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venerdì 2 marzo 2012

Pitta, sole, fuochi e finocchi

E’ già primavera, anzi no, per me è già quasi estate!
Tra poche ore il blog passerà dalla grafica invernale a quella primaverile. 

Le 4 stagioni.
Queste giornate così "devo ancora trovare la parola giusta", che per luce e colori mi riportano diritta dritta al periodo precedente la maturità (mi ricordo quando studiavo fuori sul balcone con il cinguettio degli uccellini) riescono a farmi vivere tutte e 4 le stagioni in un giorno: la mattina presto è inverno (diciamo una giornata non troppo fredda e magari anche di sole), poi intorno a mezzogiorno è estate (oggi ero a maniche corte sotto il sole cocente!), a pomeriggio inoltrato è primavera (infatti giravo in bici con il mio giubbino di jeans e il vento tra i capelli) e poi la sera autunno (che se esci ti ci vuole la giacca). E a notte inoltrata ecco che ritorna l'inverno (abbiamo ancora il piumone e i riscaldamenti accesi - chiaro, termo autonomo). 
Anche voi le vivete?

A proposito di riscaldamenti... 
Queste temperature sono il segnale chiaro che è ora di spegnere i riscaldamenti centralizzati che sono totalmente fuori controllo: vanno a mille indipendentemente che fuori ci siano 5 o 25 gradi!

Non solo soffro molto il "caldo artificioso" dei riscaldamenti (soprattutto quello dei negozi quando fuori ci sono zero gradi e tu giustamente indossi un piumino - per la cronaca, il piumino d'oca non è chiaramente vegan) e passi da 0 a 25 in un nanosecondo, ma avverto squilibri più o meno importanti anche a seguito di un improvviso aumento di temperatura che mi fa sentire le scarpe chiuse invernali assolutamente inadatte ad una giornata inaspettatamente calda e di sole (ho infatti già recuperato le mie infradito).
E comunque nulla sono i 43° gradi naturali ad agosto (naturali si fa per dire) contro i 24° artificiali di una casa con riscaldamento centralizzato. Credo finirei dritta al manicomio o anche in ospedale per disidratazione/altre cose più o meno gravi (vedi elenco finale ma solo dopo avere letto il post).

Vi spiego, se vi interessa, le mutazioni del mio corpo quando mi trovo in un ambiente interno con "temperatura artificiosamente elevata" (seppure indosso abbigliamento estivo adatto per l'occasione).

  • iniziano a gonfiarmisi le mani (ma anche gambe e piedi che però non si vedono ma gli stivali si accorgono, o meglio, io mi accorgo degli stivali che improvvisamente mi vanno stretti- se non l’avete capito ho una sensibilità accentuata ad ogni piccola variazione del mio corpo).
Nota:
fortunatamente ho mani e piedi snelli e abbastanza ossuti... Questo però a temperatura ambiente perché in cottura sono molto più simili a salsicciotti.

  • iniziano a pulsarmi le tempie e avverto un fastidioso mal di testa (notare che io non ho quasi mai mal di testa)
  • gli indumenti che indosso iniziano ad inumidirsi (in zona piedi, ascelle, altro - avete capito)
  •  appetito pressoché inesistente: mangiare in quelle condizioni sarebbe per me una tortura pari allo stare ad agosto con gli anfibi in spiaggia (e normalmente la circostanza del centralizzato si verifica esattamente a cena dalla suocera)

Tra gli effetti collaterali avvertibili anche dagli altri ritroviamo sproloqui e risa incontrollabili (che, come sapete, è anche uno degli effetti possibili di una eccessiva dose di zafferano).

Perché non seguiamo i benedetti ritmi della natura e impariamo ad ascoltarci di più???

Così oggi dopo un pranzo a base di carote, radicchio e formaggio fresco (sì, avete capito bene, formaggio vero… inizierà per me la stagione in cui il mio corpo trarrà beneficio anche dal consumo di formaggi freschi) con una veg cotoletta al miglio (il pesce miglio ma meno riuscito, e anche meno fritto rispetto alla prima volta).

Poi a metà pomeriggio mi sono fatta una bella centrifuga di carote e finocchio che mi ha raffreddata ripristinando la sensazione di benessere tipica del venerdì
Potreste voler sapere che il finocchio veniva utilizzato fin dai tempi più antichi per le sue proprietà aromatiche e digestive.  Questo ortaggio ha un sapore che richiama quello dell'anice e che io adoro!
Costituito dal 90% di acqua, tra i minerali presenti troviamo il potassio ma anche calcio, fosforo, sodio, magnesio, ferro, zinco, manganese e selenio, oltre alle vitamine A, C, e ad alcune vitamine appartenenti al gruppo B.

Oltre alle proprietà digestive è utile in caso di gonfiori addominali ed evita così la formazione di gas intestinali (se non ricordo male, è anche usato per le colichette dei neonati) e annovera anche proprietà depurative del sangue e del fegato (a  proposito di sangue, finalmente settimana scorsa sono andata a donare il sangue!). Ed è anche un buon antinfiammatorio soprattutto nei riguardi del colon.

Il finocchio aumenta la produzione di latte (non è il mio caso) e viene anche utilizzato dalle donne per alleviare i sintomi tipici della menopausa (anche questo non è il mio caso), così come anche per ridurre dolori e nausee legate al ciclo mestruale (questo invece potrebbe essere il mio caso).

Sulle carote invece vi avevo raccontato qualcosa qui...

