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mercoledì 29 agosto 2012

"Un autunno da leccarsi i baffi"

Finalmente il blog ritorna a sfornare ricette!
Contenti?
Per ogni Anonimo che non gradisce immagino (e spero) ci sarà Qualcuno che vedrà invece di buon occhio questo ritorno.

Ho detto sfornare volutamente perché volevo proprio tirare in ballo il forno che è, ovviamente, ancora spento. Sono più di 5 mesi che non lo accendo: l’ultima volta è stato in occasione di quel mio "muffin spostato" e credo resterà a risposo ancora per qualche settimana/mese, almeno fino a quando la temperatura non scenderà ancora un po'.
Oggi si sta decisamente bene ma qualche giorno fa, sabato per esempio -il giorno del mio esperimento- avevo in casa la bellezza di 31 gradi!

Alla domanda, "ma accendere l’aria condizionata?" la risposta è "No, non ho l'aria condizionata", né quella con lo split e nemmeno il condizionatore che mi segue da una stanza all'altra (il Pinguino o simil per intenderci) che ho gentilmente dato via... una follia di questi tempi!? Sì, va beh, ma chi
 si aspettava tutto sto caldo? (in realtà si sapeva benissimo).
Vi spiego subito il mio ragionamento: se
sono impegnata a combattere con il caldo non ho altro con cui combattere :), che ve ne pare? Vero è che utilizzo prodotti ad effetto rinfrescante che vaporizzo sul corpo, e sotto la doccia mi lavo/idrato con il mio doccia schiuma di Fitocose alla menta. Mangio piuttosto leggero e se non ho appetito non mi forzo. Tutto qui.
C’è comunque da dire anche che il corpo si adattata al cambiamento, e il mio in questo periodo più di altri. Chi lo avrebbe mai detto? Io che per due gradi in più della mia temperatura ideale mi sentivo morire fino a qualche mese fa...
Questa cosa è magnifica, vuol dire non solo che ci si adatta ma che si evolve (forse :)).

Addirittura bevo tazze di tè verde così che l’"effetto bagno turco" sia potenziato e in questo modo mi preparo per il detox di settembre.
Infatti settembre è tempo di vendemmia, dunque, cosa c’è di meglio di una cura a base di uva per disintossicarci? Qualcuno penserà che di meglio c'è la cura a base di vino, per disintossicare da pensieri indesiderati e restare per un po' "allegri". Ma l'effetto dura poco per cui meglio puntare su altro, tipo i Fiori di Bach (che comunque si trovano in soluzione alcolica a base di brandy :)). In ogni caso, tra pochi giorni su Phit di Settembre potrete leggere da voi dei benefici dell'uva...


Mentre invece leggerete qui di seguito, se vi va, la ricetta che ho pensato per partecipare al contest della Rigoni di Asiago “Un autunno da leccarsi i baffi”. 


Dovete sapere che il blog era nato da pochi giorni, era il 14 agosto del 2011 e per la prima volta la marmellata ai mirtilli neri della Rigoni di Asiago (che abbrevierò con "RdA") faceva la sua comparsa.

Perché proprio la marmellata della Rigoni?

Rigoni Love-Story.
La comprai per la prima volta perché non aveva inutili zuccheri aggiunti e così scoprii che era addirittura biologica. Non solo. La si poteva trovare al supermercato e non costava nemmeno il doppio delle altre marmellate. In pratica una di quelle piccole e inaspettate piacevoli cose che, se accadono in "giorni in cui si è particolarmente arancioni", ci fanno brillare gli occhi e dilatare le pupille.
Quando poi scoprii la Nocciolata… ecco, quella fu davvero la fine! Anzi no, l’inizio di tutto. Infatti Ri-
conobbi il logo della RdA anche sul miele. E me ne accorsi perché stavo cercando un miele in formato famiglia (avevo infatti ripreso l'abuso di miele dopo una breve, sperimentale ed intensa parentesi vegana - come potete intuire, il miele non è vegano). Non avevo la pretesa che fosse biologico e quando mi accorsi che la ricerca del rapporto qualità prezzo mi aveva indirizzata su quello della RdA, "Il Millefiori", ho fatto i salti di gioia (lo dico per dire, non mi sono mica messa a saltare - infatti ero alla Coop, per ora lo trovo solo qui :|).

Dopo tutto questo raccontare a proposito della mia storia con i prodotti della Rigoni (ci tengo a precisare che il contest non lo richiedeva ma come sapete, se un prodotto merita io non risparmio certo parole) veniamo all’oggetto del post, ovvero, alla ricetta con la quale parteciperò al contest "Un autunno da leccarsi i baffi"... Eccola!


L'ho chiamata "Dolce tentazione di Venere".


E neanche a farlo apposta i baffi ce li dovremo quasi sicuramente leccare!
Vedete? La crema interna fuoriesce e nell’atto in cui tenterete di portare il dolce alla bocca inevitabilmente dovrete usare la lingua perché un po' di crema vi resterà nei paraggi.

Ve la racconto un po' se vi va (se non vi va passate direttamente alla ricetta, non mi offendo per così poco :)).

