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martedì 24 gennaio 2012

La crema alle nocciole fa dimagrire!!

Son tornata, ci sono ancora!! Vi ho fatto un po' preoccupare'?
Sono stata un pochino presa dai fatti miei (ho iniziato a caricare qualche video sul mio canale di Youtube ma non siate crudeli, sono molto impacciata e maldestra e non amo per nulla sentire la mia voce e nemmeno parlare di fronte ad una telecamera seppure senza operatore - trattasi per fortuna del mio telefono), dal lavoro e soprattutto da certi studi che mi hanno portata a dare questo titolo al post (in realtà quest'ultima cosa è una mezza verità, nel senso che sono ritornata in modo più approfondito sull'argomento, per il prossimo articolo che uscirà su Phit a marzo, ma l'argomento già mi era noto come sapete, dai tempi di quel post sulla zucca illuminata...).

La crema alle nocciole fa dimagrire!
Come si fa a non leggere un post con un titolo così?!
E infatti è fatto apposta perché vorrei che molte persone arrivassero qui da me per leggere di cose meravigliose che magari non sapevano (non sto dicendo che il mio blog è meraviglioso, sto dicendo che questa cosa potrebbe lasciarvi meravigliati).

Nessuna crema anti cellulite ma piuttosto una crema da mangiare.

Chi un pochino mi conosce saprà che quando metto sul tavolo farine crude e cocco non mi accingo certo a preparare un dolce da forno, bensì un qualche scrub da usare sotto la doccia.
Ma questa volta il cacao ce lo mangiamo, infatti...

Certi giorni al mese.
Certi giorni al mese, si è decisamente più brutte, nervose, irritabili, disorganizzate, inconcludenti, pessimiste, insofferenti al caldo a al freddo a blocchi di giorni alterni (notare che il termometro fuori -e pure quello in casa- segna la stessa temperatura!). Certi sapori ci danno la nausea, ci si specchia solo nelle vetrine e solo di sfuggita con gli occhi socchiusi (stessa apertura occhiale oculare di quando attraversi il parco in bicicletta magari in una giornata come oggi, di vento e al tramonto, con un'aria respirabile - in pratica ti stai godendo ogni sensazione panica). Certi giorni ci si sente obese e poi subito dopo magrissime (rara questa forma). Sta di fatto che "certi giorni al mese", i frullati non bastano e occorre tirare fuori quella cosa: la Nutella.

La mia.
Qui nella mia cucina ne tengo una versione biologica che prende il nome dal suo ingrediente principale e si chiama Nocciolata: contiene nocciole in una percentuale del 16 % (mentre la "Nut"ella solo del 13% - capirai la differenza).


Ingredienti (versione senza glutine): *zucchero di canna (nella versione normale è zucchero normale), *pasta di nocciole 16%, *olio di girasole, *latte scremato in polvere, *cacao 6,5%, *burro di cacao, *lecitina di girasole, *estratto di vaniglia.
*biologico


E' quella che il marito mangia a colazione (a scelta, in base al supermercato c'è con o senza glutine).
E naturalemente (a proposito, il 2 ho il test delle intolleranze da "Naturalemente", mi devo ricordare) ognuno ha le proprie cose e infatti, ecco la mia:


Under 18 (il piccolo principe).
Si chiama proprio così ed è ancra un'altra crema alla nocciola, spalmabile e senza latte, biologica certificata. E le nocciole sono nocciole della Tuscia. Questo prodotto l'ho trovato nello scaffale dell'Esselunga (si trova solo qui) tra la Nocciolata e la Nutella e mi ha subito incuriosita, in particolare per il primo ingrediente...

Ingredienti:
*nocciole 38%*olio vegetale non idrogenato*olio di girasole*cacao*fruttosio.
*ingrediente biologico

Ehhh??? Ma dai!! 
E poi è senza latte per cui è adatta a vegani e intolleranti al lattosio.
Peccato per il fruttosio (diatriba a parte - ancora non è chiaro se faccia bene o faccia male) per me è inutile. E' sempre un po' troppo dolce per i miei gusti pur essendo addirittura amara stando a quel che dice il marito (capite l'a difficoltà impossibilità nel realizzare dolci che piacciano ad entrambi?).

Così, se 2 + 2 fa 4...

acquolina in doccia al cacao + cucina crudista (afrodisiaca o no, non ci interessa) + quei giorni = crema alle nocciole fai da me


crema alle nocciole cruda fatta in casa
Sembra proprio un gelato al cioccolato ("dolce un po' salato", davvero...)



Ingredienti:
20 g di nocciole biologiche di Giffoni (sono addirittura anche "indicazione geografica protetta")
15 g olio di girasole biologico spremuto a freddo 
10 g di malto d'orzo biologico
5 g cacao equo solidal  (non è biologico ma secondo me è equiparabile - in alternativa a quello Raw, che è difficile da trovare, potete usare la carruba biologica)

Avrei fatto volentieri una versione crema di datteri + cacao ma mi si è rotto il frullatore giusto in tempo (!!!) e solo nel pomeriggio l'ho ricomprato.

Infatti questa si fa senza frullatore, a mano, aiutandoci per mescolare con un cucchiaino (lo stesso che poi porterete alla bocca in un smorfia di piacere).

Come si fa.
Si aggiuge il cacao alle mandorle (prima vanno passate nel macina caffè anche se io non ho voluto renderle completamente farina), poi l'olio e alla fine il malto. Si mescola con un cucchiaino fino ad ottenere quella sorta di gelato al cacao.

