabato 3 settembre 2011

Almeno il blog è a impatto zero!

Vi ricordate del foglio bianco citato nel post precedente?
Sì dai, a proposito dei propositi di settembre, dei nuovi progetti da realizzare, dell' energia (pulita) di cui è pieno ogni inizio, di tutte queste cose che erano pari a zero?

Ebbene, oggi ZERO sarà solo l'impatto del mio blog (e il foglio bianco sparisce proprio).

Non sono impazzita (o meglio, non lo sono solo da oggi). Vi spiego subito.

Il mio obiettivo per quest'anno è di ridurre l'inquinamento nella mia casa e quale miglior modo di iniziare col rendere il mio blog ad impatto zero?

Questa iniziativa permette di neutralizzare le tracce lasciate dal mio blog per i prossimi 50 anni. Ma come? I miei figli quindi non potranno leggere tutto quello che ho scritto (anche e soprattutto per loro)??? Ovviamente non ci riferiamo ai post ma alle emissioni di CO2.
Con questo post contribuirò a piantare una quercia a Göritz, in Germania. Questa quercia sarà in grado di assorbire all'anno circa 5 Kg di anidride carbonica. 

Ma cosa c'entra il blog?
Dovete sapere che il funzionamento dei server (e il blog come tutte le pagine presenti nel web stanno su server che funzionando emettono anidride carbonica) è stato calcolato produca 0,02 g di CO2 per ogni visita.
Se fossero 15.000 visite al mese (figuriamoci, già arrivare a 1000 sarebbe una gran cosa) avremmo una emissione di 3,6 kg di CO2 l'anno.

Diciamo piuttosto che il mio alberello contribuirà a neutralizzare le emissioni di altri blog che ancora non hanno aderito all'iniziativa :)

Erano giorni che l'occhio mi cadeva sulla frase "rendere il mio blog ad impatto zero". Stava  scritta nel mio block notes nell'elenco delle mille cose da fare (incorniciata da un bel rettangolo, ma non evidenziata, dimenticata quindi nella moltitudine di segni degni di una mente sovraffollata). - Per capire a cosa mi riferisco leggi i commenti al post precedente, in fondo al post.

Presa di coscienza.
E' successo che ieri mattina ho fatto un salto sul blog di Ali e guarda caso, ho visto che il suo blog era ad impatto zero (o CO2 neutral o ancora carbon neutral, è la stessa cosa).
Poi ho avuto uno scambio di commenti con Ayame circa l'interpretazione dei miei scarabocchi da block notes (le avevo chiesto in diretta una consulenza) e in una sorta di autoanalisi (solo mentre scrivevo ho infatti realizzato) è emerso che ho un gran casino in testa!
E questo si traduce in una scrivania assolutamente in linea con questo sovraffollamento (e sfortunatamente la scrivania coincide con il tavolo da pranzo) e la casa è totalmente da cambiare resettare (non esiste la funzione revert per portarla ai primi giorni in cui siamo entrati? – già dopo 3 mesi era combinata com'è oggi).

Mettici poi che la sera prima ero stata a casa della Sibi: casa nuova, entrata da poco (mezz'ora prima di me forse?). Infatti se non fosse stato per la biancheria stesa avrei giurato che fosse disabitata da quanto era minimale nell'arredamento e soprattutto priva di oggetti inutili!

Dalle parole ai fatti.
E allora ecco il mio piano d'azione:
Eliminare il superfluo che mi fa accumulare un sacco di polvere (che e a volte si nasconde dove nemmeno ti immagini di dover passare a spolverare con il "mostro azzurro a mille zampe").

Eccolo: 

Anche Lui mangia la polvere

 (ma cosa caspiterina c'è lì dietro...)

Accumula accumula alla fine ti ritrovi sommersa da riviste, libri, fogli di carta, documenti della banca, bollette di luce e gas e una miriade di altre cose INUTILI!!!
Un buon 70% dell'inutilità della mia casa è costituito proprio dalla carta.

