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domenica 12 febbraio 2012

Il linguaggio dell'amore

Tra due giorni è San Valentino, la festa degli innamorati.
Come già vi ho detto, io non sono molto di ricorrenze in quanto non amo particolarmente le cose standardizzate e poco personalizzate (nel mio caso oltretutto dovrei festeggiare il 16 febbraio… "Fu la notte del 16 febbraio di quel lontano 200x che i nostri sguardi si incontrarono per la prima volta..." - credo questa frase sarà la più romantica che troverete nel blog :)).

Bando alle "ciance personali" - che mi suonano come "effetti personali" (mi immagino una scrivania d'ufficio piena di oggettini plasticosi-gommosi-profumosi, tipo la mia piantina in gomma che poi in realtà è un infusore da tè - potete vederlo nel post del Candy)- capisco anche che però alle volte le ricorrenze ci servono per farci fare cose che altrimenti non faremmo, come ad esempio un dolcetto per la nostra dolce metà (come direbbe Ayame). Per cui, diciamo pure "evviva San Valentino" se ci serve per concederci un manicure extra o un massaggio rilassante (se poi di ritorno dal massaggio, casualmente si passa anche da Lush e, guarda caso, il negozio di abbigliamento accanto ha proprio l’abito che stavi cercando…) così da arrivare all’appuntamento cariche di rosso.
Il rosso infatti è il colore della passione, del romanticismo e della sensualità (per sapere tutto sul colore rosso potete fare un salto da Ayame).

E allora vi faccio vedere il dolcetto che ho preparato per l’occasione (l'occasione è il post di San Valentino, chiaro).
Trattasi del salame di cioccolato crudo e quasi crudista (infatti non è fatto con cacao raw anche se è ottimo cacao biologico della Bolivia "el ceibo", acquistato sabato da Altromercato certificato biologico). 

Eccolo già tagliato in tre cuori: uno è per voi, uno è per lui/lei e l'altro... (?)

San Valentino: salame di cioccolato crudista
Comunque ogni cuore è valido per due persone per cui le coppie coinvolte
qui sono 3... Ideale da gustare con un bicchiere di latte di mandorla autoprodotto!


Ingredienti (dosi per 3 cuori grandi come il palmo della vostra mano -"parlare col cuore in mano" significa essere sinceri per cui il terzo cuore magari dividetevelo).

40 g di cocco grattugiato bio (finalmente l'ho trovato biologico! -comunque se l'avete potete usare la carruba in polvere che è crudista)
3 cucchiai di cacao biologico
20 g di mandorle crude (ovvero: bio, sgusciate e con pelle)
10 g di nocciole biologiche (o anche anacardi)
fave di cacao qb (io ho scordato di metterle nel caos del pranzo!)
2 cucchiai di olio di girasole biologico spremuto a freddo (oppure 1 cucchiaio + 1 di latte di mandorle o di cocco)
2 cucchiai di bio malto d'orzo
pinoli qb
1 bio galletta al farro sbriciolata (o riso soffiato)

Potete arricchire il vostro impasto con delle fave di cacao (anzi, sarebbe opportuno lo faceste) passate velocemente nel macina caffè così da averle in pezzetti più piccoli (non totalmente polverizzate). Avrei dovuto metterci anche i pinoli (super afrodisiaci) ma non li ho più messi perché mi sembrava già sufficientemente carico di noci&co.

Procedimento.
Passate le mandorle e le nocciole nel macinacaffè. Unite la farina ottenuta al cocco e al cacao e aggiungete l'olio. In ultimo il malto e lavorate con le mani (e i guanti) l'impasto. Sbriciolate la galletta e aggiungetela. 
Ora l'impasto è pronto per scaldare il cuore (io ho usato una formina porta oggetti in gomma a forma di cuore - fatelo 3 volte per avere 3 cuori). 

Mettete in frigo e conservate fino a martedì (comunque si conserva per una settimana tranquillamente).
Potete accompagnare il dolce con del latte di cocco (ho comprato la noce di cocco... devo solo decidere come spaccarla :)), oppure potete farvi da voi, con le mandorle, il latte di mandorla crudista (nulla a che vedere con quello che trovate al supermercato ammesso che lo riusciate a trovare - io comunque lo dovrei riuscire a fare stasera). 
Ottimi di accompagnamento al cuore (quello di mandorla in particolare è utile per ridurre il colesterolo).

Ora vi lascio con qualche informazione sul linguaggio non verbale (sui cibi afrodisiaci qui nel blog trovate già alcune ricette sotto l’etichetta "cucina afrodisiaca" anche se nel post di domani vi darò qualche informazione in più - la lista di tutti gli ingredienti afrodisiaci e le loro virtù... wow!!).

Linguaggio non verbale.
Dovete sapere che nei primi 15 secondi l'interlocutore si fa un'impressione di voi, che in amore equivale al colpo di fulmine (pensate poi che ne bastano altri 3 per formarsi un'opinione completa). 

Vi dico anche che quando incontriamo qualcuno per la prima volta lo giudichiamo rapidamente sotto il profilo di: cordialità, dominanza e... come potenziale partner sessuale!

Che due innamorati cercano inconsapevolmente un segno di dilatazione -pupillare- nell'altro e se lo notano si eccitano.

Che la dilatazione pupillare ha un effetto contagioso: chi vede una persona con le pupille dilatate tende a sua volta a dilatarle.