Bevetevi pure questo mio centrifugato ma state attenti a non farvi "infinocchiare" se lo ordinate fuori (certo questo non potrà mai accadere al  Mudra).

centrifugato Ayurvedico Pitta carota-finocchio
Al "caro-finocchio" ho voluto aggiungere anche del pepe nero che stimola
l'apparato circolatorio, riduce i grassi ed elimina le tossine dal colon

Infatti...
Il finocchio crudo altera in qualche modo la funzionalità delle papille gustative
Si narra che una volta gli osti disonesti erano soliti offrire il finocchio crudo ai propri avventori appena prima di servire loro del vino di pessima qualità. Da questa usanza nasce il termine "infinocchiare".

E così vi stavo raccontando che ero sul balconcino a subire ed assorbire i raggi del sole e iniziavo ad avere caldo, tremendamente caldo… così la centrifuga ha fatto il suo dovere anche perché ora che l’ho preparata, fotografata e bevuta il sole aveva già girato l’angolo. E allora poi avevo freddo, quel freddo che dopo una giornata di sole in spiaggia avverti la sera. 

L'altalena.
Sin da piccola mi è sempre piaciuto andare in altalena e se mi capita di trovare un'altalena state pur certi che un giretto me lo faccio ancora. L'alternanza/intermittenza caldo-freddo fa sì che il piacere derivato da queste due sensazioni non diventi mai sopportazione e quindi sofferenza ma resti quindi sempre piacere. E per questo è importante non arrivare mai ad avere troppo caldo o troppo freddo.
Per farvi un'idea di come sono, provate ad osservarmi quando mi trovo sul balcone :)
(comunque maggiori dettagli su di me nelle prossime righe).

Non ditemi che non vi piace farvi scaldare/asciugare dal sole dopo una doccia fredda (e comunque dopo essere stati al sole anche la doccia calda sembra fredda!) per qualche minuto per poi avvertire di nuovo quel bisogno di rinfrescarsi? Questa è l'altalena di cui parlo.
Se così non fosse rimarremmo come delle lucertole per delle ore sotto il sole ad abbrustolire andando non solo a fare danni alla pelle (e pure alla testa!) ma causando uno stato di squilibrio.

E proprio di squilibrio vi volevo parlare...
Dovete sapere che c’è un dosha in particolare che teme temperature troppo calde soprattutto in estate e se è costretto a rimanervici allora si disequilibra.
Questo dosha è Pitta, e pitta è il mio dosha.

Ma cos’è il dosha?
Nell’Ayurveda i dosha sono le 3 energie corporee che influenzano tutta la materia vivente.
Alla base della filosofia ayurvedica vi è l’idea che siamo composti da tre energie vitali,  i dosha appunto, o tridosha.
Ognuno nasce con una particolare costituzione determinata dallo stato dei dosha dei nostri genitori al momento del concepimento, oltre che da altri fattori.
Alla nascita i tre dosha sono combinati nel modo più appropriato. Se i dosha perdono equilibrio per delle abitudini scorrette o per un eccesso di lavoro assistiamo all’insorgere della malattia.

La costituzione di ognuno di noi è regolata da tutti e tre i dosha anche se in grado diverso, molti di noi ne hanno uno, e talvolta due sono i dosha dominanti.

I dosha determinano la costituzione, i gusti, i tratti della personalità, il modo in cui dormiamo e anche il cibo che dovremmo mangiare.
Dieta sbagliata, stress e traumi provano uno stato di squilibrio che se eccessivo porta alla malattia.

I tridosha governano tutti i processi biologici  e le loro energie regolano la nostra struttura fisica e psicologica.
Ciò significa che la forza predominante, il dosha, in ciascun individuo determina:

·         aspetto fisico
·         funzionamento interno degli organi
·         capacità intellettuali
·         carattere

I tre dosha sono: vata, pitta e kapha.

Il dosha predominante determina anche la predisposizione a determinate malattie
(per sapere qual è il vostro "dosha" dominante potete provare a fare il test che vi metterò nel prossimo post).

L'Ayurveda è il sistema di cura tradizionale utilizzato in India e nello Sri Lanka
e mira a promuovere la salute fisica, emotiva, mentale e spirituale che concorrono a creare la salute di ogni individuo.

Nella filosofia ayurvedica la salute è data dall’equilibrio tra emozioni, intelletto, corpo, azioni, comportamento e ambiente. A livello fisico quando digestione, metabolismo e smaltimento delle scorie sono bilanciati possiamo considerarci in salute.
E’ cruciale nell’Ayurveda una dieta sana basata sugli alimenti appropriati per il proprio dosha (che ricordiamo essere il fattore costituzionale base).

E io che sono pitta devo mangiare cibi crudi e freschi soprattutto in estate (e direi che i datteri, così come anche le nocciole, ce li teniamo per l'autunno). Per questi giorni di caldo via ai centrifugati, agli smoothies, al latte di cocco (ho ancora la noce da spaccare) e al latte di mandorle (trovate la ricetta anche su Phit Magazine di questo mese alla fine dell'articolo sul "raw food" e Supercibi - e il latte di cocco è un Supercibo) e certamente al mio caro-finocchio (centrifugato di carota e finocchio): infatti sia le carote che i finocchi sono tra i cibi adatti a pitta (così come anche lo zafferano che viene utilizzato in generale nell'Ayurveda poiché reintegra l'energia).

I pitta devono bere molta acqua e, se possibile, dovrebbero vivere in un ambiente fresco e vicino all’acqua.