Come è nata l'idea + come risparmiare energia.
Dato che deve/dovrebbe essere una ricetta autunnale ma, come vi ho detto, il forno qui da me non si accenderà fino a Natale (mese più, mese meno), ho dovuto trovare un’alternativa. E le intuizioni/soluzioni migliori si hanno proprio quando bisogna ingegnarsi (capirai che intuizione!).
Qualche settimana fa, per merenda, avendo terminato inaspettatamente le banane, ho aggiunto del miele RdA ad una ricottina che avevo in frigo. Inutile derivi quale delizia per il palato! Il miele oltretutto ha proprietà disintossicanti ed è un depurativo del fegato, perfetto per un detox settembrino. Se poi ci aggiungiamo dei mirtilli freschi di stagione, le cui "miracolose proprietà" potete leggere nel post dedicato, magari raccolti durante qualche bella passeggiata in montagna di fine estate (io invece li raccolgo all'Esselunga a 1,68 euro, la vaschetta da 125 g: arrivano dal Trentino e sono ottimi davvero), ecco fatta la crema interna del dolce!
Per quanto riguarda invece la "crosta" esterna...
La sera precedente avevo cucinato il riso nero venere. L'ho cucinato nel vero senso della parola (ho usato i fornelli a gas) perché in questo modo il chicco resta più duro rispetto alla mia usuale versione con la "cottura a freddo" (la vedete qui) che lo rende invece più simile all'orzo.
Chiaramente utilizzo il metodo di cottura "save money, save the planet" (una metodo appreso dall'amica Franca) che consiste nel mettere a bollire l'acqua in una pentola e, una volta giunta ad ebollizione, spegnere la fiamma e lasciare cuocere il riso (o la pasta che sia) coperto, solo per qualche minuto in più rispetto al tempo di cottura indicato. Et voilà, pronto senza ulteriore 
dispendio di gas (un Estraneo mi aveva chiesto di spiegare meglio questo procedimento: "Eccoti accontentato! Ora però che lo sai la devi mettere in pratica!!" ;)).

Il riso nero Venere è molto versatile e si presta per realizzare addirittura un dentifricio (!!!). Io mi sono limitata al gelato che, devo dire, è stato un esperimento che mi ha dato parecchia soddisfazione. Sta di fatto che ho preso il riso cucinato la sera prima che si trovava in frigo, l'ho passato nel macina caffè e al composto risultante ho aggiunto il miele e una spolverata di cannella. Ed ecco fatto il rivestimento! 

Il risultato prima di tagliarlo a fette più o meno cubiche/regolari sembrava un "Rigoni fetta al latte" gigante :D.


La ricetta.
Ingredienti (dosi per 4/6 persone):

Esterno.
320 g riso nero Venere ("Gallo") precedentemente cotto e lasciato qualche ora in frigo
40 g di miele Millefiori ("RdA")
una spolverata di cannella in polvere bio ("Sonnentor")

Interno.
250 g ricotta ("Viviverde Coop") 
25 g di miele Millefiori ("RdA")
125 g mirtilli neri del Trentino (non ho più la confezione per cui non so dirvi la marca - comunque si comprano all'Esselunga)






Procedimento.
Passate il riso ancora freddo di frigo nel macina caffè e lavoratelo a mano aggiungendo il miele e la cannella. Disponete il composto sul fondo di un contenitore in modo da formare una base dell'altezza che volete e che dovrete dividere per ottenere le due parti (base inferiore e superiore).

Lavorate la ricotta con il miele e alla fine aggiungete i mirtilli. Posizionate la crema tra i due "strati di Venere" avendo cura di non mangiarla tutta prima: l'altezza del dolce infatti sarà direttamente proporzionale alla vostra golosaggine :). Aiutatevi con un coltello per livellare l'esubero che, solo in questo caso, potrete mangiare.

Terminata l'operazione mettete in frigorifero e conservate per i vostri ospiti.

Nota.
Ideale è servire il dolce dopo averlo lasciato nel freezer per un'oretta per rendere più compatta la cremosità interna. Ricordate però che non è bene fare frigo-freezer-frigo e di nuovo freezer per cui una volta passata per il freezer poi dovrà esclusivamente passare per il frigo e poi per la bocca (!).

Ora sì che siamo pronti per leccarci i baffi!
In realtà io me li sono leccata sabato insieme a Monica, la mia ospite a cena. Ora però devo pensare al nome per poter pubblicare la ricetta sul sito del contest della Rigoni...
Suggerimenti?

mercoledì 4 luglio 2012

Eco, Beauty & Menta

D'accordo che il caldo mi rallenta un po’ in tutte le attività ma se aspetto ancora a pubblicare questo post le bollette faranno in tempo di nuovo ad aumentare (non credo passerà comunque troppo tempo). Sapete vero degli aumenti su luce e gas che sono scattati dal 1 luglio? Ve lo avevo anticipato in questo post.

E sperando che chi mi legge non sia già partito per le vacanze (se lo è, buon per lui, chiaro), vi devo assolutamente parlare dei prodotti che nel vostro beauty, e anche in valigia, non possono mancare all'appello in questo momento. 
In particolare di uno vi voglio raccontare, un prodotto che potrebbe addirittura farvi risparmiare sulla bolletta della luce...

Ma veroooo??? Ebbene sì, è così!

Come di consueto, la mia testa ne ha già stravolto il nome originale: il "Bagno doccia alla menta" è diventato "riduzione alla menta".

"Riduzione", che in questo caso nulla ha a che vedere con quelle di Davide Oldani (siete mai stati al D'O di Cornaredo? Io una sola volta, a pranzo con Fabiana e amiche, ma per le cene dovendo prenotare con larghissimo anticipo non ci sono mai riuscita - questa nota esula decisamente dal risparmio!).
Mi riferisco ad una ben più banale diminuzione (o appunto "riduzione") della temperatura percepita dal nostro corpo, con conseguente riduzione di potenza/temperatura del condizionatore, il che si traduce in un minor dispendio energetico e, salvo errori di fatturazione e/o conguagli, in una bolletta più leggera (sembra una spiegazione alla Doc :)).