La consistenza non è spalmabile come quella della Nocciolata ma direi che la scodella, il cucchiaio e una bocca aperta sono più che sufficienti. Ottima da mangiare al cucchiaio come merenda o anche in qualsiasi momento non appena avvertite il calo di lucidità mentale (o anche come sostituto di qualsiasi pasto se andate di fretta).

Per via degli ingredienti credo la si possa conservare fuori dal frigo, chiusa in un barattolo di vetro anche se, considerati i tempi di realizzazione (soli 5 minuti inclusa la pulizia del macina caffè), potreste anche prepararla al momento.

Creme a confronto.
Vediamo i vantaggi e gli svantaggi delle varie creme a noi note.

Nutella Ferrero.
Per me troppo dolce, nemmeno il tempo di pensare di averne voglia che già 
il desiderio diventa nausea, e la nausea (unita credo agli oli idrogenati) da luogo a dei brufoli!
Non adatta a vegani (per via del latte) e a salutisti (per via del resto).
Vi mostro gli ingredienti (statebboni, li ho trovati in rete...).

Ingredienti:
zucchero, olio vegetale, nocciole 13%, cacao magro, latte scremato in polvere 5%, emulsionante lecitina di soia, aromi (e nemmeno naturali!!).

Nocciolata Rigoni.
Zero brufoli, molto buona anzi buonissima ma con lo zucchero in predominanza che come sappiamo fornisce "calorie vuote". Non adatta a vegani per via del latte.

Under 18 Deangelis.
Brufoli nemmeno dopo una mezza confezione (se ve lo dico :)). Però quel fruttosio sul finale non me lo dovevano mettere.

La mia crema alle nocciole.
Non è totalmente crudista per via del cacao che non è Raw ma altrimenti lo sarebbe stata.
E' certamente più "viva" delle altre, energetica e non farebbe ingrassare.
Wow!!! Ma come?
Ve lo spiego...

Cibo vivo.
Tutti i cibi cotti oltre i 40 °,i cibi non biologici, elaborati e raffinati, non sono più considerati "cibo vivo" e non contengono più  (se non in minima parte) tutte quelle sostanze nutritive di cui abbiamo bisogno e fanno produrre al nostro corpo tossine (le malattie sono le strategie di emergenza messe in atto dall'organismo per abbassare la tossiemia).

Rifiuti=Grasso
Secondo l'"International Natural Hygiene Society" quando il sistema della disintossicazione non ce la fa più a espellere i rifiuti, li incamera nel grasso: la discarica ideale per renderli inerti. Capito perché si ingrassa?
"Col cibo crudo ciò non avviene, ogni boccone è pieno di sostanze nutritive e ci si sazia prima" perché il corpo ha tutto quel che occorre e non "calorie vuote".
Capito "alla seconda"?

Per me è sì!
E se vi dicessi che negli ultimi anni non mi sono mai ammalata e negli ultimi mesi
certi sintomi spiacevoli tipici di certi periodi piacevoli (certo, dipende dal punto di vista) sono drasticamente diminuiti? Ritenzioni, gonfiori localizzati, fastidio alle gambe, scalmane, ecc.
Non mangio totalmente crudo e non mangio moltissimo ma quel che mangio è assolutamente biologico e soprattutto energetico (vedi anche le barrette raw - se vuoi vedere come si preparano c'è il video su Youtube).
E in questo modo se la nostra digestione è ottimale le energie possiamo destinarle alle altre attività.
Capito "alla terza"?
 
Ciò non toglie che non abbia mai tempo a sufficienza per fare tutte le cose che vorrei fare  (basta vedere che ora ho fatto!). Bene, ora mi aspetta l'attività che preferisco: vado a struccarmi con il mio guanto levatrucco

domenica 13 novembre 2011

Gli ingredienti della felicità

Questi i postumi del Ménage à trois (mi ci son voluti ben 2 giorni per riprendermi!!).
Nell'intervista a tre ho risposto in modo scherzoso soprattutto alla domanda di Miss Raw che mi chiedeva di parlare delle grandi aspettative che si evincono dai miei post (dice così...) come anche alla più ironica di Luca sul "nutrirsi bene a Milano senza essere additata come Hippie".

Vediamo se qui riesco ad essere un po' più seria e meno divagante. Ovviamente le risposte sono tra le righe del papiro.

Riflessioni vegane in un paese di pecore.
Purtroppo il paese non è la Svizzera (lì tutto parrebbe funzionare) e oltretutto qui da noi le pecore non mangiano l'erba (altri gli usi più diffusi).

Il risveglio.
Dopo l'esperienza a tre, il risveglio.
Perché subire addormentati le scelte alimentari che ci sono state imposte sin da piccoli e che ci hanno abituato a consumare certi cibi?  Ho deciso che voglio scegliere cosa mangio. Come scelgo come mi vesto voglio anche scegliere come nutrirmi. Non credete di essere voi che scegliete di mangiare "la lasagna" che vi piace tanto: probabile piuttosto sia un rapporto sentimentale che vi lega a questo cibo (magari era il cibo della domenica che vi preparava mamma).
Questo per dire non che non dovete più mangiare la lasagna ma che si può anche andare oltre.
E io voglio sapere tutto, non mi voglio fermare a quelle che sono le abitudini che certamente ci fanno stare a nostro agio e sentire sicuri (e questo vale anche per il cibo).

Oltre la siepe.
Passiamo oltre apparenze e luoghi comuni e cerchiamo di capire cosa vogliamo veramente.
Una torta buona o una torta "NON senza uova"? Probabilmente una torta buona.
Ma cosa è buono? Questo dipende da molteplici fattori e comunque non vorrei dilungarmi troppo ma arrivare a dire che una volta che si hanno tutte le nozioni a disposizione (che purtroppo ci mancano), solo allora si sceglie davvero.