I pitta hanno corporatura e altezza media e sono piuttosto snelli. Hanno spesso la pelle rossastra o giallognola e occhi verdi, grigi  o marroni. Sono spesso chiari e lentigginosi, con il volto a forma di cuore (dite?), il naso piccolo (normale), gli occhi chiari (ok) e i denti giallastri (oddio, non sono bianco latte ma giallastri mi sembra eccessivo). Sono dei leader naturali ma tendono ad essere gelosi, rabbiosi e ipercritici (ma davveroì, leader naturali?).

I pitta sono collegati al fuoco e all’acqua.

Pitta in sanscrito significa “riscaldare”, “bruciare” ed indica un temperamento impetuoso.
I corrispettivo cosmico è il sole.
I pitta tendenzialmente hanno del fuoco in eccesso, e il fuoco in pitta provoca rabbia, attacchi improvvisi di malumore e ipercriticismo 
Il polso di pitta viene chiamato “rana” perché salta. I battiti a riposo sono circa 70-80 al minuto e sono piuttosto irregolari.
Ha spesso fame e un grande appetito.

I tipi Pitta hanno desideri ardenti che spesso si manifestano come ambizioni smisurate.

I pitta sono sani, forti, dotati di un buon sistema immunitario (nel mio caso lo sosteneva anche la dieta dei gruppi sanguigni - sono gruppo B).

I loro livelli di energia li tengono in continuo movimento mentre chi li circonda è esausto. :)

Visto che pitta è associato al fuoco, è probabile che di tanto in tanto emerga una personalità impetuosa che talvolta è soggetta a gelosia, competitività e ambizione sfrenata.
Pitta prova spesso emozioni violente ma rabbia gelosia e odio scompaiono con la stessa velocità con cui arrivano.

Le cause di squilibrio.
I pitta perdono equilibrio a causa dello stress e di uno stile di vita irregolare. 
Per questo per loro è fondamentale dormire a sufficienza, non saltare i pasti e prendersi il tempo necessario per esprimere le emozioni represse
Altre cause di squilibrio sono il caldo eccessivo, i cibi salati, grassi e speziati che creano difficoltà di digestione.
Ma sono proprio io!

Pitta si aggrava guardando la tv, usando il computer e mangiando mentre si cammina. Vi dico solo che io sono infastidita dal volume della tv accesa, amo il silenzio e non ascolto mai musica al computer e in generale preferisco suoni derivati dall'ambiente che mi circonda. In generale per tutti i dosha non bisognerebbe stare per più di 4 ore al computer (e preferibilmente il pomeriggio come invece la mattina presto è il momento ideale per praticare yoga e meditazione).

Vi lascio con i principali segnali di squilibrio di Pitta:

·         sudorazione abbondante e vampate di calore
·         alito cattivo
·         problemi di sonno
·         difficoltà digestive
·         fegato debole
·         deficienze ormonali
·         bruciore di stomaco
·         eczema
·         appetito eccessivo
·         pelle giallastra e piena di macchie
·         infiammazioni
·         colon irritabile


Se però questo elemento focoso è ben bilanciato si avranno dei livelli di energia alti accompagnati da sensazione di gioiapace interiorearmonia e benessere, l’appetito sarà robusto e la digestione buona.
Solo così il tipo pitta sperimenterà le proprie elevate capacità intellettuali la creatività e il successo.

Con questo post ha finalmente ed ufficialmente inizio la serie dei post dedicati all' Ayurveda che credo ci accompagneranno per un bel pezzo!

P.S.
In questi giorni, nella mia "fase freddo", ho fatto delle prelibatezze da forno che ho anche fotografato ma non avendole postate subito sono andate perse, anche se... pensavo di mostrarvele alla prima giornata fredda che prima o poi arriverà.

venerdì 17 febbraio 2012

Il post di Venere

Non mi sembra vero. 
Ieri mattina, dopo svariati tentativi mai andati a buon fine (causa pigrizia, suppongo), ho ufficialmente ripreso a fare yoga con il mio adorato maestro! Ero ferma da quasi 2 anni, da quando si era spostato dalla mia zona... (causa pigrizia la mia, confermo :)). Non vi dico la felicità nel vedere che il mio corpo si è riappropriato delle posture di un tempo in una maniera così naturale ed era come se non fossero mai passati questi mesi/anni. All'epoca ero ancora una ventenne e invece adesso, a luglio saranno 31... ma ce ne preoccuperemo al momento opportuno, certo non adesso (e poi lo yoga, così come la meditazione, mantiene giovani - ne ho le prove...)

Elucubrazioni.
Credo di essere sulla buona strada per riappropriarmi anche di un’altra parte di me che non vi ho mai rivelato (e non è detto che lo faccia) ma che mi è mancata tremendamente e nemmeno me ne rendevo conto. Quella stessa mancanza che ultimamente è stata responsabile del singhiozzo del blog (ve lo dicevo in questo post). Ieri invece, io ho avuto il singhiozzo per tutta la sera (che strano, non mi capitava da un sacco). Quando non sto bene la prima cosa che accade è la mancanza di appetito e, a differenza di una volta, ora non accade che mi butti sul cibo in maniera compulsiva ma tutt'altro, lo dimentico e ne potrei fare a meno. Certo questo non accade perché faccio in modo di stimolarmi in tutti i modi: pranzi da Fabiana, da Govinda, yoga la mattina, riso venere, ecc. ma ciò nonostante, vi è un visibile calo delle ricette postate causa "sensibile calo degli impulsi culinario/creativi" e così il blog se ne resta a bocca asciutta. Ma ora forse un po' di appetito è ritornato, anche per effetto dello yoga di ieri e della riflessologia plantare di oggi...

