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sabato 24 dicembre 2011

Semifreddi (afrodisiaci) per le feste

Eccomi con un breve post per augurarvi Buon Natale e per suggerirvi un dessert vegano (e anche afrodisiaco)
Budino? Esattamente (anche se "semifreddo" mi fa gioco per parlare anche dello scrubbino al cocco). Naturalmente è senza zucchero aggiunto e potrete realizzarlo in pochissimi minuti con pochi ingredienti.
Lo vedete qui nella foto insieme allo scrubbino al limone che sarebbe l'"evoluzione agrumata", e più delicata, delle coccole (comunque ve lo avevo già raccontato nel post Nespresso: semino cose a destra e a sinistra per cui oggi ve l'ho rimesso anche qui tra i semifreddi).
Questo scrub infatti è un semifreddo non solo per il richiamo all'inverno e alla neve (quella che vedete è farina di cocco) ma anche perchè va tenuto in frigo per farlo appallottolare bene.

La via della seta.
Credo di avere trovato l'unica cosa che mi mancava nel mio kit per una sopravvivenza pulita su questa terra: il detergente corpo.
Questo scrub cocco e limone è un potente pulitore (non così tanto per dire, davvero toglie lo sporco!) e lo fa in modo assolutamente delicato: si presta allo sfregamento di zone particolari come le caviglie e i piedi, l'interno del braccio, la schiena ovviamente e anche il decoltè, le cosce certamente e probabilmente anche il viso anche se ancora non l'ho utilizzato lì. E la pelle vi resta un autentico velluto.
Da qualche giorno lo sto usando e non credo smetterò di farlo (speriamo solo il cocco non mi stanchi...).
Per me questa è stata una scoperta sensazionale, azzarderei, "la scoperta dell'anno".

Eccolo lì in secondo piano (non è molto egocentrico fuori dalla doccia):

veg budino pera e cannella
Semifreddi di stagione: dessert da proseguire sotto la doccia...
(Fabiana, riconosci il bigliettino? :))


Ingredienti (dosi per ottenere 4 o 5 scrubbini).
  • 5 cucchiai di olio di riso
  • 4 cucchiai di farina di cocco
  • 4 cucchiai di farina di riso bio
  • bio scorza di limone

Per il semifreddo, che invece si mangia, di cui vi avevo anticipato alla fine del post di ieri (l'elogio alla suocera) ecco cosa vi serve.

Ingredienti (dosi per due bicchierini da caffè come quello della foto).
  • 1 pera biologica
  • bio polvere di cannella qb
  • 2 o 3 cucchiai di tisana allo zenzero (o anche del tè verde, benissimo) 
  • 1 cucchiaio scarso di farina di riso (o altre farine leggere se non l'avete)
  • 1 o 2 cucchiai di yogurt d soia al naturale (no "Valsoia", è tutto fuorché yogurt! Serve quello al naturale come "Sojasun" -lo trovate all'Esselunga)

Ho fatto così. 
Ho frullato la pera. Ho messo in una pentola antiaderente due o tre cucchiai di tisana allo zenzero (rimasta dalla bevuta di poco prima) e ho aggiunto la cannella in polvere (io come al solito ci sono andata pesante ma voi dovreste essere meno impulsivi). L'ho fatta sciogliere e non appena la tisana è diventata di colore scuro ho aggiunto la pera frullata e ho fatto andare per qualche minuto fino ad un cenno di bollore. A quel punto ho messo la farina di riso e ho fatto andare ancora qualche minuto continuando a mescolare. Ho tolto dal fuoco e aggiunto un cucchiaio di yogurt (due sarebbero stati perfetti, voi mettetene due). Ho mescolato e poi ho messo nel bicchierino. 
Ho fatto raffreddare e messo in frigoriferoDopo circa 4 ore l'ho gustato. La consistenza è simile a quella della crema della "Zuppa inglese", simile anche al budino. Super riuscitissimo direi (sarà felice Fatina... come già detto nel post di ieri, ho preso spunto dalla sua bombardata di dolci al cucchiaio).

Ho poi spruzzato un po' di neve (cocco), che con la cannella ci sta proprio bene. Ed ecco fatto, pronto da gustare.

Variazioni...
Avevo anche già pensato ad altre due varianti che farò spero nei prossimi giorni.
Resta tutto identico ma al posto della cannella in uno ci mettete dello zenzero in polvere e in superficie dell' orzo solubile. Nella versione due mettete il cacao (amaro ovviamente) per concludere con un'altra bella nevicata al cocco in superficie.