Ora intendo sperimentare ricette con ingredienti nuovi, introducendoli poco per volta, e di cose da fare ne ho per i prossimi 30 anni!
"Qualcuno" diceva: non v'è più bellezza se non nella sperimentazione.

Perché vegano.
Il cibo vegano è rispettoso per sé e per gli altri (e non aggiungerei altro alle cose che già certamente conoscete e che se non conoscete potete facilmente trovare in rete, come magari questo video shock di Paul Mccartney...).
E poi la cucina vegana è assolutamente creativa
Come sappiamo la necessità aguzza l'ingegno (vi ricordo che io amo mettermi in deficit di materiale per stimolare la mia fantasia). Vi stupirete della varietà di piatti che si possono realizzare: dolci senza uova, senza burro (ovviamente!) e anche senza zucchero (questa una contaminazione crudista che ha reso autorevole la mia diffidenza per lo zucchero trasformandola (ora infatti per le mie ricette dolci, comunque poco dolci, utilizzo i datteri).

Spam.
Cose del tipo "bevi il latte che ti fa bene alle ossa" (certo, quello della tetta i primi mesi di vita) oppure "mangia la carne così cresci sano e forte" (ovviamente rivolto ai bambini - per fortuna a me hanno smesso di dirlo) vorrei finissero direttamente nello spam insieme alla posta indesiderata!
Purtroppo siamo cresciuti abituati a mangiare quello che mamma ci preparava ma possiamo decidere di cambiare.

Crudo e felice.
Già nel mio post "la zucca illuminata" troverete delle informazioni riguardanti questo stile di vita (molto diffuso in America , qui da noi molto meno ma ci stiamo arrivando).
Per stare bene e essere felici bisogna mangiare bene (e aggiungo: anche circondarsi di persone che mangiano altrettanto bene, che magari sono pure felici e indossano capi d'abbigliamento di colore arancione, simpatici, che abbiano gli stessi gusti in fatto di cinema, ecc).
Sull'importanza di mangiare frutta e verdura credo sia chiaro come la penso. Io sono stata abituata a mangiarne sin da bambina.

Come sopravvivere nella giungla.
E' importante capire la situazione in cui ci si trova.
Se nella torta di verdure mamma oltre alle verdure, che sa che ti piacciono, ci ha messo l'uovo (troppo complicato spiegare perchè no e non ne hai la forza) pazienza (sulla carne no e il pesce che non ti va glielo hai già detto per cui sei quasi a posto).

Non accettare però che dagli amici ti venga detto che sei strana, oppure a dieta, o che non ti godi i piaceri della tavola magari perché non ti piace il tiramisù, la panna montata (non mi è mai piaciuta) o non sogni la cotoletta milanese (tanto io ho sempre il mio "pesce miglio"). No. Non ti incazzi, ti trattieni ma dato che l'interlocutore è prevenuto è ha già chiuso le orecchie lo distrai dalla "prevenzione" raccontandogli della tua torta paesana ai datteri (usa pure la parola cioccolato al posto di cacao, è più calorica e d'effetto). Punta sugli ingredienti che sicuramente verranno apprezzati e ometti certe assenze per lui ingiustificabili (fino a quando dopo averla assaggiata si ricrederà ovviamente :)).

Per altri barbatrucchi potreste voler assaggiare la mia dolce bugia al cacao (qui le uova c'erano ancora).

Premiati.
Cerca tutti i giorni di concederti un piccolo premio (magari la borsa con il monogramma solo ad obiettivo raggiunto) che sia un cosmetico eco-bio come anche un cestino di verdura in peluche.
Prova a ritagliarti del tempo da dedicare a te stessa: un cazzillo sotto la doccia, una confettura per i piatti fatta a mano, o un massaggio ayurvedico - questo te lo racconto alla fine del post "pelli miste e cappotto"). Ricordati che tu sei importante e vieni prima di tutto.

Autore: Sara Lechner
I gomitoli ricordano molto gli spaghetti crudisti...
ecco perché mi son data questo premio (pensavate sferruzzassi?)


Il tempo (manca).
Il tempo è prezioso per cui bisognerebbe impiegarlo facendo le cose che più ci piacciono.
Ti va di lavorare a maglia? Allora lavora a maglia. Ti va di leggere? Leggi. Ti va di fare shopping? Esci e vai a fare shopping (o fallo pure dal pc). Ti va la pizza? Probabile sia ora di cena (in questo caso non può essere un premio il cibo!).
Nessun dovere oltre al lavoro (che se poi è anche un piacere, tanto meglio). 
Parenti serpenti, amici invadenti, via via. E' troppo poco il tempo che abbiamo a disposizione (e non sappiamo nemmeno per quanto) per cui fai solo quello che ti va di fare, punto. Capiranno e se non capiranno amen.
Di doveri frutto di condizionamenti sociali e abitudini per me in un'altra vita, grazie.

Altre pulizie...
Con parenti e amici (dimenticavo, pure i colleghi) siamo già a posto.
Cerca di lavorare in un ambiente pulito e sgombero da inutilità che ti distraggono (io ho già superato il livello di allarme: è imminente il trasloco in una casa che si possa definire casa).

Per ogni cosa acquistata una andrà eliminata (se non vogliamo buttarla possiamo anche regalarla a chi sappiamo potrebbe apprezzarla, tipo Franca).