Infatti finalmente questa mattina ha avuto luogo il test delle intolleranze alimentari Vega Test su più di 200 alimenti + consulto di naturopatia + seduta di riflessologia plantare. 

Alla fine ce l’ho fatta!
Premetto che non acquisto mai alla cieca e soprattutto in ambito salute e benessere bisogna stare molto attenti alle persone a cui ci si affida. Professionisti seri e capaci, onesti e che magari ci mettano a nostro agio. Quasi impossibile trovarne, quasi...
Nel mio caso una delle mie solite coincidenze, ("Naturalemente", ormai non ci faccio nemmeno più caso) mi ha portata lì.
Elisa tempo fa mi aveva parlato di riflessologia plantare facendomi il nome di un professionista con il quale si era trovata molo bene e mi aveva anche detto in che zona di Milano aveva lo studio. Di lì a qualche mese, una sera, dopo giorni che mi interrogavo su una possibile intolleranza al lievito (ne ero praticamente certa causa lievitazione pancia dopo l’assunzione di certe pizze –il problema è che il mio corpo è un amplificatore di sensazioni per cui un piccolo fastidio per me diventa immenso), guardata l’offerta del giorno (cosa più unica che rara dato che il mio occhio assuefatto le filtra in automatico) leggo: "test delle intolleranze alimentari Vega Test su più di 200 alimenti, consulto di naturopatia e una seduta di riflessologia plantare" - 50 euro anziché 270 (cavolo!!!).
Allora vado subito a vedere sul sito e quando leggo l'indirizzo ho quasi la certezza che si tratti della stessa persona di cui mi aveva parlato Elisa. Scrivo ad Elisa e in un attimo ho la certezza: così in tempo zero procedo con l’acquisto del coupon.

Il vega test.
Questo test delle intolleranze si basa sulla risposta elettrocutanea dell'organismo verso specifiche informazioni elettromagnetiche trasmesse da un'apposita apparecchiatura.
Utilizzando un puntale specifico, posto su un unico punto di agopuntura (dito medio,vicino all'unghia nel mio caso), si può determinare se la persona entra in risonanza con la sostanza che si trova in quel momento nel circuito, considerata allergizzante.
Nel Vega test il contatto diretto con l'alimento è sostituito con un input originato da una apparecchiatura elettronica specifica, analogo a quello determinato sull'organismo dall'alimento stesso.

Ecco dunque la conferma che c’è una lieve intolleranza al lievito.
E ne sono felice perché questo significa non solo che sono in grado di riconocere i segnali che il mio corpo mi invia e poi anche che, ora che ho la conferma, ho una ragione assolutamente valida e autorevole per tenere lontano da me certe offerte poco gradite: pizza da Spontini? Manco morta! Naturalemente, pane e crackers già non abitano più qui e anche i miei dolci da forno, come sapete, sono sempre senza lievitosenza zucchero, ovviamente senza burro, ultimamente anche senza uova e naturalmente senza calorie vuote. 


salame di cioccolato senza burro
Ecco qui un esempio di dolce senza forno (e chiaramente senza lievito)
+ un'anticipazione di latte crudista... con cosa l'ho fatto secondo voi?
(non vale leggere oltre il post :))


Ma resta la pizza dei forni altrui a mettermi a disagio con i suoi lieviti che pare siano in tutta probabilità presenti in dose massiccia, poiché in questo modo i tempi di lievitazione diminuirebbero a favore della velocità di sfornamento (faceva eccezione la pizza al trancio buonissima della pizzeria qui sotto casa "la Contea", e come tutte le eccezioni finiscono per chiudere- la pizzeria ha non ha mai più riaperto dopo la chiusura estiva :().

Stop.
La terapia consiste nel diminuire il consumo per 10 giorni così da abituare il corpo gradualmente ad una sospensione di 2 mesi del prodotto allergizzante per poi arrivare a reinserirlo in modo molto graduale.  E se si esce a mangiare la pizza si comincia col mangiarne una fettina, a meno che non si è certi delle dosi di lievito impiegate (e per stare tranquilli magari scegliete pizzerie che fanno pizza senza lievito -in tal caso la potrete mangiare anche durante i due mesi di astensione).

Di usi e abusi.
E' da prima di San Valentino (la cosa è del tutto casuale) che vado avanti a riso nero Venere e non riesco a smettere!
Questo atteggiamento, è la miglior strada se si vuole arrivare ad avere un’intolleranza verso un certo alimento. 
E per fortuna banane, soia, cacao, datteri, broccoli, spezie varie e frutta secca non hanno rivelato intolleranze. E nemmeno il latte se è per questo, ma avendolo eliminato da più di 6 mesi proprio perché intuivo una intolleranza da abuso (ne ho bevuto per anni in quantità) è abbastanza normale che non sia tra i cibi allergizzanti. E nemmeno al glutammato sono intollerante, ma questo perché io lo evito come la peste bubbonica: per me non vi è peggior sapore del dado a base di glutammato!

Ritornando al lievito...
Lo sapete che il lievito ve lo mettono ovunque
Anche nelle fette biscottate allo psillio, pensate un po'... (io già lo sapevo, lo avevo letto tra gli ingredienti ma avevo chiuso un occhio :)).
E infatti io ho abusato anche di queste ed ecco il risultato: intollerante.