Ritorno alle origini.
Così ieri dopo mesi che lo dicevo ho fatto in modo di non ricevere più dalla banca documenti cartacei. Da oggi solo pdf e il postino potrà dilungarsi in chiacchiere e caffè da un'altra parte (in realtà non ancora, restano da sistemare le bollette del gas e della luce e credo di dovermi recare in banca...). 
Così da oggi il pouf poggia piedi/tavolino, situato ai piedi del divano, ritornerà ad esercitare la sua funzione originaria "di poggia piedi".

Le buone abitudini.
Tener pulita ed arieggiata la stanza di lavoro è una buona abitudine.
In particolare, la stanza dove si dorme dovrebbe essere essenziale. Per cui via tutte le valige che erano ancora lì dalle vacanze, eliminate (le ho stivate in uno spazio che abbiamo nel contro soffitto).

Pulizie di primavera.
Ho fatto le pulizie di primavera. Tende in lavatrice, lavaggi di tutte le superfici bianche lucide ed opache (cucina e armadio) con lo sgrassatore universale marsiglia - e riscacquo con aceto di vino bianco.
Per la pulizia degli ambienti domestici andrebbero utilizzati esclusivamente prodotti naturali come l'aceto e il bicarbonato (chi sa se lo sgrassatore passa?).
No antibatterici, no anticalcare (già l'aceto è un anticalcare).

Ciak si gira.
"Infatti per far brillare le mie superfici in acciaio io uso l'aceto. E lo uso anche in lavatrice al posto dell'ammorbidente. E voi, cosa aspettate?"

Stiamo freschi.
Per i pavimenti ho usato il detergente pavimenti freschezza artica della linea "Viviverde Coop" realizzato con tensioattivi ad elevato grado di biodegradabilità, certificato ecologico Ecolabel (l'inci però non è proprio verde e oltretutto il colore del detergente è azzurro). 
Verde è invece il colore del sapone liquido per il corpo della stessa linea (e di verde quello ha davvero solo il colore!!!).
Dato che il detergente per pavimenti contiene alcool dovete tenere aperte le finestre per aerare la stanza.

Su questo sito ho trovato info interessanti, ve le chiacchiero qui di seguito (qualcosa ho già messo nelle cose scritte sopra).

Per il bucato in lavatrice.
Non usate detersivi con tensioattivi cationici, sbiancanti ottici, aromi sintetici, enzimi; meglio se non profumati (benissimo, a parte i tensioattivi cationici e gli aromi sintetici che parrebbe non avere, per il resto il mio "Sole" lavatrice con bicarbonato li ha tutti!). Eliminate poi l'ammorbidente. Come vi dicevo, io già lo faccio da quanto Fabiana me lo ha suggerito (uso aceto di vino bianco).

Lavaggi a secco.
Se portate gli abiti a lavare in lavanderia, ricordatevi poi di lasciarli appesi per due giorni all’aria aperta prima di riporli nell’armadio(!). Cosa?????
Da oggi le camice del marito ritornano alla lavatrice e se perdono qualche taglia pazienza, vorrà dire che la 51esima camicia sarà gratis (dato che non avremo più 2,50 euro a camicia da dare alla lavanderia).

Per l'ambiente che non deve fetere.
Eliminare dalla propria vita ogni tipo di deodorante per ambiente sia solido che liquido (compresa profumazione del WC). No incensi, no sali da bagno, no deodoranti negli armadi (naftalina, antitarme, ecc..). Eliminare deodaranti dalle scarpiere, dalle toilette, dalle prese elettriche, dalla lavastoviglie.
Io ogni tanto in camera e soggiorno spruzzo l'olio balsamico per ambiente di Fitocose: sono tutti semafori verdi e puoi riprendere a respirare tranquillamente.


Certi rilasci...
Il punto critico di questa "operazione mangia polvere" è la libreria Expedit dell' Ikea (la 5x5).
E' sovraffollata (sopra, sotto, dentro, fuori... è carica come un somaro e sta quasi per crollare!) e forse pure a rilascio di formaldeide...