Bene, questo prodotto vi promette questo (in realtà sto dicendo tutto io, come mio solito, e ovviamente non mi pagano per fare lo spot della "riduzione alla menta", purtroppo no!!).

Identikit.
Ma conosciamola meglio. Innanzitutto dovete sapere che è da usare sotto la doccia, e suppongo questa sia già un’azione abbastanza familiare in questi giorni, per cui nessuno stravolgimento ai vostri piani, tutto invariato.
Immagino poi utilizzerete oltre all'acqua anche un doccia schiuma e magari sarebbe buona cosa se, oltre che delicato, fosse magari eco-bio (e quindi con un Inci da applauso). 
Già l’acqua di suo è devastante per via del calcare e rischia di seccare tremendamente la nostra pelle. E più docce facciamo più ci secchiamo (e davvero dopo un po' non se ne può più di fare dentro e fuori!).
Ora con questo prodotto non solo non vi sentirete la pelle tirare ma starete belli al fresco per un po'.

E’ strepitoso, per me la scoperta se non dell’anno almeno dell'estate.
Così buono che dall’ultimo ordine arrivato solo 4gg fa ho già rifatto un nuovo ordine, manco dovessi passare tutto il giorno a lavarmi!! - tutta colpa di Franca che ne ha ordinati un po' :)

Questo doccia schiuma vi porterà dai 31°, temperatura ambiente, a 27°nel tempo di una doccia. Io poi la faccio quasi fredda e il consumo di gas è ridotto (lo sto precisando considerato che qualcuno potrà giustamente far notare che più docce si fanno, più gas si consuma nel mio caso -qualora abbiate il boiler elettrico è ancora peggio, forse meglio farla ghiacciata).


Le foto è una sorta di segnaposto da cambiare ASAP (ero e sono di fretta!!)


Oltre ad avere un INCI superbello è di una bontà estrema, sia al lavaggio/massaggio così come all'assaggio: sulla pelle fa una leggerissima schiumetta bianca, vellutata. E una volta uscite dalla doccia vi farà restare belle fresche per un bel po’.
In quanto all'assaggio... ecco, questo in effetti è l’unico problema se proprio vogliamo trovarne uno.  L'impulso sotto la doccia è quello di leccarmi: braccia e spalle che insieme alle mani sono gli unici punti dove riesco ad arrivare in posizione eretta (probabilmente perché ha lo stesso odore/sapore del ghiacciolo alla menta che mangiavo da piccola - nulla di diverso da un comune ghiacciolo di questi tempi). 
E  così potrebbe accadere che mentre siete sotto la doccia a rinfrescarvi vengono terribilmente stimolati i vostri succhi gastrici.
Consiglio di tenere quindi a portata di mano (fuori dalla doccia, meglio) un ghiacciolo del quale beneficerete non appena usciti, così gli stimoli non resteranno inappagati.

Quanto al costo. 
Il doccia schiuma costa 6,87 euro, certo rispetto alle schifezze del supermercato mooooolto di più. Ma facciamo conto che con 3 docce al giorno di media almeno 3 settimane vi dura, non ditemi che 30 centesimi al giorno sono tanti!
Scommetto che per un aperitivo ne spendete anche il doppio, per non parlare degli acquisti compulsivi in farmacia o in erboristeria (Occitane e compagnia bella, peggio che andar di notte!).

Per l' Inci, cacchi e mazzi e ulteriori dettagli vi mando sul loro sito.
Solitamente dopo la doccia mi massaggio con questo olio WLD balsamico da massaggio a base di ess. di lavanda e rosamarino che oltre a prolungare la sensazione di freschezza (sembra uno spot di un detergente intimo - quello arriva dopo :)) è utilissimo per riattivare la funzionalità della muscolatura. 
E considerato che la gazzella corre corre è perfetto. 
Anche questo prodotto è della linea Fitocose.

Vi svelo un segreto (altro spot): oltre alla corsa, per tonificare uso l’amica Fitocell urto per un lato B da urlo (non esageriamo... comunque c'è da dire che il "day by day" da sempre ottimi risultati, in tutte le cose). Anche lei Fitocose.

Due/tre volte a settimana vi consiglio lo scrub cocco e limone fatto in casa (vi riporto ricetta veloce ma se siete assidui lettori del blog dovreste già averla letta, fatta ed apprezzata - cercatevi il post dove la racconto meglio :)):

Ingredienti (dosi per ottenere 7 scrubbini).
  • 5 cucchiai di olio di riso
  • 4 cucchiai di farina di cocco
  • 4 cucchiai di farina di riso bio
  • bio scorza di limone
-da conservare in frigo-

Anche qui non lasciatevi sedurre dal profumo intenso del cocco e piuttosto tenetevi una vaschetta di gelato al cocco a portata di mano (il cocco, insieme al puffo, era il mio gusto di gelato preferito da piccola - e ora che sono più grande lo è ancora). 

Nota.  
Il prossimo esperimento di gelato, che probabilmente coinciderà con il prossimo post, dopo questo di Venere, il cui esito è stato medio/soddisfacente (ve lo giuro, non sto dicendo bugie) sarà un gelato al cocco con latte di riso per cui vegano.

Ritornando allo scrub...
Potreste usare anche la famosa Terralava che, mentre per i capelli nel mio caso non va bene ed è anche complicata da gestire, per il corpo è fantastica e lascia una pelle estremamente vellutata (oltre che un box doccia totalmente infangato come dopo una lotta nel fango per chi l'avesse provata - mai provata ma mi piacerebbe un sacco :)).

Per la testa è d'obbligo lo shampoo solido di Lush alle erbe purificanti, utilissimo a rinfrescare e a combattere i grattacapi.