Afrodisiache.
Cacao, zenzero e cannella sono degli afrodisiaci. E considerato che il dessert vi lascerà anche molto leggeri... non so, fate voi!
Buone feste!

martedì 13 settembre 2011

Slim post - Alieni sotto la doccia

Sono lieta di annunciarvi che con questo post verrà inaugurata la serie degli "slim post", quei post che probabilmente nel futuro tratteranno argomenti come diete e perdita di peso ma che per ora nascono con l'intenzione di dire cose in un numero limitato di parole (il numero esatto lo devo ancora stabilire). 

Nel passato.
Prima di pranzo mi stavo pregustando una bella lavata di testa con il mio solito solido shampoo verde (o nero?) alle erbe di Lush. Infatti la volta prima avevo usato quello alla cannella e dato che alternare fa bene (così parrebbe, soprattutto con lo shampoo) ero già proiettata nel futuro ad un magico incontro con fogliami e bastoncinerie varie (tipicità dello shampoo). 

E invece, sorpresona, quasi mi piglia un colpo!

Qualcuno ha utilizzato lo shampoo e ha pensato bene di lasciarlo a galleggiare in acqua per alcuni giorni.
Ora, a me sembra ovvio che se si lascia in un bagno d'acqua lo shampoo solido questo come minimo muta d'aspetto. Se questo a me era chiaro, non lo era altrettanto per qualcun'altro. 
Probabilmente solo una creatura aliena avrebbe potuto ignorare questo dettaglio e invece scopro che la doccia è frequentata da una ben più comune specie vivente, che vive sotto lo stesso mio tetto.

Capo Verde (+ Santorini)
C'era una volta lo shampoo solido di Lush...

Questa è la foto della navicella aliena
Questa è la foto del mio shampoo alle erbe come si presenta ora (per avere un'idea di come si presentava in origine andate sul sito di Lush). 
E vi ho risparmiato la visione di un bel po' di ulteriore schifezza nera: infatti in un primo momento avevo anche pensato di utilizzarlo per cui avevo provato a ripulirlo per ingannare l'occhio - e di conseguenza la mente.

Non solo (elenco interminabile di cose) ma pure lo shampoo!
Detto ciò, più tardi passo da Lush a fare un giretto :)

Non ci credo! E' davvero uno "slim post", ce l'ho fatta!!!

Notare come gli "slim post" coincidano con i commenti che lascio sugli altri blog... è comunque un inizio, la strada è ancora molto lunga (meglio che mi incammini...)

lunedì 5 settembre 2011

Trattamento per mani (di giraffa)

Non so voi ma ultimamente faccio una gran fatica non solo a pensare in modo veloce ma addirittura a piegare le dita delle mani (quelle dei piedi invece le piego perfettamente).
Vi ricordate il post sulle tartarughe da giardino? Sì dai, quello sull'ammorbidente da talloni?
Ecco, da qualche giorno ho lo stesso problema sulle mani.

Solitamente soffro di pelle secca nelle seguenti condizioni:

- ai primi freddi (e non mi sembra che 28° siano considerati freddo);
- se non metto la crema idratante (in effetti ho ripreso ad utilizzare la crema mani e unghie al Burro di Karité di Fitocose solo da qualche giorno - questo perché soffro di disordine mentale e ambientale);
- se lavo i piatti senza guanti (appunto!)

Infatti tutte le volte mi ripeto che "sono solo due piatti" (+ 2 bicchieri, + 4 coltelli, + 3 forchette, + 3 tazza, + 5 tazzine da caffè, + una serie di altri arnesi utilizzati in cucina) così non mi sto a mettere i guanti anche perché, se li metto, succede che mi mi arriva un instant message su WhatsApp (e non posso certo rispondere un quarto d'ora dopo se no che istant message è???). Oppure arriva la mail di Privalia o Buy Vip e la curiosità è tale da non poter attendere 10 minuti per vedersi proporre plasticherie da cucina di design come "Attila l'apribottiglia" o il "secchiello da spumante azzurro/anice" (e nessuno ovviamente beve lo spumante). Né tantomeno posso rischiare di bagnare la tastiera...