E che la donna con le pupille dilatate risulta più attraente agli occhi di un uomo (motivo per cui si usa, tra le altre cose, il collirio).

Ricordatevi poi anche che un sorriso con lo sguardo di traverso risveglia nell'uomo sentimenti paterni, protettivi e viene percepito come attraente.

Ora non vi resta che sperimentare e attendere l'altro post sui cibi e i loro effetti...

venerdì 3 febbraio 2012

Dattero&fava (love) story

Ci sono patate e batate, datteri e dbatteri.

Ieri batate e oggi patate. 
Sarebbe stato più logico il contrario visto che ieri ancora non avevo il raffreddore (ma come? Io che non mi ammalo mai!? – ho anche la tosse e ho dormito malissimo stanotte...).

E invece ieri le patate erano proprio batate.

La batata (anche nota come patata dolce o patata americana) è una pianta erbacea perenne originaria dell'America centrale. 
Di questo vegetale si consuma il tubero, che è simile alla normale patata, ma ha un sapore più dolce. La batata viene anche utilizzata per la produzione di fecola (amido) e di alcol. Rispetto alla patata, la batata ha un contenuto in carboidrati simile e un apporto minerale vitaminico e calorico superiore.

Queste "batate" a quanto pare possono essere consumate crude perché infatti ieri...

A BPranzo.
Ieri sono stata pranzo al Centro Botanico di via Cesare Correnti con Fabiana. 
Era la mia prima volta a pranzo e, come tutte le prime volte, è stata memorabile.
Per non farvela tanto lunga, dato che il post vorrei parlasse di datteri (e i datteri ieri non li abbiamo proprio visti), abbiamo degustato un antipasto composto da tre assaggini crudisti e un piatto vegano io e vegetariano lei (ma poteva essere anche il contrario) sempre composto da tre creazioni. Tutti e due avevano un tortino di quinoa e spinaci (ma erano spinaci?) e il mio piatto si distingueva dal suo per via dei due pesci che in realtà erano sedano rapa con una leggera panatura (tipo l’inganno del mio pesce miglio,vi ricordate?).

Il problema di quando mangio al Mudra o in posti dalla cucina "non so come definirla perché tutto risulterebbe sminuente" come anche qui al Centro Botanico è che non riesco a pensare al cibo, nel senso che non visualizzo una singola portata che vorrei perché l'unica cosa che vorrei una volta seduta a tavola è concedermi di non pensare. Cosa impossibile in un bar/ristorante tradizionale dato che tra burro, sale e glutammato a tradimento passi la metà del pasto sul chi va là. Quando invece gli ingredienti sono scelti con cura, quasi sempre nel rispetto della stagionalità così che ogni verdura faccia il suo dovere per quel periodo particolare (anche se nel mio caso ha vinto il raffreddore - ma questo è un dettaglio), non accade e così ti puoi abbandonare ad un abbraccio ad occhi chiusi con il piatto.
Poi però non sapendo cosa hai mangiato non sei in grado né di raccontare né tantomeno di replicare (e perché mai dovresti farlo? Su Veganblog ci sono centinaia di ricette da poter replicare...). 

A conferma di quanto detto alla fine non sapevo cosa avevo mangiato!
Così questa mattina ho telefonato al bar del Centro Botanico per farmi dire giusto due cose e così si è scoperto che il carpaccio di mela, arancio e qualcosa era carpaccio di mela, arancio e sedano rapa bagnato con dell’aceto e non so cos’altro (questo non gliel'ho chiesto). 
E gli spaghetti che immagino fossero conditi con della barbabietola, a giudicare dal colore (anche questo non gliel'ho chiesto), erano batate.

Oggi invece il mio raffreddore mi ha costretta alle bpatate che insieme alle carote erano la sola cosa che sono riuscita a mangiare, indorate com'erano con del sale marino dell'Atlantico - non trattato (comprato ieri al Centro Botanico)-e un misto di olii, evo e di girasole, entrambi spremuti a freddo e biologici.

Tutta questa premessa per dirvi che ieri ho comprato anche un’altra cosa: il famoso e prezioso cacao crudo. Trattasi di "fave di cacao biologiche".

E considerati i ritmi a cui viaggio ultimamente con i post (ferma in sosta sul passo carraio, quattro frecce) meglio giocare di anticipo. Così ho pensato di farvi assaggiare qualcosa per San Valentino...

fave di cacao crudo
Nel dattero sta nascosta la fava di cacao, la riuscite a vedere?


Dattero-fava.
Ho fatto un innesto di dattero e fava. 
Ho tolto il nocciolo del dattero e l’ho sostituito con la fava. Così ora il dattero abbraccia la fava: insieme stanno benissimo!

Del dattero vi dirò solo che è dolce, molto dolce (tutte le altre virtù le potete leggere nel post "The Date Day").  E della fava, oltre a dirvi che è piuttosto amara, vi dirò molto di più.

Questo innesto è ottimo da degustare in situazioni che richiedono velocità (non si ha tempo per la merenda ma si è vittime di un improvviso calo di energie). Oppure non si riesce bene a deglutire e magari con il naso intasato non si sentono troppo bene i sapori e non si ha voglia di nulla in particolare (cavolo, non riesci a capire di cosa avresti voglia!). Come anche prima di una qualsiasi pratica sportiva...
E rieccoci al solito argomento ricorrente di questo ultimo periodo.