Il trittico di Venere.
Ritornando al riso che vedete sul tavolo (lo riuscite a vedere?) nella foto qui sotto, quel riso fa parte della mia versione del trittico di Venere. Più che di Venere dovrei dire di Mus di Veganblog (la scoperta infatti è sua).

Il riso venere è un riso integrale dal colore viola scuro scurissimo quasi nero con un gusto molto particolare e un profumo che ricorda quello del pane appena sfornato.
Originario della Cina, dedicato alla Dea dell'Amore, nell'antica Cina (dove fino all’Ottocento veniva coltivato solo per l'Imperatore e la sua corte) veniva considerato altamente afrodisiaco. Da qui il nome di "riso proibito".

Il riso Venere è un riso ricco di fibra e fosforo e contiene inoltre minerali come calcio, ferro, zinco e selenio. Ma la particolarità più importante del riso Venere è il suo elevatissimo contenuto di antociani, sostanze vegetali presenti anche nei mirtilli (e i mirtilli sono presenti anche nel mio dentifricio all'anice e limone - vedi il post su "spezie e afrodisiaci" ) ed in altri vegetali utili a contrastare i radicali liberi e ad evitare l’ossidazione

Dal riso, così come dai legumi, dalla frutta secca e dai semi oleosi, si può ricavare il latte con il procedimento a freddo.


latte di mandorle crudo, latte di riso Venere, latte di Venere
Latte di mandorle + latte di riso venere= latte di Venere!

Diciamo che dopo averlo fatto ne ho aggiunta una piccola dose per "potenziare" il mio latte di mandorle fatto in casa che vedete qui, bianchissimo, purissimo e crudissimo.

Il latte di riso venere al momento sta in frigo e devo ancora capire come poterlo usare (così come per l'okara di mandorla, ovvero, il residuo solido del latte di mandorle).

Latte di mandorle crudo.
Al volo vi dico come si fa il latte di mandorle (ve lo racconto anche su Phit di Marzo, nell'articolo sul raw food - una foto della mungitura la potete vedere nel mio post "cuore amore e cacao" su Veganblog).

Ingredienti  (dosi per 1 bicchiere da 200 ml).
40 g di mandorle biologiche non tostate
1 o 2 datteri biologici per dolcificare (o frutta secca a scelta)
200 ml di acqua

Spellate le mandorle (lasciandole in acqua tiepida per circa 15 minuti) e mettetele in ammollo in metà acqua a temperatura ambiente per una giornata (o anche in frigo anche se temo possano rilasciare meno). Aggiungete i datteri e frullate integrando la restante acqua. Filtrate il tutto utilizzando uno strofinaccio che dovrete strizzare/mungere aiutandovi con le mani. 
Ecco pronto il super latte da consumare preferibilmente fresco al momento (o nelle 24 ore successive).

Per sapere tutti i benefici delle mandorle leggi qui.

Ma il riso Venere, alla fine, come l’ho cucinato?
Nessuna cottura, si mangia crudo. 

Precauzioni.
"Per non spaccarsi i denti" occorre lasciarlo a bagno in una tazza ad ammorbidire per una notte et voilà, pronto da mangiare e non occorre il dentista (dose di acqua doppia rispetto a quella di riso). 
"Per non sporcarsi i denti" occorre lo spazzolino per via degli antociani, che sono i componenti che danno al riso Venere il suo caratteristico colorito nero e che, se non starete attenti, lo daranno anche ai vostri denti :D.


riso nero Venere crudista
Vi presento la mia attuale infatuazione: riso nero Venere.


Condimento.
Io lo condisco con un pizzico di sale integrale, una spolverata di erbe aromatiche, olio evo o di girasole (in base alla giornata), succo di limone e oggi è capitata anche una bella grattugiata di nocciole... mentre ve lo scrivo mi è ritornata acquolina in bocca!
-  tutti gli ingredienti, tranne il riso che però è "Gallo", sono biologici.

Pratico da portare in ufficio nel contenitore di plastica Tupperware con i suoi fedeli amici spazzolino e dentifricio, e se il dentifricio fosse quello di Venere Mus, sarebbe perfetto (ma benissimo anche quello all'anice e limone che, come detto, contiene l'estratto di mirtillo - e state pur tranquilli, non vi lascerà i denti viola!).

Per chiudere la settimana in relax vi lascio con un bel massaggio ai piedi.
Mi riferisco alla riflessologia plantare, parte del pacchetto che consiste nel praticare pressioni particolari su specifici punti della pianta e dorso del piede (i cosiddetti punti riflessi) in grado di trasferire i rispettivi impulsi al cervello che a sua volta provvederà ad inviare i giusti segnali all’organismo che saprà rispondere allo stimolo impresso. E così mente e corpo se ne staranno benone.    
Nel mio caso specifico andava ad agire su stomaco ed intestino e a riattivare la circolazione (così mi pare abbia detto, era infatti associato al test delle intolleranze e io non ho segnalato problematiche particolari).
Potrei stare ore, giorni, settimane a farmi premere i piedi.
 

Non avrei voluto una mezza settimana diversa da questa!
Ieri poi sono anche anche stata a pranzo con Fabiana da Govinda (ambiente sempre piacevole e rilassato) e prima ancora al Centro Botanico a comprare la carruba (le prossime ricette la vedranno come ingrediente, rifarò anche il cuore/salame di cioccolato che vedete nella prima foto). Dopo Govinda un salto dal cugino danese dell'ikea, nel cuore di Milano (di questa sorpresa ve ne parlerò in un altro post).