Togliere i guanti?
No, non è possibile perché, come bene saprà chi non dispone di lavastoviglie ed è costretta a lavare i piatti a mano (cosa che tra l'altro mi piace fare dato che mi stimola il flusso di idee), se te li togli poi col cavolo che riesci a rimetterli (entra l'acqua e non si infilano più).

Così alla fine fai senza guanti e lava oggi, lava domani, ti ritrovi con le mani bisognose di idratazione.

Quando però sono così combinate la crema non ha effetto, o meglio, prima vorrei andare a ricostruire la barriera protettiva che se ne è andata (anche lei "bye-bye" come l'estate). A proposito di barriera protettiva, questa mattina mi ha telefonato Fabiana raccontandomi del suo weekend (posso dire dove?) all'insegna di colori e di creature meravigliose degne della barriera (quella corallina però). E mi ha raccontato di animali mai visti prima...

E io pure una sorpresa l'ho avuta quando ho guardato nel portafrutta.

pere e banane


Guardate un po.... non vi sembrano due giraffe innamorate?

Sapete che io la mattina mi faccio il mio frullato di avena, banane e ***** (ora solo di banane dato che le pesche, anche loro hanno fatto "bye bye"). 
Sono dell'idea che domattina queste banane saranno più simili a delle foche marroni. Così mentre ne frullavo una (di banana) per la mia merenda un'altra cosa mi è frullata per la testa.

Nell'ultimo anno diciamo che ho avuto modo di approfondire l'argomento "rimedi naturali fai da te" per il corpo.
E che la banana sia un eccellente nutriente naturale già lo sapevo. Così sono andata a riprendere il mio archivio di ricette per il corpo e sotto la voce "banana" ho recuperato un po' di cose.
La banana è anche un ottimo antirughe: infatti è solitamente impiegata per realizzare maschere per il viso ma direi che va benissimo anche per le mani.

Tra le varie ricette ho selezionato questa (in base a quello di cui disponevo in frigo).

Ovviamente le banane sono biologiche (quelle solite del consumo equo-solidale).

Servono poi un cucchiaio di yogurt (io avevo quello magro della linea Viviverde) e un cucchiaino di miele (anche questo come immaginerete è biologico e lo utilizzo nelle mie dolci preparazioni da forno al posto dello zucchero).

Frullate la banana. Unitela allo yogurt e al miele, mescolate e mettete in posa per 15 minuti (occorreranno guanti di cotone per non impiastricciare tutto, così potrete anche tenerla ad oltranza dato che male non vi farà di sicuro). Poi risciacquatela con acqua tiepida e la pelle sarà morbida e idratata, nuovamente pronta per riprendere con il vostro trattamento mani e unghie abituale.
E se inserite su "Google" questa ricetta troverete una sacco di siti che vi propongono la stessa cosa.
Chissà di chi è il sacco originario la cui farina è stata così tanto sparsa qua e là?

Ecco, a proposito di farina, adesso mi è venuta in mente un'altra ricetta cosmetica che non posso non darvi.

D'avena, la farina.
Come molti sapranno la farina d'avena, indispensabile per le mie ricette da forno, trova utilizzo anche nei trattamenti cosmetici come detergente per tutti i tipi di pelle, anche le più sensibili.
E' delicatissima e pulisce in profondità senza danneggiare la pelle e, chicca delle chicche, rallenta la ricrescita dei peli (!).

La farina va prima polverizzata con un macinacaffè e poi unita al miele (vedete, il miele torna sempre per cui farete bene a tenerne un barattolo nella dispensa).
Le dosi per un detergente corpo sono 3 cucchiai di farina e 1 cucchiaino di miele.

E' da preparare giusto un attimo prima di entrare in doccia: mescolatela con un po' d'acqua che servirà a formare una crema densa e se volete aggiungere qualche goccia di olio essenziale fatelo pure, la vostra permanenza in doccia sarà ancora più piacevole.

Attenzione!
La farina d'avena è molto delicata per cui sarebbe da conservare in frigo (e da acquistare sigillata, non assolutamente sfusa, e ovviamente biologica) in un barattolo ermetico (meglio se di vetro) unitamente ai chiodi di garofano interi. In questo modo si conserva per 2-3 mesi.

Così oggi in frigo oltre alla maschera per capelli di Lush (fatta con uova fresche) e il Vino Doccia alla Malvasia di Fitocose ci sarà la farina d'avena che però sarà presente anche in bagno (così come il miele). 

