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domenica 22 luglio 2012

Alla ricerca della luce perduta...


Ci sono momenti nella vita (a volte possono anche durare mesi, o addirittura anni) in cui non solo tutto sembra perduto ma nemmeno possiamo contare sul supporto della nostra crema alle nocciole!
Infatti il periodo dell'anno è troppo caldo per abusarne senza poi dover subire (soprattutto per quelli che ci stanno vicino) le conseguenze del disco rotto che suona: "Mi sento gonfia, grassa, appesantita" e via dicendo.

Rimedio di soccorso di Emmarale.
Vi ricordo che comunque la crema alle nocciole è la giusta alleata, nella dose di 12 cucchiaini da prelevare direttamente dal barattolo, per quei momenti in cui improvvisamente si viene assaliti da stati di profonda malinconia e tristezza senza causa apparente (in questo caso il fiore di Bach da utilizzare nella preparazione è Mustard).

Capita a tutti, a prescindere dal momento bello o brutto che stiamo vivendo, di avere queste ricadute. E magari ci si trova in "certi giorni particolari" del mese in cui basta un tono di voce sbagliato per gettarci nella tristezza (per fortuna il periodo "pre-c" è passato anche se sto notando che ogni volta il mio inizia sempre prima ed è sempre più lungo… oibò, un eterno stato di pre!). 
Qualunque sia la circostanza in cui vi trovate, state pur certi che la corsa è un'ottima alleata per via delle endorfine che vengono rilasciate mentre si corre.  
Le endorfine sono le dirette responsabili della sensazione di euforia e di benessere che insorge dopo aver praticato un po' di attività fisica, in grado di ridurre ansia e stress (e vissero tutti felici e contenti...un par di balle magari!).

Ieri sera però non ho rilasciato solo le endorfine durante la corsa.

Divagazione sulla perdita della luce - INIZIO-
Infatti mentre correvo ho perso la luce della bici. Vi spiego meglio. 
Non stavo correndo con la bici ma avevo addosso la lucina gommosa a led lampeggianti (luce bianca anteriore - chiaramente era spenta, non era ancora buio ed ero a piedi) che si attacca alla bici. E, disponendo solo di due tasche della felpa -di cui una bucata e inutilizzabile e l'altra in fase di bucaggio con chiavi, fazzoletti ecc.- la lucina gommosa l' avevo stupidamente agganciata alla corda del portadocumenti e chiaramente è saltata via dopo solo qualche passo (ed essendo gommosa è proprio "saltata" nel vero senso della parola e suppongo sia finta in qualche cespuglio). 
Ho sperato in un colpo di fortuna quando ieri sera, scongiurando il temporale che stava ritornando, ho ripercorso in bici parte del tratto fatto correndo, ma senza esito. Ho pensato di ritornare l'indomani, questa mattina, per verificare a che livello fosse la mia fortuna e.... ND (Not Defined). Del resto alle 11:30 il parco era già pieno di gente per cui si può facilmente capire che le possibilità erano molto vicine allo zero e che non si tratta di fortuna ma di buon senso! :)
- FINE-

La perdita della luce della bici per me è equivalsa simbolicamente ad una ben più significativa perdita, nonché l'ultimo tassello di una giornata in cui la luce proprio non la riuscivo a vedere.

Infatti a parte la luce dei lampi del nubifragio (pioggia, vento e grandine) che ieri pomeriggio si è scatenato su Milano, per tutto il resto della mia giornata pochissima luce. 
Ultimamente il temporale, che fino a poco tempo fa mi portava una sensazione di benessere (vi ricordo che le giornate di pioggia sono sempre state per me fonte di ispirazione), forse per via della tempesta interiore già in atto, mi destabilizza.

E ecco allora che ritornano i fiori di Bach.