Ottima chiusura di settimana anche se la settimana finisce la domenica e tutto può ancora succedere… (ci ho fatto caso solo ora: oggi è proprio Venere, e pure 17!).

venerdì 3 febbraio 2012

Dattero&fava (love) story

Ci sono patate e batate, datteri e dbatteri.

Ieri batate e oggi patate
Sarebbe stato più logico il contrario visto che ieri ancora non avevo il raffreddore (ma come? Io che non mi ammalo mai!? – ho anche la tosse e ho dormito malissimo stanotte...).

E invece ieri le patate erano proprio batate.

La batata (anche nota come patata dolce o patata americana) è una pianta erbacea perenne originaria dell'America centrale. 
Di questo vegetale si consuma il tubero, che è simile alla normale patata, ma ha un sapore più dolce. La batata viene anche utilizzata per la produzione di fecola (amido) e di alcol. Rispetto alla patata, la batata ha un contenuto in carboidrati simile e un apporto minerale vitaminico e calorico superiore.

Queste "batate" a quanto pare possono essere consumate crude perché infatti ieri...

A BPranzo.
Ieri sono stata pranzo al Centro Botanico di via Cesare Correnti con Fabiana. 
Era la mia prima volta a pranzo e, come tutte le prime volte, è stata memorabile.
Per non farvela tanto lunga, dato che il post vorrei parlasse di datteri (e i datteri ieri non li abbiamo proprio visti), abbiamo degustato un antipasto composto da tre assaggini crudisti e un piatto vegano io e vegetariano lei (ma poteva essere anche il contrario) sempre composto da tre creazioni. Tutti e due avevano un tortino di quinoa e spinaci (ma erano spinaci?) e il mio piatto si distingueva dal suo per via dei due pesci che in realtà erano sedano rapa con una leggera panatura (tipo l’inganno del mio pesce miglio,vi ricordate?).

Il problema di quando mangio al Mudra o in posti dalla cucina "non so come definirla perché tutto risulterebbe sminuente" come anche qui al Centro Botanico è che non riesco a pensare al cibo, nel senso che non visualizzo una singola portata che vorrei perché l'unica cosa che vorrei una volta seduta a tavola è concedermi di non pensare. Cosa impossibile in un bar/ristorante tradizionale dato che tra burro, sale e glutammato a tradimento passi la metà del pasto sul chi va là. Quando invece gli ingredienti sono scelti con cura, quasi sempre nel rispetto della stagionalità così che ogni verdura faccia il suo dovere per quel periodo particolare (anche se nel mio caso ha vinto il raffreddore - ma questo è un dettaglio), non accade e così ti puoi abbandonare ad un abbraccio ad occhi chiusi con il piatto.
Poi però non sapendo cosa hai mangiato non sei in grado né di raccontare né tantomeno di replicare (e perché mai dovresti farlo? Su Veganblog ci sono centinaia di ricette da poter replicare...). 

A conferma di quanto detto alla fine non sapevo cosa avevo mangiato!
Così questa mattina ho telefonato al bar del Centro Botanico per farmi dire giusto due cose e così si è scoperto che il carpaccio di mela, arancio e qualcosa era carpaccio di mela, arancio e sedano rapa bagnato con dell’aceto e non so cos’altro (questo non gliel'ho chiesto). 
E gli spaghetti che immagino fossero conditi con della barbabietola, a giudicare dal colore (anche questo non gliel'ho chiesto), erano batate.

Oggi invece il mio raffreddore mi ha costretta alle bpatate che insieme alle carote erano la sola cosa che sono riuscita a mangiare, indorate com'erano con del sale marino dell'Atlantico - non trattato (comprato ieri al Centro Botanico)-e un misto di olii, evo e di girasole, entrambi spremuti a freddo e biologici.

Tutta questa premessa per dirvi che ieri ho comprato anche un’altra cosa: il famoso e prezioso cacao crudo. Trattasi di "fave di cacao biologiche".

E considerati i ritmi a cui viaggio ultimamente con i post (ferma in sosta sul passo carraio, quattro frecce) meglio giocare di anticipo. Così ho pensato di farvi assaggiare qualcosa per San Valentino...

fave di cacao crudo
Nel dattero sta nascosta la fava di cacao, la riuscite a vedere?


Dattero-fava.
Ho fatto un innesto di dattero e fava. 
Ho tolto il nocciolo del dattero e l’ho sostituito con la fava. Così ora il dattero abbraccia la fava: insieme stanno benissimo!

Del dattero vi dirò solo che è dolce, molto dolce (tutte le altre virtù le potete leggere nel post "The Date Day").  E della fava, oltre a dirvi che è piuttosto amara, vi dirò molto di più.

Questo innesto è ottimo da degustare in situazioni che richiedono velocità (non si ha tempo per la merenda ma si è vittime di un improvviso calo di energie). Oppure non si riesce bene a deglutire e magari con il naso intasato non si sentono troppo bene i sapori e non si ha voglia di nulla in particolare (cavolo, non riesci a capire di cosa avresti voglia!). Come anche prima di una qualsiasi pratica sportiva...
E rieccoci al solito argomento ricorrente di questo ultimo periodo.

Il cibo afrodisiaco.
Sui datteri ne abbiamo già dette di cotte e di crude (in realtà più crude che cotte dato che ben si prestano a sostituire lo zucchero per i dolci crudisti, tipo appunto le barrette afrodisiache, ovviamente). Sul cacao ancora poco. Oltre ad essere un afrodisiaco dovete sapere che...