Per il viso.
La mattina utilizzo il famoso detergente al tea tree oil di Fitocose, mentre e la sera il mio "Angeli a fior di pelle" autoprodotto.

Per comodità vi rinnovo qui la ricetta (è la versione ultima, perfezionata):
  • farina di mandorle - 1 cucchiaio e mezzo
  • olio di riso (ho usato quello di Jerry dato che biologico non si trova, ma va bene anche quello di girasole spremuto a freddo o, meglio ancora, quello di jojoba eco-bio se lo trovate- quello di mandorle dolci meglio di no, troppo untuoso) - 2 cucchiaini
  • farina di grano saraceno (la stessa che si usa per fare i pizzoccheri) - 2 cucchiaini
  • semi di anice (polverizzati nel macina caffè) - 2 cucchiaini
  • oli essenziali al bergamotto ad uso cosmetico (come conservante) - 2 gocce
  • tonico eco-bio (come conservante) - qualche goccia, vi aiuterà ad ottenere la consistenza che volete
-da conservare in frigo-

Il tonico che sto utilizzo in questo momento storico è questo rinfrescante all'Orchidea reale della linea "Green Energy Organics", un'ottima linea di prodotti certificati BIO dall'ottimo Inci (l'ho acquistato su Privalia quest’inverno insieme a questo altro prodotto che vedete nel post sul "peeling dell'area C").

Dopo il tonico picchietto la crema, quella della linea  GARNIER Skin naturals - Bio Active, leggerissima e che si trova a poco al supermercato, che ho dovuto saputo apprezzare nell'attesa di quella al Propolis di Fitocose, che ho scelto di ordinare perché per pelli grasse e impure e ho pensato che per l'estate sarebbe stata perfetta: l'ho assaggiata questa mattina ma devo testarla meglio anche se non ho dubbi, poiché le creme di Fitocose sono in generale sempre leggere e non unte ma compatte al tocco e sulla pelle e penetrano lasciando una sensazione non di "crema spalmata" quanto di "pelle idratata e compatta".

Nota.
La base sebo normalizzante di Fitocose non la stavo più usando dato che la crema viso Garnier era già abbastanza liquida.


La cosa nera è "Smell of Freedom" di Lush, pratico ed efficace :)
- vale lo stesso commento della foto sopra-

Per il contorno occhi, considerata l’età che avanza (e tra pochi giorni saranno 31.... ammazza!!) ho la mia solita crema contorno occhi alla Rosa Rubiginosa, sempre di Fitocose.

Resta invece ancora da trovare il compagno ideale per le mie ascelle.

Per maggiori info su questo argomento potete leggere il mio "deo-post al verde" ma vi dico che ad oggi ancora non so cosa utilizzare (quello della Borotalco regge di brutto ma di brutto ha anche un sacco di pallini rossi!).
C'è da dire che quello della  Nivea Pure&Natural Action, ogni tanto lo uso ma non lo abuso perché non posso fidarmi di lui se non per poche ore di chiacchiere e poi subito a casa (e mica poi in tutti i momenti funziona).
Resta poi il fatto spiacevole della profumazione troppo forte che entra in conflitto con gli eventuali Smell of Freedom e Dirty, loro sì che sono amici veri e sinceri.

Nota.
In realtà il deodorante Nivea Pure&Natural Action si abbina abbastanza bene con l'acqua di Camelia Sinensis - tè verde in pratica- di Fitocose che mi spruzzo dopo la doccia, o anche la sera prima di andare a letto e che purtroppo si dissolve in pochi minuti (è senza alcool).

Nota 2.
Se siete pazzi di Mojito allora vi piacerà di scuro Dirty che però è un po' maschile e potrebbe tenervi lontani gli esemplari maschi di "homo sapiens sapiens" e dipende quindi cosa andate cercando (e se andate cercando, per non rischiare forse meglio Smell of Freedom, sempre di Lush, più femminile forse e che già solo per il nome andrebbe apprezzato).


E per concludere, arriviamo alla parte che preferisco, ovvero i piedi che adoro restare a guardare mentre li muovo dentro ai miei sandali e  che spesso ignoriamo o semplicemente dimentichiamo perché svaniscono all'interno delle scarpe chiuse.

Per talloni idratati utilizzo la mia crema emolliente di Fitocose (è ottima anche per i gomiti) + la lozione rinfrescante alla salvia che in estate è perfetta (sul loro sito se cercate trovate tutto).

Ovviamente, prima di uscire (e sempre dopo i pasti, la mattina e la sera prima di andare a letto) mi lavo i denti e lo faccio con: il dentifricio all’anice e limone dopo i pasti (perfetto infatti come dessert per via del gusto - sa di liquirizia), mentre a digiuno la mattina (sì perché io mi lavo i denti subito appena sveglia e anche dopo la colazione) preferisco il classico gusto alla menta dell’Esselunga, che insieme al detergente intimo e al sapone liquido della linea è un ottimo prodotto con un ottimo rapporto qualità/Inci prezzo.

A proposito...
!!!!!NEW ENTRY!!!!!! 

Di recente alla Coop sono stata attirata da uno stand con dei prodotti per il viso della linea Viviverde ma ero di fretta e non mi occorreva nulla per cui ho tirato quasi dritto in quell'occasione. 
Una notte poi, girovagando per video, ho incontrato questo di Carlitadolce dove lei con il suo solito modo di raccontare (starei le ore ad ascoltarla!!) parlava proprio di quei prodotti... Bene, il giorno dopo ero alla Coop ad acquistarne due (infatti mi sono ricordata che mi serviva uno struccante e un burro cacao - in realtà non proprio ma fa niente :D).