Il cibo afrodisiaco.
Sui datteri ne abbiamo già dette di cotte e di crude (in realtà più crude che cotte dato che ben si prestano a sostituire lo zucchero per i dolci crudisti, tipo appunto le barrette afrodisiache, ovviamente). Sul cacao ancora poco. Oltre ad essere un afrodisiaco dovete sapere che...

Le fave di cacao.
Nella cultura azteca il cacao era spesso menzionato come medicina locale, come lassativo e come ricostituente.

Felici.
Dovete sapere che il cacao crudo contiene venti volte più antiossidanti del vino rosso e trenta volte più del tè verde. Il cacao crudo parrebbe avere il 367 per cento degli antiossidanti in più rispetto al migliore cacao tostato (che è quello biologico).
E' un'ottima fonte di magnesio, dopamina e serotonina e aiuta a combattere i radicali liberi, prevenire problemi cardiaci, regolare la pressione, rafforzare il sistema immunitario e regolare lo zucchero nel sangue. 
Contiene inoltre il triptofano, un aminoacido essenziale che va assunto con l'alimentazione dato che l'organismo non è in grado di sintetizzarlo, che è un precursore della serotonina e della melatonina. E' un antidepressivo, un ansiolitico e induce il sonno.
E poiché viene disperso con il calore (a causa dell tostatura) è presente solo nel cacao crudo.

Beati.
Ultimamente è stato ritrovato nel cacao raw un altro elemento interessante: l'anandamide.
Deriva dal sanscrito ananda, ovvero "beatitudine interiore".
L'anandamide infatti è un neurotrasmettitore che simula gli effetti dei composti psicoattivi presenti nella cannabis e quindi diminuisce l'ansia, la depressione, aiuta il buonumore e tiene sotto controllo l'appetito.

Tutto questo ce lo dice Susanna Eduini, nel capitolo dedicato ai "Supercibi" di quel libro galeotto "Il crudo è servito" che originò quel mio post de "La zucca illuminata"...

Prima di cadere vittima dei fumi delle fave vi dico giusto tre cose. 

La prima. 
Nella rubrica "Vitamina Phi" su Phit Magazine di marzo troverete un bell'approfondimento sul raw food e sui Supercibi (il cacao è solo uno dei tanti).

La seconda.
Da non perdere il piacere di questa tisana ayurvedica della Yogi Tea "Choco" Aztec Spice. 
che si ispira allo "Xocoatl", la venerata bevanda degli antichi Aztechi...

Scorza di cacao 65%, liquirizia, cannella, carruba, malto d'orzo, cardamomo, zenzero, chiodi di garofano, estratto di cannella, estratto di vaniglia, pepe nero, olio di zenzero, bacello di vaniglia. 
Serve altro?
Ah sì, sono tutti di agricoltura biologica.

La terza.
Vi aggiorno sul discorso intolleranze.
Seduta di test intolleranze + riflessologia plantare spostata al 17 febbraio che è un venerdì (prima data libera). E guarda caso era libero proprio l’orario che avevo richiesto. Quando si dice la fortuna!

Bene, con il "Dattero-fava" do ufficialmente inizio alla serie di post dedicati a San Valentino!

martedì 31 gennaio 2012

Spignatti&Co: link post

Nell’attesa di comprendere meglio (ma non troppo) le ragioni di questo mio singhiozzo postuale (sono passata dai 23 post di ottobre ai 10 di questo mese!) facciamo che vi metto nelle condizioni di poter meglio usufruire del materiale interessante (credo) fino ad oggi prodotto, meglio noto con il nome di “spignatti” (spignattare significa affaccendarsi in cucina tra i fornelli). 

Tra le ricette crudiste che non fanno ingrassare potete trovare:

la Nut-crema alle nocciole, una vera crema alle nocciole, le Raw barrette afrodisiache, ottime per gli sportivi che, se hanno letto Phit (o magari lo sanno già), sapranno certamente che lo sport, essendo un "activating activity" aiuta già di suo e se in più abbiamo mandorle, datteri, cocco e avena... abbiamo una marcia in più!
L'Acquolina in bocca doccia (no, scusate, mi sono lasciata prendere dall'entusiasmo, questa va sotto, nella categoria "beauty").
E per finire abbiamo anche una reinterpretazione della famosa "torta paesana milanese" (la mia versione crudista della Papina, uno dei miei primissimi esperimenti) e certamente tutti i frullati della colazione (questa ultima versione serve anche per darvi una bella svegliata, quest'altra invece potrebbe farvi addormentare... - la banana concilia il sonno e probabile anche la mia voce).

Nota.
Da notare come gran parte delle ricette raw (crude) siano anche afrodisiache. 
Infatti la natura con le sue noci e i sui frutti è estremamente sagace.

Tra gli "spignatti" della sezione beauty abbiamo:

la mia versione dell’Angeli a fior di pelle di Lush, la crema per le mani alla lecitina di soia (ricetta che spopola sul web), facilissima da fare con ingredienti facilmente reperibili al supermercato. L’Acquolina in doccia al cacao, il "Peeling dell'Area C", uno scrub all’olio di oliva e mandorle che poi mi ha dato l’idea per quest'altro alla mela del risveglio...
Vi ricordo anche la ceretta fatta in casa, l'ormai nota antica ricetta, tramandata di padre in figlio madre in figlia. Da fare in caso di emergenza, vi occorrono limoni e zucchero (come immagino saprete, io lo zucchero lo tengo solo per ceretta e marito).