Come potete vedere il contenitore delle Happy Pills è ancora intonso :) 


Come del resto sapete se siete instancabili lettori di questo blog, avevo iniziato a prenderli subito dopo la sparizione del muffin (e anche, molti anni prima, in occasione della maturità -mi riferisco all'esame che decreta la fine del liceo, occasione per la quale mia mamma mi ha dopata di questo preparato floreale per qualche settimana). Li avessi usati anche in altre occasioni forse ora mi troverei in un’altra situazione ma meglio così, tutto questo mio percorso ha una sua ragione d'essere.
Ma poi ho smesso di prenderli alla seconda boccetta perché mi sono detta: "Evviva! E' fatta, sono uscita dal freddo!!". Il solito positivismo che arriva nei momenti sbagliati, l'ottimista inesperto che appena vede una luce pensa che la strada sia tutta una discesa. Così una volta terminata la seconda boccetta mi sono ritenuta sazia di brandy.
Dovete infatti sapere che le essenze floreali di Bach sono contenute in una soluzione di acqua e brandy. Che sia (anche) per via del brandy che funzionano? :)
E per me funzionare funzionano.
E invece era una salita, e io mi trovavo ancora  a valle (peso a monte, peso a valle... mi vengono in mente le lezioni con il maestro di sci di qualche anno fa e devo dire che ho una voglia matta di ributtarmici sopra - sugli sci, non sul maestro).

i fiori di Bach, un po' come lo skilift, fanno parte delle risorse necessarie o comunque utili alla risalita.
"Le essenze floreali non agiscono come i farmaci, nei quali le strutture molecolari si legano a particolari recettori presenti nelle cellule del corpo, bensì influenzando le sottili strutture energetiche che donano energia vitale al corpo e alla mente. Le essenze floreali modificano l’afflusso di energia attraverso i meridiani, i chakra e i corpi sottili, influendo così sulle strutture energetiche che, a loro volta, influiscono sulla coscienza".

Per la scelta della giusta composizione basta andare sul sito e scegliere da voi quali sono i fiori di cui avete bisogno (lo stesso Bach suggerisce l'autodiagnosi).
Qualora abbiate perso tutta la lucidità e nemmeno siete in grado di ragionare sui sintomi allora ecco che arriva in soccorso il "rimedio di soccorso", che si compone di 5 fiori. 

Ecco invece il mio rimedio (mi presento :)):

  • Mustardprofonda malinconia e tristezza senza causa apparente
  • Star of Bethlehemtraumi e stati di shock (può anche essere usato per gli effetti di uno shock risalente a molti anni addietro, talvolta addirittura all'infanzia. Questo rimedio serve anche per il senso di vuoto e di perdita...)
  • Hornbeamtendenza a rimandare gli impegni, stanchezza al solo pensiero di fare qualcosa
  • Vervain: entusiasmo eccessivo  (le persone Vervain possono diventare fanatiche, incapaci di ascoltare altri punti di vista e possono mettersi in condizioni di grande stress poiché trovano difficile 'staccare la spina' e rilassarsi. Il rimedio viene dato per aiutare queste persone a fermarsi di tanto in tanto, in modo che corpo e mente possano rigenerarsi. Esso, inoltre incoraggia la saggezza di trarre piacere dalla vita e dal tempo che passa anziché sentire sempre l'esigenza di essere attivi)
  • Walnut protezione dal disagio del cambiamento e dalle influenze indesiderate
  • White Chestnut: pensieri indesiderati, continuo lavorio mentale e discussioni tra sé e sé (... è il rimedio per i pensieri indesiderati, le preoccupazioni e le discussioni mentali che occupano la mente e non permettono di concentrarsi su ciò che si dovrebbe fare. I pensieri di tipo White Chestnut sono ripetitivi e non portano a nulla, ronzando continuamente per la testa come un disco che si è incantato su di un grammofono)

Se ne prendono 4 gocce, sotto la lingua, 4/6 volte al dì.
Il trattamento è bene prosegua nel tempo soprattutto se non si prendono i fiori per superare un esame universitario ma un ben più lungo periodo che magari può durare un anno o più.

Considerato che se anche in parte fosse "effetto placebo", dato che comunque non hanno controindicazioni, perché non provare a prenderli? 
Una boccetta costa 8 euro e dura circa 2/3 settimane.

Ora la cosa da non fare terminata la boccetta è pensare di nuovo di avere tutto sotto controllo e ricadere nello stesso errore (oltretutto ho dovuto togliere Chestnut Bud, il fiore che aiutava a non ripetere gli stessi errori che compariva invece nei primi due rimedi per lasciare posto ad altri fiori– meglio infatti non mettere insieme più di 6 fiori). 
In questi casi è sufficiente un post-it sul frigo con scritto "RICORDATI DI PROSEGUIRE CON I FIORI DI BACH ANCORA PER UN PO'".