Ho comprato quindi un Tonico Purificante Rinfrescante da 200 ml a 2,85 euro (praticamente regalato!) e un balsamo per labbra da 4,8 gr in stick a 2,19 (quasi regalato).

Ma non mi serviva lo struccante???
Non sono impazzita per il caldo, infatti il tonico in realtà funge da struccante! :)

Come ha osservato Carlitadolce, personalità assolutamente competente in materia, avendo tensioattivi schiuma leggermente ed è quindi molto più adatto al ruolo di struccante. E infatti posso confermare avendolo utilizzato per liberarmi dagli occhi neri sabato sera (nessuna rissa, solo un ombretto dannatamente dark che poi ho rimosso con il tonico – solo in parte dato che l’umidità aveva già fatto il resto).

Il balsamo labbra protettivo è buonissimo in quanto ricco di oli e cere (non vi è altro ingrediente né profumo, fantastico!). Si rende necessario il suo intervento per reidratare in caso di aria condizionata soprattutto se date molto spazio alle chiacchiere e le labbra vi si seccano in un batter d'occhio, anzi, di labbra.

Chiudo il post con un bacio al naturale e mi butto sotto la doccia!

giovedì 28 giugno 2012

Hot&Food: ricette d'estate!

E’ estate! 
In realtà già da qualche giorno ma si sa, io arrivo sempre oltre tempo massimo.
E mi chiedo: dov'ero con la testa il 21 giugno? Non si sa.

Forse questa è la volta buona per riprendere a postare con i ritmi di una volta (ricordate i bei tempi di un post al giorno?) e spererei almeno in 3 post a settimana, magari lasciando perdere per un po' la psicanalisi per riprendere con spignatti, prodotti cosmetici e qualche ricetta sfiziosa, così da tenervi belli freschi.
Infatti le alte temperature di questi giorni richiedono rimedi rinfrescanti che andrò a riassumervi rubacchiando cose qua è là sparse in giro per il blog, chiaro, il mio di blog (così almeno vi evito lo sbatti di girare per post alla ricerca del mio scrub cocco e limone, prodotto Top, che trovate nel post "Semifreddi (afrodisiaci) per le feste" - lo vedete nella foto sulla destra, in background).

In realtà vi vorrei parlare anche di risparmio energetico e di risparmio più in generale dato che si preannunciano rincari decisamente "HOT" anche sulle le bollette di luce e gas, a partire dal 1 luglio.

E allora guardate un po' le mie strategie per ridurre (in alcuni casi aumentare ma questa è un'altra storia...).

Chi mi ama o mi segue saprà bene che il riso nero Venere nella mia cucina non manca da quando l'amica Mus di Veganblog me lo ha presentato in questa veste del tutto inaspettata.
Sulle caratteristiche del riso nero Venere vi rimando al mio post di Venere ma in sintesi vi dico che è un ottimo riso per mille ragioni (fidatevi!) e se consumato crudo, senza cottura come faccio io, non solo manterrà inalterate le proprietà garantendovi il massimo apporto nutrizionale ma vi farà risparmiare anche ai fornelli perché "si cuoce" direttamente nel frigo.

Per saperne di più sul cibo crudo o Raw Food, per dirlo all'americana, vi rimando al post "la Zucca illuminata".

Guardate come lo preparo (dosi per 3 occasioni, in totale 180 grammi).


Così come lo vedete è praticamente già cotto
(messo ieri a mezzanotte in frigo e ora è pronto da mangiare...)


Peso il riso, lo metto in una ciotola sotto l'acqua corrente tiepida/fredda e "lo massaggio".
Infatti mentre lo passate tra le mani (questo intendo per massaggio) è importante che stiate nel momento: non fate altre cose che vi possono distrarre. Solo così riuscirete a ristabilire il contatto con voi, indispensabile per la sopravvivenza dell'essere umano in questo mondo difficile :).

Tanti sono i modi per ristabilire un contatto con noi. Lettura, meditazione, recitazione, cucina, corsa, Yoga (domani devo proprio riuscire ad andare!), ecc ecc. Trovate il vostro e non pensate che sia una cazzata inutile/perdita di tempo non serva.

Io spesso (e soprattutto volentieri) sto nel momento. 
E quando mi capita mentre lavo i piatti ho delle intuizioni incredibili su progetti da realizzare, oggetti da produrre, libri da scrivere (poi accade che mentre qualcuno traduce in azione come l'amica Ayame, nel mio caso spesso e volentieri restano nel nebuloso territorio della mente e lì se la suonano e se la cantano per fatti loro). 
Anche quando sono ai fornelli ho delle intuizioni (e deduco sia a questo punto più un fatto di feng-shui ma non ho una conoscenza dell'argomento tale da poter affermare una cosa del genere - da aggiungere all'interminabile lista degli argomenti da approfondire).

Dunque martedì sera mentre cucinavo (in realtà era mentre ripulivo col cucchiaio di legno la pentola dagli ultimi residui di riso nero Venere...).
No scusate, prima finiamo qui se no perdiamo continuamente il filo.