Lo sapevate che la formaldeide è la vera sostanza causa di molti processi di tossicità che può essere presente in molti mobili nuovi, colle, vernici? In alcuni paesi tipo la Germania è stata messa al bando ed i mobili sicuri hanno la sigla " E1 ", cioè privi di formaldeide (ma noi viviamo in Italia, che fortuna!)

Non ho idea se ne sia o meno priva, rimarrò con questo dubbio.

Formaldeide a parte, ma come si fa a eliminare tutte queste tonnellate di carta (esagero, quintali)?

raccolta differenziata carta
Un cassonetto della raccolta differenziata della carta in Valtellina

Dove lo butto?
Dovete sapere che non tutta la carta va nella raccolta differenziata della carta. E come si fa a distinguere quale sì, quale no?
Per chi abita a Milano basta andare sul sito dell' AMSA per vedere che la carta contaminata da alimenti, quella plastificata o metallizzata, la carta carbone e la carta assorbente NON vanno insieme alla carta (ok invece il tetrapack delle bevande). Queste carte vanno nel sacco nero dell'indifferenziata (così parrebbe).

La cosa migliore da fare resta NON acquistare cose inutili e non prendete riviste omaggio se poi tanto non le leggete: chissenefrega se sono gratis!

Shopping pericoloso.
Vi ricordate il Bisfenolo A?
Ne ho parlato nel post sull'acqua nelle bottiglie di plastica (da non bere assolutamente),
Il Bisfenolo A è contenuto in molte plastiche alimentari (biberon dei bambini compresi).
Lo sapete che venite in contatto tutti i giorni con lui?
E nel vostro momento migliore: lo shopping (se acquistate on line questo però non succede).

Dovete sapere che gli scontrini di carta sono una delle cose più pericolose proprio perché non se ne sa nulla. Il Bisfenolo A è un estrogeno sintetico, ovvero una sostanza in grado di mimare perfettamente l’azione dell’ormone estrogeno nel sangue, con conseguenze potenzialmente molto gravi sull’equilibrio ormonale, specialmente quando l’esposizione è costante nel tempo (questo vale per le cassiere).

Assolutamente non fate giocare i bambini con gli scontrini, e poi soprattutto non buttateli insieme alla carta da reciclare, la inquinano.
E non lavatevi le mani con salviette o saponi contenenti alcool dopo aver maneggiato uno scontrino (l’alcool parrebbe aumentare drasticamente l’assorbimento cutaneo di BPA).

Ma non solo gli scontrini sono un pericolo.
Purtroppo questo Bisfenolo A lo ritroviamo anche dal parrucchiere.
Mentre siete in attesa che il trattamento faccia il suo effetto magico (e chissà quanta roba chimica vi stanno facendo penetrare nel capello!), state sicuramente sfogliando delle riviste fatte con carta termosensibile: la carta termosensibile è lucida e si scurisce se sottoposta a frizione. E' sufficiente strofinarla con una moneta (o anche con le unghie per chi le avesse sufficientemente lunghe) e se si macchia (non di tinta ovviamente) è carta al Bisfenolo A!

SOS zenzero.
Se le altre carte siano o meno dannose non lo so ma vi posso dire che io mi baso sull' olfatto. E se dopo aver sfogliato una rivista mi viene un bruciore di stomaco o avverto un senso di pesantezza e nausea (in questo caso lo zenzero farebbe proprio bene) finiscono nella spazzatura, smembrate: la copertina plastificata nell'indifferenziata, le pagine... dove vanno le pagine? Non l'ho mica capito!

Quindi?

Meno disordine in casa = Meno disordine mentale.

Casa più pulita = Aria più buona che respiri (e la mamma romperà meno :)).