Sorrisi.
Il riso può abbassare la frequenza cardiaca, dilatare le arterie, stimolare l'appetito e bruciare calorie. Lo sapevate? Non parlo del cereale ma dello "smile".
Lo sapevate che un adulto ride in media 15 volte al giorno e un bambino in età prescolare 400? Incredibile!!
Il neurologo Henri Rubenstein ha scoperto che un solo minuto di riso genera 45 minuti di
rilassamento.
William Fry, professore della Stanford University ha segnalato che 100 risate equivalgono ad una attività aerobica pari a 10 minuti di vogatore (ora, il vogatore forse si utilizzava più negli anni '80 ma potrebbe equivalere alla "macchina infernale" di cui vi ho raccontato nel post sugli effetti stupefacenti).

Appunto. Ridere e sorridere anche quando non se ne ha voglia stimola l'attività elettrica della "zona della felicità", situata nell'emisfero sinistro, generando sensazioni di felicità.
L' umorismo ha un effetto positivo sul controllo dello stress.
Durante il riso il cervello rilascia le endorfine (che hanno una composizione chimica simile alla morfina e all'eroina) che esercitano un effetto tranquillante sull'organismo, rafforzando le difese immunitarie.
Di rado le persone felici si ammalano (ci credete che l'ultima volta che mi sono ammalata era nel novanta... non mi ricordo di preciso).
Chi vive ride a lungo ride vive a lungo.

Emo.
Se siamo circondati da persone tristi, infelici, tendiamo a rispecchiarne lo stato d'animo e a diventare cupi e depressi (per sapere se siete abbastanza tristi potreste fare l'emo-test di gruppo).
Non fatelo (non il test), è troppo importante sorridere!

In società.
Dovete sapere che solo il 15% delle risate deriva da scherzi o barzellette. Il riso è maggiormente legato alla creazione di rapporti interpersonali e si scatena infatti più facilmente durante le interazioni sociali.
Siate animali sociali ma sceglietevi le persone con cui condividere (io qui nel blog ho scelto Miss Raw, Ayame e Luca :))

In tv.
Karen Machleit, docente di marketing alla University of Cincinnati, ha scoperto che le pubblicità caratterizzate da una vena umoristica aumentano le vendite (l'umorismo contribuisce all'accettazione del prodotto da parte dei consumatori e aumenta la credibilità della fonte). 

Quote rosa.
Già a 8 settimane le bambine sorridono più dei maschi, cosa probabilmente riconducibile al ruolo di pacificatrice e protettrice che la donna ha dal punto di vista evolutivo.

Se volete sapere e saperlo leggete il libro (tutte queste cose sul sorriso le ho apprese proprio da lì).

Sport e felicità.
Anche facendo sport si rilasciano endorfine e spero qualcuna la stiate rilasciando anche ora (non dovrebbero avere odore, in quel caso c'è sempre Teodoro).

Ridi ridi ma datti degli obiettivi.
Oviamente perché tutto funzioni gli obiettivi sono fondamentali.
Oltre a quelli giornalieri (le piccole cose di cui già vi ho parlato troppo nei miei post) bisogna avere obiettivi importanti, che non saranno impossibili da raggiungere se ci credete veramente. Li dovete visualizzare per averli belli chiari e ogni giorno vi dovete avvicinare con un passettino: poco poco, ma tutti i giorni.

Io non credo il denaro possa essere un obiettivo quanto piuttosto un mezzo per raggiungerlo (ma chi se ne frega direte).

Chi predica bene...
Il mio obiettivo certo non è diventare crudista o vegana (vegana già quasi lo sono se non fosse per la mozzarella e il parmigiano che per ora non intendo abbandonare per via del piacere che producono).
Quanto piuttosto raggiungere un livello di benesssere maggiore, di energia, di salute, di lucidità ed equilibrio che mi avvicini a quelli che sono i miei obiettivi (al momento si sono un po' sbiaditi, devo ridare colore).

TO DO.
Non riempite la lista e la testa di cose che non riuscirete sicuramente a fare o perché non ne avete voglia o magari perché non ne avete il tempo. Cose tipo "stirare" se tanto già sapete non lo farete non scrivetele (allora piuttosto scrivete "lavanderia"). O "leggere", riferito ai libri che ho iniziato quando nemmeno ho ancora trovato il tempo di spignattare (ma lo devo fare in questi giorni perché il concorso "saponi e buoi dei paesi tuoi" scade il 25 di questo mese - era tra i propositi del bilancio dei miei tre mesi di post). 
Dovete volerle fare. Datevi obiettivi comunque raggiungibili e sensati se vorrete gratificarvi.
Penso andrò a gratificarmi.

martedì 1 novembre 2011

The Date Day (al potassio)

Tutto scorre e proseguono le coincidenze.
E oggi ho anche avuto "il mio primo incontro con un certo Amor"...(ma come??? Cosa sto dicendo???). 
Lo scoprirete solo leggendo.

Mercato (l'Altro).
Ieri Ylina nel commentare il mio post sulla zucca illuminata mi ha nominato i datteri.
Questo frutto dal potere altamente appagante (come i fichi secchi me ne bastano due o tre per darmi la giusta carica a merenda - mentre poi i fichi li senti in pancia il dattero è silenzioso), torna soprattutto in questo periodo prenatalizio. 

Per Natale ai miei genitori solitamente regalo un bel cesto di prelibatezze equo solidali (vado in via Mercato da Altro Mercato) così poi la roba che non consumano me la prendo io.
E i datteri ovviamente non mancano (anche perché mio papà ne va matto).