Ho appena deciso che la backeka che sta sopra il divano da domani sarà piena di messaggi del tipo: "il mood (quello giusto) c'è ma non si vede" (come probabilmente la mia lucina che sarà sotto qualche cespuglio!). 
Infatti quando si crede di averlo perso basta fare qualcosa per ritrovarlo: tipo andare a correre (e magari con le tasche non bucate!). E nel caso della luce persa passare da Decathlon a comprarne un'altra :).
Esco ora sfidando il vento...

mercoledì 6 giugno 2012

Dal deserto alla savana, la gazzella e la banana

Rieccomi!
Nell’ultimo post scritto in lucidità (senza gli effetti di "euphoria") mi trovavo nel deserto, vi ricordate? 
Bene, non solo sono sopravvissuta al deserto ma sono addirittura approdata alla savana.

"Ogni mattina in Africa, una gazzella si sveglia, sa che deve correre più in fretta del leone o verrà uccisa.
Ogni mattina in Africa, un leone si sveglia, sa che deve correre più della gazzella, o morirà di fame.
Quando il sole sorge, non importa se sei un leone o una gazzella: l'importante è che cominci a correre." 

Ed è proprio quel che ho iniziato a fare! 
Da qualche settimana, da brava gazzella, ho iniziato a correre con una frequenza di 2/3 volte a settimana per non esagerare (non voglio ingrossare le gambe!). E quando inizi a correre, che tu sia gazzella o leone (gatto, orso, qualsiasi altro animale insomma), la banana è fondamentale.

Se nel motore di ricerca interno al blog digitate la parola "banana" vedrete un’esplosione di post pieni di banane anche perché la banana è la prima cosa che introduco nel mio corpo la mattina (secondaria solo al bicchiere di acqua del rubinetto che bevo a digiuno per depurarmi del sonno) altrimenti come potrei iniziare bene la mia giornata senza banana?
La mia colazione tipica  (anzi direi, monotona!) è costituita da un bel frullato alla banana come ben sapete.

Ecco cosa uso:
  • banane bio equosolidal in quantità industriale
  • cacao (idem come sopra)
  • latte qb
  • avena/crusca d'avena dukaniana (se non è scaduta... oggi ne ho trovata nel mobile una scaduta il 14 luglio 2011 - chissà quale era il messaggio dato che è il giorno del mio compleanno!)

Ultimamente ho rincontrato il mio buon vecchio latte Accadì, il cui piacevolissimo sapore (è naturalmente dolce) ho riscoperto dopo un lungo periodo di astinenza volontaria. 
Come sapete (o forse non lo sapevate ma ora evidentemente lo sapete) mi piace ogni tanto praticare periodi di astinenza da qualcosa: da qualche mese mi astengo dal consumo di carne, dalla frequentazione di persone, ecc. (non tutte le astinenze sono volontarie, chiaramente).

Ma arriviamo alla bianca nota dimagrante, notizia fresca fresca di ieri (grazie per la info o tu che leggi :))...
Nel latte c'é un "ingrediente segreto", una sorta di vitamina, che mantiene in linea anche quando si segue una alimentazione smodata, ricca di grassi. Lo dimostra una ricerca su topolini condotta da Johan Auwerx of École Polytechnique Fedérale di Losanna e pubblicata sulla rivista Cell Metabolism.
Il suo nome è nicotinamide riboside. Si tratta dello stesso gene attivato dall'antiossidante più famoso del vino rosso, il resveratrolo
I topolini che assumono questa sostanza, pur se 'sottoposti' a una dieta ricchissima di grassi, restano magri, bruciano più grassi e diventano anche degli ottimi "corridori" grazie ai loro muscoli che mostrano una maggiore resistenza allo sforzo.

Ma è una notiziona questa!!! (sto esultando)

Ritornando sulla banana…
Le ovvietà che sappiamo sulla banana sono ovvie per cui ve le ometto (vi ricordo però che la banana è indicata per aumentare la libido maschile e combattere l'impotenza per via di un enzima). 


banane e Dieta delle banane
Le mie amiche banane :)

Tra le cose meno ovvie ma risapute... molti sapranno che la banana è ricca di potassio e per chi svolge attività sportiva è l'ideale.
Il potassio contribuisce a normalizzare il battito del cuore e regola l'afflusso di ossigeno al cervello (la grande quantità di potassio presente nelle banane fa di loro un perfetto alimento per chi ha problemi di pressione alta). 