Ah, vi dovevo dire a cosa mi servono gli avanzi di stoffa che ho ritagliato nel post precedente ma ve lo dico nel prossimo.
Ho dovuto posticipare ma almeno da oggi il mio blog è CO2 Neutral.

giovedì 1 settembre 2011

Libri a luce pulsata

Settembre non è come gennaio. A gennaio non ricomincia proprio niente, è solo un'interruzione di circostanza (10, 9, 8, 7... auguri!!!!) con ripresa 10 secondi dopo.

Per me è settembre l'inizio del nuovo anno.

Oggi è il primo dell'anno e tutti gli anni si riparte con le migliori intenzioni in ambito personale e lavorativo (nel mio caso coincidono). Tanti progetti da realizzare, tanta energia (ci si vede addirittura più belli :)).

Ricordo quando ero alle medie (e alle superiori pure): non vedevo l'ora di settembre (e chi sa perché :)). Avevo voglia di studiare, acquistare i libri nuovi (all'epoca non badavo alle spese... perché adesso?). Già la passione per la carta (non di credito) era a livelli di guardia.

Le prime nebbie

Il tentativo di questa mattina di buttare giù una lista di propositi ha dato esito: foglio bianco.

Oltretutto questa mattina (era presto) deve anche aver piovuto. E' da quando mi sono alzata che c'è una luce strana, insolita. Come fosse una luce di pioggia e sole insieme: non la luce di una giornata tipica di pioggia, quindi con poca luce, ma un mix delle due cose che rendono quindi una giornata standard di pioggia un pochino più luminosa ma non quanto lo sarebbe una giornata di sole (non sono certa di essermi spiegata).

Tipo una cosa del genere.

Autore: Emma Dajska

E io mi sento senza energia, stanca. Ma non fisicamente o mentalmente. Sanca punto.

E anche un po' sbiadita, poco luminosa (un po' come l'insegna della gelateria all'angolo di Corso Sempione: c'è ma non spicca particolarmente e se non la conosci non ti accorgi della sua presenza).

Elucubrazioni.

Arrivo da quasi 2 mesi di astinenza dalle mie letture giornaliere di carta, causa blog. Non voglio mica colpevolizzarlo, tutt'altro. Ma devo riconoscere che la cosa è mooolto più impegnativa di quello che credevo. E una volta che sei dentro non te ne puoi mica tirare fuori così come se niente fosse successo e riprendere da dove avevi lasciato.
No che non puoi, non ce la fai. Preso il ritmo (e che ritmo!) ogni cosa che ti succede (non proprio tutto ovviamente) deve trovare il suo spazio in un post.

E allora i casi sono due.

Limite: 88 Miglia/h
O segui il flusso e arrivi fino alla velocità massima (che coincide con il punto di non ritorno nello spazio-tempo e con un crollo fisiologico) e ti ritrovi a confondere la notte con il giorno dato che, se non fosse per il buio e la luce, non farebbe alcuna differenza per la tua testa che ininterrottamenteelaboracose-lamentepensaelamanoscrive...


Lavori in corso
Oppure cerchi di causarti dei rallentamenti forzati che bloccano il flusso di idee (del tipo fai una telefonata a qualche parente o vai a leggerti delle cose di fisica incapibili). Buone tutte quelle attività che sospendono temporaneamente il sistema). Non certo le pulizie di casa, anzi, quelle riattivano il metabolismo e non provare neanche a fingere un sonno improvviso e a buttarti sul divano per un sonnellino dopo pasto. La ripresa sarebbe immediata (da 0 a 100 in 2 sec). 

Staccare la spina (momentaneamente e a comando) non è possibile purtroppo (resto dell'idea che prima o poi degli interruttori di corrente per umani, pratici e di design, verranno inventati).

Le potenze.
Questa divagazione per dire che il blog ha indotto un aumento esponenziale della mia attività neuronale: 2 elevato alla 7 (!).