Ah, non dimentichiamo che il primo vero spignatto cosmetico è stato il "Pan della massaia lombarda": bene, è stato questo panetto ad aprire la strada degli spignatti. E'  la ricettina saponosa con la quale ho partecipato al concorso de La Saponaria. Una diretta conseguenza della sopra citata papina crudista.

A proposito...
Troverete delle similitudini tra certe mie ricette culinarie e altre da bagno (scrubbini al cocco e veg barrette, acquolina in doccia e crema alle nocciole, papina crudista e pan della massaia). Funziona così, per la mia testa è all'ordine del giorno stabilire delle connessioni tra queste cose anche perché come già vi ho detto, i detergenti per il corpo li realizzo solo esclusivamente con gli ingredienti che poi uso per i dolci.

Una riflessione (ancora???).
Alle volte la mia testa va in tilt.
Accade che ho in mente a tutti i costi di fare una cosa e finché non la riesco a fare non mi do pace. Ora sono in fissa con lo shampoo solido alla cannella di Lush (quello che uso abitualmente), che voglio rifare senza però usare soda caustica o altri ingredienti (come anche il Sodium Coco Sulfate) troppo poco "kitchen friendly": sarebbe troppo facile, io lo devo riuscire a fare usando gli ingredienti della mia cucina! 
Si sa, se una cosa non è difficile non mi interessa (la prima versione fatta ieri è stata un disastro, ecco poi perché i post sono meno frequenti del solito… è iniziata l’era della sperimentazione pensante e ogni sperimentazione richiede tempo e soprattutto energie - e poi altro tempo per piangere :)).
Chiusa parentesi.

Ritornando alla lista, se e solo se siamo in emergenza e ci finisce lo shampoo, allora potete lavarvi i capelli con la farina di ceci (non ha un buon profumo ma se siete senza shampoo "meglio puzza che zozza", non vi pare? - dai no, non puzza così tanto, è solo un po' forte...).

Ma la vera perla di tutti i miei detergenti è questa:

scub al cocco per una pelle liscia più della seta
Vi presento il "limone porta scrub", comodo da usare anche in doccia...

Lo scrubbino coccoloso che da mesi ormai mi segue sotto la doccia. 
La ricetta per questa versione limonosa la trovate qui, sotto la foto (ma su Youtube vi faccio vedere come si prepara). 
Nulla provato fino ad oggi, in 30 anni di docce, è minimamente paragonabile a questa pallina cioccolosa (la versione "cioc" al cacao invece la trovate qui): dovete provarla per credermi. Dopo l'uso non vi occorre poi nessuna crema idratante da quanto già sarete lisce e idratate! Almeno, per me è così.

Se fai da te è meglio.
Capite perché fare da sé, a volte, è meglio?
Perché i risultati sono superiori, ci si diverte mentre lo si fa e soprattutto lo si può fare come si vuole, nessun divieto, potete usare tutta la fantasia e gli ingredienti che volete. 

Per le pulizie della casa invece il detto non vale: se te le fanno gli altri è meglio!
In generale sapete che aceto e bicarbonato sono ottimi per pulire quasi tutte le superfici (poi abbiamo anche il pulitore organico che si chiama bio- Mex, vi ricordate?). 
Per lavare i piatti invece avevo fatto questa specie di limonata salata ma questo prima di conoscere le noci lavatutto...
Infatti, queste noci che mi ha portato la Befana sono le noci che servono per lavare il bucato a mano e in lavatrice (nel mio caso in lavatrice) senza utilizzare detersivo. 
Si fa così: si spaccano i gusci, si mettono nel cestello della lavatrice nel loro bel sacchettino in cotone che abbiamo in dotazione, qualche goccia dei vostri olii essenziali preferiti ed è fatta. 
Per potenziare il loro effetto si può usare del bicarbonato (e se aggiungete nel sacchettino semi di anice, lavanda o cannella sortirete altri effetti potenzianti). Ve lo mostro su Youtube (le noci, non gli effetti).

In realtà, non è stata la Befana ma Mus a farmele scoprire.

E sempre Mus mi ha detto che possono essere utilizzate per lavare i pavimenti, i piatti, i capelli…

Ma chi è Mus?
Mus è la mia collega veg-chef di Veganblog.

Cos'è Veganblog?
E’ un luogo di perdizione molto pericoloso e una volta dentro potresti non uscirne più. 
Qui le mie ricette "senza" trovano approvazione. In questo spazio si può dar libero sfogo alla propria creatività… E guardate un po’ lo sfogo di Mus cosa ha prodotto:  il dentifricio di Venere.
Grande Giove!

Ora capite a cosa serve ampliare le vostre conoscienze in materia di cibo e di igredienti?
Probabile nel bel mezzo di una noiosa riunione siate costretti a fuggire con una scusa perché avete avuto l’intuizione per lo shampoo solido! A me non è accaduto ma a Mus col suo dentifricio sì.
Vi lascio alla sua ricetta del dentifricio, troppo bella per non essere vista e magari subito replicata.