Inoltre l’apporto energetico della banana è immediato. Non a caso la banana è considerata una dei carburanti maggiormente efficienti per il nostro organismo, grazie agli zuccheri, agli amidi e alle fibre
E se siete gazzelle in corsa è il frutto che fa per voi!

Le banane contengono anche un tipo di aminoacido che viene trasformato dal nostro corpo in  serotonina che è in grado di svolgere un'azione rilassante, e rendere l'umore più sereno.
Il nome dell'aminoacido è triptofano e voi assidui lettori del blog saprete sicuramente di cosa si tratta (eccolo qui il triptofano).

Nota bene.
La banana viene fortemente consigliata a chi ha problemi allo stomaco in quanto pare essere l'unico frutto che è in grado di neutralizzare l'acidità e ridurre l'irritazione delle pareti dello stomaco.

Il risultato è un'energia costante e nessuna sensazione di buco allo stomaco per molte ore... (balle, qui devo dissentire, a me la banana apre lo stomaco!!).
La banana è molto indicata anche dopo l'attività fisica per ridare vigore ai muscoli grazie all'apporto del glicogeno.

Da qualche giorno a questa parte ho avuto un’impennata nel consumo di banane. 
Viaggio ad una media di 6 banane al giorno, da due giorni, 6 e 6 fanno 12 e oggi è il 6 giugno, quindi 6/6 del 2012... è preoccupante?? Intendo delle banane, non la data.
Forse nemmeno poi tanto, infatti…

Con mia grande sorpresa apprendo giusto ieri (ri-grazie) che esiste una dieta delle banane che ignoravo pur a mio modo praticandola. Nel 2008 spopolò nel web ma io a quel tempo ero in piena Dieta a Zona e di banana me ne facevo solo una mezza alla volta per via dei "blocchi" (per chi non lo sapesse questo è il blocco a cui mi riferisco: 7, C 9, G 3 ), frullata con le proteine della soia in polvere e al latte.

Ma vediamo un pò cosa prevede il programma della dieta delle banane:

Colazione.
Per la prima colazione sono previste una o più banane + bere un bicchiere di acqua tiepida. La maggior parte delle diete suggerisce che si può bruciare più calorie bevendo acqua fredda (anche questa cosa dell'acqua fredda brucia calorie è una recente scoperta - tri-grazie). 

Pranzo.
Qui viene la parte più semplice. Per il pranzo si può mangiare qualsiasi cosa ci piaccia. 
Questa dieta non pone restrizioni su cosa si può o non si può mangiare.

Bene, nel mio caso direi ancora banane!

Merenda/spuntino.
Se si ha fame, si può fare uno spuntino nel primo pomeriggio...
Indovinate il mio snack quale potrà essere??
Ancora banana/e, sempre ovviamente in versione super frullato al triptofano (ovvero, banana + cacao).

Cena.
Per la cena si può mangiare tutto ciò che ci piace, magari non troppo tardi (ok intorno alle 20). Sarebbero da evitare i gelati e altri prodotti lattiero-caseari come dessert dopo cena... a meno che si tratti di questo mio esperimento (da non riprodurre!) che indovinate un po' cosa contiene? Banana ovviamente!

Anche ieri sera a cena molto semplicemente, banane...

Uno dei principali motivi per cui la dieta della banana è ritenuta efficace è che la banana aiuta la digestione e migliora il metabolismo. 

Se poi alla banana si aggiunge una nuova composizione floreale (non nel frullato ovviamente, mi riferisco ai fiori di Bach e magari il prossimo post sarà su questo), e un particolare ruggito di leone (anche di questo vi parlerò un’altra volta – come vedete sto cercando di non divagare e perdermi in piacevoli ipertesti senza una meta precisa come mio solito) ecco che sarete fuori dal deserto in un batter d'occhio!

Dopo questa botta di buon umore direi che mi vado a fare un bel secondo frullato di banana prima della corsa della gazzella nella savana al Parco Sempione.

venerdì 2 marzo 2012

Pitta, sole, fuochi e finocchi

E’ già primavera, anzi no, per me è già quasi estate!
Tra poche ore il blog passerà dalla grafica invernale a quella primaverile. 