Le fave di cacao.
Nella cultura azteca il cacao era spesso menzionato come medicina locale, come lassativo e come ricostituente.

Felici.
Dovete sapere che il cacao crudo contiene venti volte più antiossidanti del vino rosso e trenta volte più del tè verde. Il cacao crudo parrebbe avere il 367 per cento degli antiossidanti in più rispetto al migliore cacao tostato (che è quello biologico).
E' un'ottima fonte di magnesio, dopamina e serotonina e aiuta a combattere i radicali liberi, prevenire problemi cardiaci, regolare la pressione, rafforzare il sistema immunitario e regolare lo zucchero nel sangue. 
Contiene inoltre il triptofanoun aminoacido essenziale che va assunto con l'alimentazione dato che l'organismo non è in grado di sintetizzarlo, che è un precursore della serotonina e della melatonina. E' un antidepressivo, un ansiolitico e induce il sonno.
E poiché viene disperso con il calore (a causa dell tostatura) è presente solo nel cacao crudo.

Beati.
Ultimamente è stato ritrovato nel cacao raw un altro elemento interessante: l'anandamide.
Deriva dal sanscrito ananda, ovvero "beatitudine interiore".
L'anandamide infatti è un neurotrasmettitore che simula gli effetti dei composti psicoattivi presenti nella cannabis e quindi diminuisce l'ansia, la depressione, aiuta il buonumore e tiene sotto controllo l'appetito.

Tutto questo ce lo dice Susanna Eduini, nel capitolo dedicato ai "Supercibi" di quel libro galeotto "Il crudo è servito" che originò quel mio post de "La zucca illuminata"...

Prima di cadere vittima dei fumi delle fave vi dico giusto tre cose

La prima. 
Nella rubrica "Vitamina Phi" su Phit Magazine di marzo troverete un bell'approfondimento sul raw food e sui Supercibi (il cacao è solo uno dei tanti).

La seconda.
Da non perdere il piacere di questa tisana ayurvedica della Yogi Tea "Choco" Aztec Spice
che si ispira allo "Xocoatl", la venerata bevanda degli antichi Aztechi...

Scorza di cacao 65%, liquirizia, cannella, carruba, malto d'orzo, cardamomo, zenzero, chiodi di garofano, estratto di cannella, estratto di vaniglia, pepe nero, olio di zenzero, bacello di vaniglia. 
Serve altro?
Ah sì, sono tutti di agricoltura biologica.

La terza.
Vi aggiorno sul discorso intolleranze.
Seduta di test intolleranze + riflessologia plantare spostata al 17 febbraio che è un venerdì (prima data libera). E guarda caso era libero proprio l’orario che avevo richiesto. Quando si dice la fortuna!

Bene, con il "Dattero-fava" do ufficialmente inizio alla serie di post dedicati a San Valentino!

martedì 6 dicembre 2011

Stelle di Natale: la truffa del biologico

In posta (aumenti).
Dopo una mattinata trascorsa tra uno sportello e l'altro della posta (la scatola per la spedizione del pacco celere si acquista dove non si prendono i moduli da compilare che è dove non si spedisce e non si paga quanto pagato fino a ieri perché è aumentato ancora e col bancomat al massimo puoi tentare di grattarti via il "blu" dei sigilli adesivi del pacco che per metà ti restano incollati alle dita - si paga solo in contanti) da un ufficio postale ad un altro ufficio postale perché in certi piccoli di quartiere spedizioni e bollette sono tutte insieme, un'unica allegra famiglia, e quando hai davanti a te 30 commensali non ti resta che piangere e recarti all'ufficio centrale di Cordusio dove nella peggiore delle ipotesi in un'oretta te la cavi, considerato che avevi solo due persone davanti a te (e non voglio nemmeno pensare se fossero state 10... ma lo saranno nei prossimi giorni, sappiatelo).
Comunque i biscottini per Luca sono partiti, questa è la cosa importante. Per dove resta da capire visto che all'inizio pareva non esistesse il comune che avevo indicato ma poi magicamente è stato trovato. La magia del Natale :)

En passant...
In realtà ho trovato il tempo anche per fare un salto da Lush per lo shampoo solido alla cannella e anche da Superpolo a prendere giusto due cosine false-biologiche (polvere di unicorno cannella, tisana al ginger lemon e anche dell'anice per i miei prossimi biscottini).

Tragedie a tavola.
E finalmente mi organizzo per godermi un boccone in graziadiddio, seduta a tavola, respirando e senza il cronometro. 
Il menù prevedeva uno dei miei piatti preferiti: penne integrali biologiche (bio in che percentuale?) al pesto non bio (qui è 100%). Decido di accendere la tv e di vedere un telegiornale giusto per essere aggiornata sulle tragedie quotidiane tra politica e cronaca (tra l'altro trovo di pessimo gusto la fiction sul delitto di via Poma, considerato che il processo è ancora aperto -  ma non solo per questo, comunque...).

Il "gatto con gli stivali".
Stavo per assaporare il mio bel boccone al 60% biologico (il pesto come detto non è bio ma solo tanto :)) e d'improvviso la percentuale è scesa.