Come si prepara il riso nero Venere crudista?
Una volta lavato il riso (vi direi di comprarlo biologico magari al Centro Botanico ma io non sono ancora riuscita a passarci per cui mi accontento del "Gallo" - non dovrei forse dirlo su questo blog?) lo mettete in un contenitore di plastica o vetro (come preferite in base alla disponibilità) e lo riempite di acqua fredda in una dose doppia rispetto a quella del riso (io utilizzo il bicchiere del frullatore ad immersione e lo vedete sulla destra nella foto del post sul frullato estivo della colazione - da quel 30 luglio alcuni ingredienti sono variati e non solo nel frullato...). Lo coprite e lo mettete in frigo. 
Dopo 8/10 ore sarà pronto per essere mangiato (lo potete conservare così per altri 2/3 giorni ma a me finisce prima).
La ricetta classica.
Io di solito lo faccio scaldare leggermente in padella con un sussurro del mio mix di erbe bio (più che un sussurro è un urlo), olive nere (un ruggito in questo caso... le olive nere sono una "new entry" di questo periodo, e abuso di loro così come faccio con le banane - vi rimando al post sul perché per iniziare bene la giornata occorra la banana - non pensate male, si parla soprattutto di cibo), peperoni crudi visto che sono anche di stagione, e, se non siamo vegani (e non lo siamo), anche del pecorino grattugiato o della mozzarella light (in questo periodo ho riscoperto la mozzarella light :)). Potete anche aggiungere del pepe nero (io lo infilo un po' ovunque) e se gradite (e io gradisco) dell'ottimo olio spremuto a freddo: io a quello extravergine di oliva, che si fa chiamare Evo, preferisco l'olio di semi di girasole biologico che risulta meno strong (e in fatto di oli non amo molto che siano "strong").


------------------------------------------- (saltare se andate di fretta)-----------------------------------------------
Ora posso raccontarvi dell'intuizione (che bello, non vedevo l'ora :)).
Dicevamo di martedì sera...
Stavo cucinando per la mia ospite, la Moni, per dirla come la diciamo noi qui al Nord che ci aggiungiamo l'articolo (è quello determinativo giusto per ripassare un po' di grammatica) davanti al nome proprio di persona.
Ho preparato un magico piatto a base di seitan saltato con peperoni, olive nere e riso Venere (e ti pareva!) che avrebbe richiesto un buon vino di accompagnamento (esperti di vini accorrette numerosi a suggerirmi che vino ci sta bene così almeno la prossima volta mi organizzo). Infatti non c'era nessun vino sulla mia tavola perché c’è stato un piccolo malinteso (Moni scusami, davvero!!) circa il mio stato attuale che non è di gravidanza ma tutt'altro. E lei ha pensato bene di non portare il vino anche, e soprattutto, per via dei miei messaggi minatori (riporto esattamente l'sms che le ho scritto: "Moni mi raccomando, non portare nulla altrimenti non ti faccio entrare dalla porta!!!! :D Non è un suggerimento, è un ordine!!! A stasera ;)" ) che stava a significare che a me importava solo della sua presenza e che non sarebbe dovuta impazzire per andare a recuperare "doni di circostanza" secondo uno dei più classici "clichè" (anche questa una "New entry"). 
Ma il vino da quel che ho appreso solo poi non sarebbe stato un clichè! :-| 
---------------------------------------------- (fine della storiella) ---------------------------------------------------- 


Così l'idea di andare a prendere il gelato che nel suo caso sarebbe stato tassativamente al limoncello. In realtà prima della gelateria (esattamente il civico prima) c'è un'enoteca per cui avremmo avuto addirittura due possibilità.

Mentre raccattavo dalla pentola gli ultimi chicchi di riso avanzati e si parlava di gelato, ecco arrivare l'intuizione:

"Creerò un gelato col riso nero Venere che chiamerò gelato al gusto di Venere e aprirò una gelateria che avrà dei gusti speciali..."


Sembra vero gelato, incredibile!!

Di lì a poche ore avrebbe preso consistenza nel mio porta frutta in acciaio dell'Ikea uno splendido e cremoso gelato da potersi, forse, anche mangiare (stasera il giudizio inappellabile). 

Lontani i tempi in cui si tentava un gelato alla banana come questo.

Questa volta tutto sembra avere funzionato! 
Forse saranno state le giuste dosi (buddità inclusa), lo stare nel momento mentre con la frusta mescolavo per non far formare i cristalli-trappola di ghiaccio, l'atmosfera di un caldo pomeriggio di giugno... insomma, sta di fatto che questa volta dovremmo poterlo chiamare gelato :).

Ingredienti per il gelato di Venere.
  • 200 grammi riso nero Venere (cotto con procedimento a crudo, mi raccomando)
  • 1 banana media= 100 g (per dolcificare: è dolce e nel "mood" di Venere - è afrodisiaca se non vi fosse ancora chiaro il "mood" del gelato :))
  • latte parzialmente scremato Accadì 150 ml (scusate ma ora ho ripreso con il latte vero e io bevevo questo) 
  • pepe nero se volete (io volevo ma non so come, ma è finita che non l'ho più aggiunto... comunque posso aggiungerlo al momento, anzi forse meglio)
  • frullatore ad immersione
  • frusta per dolci
  • corrente (quindi bollette pagate)
  • freezer (il mio è un po' da sbrinare ma fa lo stesso)

Come si fa?
Frullate bene il riso con il latte e disponete il composto (che in realtà potreste anche già bere così) in una ciotola/portafrutta/o quel che volete. Coprite con la pellicola trasparente e mette in freezer per circa 40 min. Dopo 35 minuti circa tirate fuori e mescolate con la frusta (ovviamente stavo facendo altro e ho accumulato 15 minuti di ritardo sulla tratta pc-freezer :)). Trascorsi altri 35/30 minuti tirate fuori, frustate e ripetete l'operazione per altre 3/4 volte.

Nota.
Il contenitore non è rimasto per ore in freezer come la prassi avrebbe richiesto perché ho deciso di creare il mio gelato ieri pomeriggio verso le 15:30 e volevo tutto e abbastanza subito, tipico del mio modo di essere (un po' come i bambini con il giocattolo, lo vogliono subito!).