Le 4 stagioni.
Queste giornate così "devo ancora trovare la parola giusta", che per luce e colori mi riportano diritta dritta al periodo precedente la maturità (mi ricordo quando studiavo fuori sul balcone con il cinguettio degli uccellini) riescono a farmi vivere tutte e 4 le stagioni in un giorno: la mattina presto è inverno (diciamo una giornata non troppo fredda e magari anche di sole), poi intorno a mezzogiorno è estate (oggi ero a maniche corte sotto il sole cocente!), a pomeriggio inoltrato è primavera (infatti giravo in bici con il mio giubbino di jeans e il vento tra i capelli) e poi la sera autunno (che se esci ti ci vuole la giacca). E a notte inoltrata ecco che ritorna l'inverno (abbiamo ancora il piumone e i riscaldamenti accesi - chiaro, termo autonomo). 
Anche voi le vivete?

A proposito di riscaldamenti... 
Queste temperature sono il segnale chiaro che è ora di spegnere i riscaldamenti centralizzati che sono totalmente fuori controllo: vanno a mille indipendentemente che fuori ci siano 5 o 25 gradi!

Non solo soffro molto il "caldo artificioso" dei riscaldamenti (soprattutto quello dei negozi quando fuori ci sono zero gradi e tu giustamente indossi un piumino - per la cronaca, il piumino d'oca non è chiaramente vegan) e passi da 0 a 25 in un nanosecondo, ma avverto squilibri più o meno importanti anche a seguito di un improvviso aumento di temperatura che mi fa sentire le scarpe chiuse invernali assolutamente inadatte ad una giornata inaspettatamente calda e di sole (ho infatti già recuperato le mie infradito).
E comunque nulla sono i 43° gradi naturali ad agosto (naturali si fa per dire) contro i 24° artificiali di una casa con riscaldamento centralizzato. Credo finirei dritta al manicomio o anche in ospedale per disidratazione/altre cose più o meno gravi (vedi elenco finale ma solo dopo avere letto il post).

Vi spiego, se vi interessa, le mutazioni del mio corpo quando mi trovo in un ambiente interno con "temperatura artificiosamente elevata" (seppure indosso abbigliamento estivo adatto per l'occasione).

  • iniziano a gonfiarmisi le mani (ma anche gambe e piedi che però non si vedono ma gli stivali si accorgono, o meglio, io mi accorgo degli stivali che improvvisamente mi vanno stretti- se non l’avete capito ho una sensibilità accentuata ad ogni piccola variazione del mio corpo).
Nota:
fortunatamente ho mani e piedi snelli e abbastanza ossuti... Questo però a temperatura ambiente perché in cottura sono molto più simili a salsicciotti.

  • iniziano a pulsarmi le tempie e avverto un fastidioso mal di testa (notare che io non ho quasi mai mal di testa)
  • gli indumenti che indosso iniziano ad inumidirsi (in zona piedi, ascelle, altro - avete capito)
  •  appetito pressoché inesistente: mangiare in quelle condizioni sarebbe per me una tortura pari allo stare ad agosto con gli anfibi in spiaggia (e normalmente la circostanza del centralizzato si verifica esattamente a cena dalla suocera)

Tra gli effetti collaterali avvertibili anche dagli altri ritroviamo sproloqui e risa incontrollabili (che, come sapete, è anche uno degli effetti possibili di una eccessiva dose di zafferano).

Perché non seguiamo i benedetti ritmi della natura e impariamo ad ascoltarci di più???

Così oggi dopo un pranzo a base di carote, radicchio e formaggio fresco (sì, avete capito bene, formaggio vero… inizierà per me la stagione in cui il mio corpo trarrà beneficio anche dal consumo di formaggi freschi) con una veg cotoletta al miglio (il pesce miglio ma meno riuscito, e anche meno fritto rispetto alla prima volta).

Poi a metà pomeriggio mi sono fatta una bella centrifuga di carote e finocchio che mi ha raffreddata ripristinando la sensazione di benessere tipica del venerdì
Potreste voler sapere che il finocchio veniva utilizzato fin dai tempi più antichi per le sue proprietà aromatiche e digestive.  Questo ortaggio ha un sapore che richiama quello dell'anice e che io adoro!
Costituito dal 90% di acqua, tra i minerali presenti troviamo il potassio ma anche calcio, fosforo, sodio, magnesio, ferro, zinco, manganese e selenio, oltre alle vitamine A, C, e ad alcune vitamine appartenenti al gruppo B.