Una divertente caccia al tesoro ma...
Etichettate bene le cose che stanno in frigo ma che non si mangiano per non rischiare che una maschera per capelli venga scambiata da qualche goloso per una crema al limone per lo stomaco(!). Se volete potete utilizzare le mie etichette "Anice e Limone" (le trovate nella colonna del blog qui a destra).

Ora vado a preparare la cena (è tardissimo!!!) ma più tardi, come dessert, banana yogurt e miele (probabile me lo mangi).

domenica 21 agosto 2011

Rimedi alcolici (giusto un po') per il caldo

Questa notte per il caldo ho dovuto dormire con le finestre aperte, rischiando di dividere il letto (che comunque è matrimoniale) con scorpioni e altre varietà di animali notturni (non mi riferisco al marito, lui è rimasto in città). 
Ieri pomeriggio a Sondrio c'erano 34° (ebbene sì, un pochino di shopping me lo sono concessa anche qui :)).
Mentre scrivo mi trovo in una zona abbastanza fresca della casa (lontano dai vapori del ferro da stiro di mamma). E a proposito di vapori... 
Vi voglio parlare dell' ennesimo prodotto di Fitocose che però non ho mai nominato (il perché ve lo spiego tra un attimo). 
Si tratta del Vino doccia alla Malvasia dei Colli piacentini che, come è giusto che sia trattandosi di un vino bianco, è rimasto parecchi giorni in frigorifero (e beato lui, è proprio il caso di dirlo!).

Infatti al primo caldo (erano i primi giorni di luglio e ancora ragionavo con lucidità) ho pensato che probabilmente si sarebbe conservato meglio in frigorifero (piuttosto che nell'umido del bagno turco che è il mio box doccia). Così ho mandato l'ennesima mail a quelli di Fitocose (che immaginavo preoccupati dato che erano 3 giorni che non scrivevo loro) che mi hanno subito risposto affermativamente. 
Bene, il prodotto stava in frigo e mi sono ricordata di lui solo al ritorno dalla Grecia, in fase di preparazione della valigia per la montagna. Mettiamoci poi gli effetti della Kriptonite verde, l'incontro con le "barbe di pannocchia" (o "barbe di meliga" che dir si voglia) e con i funghi travestiti da muffin, i trattamenti per i piedi... alla fine mi è passato di mente.

Ma eccolo qui (mentre lo fotografavo sul balcone, sole alle spalle, ho rischiato un'ustione!)

doccia vino alla Malvasia di Fitocose

Guardate però che sorpresa ci ha riservato l'INCI (e neanche più di tanto sorpresa dato che si poteva immaginare).

Aqua - Aloe barbadensis gel* - Lauryl glucoside - Vitis vinifera extract*-  Sodium lauroyl glutamate - Disodium Cocoplyglucoside tartrate - Decyl glucoside - Alchool - Glyceryl oleate - Potassium sorbate - Citric acid - Profumo.
*da agricoltura biologica

Come potete vedere c'è dell'acool (qui è scritto alchool). E sapete di che colore è il semaforo del biodizionario? Verde, solo un pallino ma comunque verde, quindi "accettabile" (dovete però scrivere "ALCOHOL" in questa terza variante per farlo uscire).

Immagino che questo sia l'acool (o se preferite alchool, o ancora alcohol) del Malvasia dei colli piacentini.

Ho cercato un po' in rete e come immaginavo, l'acool nei cosmetici non è proprio il massimo
In particolare, se ne sconsiglia l'uso soprattutto per i capelli in quanto, essendo un denaturante delle proteine (quindi anche della cheratina), ne rovina la struttura (e infatti io per la testa ho solo il mio Lush, nessun altro).
Ora, non sappiamo la percentuale contenuta nel prodotto ma immagino sia davvero minima
(integrazione post post: non supera l' 1,5%, ho chiesto a quelli di Fitocose).

Nell'attesa  che il laboratorio di Fitocose riapra accontentiamoci di sapere che il Malvasia è un vino dal sapore intenso dolce e gradevole che va dai 12° ai 14° e che l'alcool a contatto con la pelle evapora... è proprio così, e questo dovrebbe farvi intuire perché in questi giorni di caldo stia utilizzando questo prodotto (in realtà il mio detergente al Tea Tree Oil è quasi terminato e quel poco che mi resta lo uso per lavarmi la faccia).

E allora andate a farvi subito una doccia (mentre sto per pubblicare mi trovo sul balcone al fresco).