Marmellata (l'altra).
E il dattero torna anche nella marmellata crudista di albicocche che Laura Cuccato propone nel suo libro (e che ho intenzione di provare a fare in questi giorni).
Ho in mente anche un detergente per il viso alla frutta secca (e questo ve lo Cuccate nel prossimo post che spero potrà essere domani).

Per realizzare questa marmellata crudista che già adoro perché "grazie alla frutta" NON contiene zucchero extra, occorrono anche dei mandarini, dei fiocchi di agar agar (l'agar è una mia conoscenza dello scorso anno ma questa è un'altra storia - e ve la racconterò) e i semi di psillio (anche questi li conosco  bene dato che sono presenti nelle mie fette biscottate "Fibra Activia" Panmonviso, le uniche fette biscottate che riesco a mangiare perché sono molto poco zuccherate e sono integrali – purtroppo però non sono biologiche).

Volevo farla ma occorre lasciare in ammollo le albicocche secche almeno per una notte e dato che ancora non le ho comprate (e fremevo dalla voglia di provare qualcosa di nuovo) ho deciso di iniziare coi datteri.

La sensitiva in bici.
Oggi ero (e sono) a casa sola. Con una giornata parzialmente soleggiata com'è oggi, dopo una sveglia alle 10 e una colazione super con un frullato di banane (2 per l'esattezza),  cacao e latte di soia, verso le 12:30 mi sono avviata alla ricerca dei datteri. Destinazione Lanza anche perché sia la Coop che l'Esselunga erano chiuse (e NaturaSì era dall'altra parte e mi sentivo che era chiuso).

In realtà volevo attraversare il parco in bicicletta.  
Così arrivata in via Mercato, una volta appurato che l'Altro (Mercato) era chiuso ho percorso Corso Garibaldi quasi senza auto in giro fino a Largo La Foppa (Moscova). 
Qui l' illuminazione.
Sarà mica aperto il negozio biologico (quello coi prezzi alti da paura)...

Super (al quadrato).
Sììììì, aperto!!!
Ho parcheggiato la bici e sono entrata da Superpolo, un negozio di prodotti biologici super super (doppiamente super). Prezzi super e fornitissimo.
Questo è proprio un supermarket, il Centro Botanico è un'altra atmosfera ma dato che oggi era chiuso che ben venga il Superpolo.
Che meraviglia, non ricordavo così tanto assortimento.

Gira, guarda, cerca, chiedi (tra l'altro gentilissima la ragazza che stava in cassa che mi ha aiutato a trovare le cose che cercavo... il problema era che non sapevo cosa stavo cercando!). Alla fine trova. 

Ed eccomi alla cassa:
  • mandorle sgusciate Ki  - 2,95 euro
  • prugne secche denocciolate Ki  - 4,30 euro
  • semi di sesamo demeter-rapunzel (stessa marca del mio zenzero candito) – 2,45 euro
  • farina di grano saraceno integrale ki – 3,25 euro

Pago, esco, prendo la bici e mi fermo.

Ma i datteri?
Appunto. Nel frattempo la mia testa aveva deciso di occuparsi prima del detergente e solo in un secondo momento della marmellata (gli ingredienti acquistati infatti servono tutti per il detergente). E visto che i datteri erano tra gli ingredienti della marmellata ecco spiegato il corto-circuito.

Non le avevo detto però che volevo fare un super pranzo, super veloce (senza sporcare troppo dato che non avrei avuto tempo di lavare i piatti).

Allora mi sono figurata la cosa che vedete qui...

super Gazpacho banana e datteri


E sono rientrata (senza legare la bici questa volta) e ho preso i datteri morbidi prodotti in francia a marchio "la finestra sul cielo" (li vedete nell'angolino a sinistra della foto).

  • datteri morbidi Amor (c'è scritto così sullo scontrino)...Bip - euro 4,75.
Ed eccovi spiegato l'Amor :)

Sono praticamente certa che la ragazza del negozio mi avrà presa per pazza (del resto mica potevo spiegarle la discussione con la testa che aveva già predisposto la scaletta...).

Mercato (Fauché).
Felicissima della mia spesa bio (tutti i prodotti sono biologici) pedalavo allegra verso casa passando addirittura per via Fauchè dove oggi c'erano delle bancarelle (e io non amo particolarmente quel mercato!) per verificare che l'Esselunga fosse chiusa (e infatti lo era). Andrò domani a comprare banane, cacao e peperoni per il gazpacho.

Gazpacho (l'altro).
Arrivata a casa mi sono preparata il mio bel pasto nudo e crudo.
Ecco gli ingredienti:
  •  2 banane bio equosolidal (e oggi siamo a quota 4 ma va bene così) - Raw
  •  cacao q.b (e a me non basta) bio equosolidal (quello crudo non si trova, nemmeno al Centro Botanico... ho chiamato ieri) - no Raw ma bio sì
  • latte di soia bio q.b. - non è Raw Food ma per ora va bene così...
  • fiocchi d'avena bio "a occhio" (forse questi sono considerati Raw, devo verificare) - probabilmente Raw 
  • 3 datteri (2 da frullare + 1 di decorazione che comunque poi si mangia) - Raw

Si mette tutto nel frullatore e si frulla. Poi si serve in una scodellina/ciotolina e si mangia col cucchiaio come fosse un gazpacho.