Mettici poi che non ti riesce proprio di passare da un blog all'altro senza leggere qualcosina, lasciare qualche commento (poi hai anche le tue idee da buttar giù e immancabilmente il materiale per un post dà origine a tre post diversi, che a loro volta daranno origine ad altri post... esponenziale e all'infinito!). 
Non solo il piacere ma soprattutto il dovere. Non mi riferisco al lavoro (certo, anche quello è da fare ma per fortuna lo gestisco seduta alla mia finestra da 16 pollici) ma a tutte quelle cose che ancora devi imparare sulla blogosfera (molte non le imparerai mai, rassegnati).

Così stabilisci un tempo massimo per ogni attività (e ti scrivi tutto sul tuo bloc notes di carta, rischiando di trapassare il foglio per la forza che imprimi per circoscrivere le parole con certi solidi - invito a leggere il post di Ayame su questa cosa e capirete poi perché sto per dare i numeri!).

Questa attività di "cazzeggio con licenza" la riesci comunque a prolungare con un semplice escamotage: le dai un nome diverso, la chiami per esempio: "attività di ricerca e analisi del sentiment on-line: come il web ha cambiato il modo di comunicare", una cosa del genere insomma.
E' il magico potere delle parole. E a me piace molto giocare con le parole.

Così alla fine le letture sono andate a farsi un giro con la DeLorean e chi le ha viste più!

(faccia rabbuiata)
Ho notato che da due post a questa parte (e questo è il terzo così) aggiungo dei titoli che dividono il post in blocchi. Non l'ho certo deciso, mi viene automatico e mi fa perdere tra l'altro più del doppio del tempo dato che poi tutto deve tornare (e figurarsi se torna!).

Chiedo una consulenza in diretta ad Ayame, domanda così a bruciapelo: "Che ci possa essere una relazione con le forme che disegno intorno alle parole (+ svariate sottolineature)? 


I Draghi.
Prima di finire il post senza parlarvi di quello di cui volevo parlarvi, ve ne parlo. 
Parliamo dei "I Draghi locopei".


Autore: plushplex

Ma chi sono i draghi locopei? 
Io me lo ero immaginata come il mostriciattolo della foto.

Per scoprirlo andate a cercare questo Einaudi verde prato di Ersilia Zamponi il cui sottotitolo è: "Imparare l'italiano con i giochi di parole".
Mica male come proposito per il nuovo anno, vero?


Libri.
Questo libro l'ho comprato ancora qualche mese fa e fa parte della categoria di libri che definisco “a luce pulsata”. Quei libri che ti leggi qualche pagina per volta, ad intervalli più o meno regolari, nei momenti liberi, e che spalmi su settimane, mesi, anni (anni magari meglio di no).

Comunque vi parlerò di altre letture a luce pulsata nei prossimi post.

Poi ci sono i libri "flash", prevalentemente saggi su vari argomenti che mi interessano e che mi sbrano in 2gg (rischiando di sbranare anche chiunque mi si metta sulla strada ad intralciare!). Mangi pochissimo in quei giorni, non hai occhi se non per loro (la vista ti cala anche di un po' per poi ritornare come prima, a lettura ultimata – capita anche a voi di avere abbassamenti temporanei di vista?).
Sono libri che mangi e digerisci in pochissimo (come avviene con la pasta).

I romanzi invece sono i libri "eclissi" che mi tengo solitamente per particolari periodi in cui ho voglia di isolarmi (estate, inverno o anche weekend).
Quest'anno il blog ha rotto i piani: estate, weekend, giorno, notte...tutto saltato!

Post.
Per cui, tutta questa manfrina per dire che i post sulle letture di carta arriveranno ma saranno piuttosto lampi di luce su letture curiose da alternare ad uno scrub, un pediluvio o una ricetta culinaria.

Se siete sopravvissuti a questa lettura significa che vi piace leggere e se addirittura riuscite a ritagliarvi del tempo per farlo (incluso leggere questo blog) allora siete bravissimi, complimenti!

Io la sola cosa che riesco a ritagliare in questo momento è questo avanzo di stoffa che sto per utilizzare come.... ve lo dico nel prossimo post.