Per una variante Vegan vi suggerisco di provare con il latte di riso che da anche un tocco un po' più dolce al tutto (e poi tra risi se l'intendono). Io lo voglio rifare con il latte di riso e infatti l'ho aggiunto ora sulla lista della spesa che farò tra poco.

Ho come l’impressione che anche questo post sia già troppo lungo e divagante ma in quanto a parole non so proprio cosa fare per risparmiare! 

Altro rimedio per consumare meno ai fornelli quando fate la pasta, o il riso... (che siano elettrici come quelli di Miss Raw o a gas come i miei -i fornelli, chiaro).

Udite udite! 
Una volta che l’acqua bolle, buttate la pasta e mettete il coperchio, spegnete la fiamma e attendete qualche minuto in più rispetto ai tempi di cottura indicati... ed ecco fatto! 
Ma in questo periodo chi ve lo fa fare di usare i fornelli?  Mangiate crudo che vi fa solo bene - sui benefici del Raw Food ormai saprete tutto (magari lo avete letto anche su Phit magazine di marzo...?).

Altro rimedio per risparmiare energia (e consumare calorie?).
Io quest’anno nemmeno azionerò il Pinguino perché ho constatato con stupore che il mio corpo si è stranamente abituato a questo clima (in casa ieri mentre preparavo il gelato avevo 29°C e mi stavo strafogando di  mangiando una corretta dose di crema alle nocciole "Altromercato" che data la temperatura era praticamente quasi allo stato liquido...). 
Per cui altro risparmio sulla bolletta.
Non ho l’auto, quindi non inquino e sono altre spese in meno. Mi muovo in bici e brucio altre calorie (oltre a quelle che brucio con la corsa e affini).
Però persevero con il bio (in questi giorni ho anche voluto provare pesche e pomodorini non bio e non sanno di nulla!) che se anche è leggermente più costoso mi da maggiori soddisfazioni soprattutto in campo cosmetico. Infatti...

Ve lo racconto nel prossimo post!

domenica 10 giugno 2012

Smell of Freedom

Ero convinta di essermi lasciata alle spalle il deserto ma non è esattamente così.

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Divagazione (giusto per chiuderla sul nascere del post).

A proposito di miraggi...
Nel deo-post di venerdì avevo parlato di deodoranti e vi avevo detto che in certi casi perseverare con l’eco bio è diabolico (ragion per cui si era resa necessaria l'aggiunta di Chestnut Bud alla mia pozione di Bach).

A conferma che a volte le cose le vediamo non come sono ma come le vogliamo vedere (in pratica fingiamo di non vedere perché forse così è più facile) vi devo dire che purtroppo il deodorante che attualmente è mio amico è pieno di pallini rossi e anche dei peggiori!

Guardate qui cosa dice il biodizionario:
Aqua, ALUMINUM CHLOROHYDRATE (1 rosso - antitraspirante), PPG-15 STEARYL ETHER  (1 rosso - emolliente), STEARETH-2 (1 rosso - tensiottivo), parfum (chiaramente di sintesi), STEARETH-21 (1 rosso  tensiottivo), Talc (2 verdi - assorbente), BENZYL SALICYLATE (1 giallo - allergene del profumo), 
Coumarin (1 giallo - allergene del profumo), Eugenol – (1 giallo - allergene del profumo/denaturante), Geraniol (1 giallo - additivo, allergene del profumo), HYDROXYCITRONELLAL  (1 rosso - allergene del profumo), Isoeugenol (1 rosso – allergene del profumo), Limonene (1 giallo - allergene del profumo)

Il più grave è proprio il primo ingrediente dopo l'aqua, l'ALUMINUM CHLOROHYDRATE (al quale però credo di dovere comunque i miei ringraziamenti per il discreto supporto dimostratomi). 

Ma conosciamo meglio ALUMINUM CHLOROHYDRATE:
Funzione: antisudorazione/deodorante
Chemical/IUPAC Name: Dialuminium chloride pentahydroxide.

E' utilizzato nei deodoranti con funzione antitraspirante. La sua azione astringente (non fisiologica, in quanto tende a chiudere i pori sudoripari) lo rende potenzialmente irritante.
Utilizzato su mucose o parti lesionate può provocare sensibilizzazione e altri danni.
E' sospettato di favorire il cancro al seno, ma ciò non è stato ancora confermato (potete guardarvi questo approfondimento). 



Ca***!!!
E mi ritrovo punto a capo, di nuovo in pieno deserto (e il deodorante in questa condizione mi diventa fondamentale!).

Da oggi si ricomincia con la sperimentazione su tutti i precedenti deodoranti più o meno eco-bio anche perché, come già detto più e più volte, le cose cambiano e non è detto che magari ad oggi non possano anche comportarsi bene (riproverei con il bicarbonato di sodio, magari arrangiato in questo modo più pratico e con aggiunta di olii essenziali).
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Ritornando al deserto...
Vi devo riferire che purtroppo le trappole che si nascondono sotto la sabbia sono tante soprattutto quando siamo meno vigili, più stanche (certo il caldo e la camminata non giocano a nostro favore) e magari in un periodo di sete, fame o carestia. 
Parlo della carestia di quella cosa che ha a che fare con la nostra natura più profonda e selvaggia, quell'energia che scorre e ci fa fare cose, la passione creativa. In pratica l'anima.
Potrebbe infatti sopraggiungere un beduino di passaggio a sedurci, ma noi non dobbiamo lasciarci incantare! Tutti i giorni un beduino (o una carrozza dorata, scegliete l’immagine che preferite) ci si presenta per tentarci e mettere a rischio la nostra integrità.