Per ora è tutto. 
Di post da leggere ne avete parecchi. 
Se siete in ufficio e vi state annoiando fatevi trasportare da un post all’altro. Se siete frequentatori abituali delle palestre Virgin Active, ritirate una copia della rivista Phit Magazine di questo mese: se giocate a tennis, calcio o ping pong scoprirete che siete più fortunati degli altri (perché non ve lo dico, andate a leggere :)). Ah, il magazine lo trovate anche in edicola.
Se siete in giro statevi accuort che a Milano sta iniziando a nevicare e si sa, quando nevica anche il traffico va in tilt.

Domani test intolleranze alimentari + rilfessologia plantare (ho chiamato per conferma convinta fosse il 2 invece è domani, menomale che ho chiamato!). Vi saprò dire cosa è emerso (appuntamento spostato causa neve :)).

sabato 28 gennaio 2012

La mela del risveglio

Ieri mattina mi sono risvegliata con la mela. 
Non era proprio quella rossa e seducente dalla strega di Biancaneve ma una fuji, quella che va dal rosso chiaro allo scuro su fondo giallo.

Nel Paradiso Terrestre la mela è il frutto proibito, simbolo della caduta dell'uomo e allo stesso tempo frutto della conoscenza.

E’ l'identificazione della bellezza femminile e della seduzione.
E per sedurre una bella pelle fa sempre comodo così come un bel sorriso (infatti la mela aiuta a tenere i denti puliti per via della polpa granulosa e dei suoi antiossidanti) e perché no, una mente lucida e reattiva (questo è ciò che avviene consumando "cibo crudo" e non manipolato).

Il risveglio.
Ieri mattina per me la mela è stata il simbolo del risveglio.
Seppure afrodisiaca, il risveglio di cui parlo non è esattamente quel risveglio (da quando ho lavorato all’articolo per Phit - la rubrica su "sesso e sport" del numero uscito questo mese- ogni cosa sembra avere una valenza sessuale e ogni cibo che uso sembra essere afrodisiaco!).

Il risveglio di cui parlo è quello di quando la mattina suona la sveglia (la prima, poi la ripunti almeno altre 7 volte a distanza di 5 minuti), provi ad alzarti, ci riesci, ti alzi, ti lavi, fai colazione e attendi il caffè tossico e stimola-libido per le donne (ancora, vedete? E' una persecuzione!!) del buon giorno.
Così ieri mi sono alzata, sono andata in cucina per la mia spremuta di limone a digiuno (sto rifacendo qualche giorno di detox mattutino) e sono andata in bagno. Qui ho incontrato l'altra me, nello specchio e il riflesso era qualcosa di inaspettato. Una pelle secca e spenta. 

Infatti da qualche giorno ho terminato (in realtà l’ho buttato perché era da quasi un mese in frigo!!!) il mio "Angeli a fior di pelle" fai da me (oggi lo devo rifare, absolutely! - fatto, ecco il link) che alternavo a quello al Tea Tree Oil di Fitocose. L'angeli avendo l'olio di jojoba e le mandorle tra gli ingredienti era molto nutriente per la mia pelle. Mettici poi che non ho mangiato molta frutta in questi ultimi giorni, gli sbalzi di caldo e di freddo e alla fine avevo la pelle screpolata e a macchie! 

Così dal bagno sono passata subito alla cucina per prepararmi questo veg-frullato del risveglio:


detergente viso mela mandorle e cannella fatto in casa


Ingredienti.
1 mela rossa fuji biologica (è fondamentale che sia biologica)
3 mandorle biologiche con la pelle
farina di mandorle qb (questa che ho usato non è biologica)
latte di avena biologico qb
cannella biologica - qb per perdere i sensi

Vi serve anche il frullatore (il mio lo avevo rotto ma l'ho ricomprato subito il giorno dopo).

Inutile dirvi che tutti questi ingredienti sono afrodisiaci, è imbarazzante ma ogni ingrediente che mi capita sotto mano ultimamente è afrodisiaco (e questo mi spinge ad una riflessione che riserverò però alle ultime righe, se no mi perdo).

Come si fa il frullato.
Si lava bene la mela con uno spazzolino da cucina e si sbuccia (in realtà avreste potuto frullarla con la buccia ma io ho preferito mangiarmela così). 

La buccia della mela è un’alleata del tono muscolare ed è quindi particolarmente adatta agli sportivi. Inoltre è ricca di vitamina C. Per cui diventa di fondamentale importanza comprare biologico. 

La mela è in generale ricca di sali minerali, fibre, vitamine e antiossidanti. Utile a contrastare la ritenzione idrica, tenere sotto controllo il colesterolo e contrastare malattie renali e cardiache. Insomma, "una mela al giorno toglierebbe il medico di torno".

Tenete da parte le tre mandorle e frullate il resto.
Prelevate la dose corrispondente a 2 cucchiai abbondanti e mettetela in un bicchierino o contenitore che vi porterete poi in bagno: quello sarà il vostro detergente (potrete renderlo meno liquido aggiustandolo con la farina di mandorle). 
Il resto tenetelo lì, lo berrete dopo esservi lavate la faccia, aggiungendo al composto le 3 mandorle crude così da dare un maggior apporto di cibo vivo al frullato (per capire meglio di cosa sto parlando leggetevi l’ultima parte del post sulla "crema alle nocciole artigianale" che ho oltretutto mangiato questa mattina in assenza di banana – devo andare a fare la spesa oggi, ed è sabato... mai ridursi al sabato con il mercato di mezzo e la pioggia!!).