Vi lascio nella speranza che i suoi fumi vi stordiscano a tal punto da non accorgervi che la temperatura, nel momento in cui starete leggendo questo post, supera i 40°C!

mercoledì 27 luglio 2011

Lo scrub è servito!

Eccomi, anche oggi è stata una giornata abbastanza delirante ma sono riuscita a prendermi 10 minuti per scattare la foto qui sotto:




Non vi spaventate, quel coso verde dietro è la creatura mostruosa che vive nel mio bagno e che utilizzo come coperchio del cesto della biancheria sporca: ho un cesto di quelli salva spazio leggeri, in materiale tipo carta, acquistato all' Ikea (volevo darvi maggiori dettagli ma ho visto che il prodotto non esiste più).

Fatto sta che questo coso verde sta nel bagno vicino a dove tengo il grattino di Lush. Ho però voluto riproporre la situazione con un' ambientazione alternativa dove il coso è un cameriere e il grattino un dolcetto zuccheroso (e il cameriere ha ben pensato di mangiarsene anche un po', il quantitativo corrispondente a circa 2 o 3 applicazioni). Il piatto su cui è servito è uno dei miei oggetti preferiti che utilizzo per servire le mie portate. Se vi piace potreste averlo uguale identico perché è il piatto dell' Ikea (questo c'è :)).

Ritornando al grattino, è veramente dolce perché il primo ingrediente è proprio lo zucchero (e pure del commercio equo solidale), e insieme allo zucchero troviamo anche dello zenzero e del finocchio drenante... wow!
E a cosa serve? Avrete capito che si tratta di uno scrub, un prodotto stimolante, massaggiante ed esfoliante per dire “bye bye” alla cellulite (così lo descrive Lush). 

Ma vediamo tutti gli ingredienti:
Zucchero del Commercio Equosolidale (Saccharum officinarum), Bicarbonato di Sodio (Sodium bicarbonate), Cremor Tartaro (Tartaric acid), Sodium Laureth Sulfate, Finocchio Fresco (Foeniculum vulgare), Olio Essenziale di Finocchio (Foeniculum vulgare), Olio Essenziale di Lavanda (Lavandula augustifolia), Zenzero Fresco (Zingiber officinale), Glicerina Vegetale (Glycerine), Cocamide DEA, Lauryl Betaine, *Limonene, *Linalool, Profumo (Parfum), Clorofillina (CI 75810). *Presente naturalmente negli oli essenziali.  

Senza troppo girarci intorno diciamo subito che ci sono due cosine delle quali avremmo voluto fare a meno che sono il Sodium Laureth Sulfate, un tensioattivo presente in moltissimi detergenti (che comunque è considerato bollino giallo e diciamo che non è tra le cose peggiori che si possono trovare), e la Cocamide Dea (qui abbiamo un bel pallino rosso per questa sostanza utilizzata con funzione di emulsionante e di schiumogeno che può favorire la formazione di acne e forfora... "Franca, aiuto, intervieni con la tua saggezza per favore!" )
Ad ogni modo potete approfondire per conto vostro ma vi consiglierei di passare oltre dato che è tra gli ultimi ingredienti dell'elenco (ci sarebbe anche la voce "Parfum" da menzionare dato che sotto questo suono elegante si può nascondere davvero di tutto ma ne parleremo magari un'altra volta).

E come si usa il grattino?
Ne sbriciolo un pezzetto nella mano (la consistenza è come quella dei dolci di marzapane se lo tenete in ambiente umido come è il bagno), lo metto in un contenitore vuoto di Lush (o qualsiasi altro contenitore vuoto), mi butto sotto la doccia e sulla pelle bagnata inizio a fare una sorta di massaggio: glutei, gambe, spalle, schiena (fin dove arrivo), braccia... anche  nell'incavo dietro al ginocchio, bellissimo!

Può darsi l'effetto placebo ma sta di fatto che con un uso tra il costante e lo smodato la pelle risulta più liscia e l'effetto drenante lo avverto davvero (gambe più leggere, pelle compatta, levigata... obbligatorio prima della ceretta).

Saranno anche le mille tisane drenanti, il tè verde, la bicicletta, l' alimentazione, le NON gravidanze (e probabile anche un po' di fortuna) ma posso dire che i risultati li vedo.

Considerato poi che il panetto dura 7/8 utilizzi e costa 4, 35  volete non provarlo?
Dai, provatelo e raccontatemi!