Brunch.
Questo pasto è l'ideale per un "brunch domenicale" (e ai milanesi piace molto questo termine) in cui magari si ha voglia di sapori dolci ma non troppo e di una consistenza morbida.
La cosa interessante è che i fiocchi d'avena una volta frullati (non lo avevo mai fatto, è stata una scoperta di oggi) ricordano il sapore delle mandorle.
Buonissimo!
Per la pronuncia di "brunch" sentite qui.

%.
Certo, l'ho fatto perché ero a casa sola se no figuriamoci se il marito si mangiava questa pappetta semi cruda!
Infatti questa zuppa è al 70-80% Raw. Ottimo come inizio, non vi pare?

Se avessi mangiato la banana nuda e cruda così come anche i datteri sarebbe stato 100% Raw.
Facilissimo vero?
E io adoro le percentuali.

The Date.
Come la banana i datteri sono ricchissimi di potassio e per questo motivo aiutano ad equilibrare il livello di liquidi nell'organismo, ma non solo. Magnesio, fosforo, selenio, calcio, sodio sono presenti in buona dose così come le vitamine A, B1, B2, B3, B5, B6, K e J.

Se consumati freschi costituiscono un alimento molto energizzante e reintegrante dei sali minerali. Sono quindi consigliati a chi pratica sport, ai bambini e per chi ha una vita molto attiva in generale.
Tra le altre proprietà dei datteri troviamo anche benefici nei confronti del'acne tipica dell'età giovanile e dell'intestino.

Serve altro? 
A me sì. Devo assolutamente comprare il macinacaffè per preparare il detergente del prossimo post (ne ho individuato uno pratico e bello della Bosh, eccolo qui... lo troverò?  Mi piace un frego!).  Comunque tra poco dovrei andare anche all'IKea... evvai, non vedevo l'ora, me la sogno da settimane  (mentre gli altri sognano bistecche al sangue o tiramisù pieni di mascarpone io mi accontento dei tovaglioli viola svervegesi).

domenica 30 ottobre 2011

La zucca illuminata

Continuano le coincidenze e i collegamenti.
Mercoledì Miss Raw (e ora mentre lo scrivo mi suona come Miss Marple dei romanzi di Agatha Christie) scrive in un post del suo rapporto con lo zucchero

Io e zucchero.
E se avete letto un po' il mio blog dovreste aver compreso del mio rapporto problematico con questo ingrediente.

Precisiamo subito che la dieta intesa volgarmente (ed erroneamente) come dimagrimentocontrollo del peso qui non c'entra nulla.

Intolleranze.
Qui si tratta di una intolleranza mentale (e di palato) verso questa sostanza che reputo assolutamente inutile aggiunta ad una serie di cose che si presentano già perfette così come mamma natura (più o meno) le ha fatte.

Il caffè ad esempio lo bevo amaro ormai da anni  (se per Halloween dovessero farmi lo scherzetto di metterci lo zucchero si ritroverebbero tutti con una bella faccia mascherata - e qui alghe ed argilla non c'entrano).

Non vi dico che fatica prima di trovare in commercio, in "luoghi da comune mortale" (supermercati) una marmellata "al naturale" dato che quelle "senza zucchero" sono sempre con agginta di aspartame che inesorabilmente va a modificarne la percezione al mio palato e la distorce in modo irreversibile (e se ci sono due cose che detesto queste sono proprio il glutammato e l'aspartame).
Comunque per le marmellate ho risolto con quelle Rigoni che oltretutto sono anche biologiche certificate e si trovano più o meno facilmente (l'ultima volta la Nocciolata all'Esselunga era nascosta tra i barattoloni della Nutella...) all'Esselunga e alla Coop.  

(divagazione ai frutti rossi)
Quella ai frutti rossi l'aggiungo la mattina al bio-latte vegetale e ai cereali integrali biologici per dolcificare in modo fruttoso e colorato.
(fine divagazione)

I miei frullati con banana, cacao e latte di soia sono deliziosi così al naturale e lo zucchero sarebbe assolutamente di troppo (la banana è già dolce, perché rovinare sempre tutto???).

Qualche problemino è vero l'ho avuto con i dolci da forno che risultano sempre un po' poco dolci (a volte utilizzo lo sciroppo d'agave per dolcificare o anche il miele ma probabilmente non nelle giuste dosi non sono pienamente soddisfatta).  
Per fortuna le esperienze ci arricchiscono sempre e da ogni cosa si impara - e nasce cosa (ho infatti poi utilizzato lo stesso impasto delle foglioline autunnali come detergente/scrub fresco per viso e corpo).

Le foglie della percezione.
E' come se addentando un biscotto riuscissi ad individuare esattamente i granelli di zucchero e a sentirne il sapore in tutta la sua dolcezza (per me nauseabonda), distinto da tutti gli altri ingredienti (e qui le uniche foglie con le quali posso essere venuta in contatto sono le foglie verdi d'autunno di tè verde che come sapete consumo in quantitativi industriali).

Fatta questa lunga premessa...

Il crudo è servito.
Venerdì alle 18 presso la Biblioteca del Parco Sempione (che ho scoperto essere un luogo molto luminoso non solo per via della vetrata che caratterizza questo edificio immerso nel parco, permettendo così di godere dei colori del parco tutt'intorno), ho assistito con la mia cognatina alla presentazione del libro "Il crudo è servito".
Questo libro di Lucia Giovannini e Giuseppe Cocca era presentato da Laura Cuccato e Susanna Eduini che di questo libro hanno curato la parte dedicata alle ricette.

E' stata Franca a suggerirmi l'appuntamento ma lei purtroppo aveva un altro impegno e si è persa questa meraviglia.