Detto ciò, potete ora andare in bagno a lavarvi la faccia (se non siete di corsa potete tenere su il composto per circa 15 minuti).

La mela, così come altri frutti, può essere utilizzata come detergente così come le farine che catturano lo sporco e se lo portano via. Tutto cio, in modo assolutamente delicato (ricordo per chi ancora non lo sapesse che ormai da mesi per il corpo utilizzo i miei scrubbini al cocco e ho una pelle liscia liscia liscia - per vedere come realizzarli potete seguirmi su Youtube). La mela inoltre svolge un’azione rassodante ed è ricca di vitamine.
La farina di mandorle ci regala un leggero scrub rivitalizzante e ci idrata allo stesso tempo. Il latte d’avena è adatto alle pelli sensibili ed irritate per la sua azione emolliente,  lenitiva e tamponante del pH cutaneo. E’ adatta anche per le pelli più secche. 
Ma c’è di più. La cannella non solo ci risveglia i sensi con il suo profumo ma è un antimicrobico e uno stimolante naturale, e svolge un’azione astringente.

Per che non avesse letto il post precedente o non lo sapesse, vi ricordo che il cibo crudo non fa ingrassare perché non fa produrre tossine al nostro corpo che quindi non si accumulano sotto forma di tessuto adiposo.
La frutta mantiene anche giovani e belli.

Dipendenze.
Ora sono presa bene con le mele e per un po’ le banane staranno a riposo.
Di questo frullato ho avuto modo di sperimentare gli effetti detergenti sulla pelle (sia dall’interno, pelle luminosa, sia dall’esterno, pelle detersa senza stress) ma per altri effetti vi inviterei a provarlo in un’occasione diversa dalla colazione e dalla merenda, soprattutto se siete a casa da soli!

Nell'antichità, la mela era simbolo di fertilità, e quella rossa, nello specifico, dell'amore.

Vi lascio alla mia riflessione. 
Ho notato che molti alimenti che compaiono quasi quotidianamente nella mia alimentazione, e dai quali non posso più prescindere (broccoli, pinoli, aglio, zenzero, cannella, avena, cacao, datteri, mandorle, cocco, anice, ecc…) sono degli afrodisiaci. 
Che un ritorno ad un’alimentazione più vicina a ciò per cui siamo geneticamente legati (frutta, noci, semi, ortaggi crudi) sia anche una soluzione a certi problemi che mai come oggi sembrano essere così tanto diffusi?
A me sembra sia proprio così.

E allora, se restare giovani, in forma e pieni di energia non fossero delle ragioni sufficienti per scegliere uno stile di vita più sano, da oggi abbiamo una ragione in più per propendere verso un’alimentazione più naturale.
Ora scappo a farmi la doccia con lo shampoo solido alla cannella e il mio scrubbino al cocco... ;)

martedì 24 gennaio 2012

La crema alle nocciole fa dimagrire!!

Son tornata, ci sono ancora!! Vi ho fatto un po' preoccupare'?
Sono stata un pochino presa dai fatti miei (ho iniziato a caricare qualche video sul mio canale di Youtube ma non siate crudeli, sono molto impacciata e maldestra e non amo per nulla sentire la mia voce e nemmeno parlare di fronte ad una telecamera seppure senza operatore - trattasi per fortuna del mio telefono), dal lavoro e soprattutto da certi studi che mi hanno portata a dare questo titolo al post (in realtà quest'ultima cosa è una mezza verità, nel senso che sono ritornata in modo più approfondito sull'argomento, per il prossimo articolo che uscirà su Phit a marzo, ma l'argomento già mi era noto come sapete, dai tempi di quel post sulla zucca illuminata...).

La crema alle nocciole fa dimagrire!
Come si fa a non leggere un post con un titolo così?!
E infatti è fatto apposta perché vorrei che molte persone arrivassero qui da me per leggere di cose meravigliose che magari non sapevano (non sto dicendo che il mio blog è meraviglioso, sto dicendo che questa cosa potrebbe lasciarvi meravigliati).

Nessuna crema anti cellulite ma piuttosto una crema da mangiare.

Chi un pochino mi conosce saprà che quando metto sul tavolo farine crude e cocco non mi accingo certo a preparare un dolce da forno, bensì un qualche scrub da usare sotto la doccia.
Ma questa volta il cacao ce lo mangiamo, infatti...

Certi giorni al mese.
Certi giorni al mese, si è decisamente più brutte, nervose, irritabili, disorganizzate, inconcludenti, pessimiste, insofferenti al caldo a al freddo a blocchi di giorni alterni (notare che il termometro fuori -e pure quello in casa- segna la stessa temperatura!). Certi sapori ci danno la nausea, ci si specchia solo nelle vetrine e solo di sfuggita con gli occhi socchiusi (stessa apertura occhiale oculare di quando attraversi il parco in bicicletta magari in una giornata come oggi, di vento e al tramonto, con un'aria respirabile - in pratica ti stai godendo ogni sensazione panica). Certi giorni ci si sente obese e poi subito dopo magrissime (rara questa forma). Sta di fatto che "certi giorni al mese", i frullati non bastano e occorre tirare fuori quella cosa: la Nutella.

La mia.
Qui nella mia cucina ne tengo una versione biologica che prende il nome dal suo ingrediente principale e si chiama Nocciolata: contiene nocciole in una percentuale del 16 % (mentre la "Nut"ella solo del 13% - capirai la differenza).