Oltre alle proprietà digestive è utile in caso di gonfiori addominali ed evita così la formazione di gas intestinali (se non ricordo male, è anche usato per le colichette dei neonati) e annovera anche proprietà depurative del sangue e del fegato (a  proposito di sangue, finalmente settimana scorsa sono andata a donare il sangue!). Ed è anche un buon antinfiammatorio soprattutto nei riguardi del colon.

Il finocchio aumenta la produzione di latte (non è il mio caso) e viene anche utilizzato dalle donne per alleviare i sintomi tipici della menopausa (anche questo non è il mio caso), così come anche per ridurre dolori e nausee legate al ciclo mestruale (questo invece potrebbe essere il mio caso).

Sulle carote invece vi avevo raccontato qualcosa qui...

Bevetevi pure questo mio centrifugato ma state attenti a non farvi "infinocchiare" se lo ordinate fuori (certo questo non potrà mai accadere al  Mudra).

centrifugato Ayurvedico Pitta carota-finocchio
Al "caro-finocchio" ho voluto aggiungere anche del pepe nero che stimola
l'apparato circolatorio, riduce i grassi ed elimina le tossine dal colon

Infatti...
Il finocchio crudo altera in qualche modo la funzionalità delle papille gustative
Si narra che una volta gli osti disonesti erano soliti offrire il finocchio crudo ai propri avventori appena prima di servire loro del vino di pessima qualità. Da questa usanza nasce il termine "infinocchiare".

E così vi stavo raccontando che ero sul balconcino a subire ed assorbire i raggi del sole e iniziavo ad avere caldo, tremendamente caldo… così la centrifuga ha fatto il suo dovere anche perché ora che l’ho preparata, fotografata e bevuta il sole aveva già girato l’angolo. E allora poi avevo freddo, quel freddo che dopo una giornata di sole in spiaggia avverti la sera. 

L'altalena.
Sin da piccola mi è sempre piaciuto andare in altalena e se mi capita di trovare un'altalena state pur certi che un giretto me lo faccio ancora. L'alternanza/intermittenza caldo-freddo fa sì che il piacere derivato da queste due sensazioni non diventi mai sopportazione e quindi sofferenza ma resti quindi sempre piacere. E per questo è importante non arrivare mai ad avere troppo caldo o troppo freddo.
Per farvi un'idea di come sono, provate ad osservarmi quando mi trovo sul balcone :)
(comunque maggiori dettagli su di me nelle prossime righe).

Non ditemi che non vi piace farvi scaldare/asciugare dal sole dopo una doccia fredda (e comunque dopo essere stati al sole anche la doccia calda sembra fredda!) per qualche minuto per poi avvertire di nuovo quel bisogno di rinfrescarsi? Questa è l'altalena di cui parlo.
Se così non fosse rimarremmo come delle lucertole per delle ore sotto il sole ad abbrustolire andando non solo a fare danni alla pelle (e pure alla testa!) ma causando uno stato di squilibrio.

E proprio di squilibrio vi volevo parlare...
Dovete sapere che c’è un dosha in particolare che teme temperature troppo calde soprattutto in estate e se è costretto a rimanervici allora si disequilibra.
Questo dosha è Pitta, e pitta è il mio dosha.

Ma cos’è il dosha?
Nell’Ayurveda i dosha sono le 3 energie corporee che influenzano tutta la materia vivente.
Alla base della filosofia ayurvedica vi è l’idea che siamo composti da tre energie vitali,  i dosha appunto, o tridosha.
Ognuno nasce con una particolare costituzione determinata dallo stato dei dosha dei nostri genitori al momento del concepimento, oltre che da altri fattori.
Alla nascita i tre dosha sono combinati nel modo più appropriato. Se i dosha perdono equilibrio per delle abitudini scorrette o per un eccesso di lavoro assistiamo all’insorgere della malattia.

La costituzione di ognuno di noi è regolata da tutti e tre i dosha anche se in grado diverso, molti di noi ne hanno uno, e talvolta due sono i dosha dominanti.