Crudo.
Ovviamente il crudo non è il prosciutto. Anche l'idea di una "carotuccia cruda al pinzimonio" ci porterebbe fuori strada facendoci vedere in modo miope e solo parziale questo stile di vita. 
Il crudismo è un tipo di alimentazione basato sul consumo di frutta, verdura, noci, semi, germogli coltivati in maniera biologica o eco-sostenibile.

Eco-bio a 40° C.
Nel crudismo nessun alimento viene cotto oltre i 40° - 42° C.
Oltre questa temperatura infatti gli enzimi, le vitamine, l'ossigeno, i minerali e tutte le
sostanze nutritive naturalmente contenute nei cibi crudi verrebbero disperse.

Il cibo vivo.
Introducendo cibo vivo, detto anche "Raw Food" o "Living Food", ogni boccone è pieno di sostanze nutritive e non ci sono calorie vuote (e il nostro corpo questo lo sente ragion per cui in questo modo ci sazieremmo prima).
Miss Raw è invece la mia amica di blog ma di relazioni col crudismo al momento credo non ne abbia.

Il non cibo.
Non resisto. Come non tirare in ballo l'olio di vaselina che Dukan suggerisce di utilizzare per condire l'insalata dato che, non essendo metabolizzato dal corpo (certo, è un derivato del petrolio!!) contiene zero calorie.
Per approfondire l'argomento e farvi due risate potete leggere il mio post sul perché per me la dieta Dukan è no.

Il cibo morto.
Sui cadaveri in putrefazione potete leggere il mio post sull'uomo che non è carnivoro.

Oppiacei.
Forse vi farà piacere sapere che il carboidrato provoca assuefazione: pane e pasta contengono peptidi che sono oppiacei.
Sull'assuefazione da carboidrato avevo sperimentato gli effetti devastanti nei giorni successivi alla "Dieta Zona" in cui anche un pezzo di pane mi riusciva a stendere come 3 Mojito (e mi dovete credere).

Energia vitale.
Il cibo manipolato non ha più energia vitale per questo occorrerebbe mangiare prodotti locali, di stagione, biologici e chilometro zero (oramai ci sono tantissime aziende che offrono la cosegna a domicilio di frutta e verdura di stagione biologica a prezzi ragionevoli).

Sembra tutto così tanto complicato ma pensate che fino a poco tempo fa era tutto già così: semplice.
E noi ovviamente siamo bravissimi a complicare tutto (e io in generale anche di più). 

Ma proviamo ad illuminarci la zucca.


Questa zucca retroilluminata era quella che avevo scartato
per il post delle maschere di Halloween (la foto).
Oggi mi è tornata utile.


Le tossine.
Mangiando cibo vivo e naturale senza sostanze chimiche, il corpo ha meno tossine da digerire e da eliminare e così può funzionare in modo più efficiente.
Semplice, vero? Mi pare soprattutto ovvio.

L' eccellenza.
Sulla relazione tra cibo e mente e sull'importanza che una corretta alimentazione può avere per garantirci successi anche in ambito professionale già vi avevo parlato a proposito di Anthony Robbins.
Chi volesse saperne di più può leggere il post sulla mia giornata a luci rosse (di Robbins parlo alla fine del post). 
Robbins parlava dell'importanza dell'acqua (e quindi della frutta e della verdura) nonché del respiro per raggiungere l'eccellenza.
Vedo dalla copertina del libro che anche lui oggi segue questo stile di vita.

6-7 chili in un anno.
Non mi riferisco ai chili che si possono perdere con la dieta (probabile possano essere anche di più). Mi riferisco invece alle quantità di additivi chimici che vengono introdotti nel nostro organismo con l'assunzione della maggior parte del cibo che si trova sul mercato e che consumiamo abitualmente. Questo dato è riportato già a pagina 15 del libro "Il crudo è servito".

I like "senza".
Sulla mia passione per "i senza" ormai dovreste avere capito come funziona.
I miei esperimenti sono sempre senza qualcosa: senza burro, senza uova, senza lievito, a volte senza farina.
Per capire meglio questo aspetto potete leggere il mio profilo di veg-chef su Veganblog.

I like Vegan.
Da qualche tempo il latte che bevo la mattina a colazione con i cereali (o che utilizzo per i frullati e per le mie dolci preparazioni) è vegetale: solitamente di avena o di soia ma ieri ad esempio son stata da NaturaSì qui dietro casa e ho acquistato quello al malto d'orzo (più una serie di altre cose che vi racconterò in un'altra occasione).

Alla mozzarella sulla pizza (e la spolverata di parmigiano) per il momento non ci voglio rinunciare. L'uovo ogni tanto lo mangio sotto forma di crepe di avena più o meno alla Dukan (ma molto prima che il libro di questa dieta arrivasse ad occupare la mia libreria - e le prime posizioni delle classifiche sui libri più venduti).

Il pesce arriva un po' per esclusione delle altre cose (altrimenti non saprei più cosa mangiare). Soprattutto quando si va fuori a cena: fatta eccezione per il giapponese, tutti gli altri posti per me sono una tortura: si manga quasi sempre male e solo salumi, formaggi più o meno stagionati (il famoso "antipastino della casa" che mi crea intolleranza solo a sentirlo nominato!)  carne cucinata in mille modi e primi stra-stra-conditi che mi costringono alla sola scelta possibile: la pizza (no grazie alle insalatone di pesticidi).

Milano vegano.
Uno si aspetta che a Milano le persone siano aperte a queste "stranezze New Age" e che ci siano parecchie scelte.
Cavolate. Sì, qualche ottimo posto c'è ma non ci puoi andare una sera qualunque con degli amici qualunque per una serata qualunque... ecco perché.