"...sequestro da parte della guardia di finanza di Verona oltre 700 mila tonnellate di prodotti alimentari tra cui farina, soia, frutta fresca, falsamente biologici che venivano commercializzati come biologici. Scoperto un giro di fatture false per oltre 200 milioni di euro. Sette le persone arrestate..."
Un affare che avrebbe coinvolto oltre il 10% del mercato biologico italiano ("Gatto con gli stivali" è il nome dell'operazione).

Babbo di carnevale.
Come dire che 1 dattero su 10 non è biologico (ora dovrò cambiare tutte le percentuali degli ingredienti delle mie ricette).
Non scherziamo, qui la faccenda è serissima e sono gravissime le responsabilità di quegli organismi di controllo (ma chi? 2 dei 7 arrestati??) che "avrebbero dovuto garantire" la qualità del prodotto e il rispetto delle leggi e che invece hanno regalato (venduto?) bollini come fossero coriandoli!

L'italia è un paese che non funziona e non potrà mai funzionare (ogni giorno sono sempre più appesantita da questa italianità e sto seriamente cercando un posto dove andarmene a vivere in leggerezza). L'essere famosi non solo per la pizza è una cosa che abbiamo nel DNA.

La pulce nell'orecchio.
Quest' estate ho avuto la sfortuna di parlare con una persona che mi ha fatto crollare in 5 minuti la fiducia nel prossimo (diciamo che di base a me piace pensare bene delle persone, mi fido - sono una cretina!!).
A bocca aperta (e pugni chiusi) ascoltavo raccontare che le pesche quest'estate non potevano essere biologiche perché un parassita (o qualcosa di simile - certo non era il "brucomela"!) le aveva prese di mira e per debellarlo occorrevano prodotti che certo non potevano essere impiegati nell'agricoltura biologica... 
Ma come? Io quest'estate ho comprato le pesche certificate biologiche (potete vedere il mio non più bio frullato pesca e banana ), si sarà sbagliato...
Mi aveva anche detto che si era visto docce di pesticidi su certe coltivazioni di riso... beh, non saranno state certo biologiche... No no, certificatissime.

Quella sera Anice e limone stava per chiudere il blog. Poi ho creato le mie etichette bio da mettere sui miei prodotti fatti in casa...


Per quello che vale la "fogliolina a 12 stelle"... potrebbero benissimo
usare queste!


Io compro bio.
Non è uno scherzo. Non è giusto che a rimetterci siano le persone che lavorano in modo serio e rispettando le regole. Le probabilità che quello che compro sia biologico (quindi certificato con la fogliolina a 12 stelle) è del 90%. Ma siamo pur sempre in Italia, e io dico che è del 60%, voglio essere realista pessimista.
Meglio comunque mangiare solo il 60% di cibo contaminato rispetto al 100%, cosa dite?
Io credo che la salute sia la sola cosa che ci resta per cui continuerò a comprare biologico, credendo che sia al 100% (quando magari sarà anche solo del 20%... ora sono davvero pessimista!!).
E comunque prenderanno provvedimenti: certo, se ne prenderanno come ne hanno presi per il filtro antiparticolato stiamo tranquilli!

Ma quanto costa bio? 
Il quasi-biologico dovrebbe costare circa un 20 o 30% in più del contaminato da pesticidi (tutto ciò che non è biologico, purtroppo è così) ma io vi dico che potreste addirittura arrivare a spendere meno, davvero...

Meno.
Quando si sceglie biologico credo si decida di mettere la salute al primo posto (o almeno io lo scelgo anche per questa ragione). E allora non è l'alimento di per sé ma uno stile di vita che include la dieta, così come una serie di comportamenti e abitudini molto più rispettose di sé e dell'ambiente. Si cerca magari di risparmiare riducendo gli sprechi anche in fatto di cibo, stando attenti a comprare non più del necessario e a consumare quello che si è preso (io su questo ci sto ancora lavorando). Bisognerebbe essere bravi a scegliere quei prodotti che a pari qualità e certificazione abbiano un prezzo più interessante. Ad oggi tanti supermercati hanno la loro linea biologica che è anche a buon mercato (io trovo prodotti biologici che costano meno di quelli non bio di marchi più noti), seguire la stagionalità dei cibi (questo ancora non riesco a farlo) e che siano magari a km zero. Anche saper scegliere come "mischiare tra loro certi ingredienti per trasformarli in prelibatezze" (cucinare???) magari riducendo la quantità a favore della qualità (come predica la cucina Raw) aiuta. 
E se provassimo a dimezzare le dosi di cibo (pensate a chi sotto dieta Dukan, o anche non Dukan, mangia quantità esagerate di carne!) credo ne trarremmo tutti beneficio.

Acquisti necessari.
Tanto difficile rinunciare ad un acquisto "necessario" (scarpe) a favore di un acquisto "poco importante" (cibo)?
Per me non lo è perché bio è volermi bene. Quando compro bio mi coccolo come quando mi faccio uno scrubbino di Lush, o come quando cucino i miei biscottini. Il cibo è nutrimento e piacere. Il piacere delle piccole cose. E poi come vi ho detto, non spendo di più (e risparmio anche sull'acqua in bottiglia, guardate qui come potreste avere un extra budget per lo shopping...). - Nel prossimo post qualche idea per gli acquisti (di Natale).

Proposte deliranti.
Perché non introdurre già dalle scuole elementari l'educazione alimentare? Per me si risolverebbero metà dei problemi di oggi, ne sono convinta.

E tu che mi leggi, compri bio? Ti vuoi bene abbastanza? Cosa mi dici?
Io ti dico che si festeggia, questo è il post n° 100!!