I dosha determinano la costituzione, i gusti, i tratti della personalità, il modo in cui dormiamo e anche il cibo che dovremmo mangiare.
Dieta sbagliata, stress e traumi provano uno stato di squilibrio che se eccessivo porta alla malattia.

I tridosha governano tutti i processi biologici  e le loro energie regolano la nostra struttura fisica e psicologica.
Ciò significa che la forza predominante, il dosha, in ciascun individuo determina:

·         aspetto fisico
·         funzionamento interno degli organi
·         capacità intellettuali
·         carattere

I tre dosha sono: vata, pitta e kapha.

Il dosha predominante determina anche la predisposizione a determinate malattie
(per sapere qual è il vostro "dosha" dominante potete provare a fare il test che vi metterò nel prossimo post).

L'Ayurveda è il sistema di cura tradizionale utilizzato in India e nello Sri Lanka
e mira a promuovere la salute fisica, emotiva, mentale e spirituale che concorrono a creare la salute di ogni individuo.

Nella filosofia ayurvedica la salute è data dall’equilibrio tra emozioni, intelletto, corpo, azioni, comportamento e ambiente. A livello fisico quando digestione, metabolismo e smaltimento delle scorie sono bilanciati possiamo considerarci in salute.
E’ cruciale nell’Ayurveda una dieta sana basata sugli alimenti appropriati per il proprio dosha (che ricordiamo essere il fattore costituzionale base).

E io che sono pitta devo mangiare cibi crudi e freschi soprattutto in estate (e direi che i datteri, così come anche le nocciole, ce li teniamo per l'autunno). Per questi giorni di caldo via ai centrifugati, agli smoothies, al latte di cocco (ho ancora la noce da spaccare) e al latte di mandorle (trovate la ricetta anche su Phit Magazine di questo mese alla fine dell'articolo sul "raw food" e Supercibi - e il latte di cocco è un Supercibo) e certamente al mio caro-finocchio (centrifugato di carota e finocchio): infatti sia le carote che i finocchi sono tra i cibi adatti a pitta (così come anche lo zafferano che viene utilizzato in generale nell'Ayurveda poiché reintegra l'energia).

I pitta devono bere molta acqua e, se possibile, dovrebbero vivere in un ambiente fresco e vicino all’acqua.

I pitta hanno corporatura e altezza media e sono piuttosto snelli. Hanno spesso la pelle rossastra o giallognola e occhi verdi, grigi  o marroni. Sono spesso chiari e lentigginosi, con il volto a forma di cuore (dite?), il naso piccolo (normale), gli occhi chiari (ok) e i denti giallastri (oddio, non sono bianco latte ma giallastri mi sembra eccessivo). Sono dei leader naturali ma tendono ad essere gelosi, rabbiosi e ipercritici (ma davveroì, leader naturali?).

I pitta sono collegati al fuoco e all’acqua.

Pitta in sanscrito significa “riscaldare”, “bruciare” ed indica un temperamento impetuoso.
I corrispettivo cosmico è il sole.
I pitta tendenzialmente hanno del fuoco in eccesso, e il fuoco in pitta provoca rabbia, attacchi improvvisi di malumore e ipercriticismo 
Il polso di pitta viene chiamato “rana” perché salta. I battiti a riposo sono circa 70-80 al minuto e sono piuttosto irregolari.
Ha spesso fame e un grande appetito.

I tipi Pitta hanno desideri ardenti che spesso si manifestano come ambizioni smisurate.

I pitta sono sani, forti, dotati di un buon sistema immunitario (nel mio caso lo sosteneva anche la dieta dei gruppi sanguigni - sono gruppo B).

I loro livelli di energia li tengono in continuo movimento mentre chi li circonda è esausto. :)

Visto che pitta è associato al fuoco, è probabile che di tanto in tanto emerga una personalità impetuosa che talvolta è soggetta a gelosia, competitività e ambizione sfrenata.
Pitta prova spesso emozioni violente ma rabbia gelosia e odio scompaiono con la stessa velocità con cui arrivano.

Le cause di squilibrio.
I pitta perdono equilibrio a causa dello stress e di uno stile di vita irregolare. 
Per questo per loro è fondamentale dormire a sufficienza, non saltare i pasti e prendersi il tempo necessario per esprimere le emozioni represse
Altre cause di squilibrio sono il caldo eccessivo, i cibi salati, grassi e speziati che creano difficoltà di digestione.
Ma sono proprio io!