Ingredienti (versione senza glutine): *zucchero di canna (nella versione normale è zucchero normale), *pasta di nocciole 16%, *olio di girasole, *latte scremato in polvere, *cacao 6,5%, *burro di cacao, *lecitina di girasole, *estratto di vaniglia.
*biologico


E' quella che il marito mangia a colazione (a scelta, in base al supermercato c'è con o senza glutine).
E naturalemente (a proposito, il 2 ho il test delle intolleranze da "Naturalemente", mi devo ricordare) ognuno ha le proprie cose e infatti, ecco la mia:


Under 18 (il piccolo principe).
Si chiama proprio così ed è ancra un'altra crema alla nocciola, spalmabile e senza latte, biologica certificata. E le nocciole sono nocciole della Tuscia. Questo prodotto l'ho trovato nello scaffale dell'Esselunga (si trova solo qui) tra la Nocciolata e la Nutella e mi ha subito incuriosita, in particolare per il primo ingrediente...

Ingredienti:
*nocciole 38%, *olio vegetale non idrogenato, *olio di girasole, *cacao, *fruttosio.
*ingrediente biologico

Ehhh??? Ma dai!! 
E poi è senza latte per cui è adatta a vegani e intolleranti al lattosio.
Peccato per il fruttosio (diatriba a parte - ancora non è chiaro se faccia bene o faccia male) per me è inutile. E' sempre un po' troppo dolce per i miei gusti pur essendo addirittura amara stando a quel che dice il marito (capite l'a difficoltà impossibilità nel realizzare dolci che piacciano ad entrambi?).

Così, se 2 + 2 fa 4...

acquolina in doccia al cacao + cucina crudista (afrodisiaca o no, non ci interessa) + quei giorni = crema alle nocciole fai da me


crema alle nocciole cruda fatta in casa
Sembra proprio un gelato al cioccolato ("dolce un po' salato", davvero...)



Ingredienti:
20 g di nocciole biologiche di Giffoni (sono addirittura anche "indicazione geografica protetta")
15 g olio di girasole biologico spremuto a freddo 
10 g di malto d'orzo biologico
5 g cacao equo solidal  (non è biologico ma secondo me è equiparabile - in alternativa a quello Raw, che è difficile da trovare, potete usare la carruba biologica)

Avrei fatto volentieri una versione crema di datteri + cacao ma mi si è rotto il frullatore giusto in tempo (!!!) e solo nel pomeriggio l'ho ricomprato.

Infatti questa si fa senza frullatore, a mano, aiutandoci per mescolare con un cucchiaino (lo stesso che poi porterete alla bocca in un smorfia di piacere).

Come si fa.
Si aggiuge il cacao alle mandorle (prima vanno passate nel macina caffè anche se io non ho voluto renderle completamente farina), poi l'olio e alla fine il malto. Si mescola con un cucchiaino fino ad ottenere quella sorta di gelato al cacao.

La consistenza non è spalmabile come quella della Nocciolata ma direi che la scodella, il cucchiaio e una bocca aperta sono più che sufficienti. Ottima da mangiare al cucchiaio come merenda o anche in qualsiasi momento non appena avvertite il calo di lucidità mentale (o anche come sostituto di qualsiasi pasto se andate di fretta).

Per via degli ingredienti credo la si possa conservare fuori dal frigo, chiusa in un barattolo di vetro anche se, considerati i tempi di realizzazione (soli 5 minuti inclusa la pulizia del macina caffè), potreste anche prepararla al momento.

Creme a confronto.
Vediamo i vantaggi e gli svantaggi delle varie creme a noi note.

Nutella Ferrero.
Per me troppo dolce, nemmeno il tempo di pensare di averne voglia che già 
il desiderio diventa nausea, e la nausea (unita credo agli oli idrogenati) da luogo a dei brufoli!
Non adatta a vegani (per via del latte) e a salutisti (per via del resto).
Vi mostro gli ingredienti (statebboni, li ho trovati in rete...).

Ingredienti:
zucchero, olio vegetale, nocciole 13%, cacao magro, latte scremato in polvere 5%, emulsionante lecitina di soia, aromi (e nemmeno naturali!!).

Nocciolata Rigoni.
Zero brufoli, molto buona anzi buonissima ma con lo zucchero in predominanza che come sappiamo fornisce "calorie vuote". Non adatta a vegani per via del latte.

Under 18 Deangelis.
Brufoli nemmeno dopo una mezza confezione (se ve lo dico :)). Però quel fruttosio sul finale non me lo dovevano mettere.

La mia crema alle nocciole.
Non è totalmente crudista per via del cacao che non è Raw ma altrimenti lo sarebbe stata.
E' certamente più "viva" delle altre, energetica e non farebbe ingrassare.
Wow!!! Ma come?
Ve lo spiego...

Cibo vivo.
Tutti i cibi cotti oltre i 40 °,i cibi non biologici, elaborati e raffinati, non sono più considerati "cibo vivo" e non contengono più  (se non in minima parte) tutte quelle sostanze nutritive di cui abbiamo bisogno e fanno produrre al nostro corpo tossine (le malattie sono le strategie di emergenza messe in atto dall'organismo per abbassare la tossiemia).