"Quando la vita-anima personale è ridotta in cenere, la donna perde il tesoro vitale e comincia diventare arida come la Morte" e assumerà qualsiasi cibo le capiti a tiro. C’è infatti qualcosa nella fame che provoca un annebbiamento del giudizio.
E questo avviene quando una donna è eccessivamente addomesticata e così sperimenta indecisione, noia, depressione, improvvisi stati di ansia (comunque la buona notizia è che c’è un fiore di Bach per ogni condizione, guardate qui).

"Il desiderio di essere facilitati (il beduino o la carrozza) non è la trappola, è un qualcosa che l’Io desidera naturalmente. Il suo prezzo è la trappola” e potrebbe condurci all’inizio della fame dell’anima. 
E il rischio è di afferrare la prima cosa che prometterà di farci sentire di nuovo vive. Per questo acume, intuizione, prudenza e tenacia non devono mai mancare all'appello.

Quando tocchiamo il fondo per via di scelte distruttive, istinto danneggiato, fame o cattura non dimentichiamo che è sul fondo che stanno le vive radici della psiche.


Queste sono le piantine cresciute grazie anche al mio supporto per la
causa ecologica
 del progetto CO2 Neutral, ricordate?
Mi hanno mandato le foto :) :) :)


"Sul fondo si trova il terreno migliore per far crescere qualcosa di nuovo". In quel senso toccando il fondo, sebbene ciò sia estremamente doloroso, si trova anche il terreno della semina.

E noi donne (non addomesticate e con la psiche intatta, chiaro) siamo come un saguaro (che non centra nulla col giaguaro, piuttosto siamo come lupi). 
Il saguaro è un cactus che vive nel deserto e lo si può sforacchiare, tagliuzzare, calpestare (se ci riuscite senza pungervi!) e continua a vivere e crescere e a ritornare all’antica bellezza (non vale ovviamente per il mio di stoffa acquistato a Barcellona -  lo vedete nella foto di questo post).

Inevitabilmente siamo influenzati da molte collettività, che siano la famiglia, la religione, la scuola. 
Ma non dobbiamo conformarci a nessuna di esse poiché il rischio sarebbe perdere il collegamento con la nostra natura più profonda.

Non dobbiamo confonderci con l’ambiente in cui stiamo ma arricchirlo con la nostra speciale fragranza.
E io da oggi ne ho una tutta speciale! 

Infatti...
Due settimane fa (o forse sono già tre??) sono passata da Lush per scegliere la fragranza selvaggia che mi avrebbe dovuta accompagnare per le prossime settimane in questa camminata tra deserto e savana (sinceramente non ho ancora capito dove mi trovo!). 
Il mio caro e buon vecchio Dirty (della cui linea ho anche il sapone solido blu - non è perseverare, me lo hanno dato come campione omaggio senza nemmeno sapere che mi piaceva, ma che caso :)) l’ho voluto momentaneamente sospendere poiché ha superato fin troppo brillantemente il test (per capire meglio di cosa sto parlando vi rimando al post dedicato alle "Strategie di sopravvivenza in ufficio").

Appurato che era tempo di nuove esperienze olfattive, dopo una indecisione durata 4 tappe da Lush in due giorni (vi ricordo che sto assumendo anche Scleranthus, il rimedio per le persone che trovano difficile decidere tra una o più alternative) ho optato per "una fragranza profonda che si apre su una nota fresca e vivace di erbe, lemongrass e fiori, per poi evolversi in qualcosa di più grande e complesso, con note di legno, sandalo e spezie. È il profumo della libertà, per vivere la vita con le ali ai piedi!" ("esselodice Lush...").
E devo dire che non solo Bach mi ha supportata nella scelta, ma anche Fabiana ha avuto il suo ruolo e alla fine il responso è stato: Smell of freedoom...
ooooooh yeah!

(riporto paro paro le parole del sito di Lush - qui trovate scheda prodotto e l'Inci completo)
"La libertà è un dono prezioso, va celebrata respirandola a pieni polmoni ogni mattina e ogni sera. 
Questo profumo è dedicato a tre persone che la libertà l'hanno persa e poi ritrovata (ma di chi parlano? Non ho capito...).
Da loro prende la gioia e l'allegria di una vita riscoperta, e la bellezza di chi ha saputo liberare la propria mente da troppi inutili ingombri". 

Capito??
Acquistata la versione spritz da 10 ml (e da 25 euro!): è pratico da tenere in borsetta, da usare quando vi sentite soffocare (ne basta una sola spruzzatina altrimenti poi comunque non riuscirete a respirare - e gli altri pure!).

Proseguendo sulle note della agognata/ritrovata libertà...
La psicologia Junghiana classica sottolinea che la perdita dell’anima avviene in particolare intorno ai 35 anni.
Io di anni ne ho solo 31 e credo di avere sempre più o meno fatto di tutto per non perderla ma la lotta è da portare avanti tutti i giorni e non dobbiamo mai lasciarci sedurre né fermarci e restare immobili, mai mai mai (se ancora non lo avete letto vi suggerisco di andare a vedere "Chi ha spostato il mio muffin?").. 
L’istinto ci verrà in aiuto poiché la donna nasce con l’istinto intatto. E se unito alla riflessione e alla consapevolezza ci guiderà nel nostro cammino: "Dal deserto alla savana, la gazzella e la banana", ovunque!

Titoli di coda.
Ringrazio Lisa che mi hai fatto conoscere Clarissa Pinkola Estés e il suo meraviglioso "Donne che corrono coi lupi", grazie al quale questo post ha avuto luogo (e non solo il post :)). 
Se siete donne e non lo avete ancora letto (i libro, non il post) è giunto il momento di farlo. 
Se siete uomini siete comunque in ritardo ma va bene, potete leggerlo (post e libro)...