A occhi chiusi.
Come dice Lucia Giovannini nel libro, "molte persone alla parola frutta e verdura collegano il concetto di dieta. Alla parola dieta collegano concetti come privazione sacrificio".
E io aggiungo che alla parola "ignoranti" poi si arrabbiano!
Capito?

Ci siamo creati i nostri schemi in anni ed anni ma possiamo comunque modificarli perchè siamo noi a produrre il piacere, non il cibo. Basta volerlo.
Apriamo gli occhi e soprattutto la zucca, usiamola anche per pensare.

A proposito di occhi chiusi. Lo sapete che una cattiva digestione vi può far addormentare alla scrivania? 
Vorrei proprio chiederlo a qualcuno che sta seguendo la Dukan... Certo dovrei essere così fortunata da trovarlo alla scrivania dato che molto probabile sarà o in bagno a fare "plin plin", nella migliore delle ipotesi, oppure starà mangiando dato che si può mangiare in continuazione. O ancora, se al suo terzo giorno, sarà sotto "euphoria".

Cibo e spirito.
Pare "man mano ci si evolva spiritualmente si perda anche il desiderio di mangiare carne".
Che mi stia dunque evolvendo con il blog? Se così fosse vi inviterei a seguirmi: male non vi farebbe anche perché come vedete sono molto arancione in questo periodo.

Se non fosse che il tempo manca e le nozioni di cucina vegana pure mi sarei convertita a questo stile di vita già da parecchio tempo. 
Vi ricordo che il mio posto preferito per pranzare è il Mudra (e anche i suoi dolci mi piacciono molto perché non sono dolci).
Così, un giorno ho deciso di fare lo "zenzerotto nipponico" e sono entrata a far parte dei veg-chef di vegan blog.

Nota in arancione.
Potreste per Halloween fare una variante alla zucca sostituendo la zucca alle carote (ovvio, non è crudista ma calma: un passettino alla volta, ci stiamo evolvendo).

Anche la cottura al forno non è crudista e nemmeno il latte di soia lo è avendo subito il processo di pastorizzazione. Né tantomeno le farine. Ma il senso è che si posso fare dei super dolci (e perché "super" lo vedremo meglio nei prosimi post) con pochi "super ingredienti", insoliti e intelligenti (e ovviamente c'è anche la marmellata crudista).

Cibo ed emozioni.
Sin dall'infanzia siamo stati abituati ad usare il cibo in maniera emozionale.
Spesso si mangia per reprimere delle emozioni, mangiamo certi cibi quando siamo in un determinato stato d'animo.

Per fortuna da me le merende erano solo a base di frutta (macedonie e frullati) e a pranzo e cena verdura (cruda, cotta, in tutti i modi).
Certo non erano biologici ma ancora ci si fidava di tutto quello che veniva venduto come cibo (dunque commestibile).
Io alle medie ricordo che mentre tutti mangiavano merendine e patatine io mi sgranocchiavo la mia mela verde.

Detox.
Questa è una parola che agli americani piace da morire (e a me pure).
Man mano eliminiamo "cibo spazzatura" entriamo nel processo di detossificazione che porterà a galla non solo bagarozzi ma anche emozioni represse.
Per le impurità di viso e corpo suggerisco di utilizzare il detergente al Tea Tree Oil (e attendere con pazienza che finisca questa fase). 

Per le emozioni represse: iniziate magari domani a mangiare frutta e verdura cruda. Probabile che per domani sera sarete qualcun altro (e magari potreste addirittura piacervi o farvi paura).
Anche lo yogurt per vostra informazione è considerato crudo (non vegano ma crudo sì).

Crudo e mangiato.
Ovviamente il libro l'ho acquistato e me lo sono mangiata (mi manca poco al dessert).
Vi suggerisco di leggerlo perché sono certa ognuno di voi potrà trarre anche solo un piccolo beneficio da questa lettura (non solo ricette buone e vitali ma anche consigli per riprogrammarvi).

Avrei voluto parlarvi di tante altre cose ma ve le racconterò un po' per volta nei prossimi post.

Per l'ambiente.
Oltretutto il 20 % della somma verrà devoluto per progetti per salvare gli animali dal macello.
Vi dico anche che la casa editrice del libro "MY Life", utilizza carta reciclata fabbricata con meno del 10% di pasta di legno, completamente priva di ogni elemento di tossicità e riciclabile al 100%.

E le foreste sono continuamente rinnovate: per ogni albero abbattuto uno nuovo ne viene piantato.
Vi ricordo che anche il mio blog è ad impatto zero e ne sono felice.

In bicicletta.
Avete ancora qualche ora di tempo per compilare il questionario FIAB  "Raccontaci come usi la bici". Io l'ho già fatto (avrei dovuto ricordarvelo prima lo so...). 
E' facile, veloce e soprattutto importante (se avete letto fino a qui 3 minuti li avrete ancora).

Rallentamenti.
Sapendo che la carta non era tossica ho fatto il cane da tartufo tra le pagine per cui il ritmo di lettura non è stato lo stesso che con l'iPad (ho infatti deciso che per sprecare meno carta qualche libro me lo leggo anche da qui :)).

La mucca viola (ruggisce).
E io l'unica mucca che vi consiglio di sbranarvi è quella del libro di Seth Godin.
Non c'entra con l'alimentazione ma considerato che è stato per me un libro illuminante ve lo voglio consigliare (e anche quello successivo).

Io come sapete son pecora nera ma per domani sera potrei anche adottare un travestimento!