Rifiuti=Grasso
Secondo l'"International Natural Hygiene Society" quando il sistema della disintossicazione non ce la fa più a espellere i rifiuti, li incamera nel grasso: la discarica ideale per renderli inerti. Capito perché si ingrassa?
"Col cibo crudo ciò non avviene, ogni boccone è pieno di sostanze nutritive e ci si sazia prima" perché il corpo ha tutto quel che occorre e non "calorie vuote".
Capito "alla seconda"?

Per me è sì!
E se vi dicessi che negli ultimi anni non mi sono mai ammalata e negli ultimi mesi
certi sintomi spiacevoli tipici di certi periodi piacevoli (certo, dipende dal punto di vista) sono drasticamente diminuiti? Ritenzioni, gonfiori localizzati, fastidio alle gambe, scalmane, ecc.
Non mangio totalmente crudo e non mangio moltissimo ma quel che mangio è assolutamente biologico e soprattutto energetico (vedi anche le barrette raw - se vuoi vedere come si preparano c'è il video su Youtube).
E in questo modo se la nostra digestione è ottimale le energie possiamo destinarle alle altre attività.
Capito "alla terza"?
 
Ciò non toglie che non abbia mai tempo a sufficienza per fare tutte le cose che vorrei fare  (basta vedere che ora ho fatto!). Bene, ora mi aspetta l'attività che preferisco: vado a struccarmi con il mio guanto levatrucco! 

venerdì 25 novembre 2011

Papina crudista (quasi)

Nell'attesa di vedere pubblicata sul sito de LaSaponaria la mia ricettina saponosa (l'han pubblicata, eccola!) in concorso (potete poi votarla se vi piace) ho fatto un super dolce. Infatti questa volta è quasi crudista (sempre per via del cacao che non è crudo non lo posso definire 100% Raw ma io l'etichetta gliela voglio mettere comunque).

Papina crudista
Per dare la forma del blocco quadrato ho fatto
"za, za, zaaa" col coltello ed ecco fatto!

Non vi ricorda qualcosa? 
Se ci fate caso è simile alla "Papina d'avena", la mia interpretazione vegana della tradizionale "papina" brianzola. Non solo l'aspetto è simile ma anche gli ingredienti utilizzati. Stavolta però la banana è rimasta nel portafrutta.
Ma i datteri non sono rimasti no in frigo, anzi, hanno pure coinvolto le prugne (nel mio frigo le due buste stanno insieme, chiuse da una molletta).

Vediamo quali sono gli ingredienti che ho usato (per una mono porzione da condividere con chi ci pare e piace)
  • 10 prugne morbide secche denocciolate
  • 8 datteri essiccati (i soliti ormai famosi Noberasco)
  • 30 gr di semi di sesamo
  • cacao qb (stavolta non moltissimo)
  • scorza d'arancia (pochina)
(non manca un ingrediente è che non riesco a eliminare il pallino sopra dell'elenco puntato...)

Come potevo non mettere anche l'arancia? 
Dal giorno delle tipicità di stagione soggiorna nel mio frigo (zucchine però non ne ho messe, se le volete in un dolce potete guardarvi il post dolce bugia al cacao). Ne ho messa davvero poca ma quel poco ha regalato un aroma molto intenso.

Nessuno vi vieta di variare leggermente le dosi di datteri e prugne (potete giocare a vostro gusto anche se così sono certa della riuscita) e magari se non avete il sesamo potete usare la farina di mandorle. Come preferite. Anche i pinoli potreste metterci (io non li avevo per cui ho fatto senza).

Crema di datteri e prugne.
Prendete datteri e prugne e riduceteli in poltiglia con l’ausilio di un frullatore (la vedete nel cucchiaino della prima foto, ma anche qui sotto nel contenitore di plastica a sinistra). Questa crema potreste mangiarla a colazione al posto della marmellata tradizionale o anche così, al cucchiaio.

crema datteri e prugne, farina di sesamo
Finalmente il macina caffè... era ora!!!

Avanti...
Prendete i semi di sesamo e polverizzateli con il macina caffè.
Aggiungete il cacao amaro alla farina di sesamo in modo che il tutto sia ben miscelato. In questa fase diventa fondamentale utilizzare dei guanti monouso in quanto a mani nude rischierete di non riuscire a maneggiare l’impasto e molto andrebbe perso. 

Con i guanti.
Infilate i guanti, unite la crema alla farina e maneggiate un po' l’impasto risultante aggiungendo in ultimo la scorza d’arancia. Il dolce ora è pronto per essere scolpito (come detto ho utilizzato un coltello per ottenere la forma che volevo). Ho poi incastonato un dattero come indizio.

Le versioni.
A parte il cacao direi che non c'è nulla in comune con la papina originale. 
Certo, datteri e prugne l'uvetta la ricordano molto bene. E poi la consistenza è molto simile (molto più questa della versione con l'avena). E se vi dicessi che secondo me è molto simile anche come sapore, ci credereste?
Vi suggerisco di provare a farla...

Al forno.
Non solo questa torta è energetica, senza farina, senza lievito, senza zucchero (ovviamente senza burro!!), ma è vegana e cruda. 
Il forno non si accende a meno che non vi serva per preparare qualcos'altro: io infatti ho appena rifatto la farinata, questa volta saporita al punto giusto e sottilissima... peccato abbia scordato di aggiungere 2 cucchiai di olio! Anche così si lascia mangiare ma con l'olio sarebbe stata perfetta (questo era il secondo tentativo, come con la pizza di Kamut, il terzo dovrebbe essere quello buono...).