Pitta si aggrava guardando la tv, usando il computer e mangiando mentre si cammina. Vi dico solo che io sono infastidita dal volume della tv accesa, amo il silenzio e non ascolto mai musica al computer e in generale preferisco suoni derivati dall'ambiente che mi circonda. In generale per tutti i dosha non bisognerebbe stare per più di 4 ore al computer (e preferibilmente il pomeriggio come invece la mattina presto è il momento ideale per praticare yoga e meditazione).

Vi lascio con i principali segnali di squilibrio di Pitta:

·         sudorazione abbondante e vampate di calore
·         alito cattivo
·         problemi di sonno
·         difficoltà digestive
·         fegato debole
·         deficienze ormonali
·         bruciore di stomaco
·         eczema
·         appetito eccessivo
·         pelle giallastra e piena di macchie
·         infiammazioni
·         colon irritabile


Se però questo elemento focoso è ben bilanciato si avranno dei livelli di energia alti accompagnati da sensazione di gioiapace interiorearmonia e benessere, l’appetito sarà robusto e la digestione buona.
Solo così il tipo pitta sperimenterà le proprie elevate capacità intellettuali la creatività e il successo.

Con questo post ha finalmente ed ufficialmente inizio la serie dei post dedicati all' Ayurveda che credo ci accompagneranno per un bel pezzo!

P.S.
In questi giorni, nella mia "fase freddo", ho fatto delle prelibatezze da forno che ho anche fotografato ma non avendole postate subito sono andate perse, anche se... pensavo di mostrarvele alla prima giornata fredda che prima o poi arriverà.

venerdì 17 febbraio 2012

Il post di Venere

Non mi sembra vero. 
Ieri mattina, dopo svariati tentativi mai andati a buon fine (causa pigrizia, suppongo), ho ufficialmente ripreso a fare yoga con il mio adorato maestro! Ero ferma da quasi 2 anni, da quando si era spostato dalla mia zona... (causa pigrizia la mia, confermo :)). Non vi dico la felicità nel vedere che il mio corpo si è riappropriato delle posture di un tempo in una maniera così naturale ed era come se non fossero mai passati questi mesi/anni. All'epoca ero ancora una ventenne e invece adesso, a luglio saranno 31... ma ce ne preoccuperemo al momento opportuno, certo non adesso (e poi lo yoga, così come la meditazione, mantiene giovani - ne ho le prove...)

Elucubrazioni.
Credo di essere sulla buona strada per riappropriarmi anche di un’altra parte di me che non vi ho mai rivelato (e non è detto che lo faccia) ma che mi è mancata tremendamente e nemmeno me ne rendevo conto. Quella stessa mancanza che ultimamente è stata responsabile del singhiozzo del blog (ve lo dicevo in questo post). Ieri invece, io ho avuto il singhiozzo per tutta la sera (che strano, non mi capitava da un sacco). Quando non sto bene la prima cosa che accade è la mancanza di appetito e, a differenza di una volta, ora non accade che mi butti sul cibo in maniera compulsiva ma tutt'altro, lo dimentico e ne potrei fare a meno. Certo questo non accade perché faccio in modo di stimolarmi in tutti i modi: pranzi da Fabiana, da Govinda, yoga la mattina, riso venere, ecc. ma ciò nonostante, vi è un visibile calo delle ricette postate causa "sensibile calo degli impulsi culinario/creativi" e così il blog se ne resta a bocca asciutta. Ma ora forse un po' di appetito è ritornato, anche per effetto dello yoga di ieri e della riflessologia plantare di oggi...

Infatti finalmente questa mattina ha avuto luogo il test delle intolleranze alimentari Vega Test su più di 200 alimenti + consulto di naturopatia + seduta di riflessologia plantare. 

Alla fine ce l’ho fatta!
Premetto che non acquisto mai alla cieca e soprattutto in ambito salute e benessere bisogna stare molto attenti alle persone a cui ci si affida. Professionisti seri e capaci, onesti e che magari ci mettano a nostro agio. Quasi impossibile trovarne, quasi...
Nel mio caso una delle mie solite coincidenze, ("Naturalemente", ormai non ci faccio nemmeno più caso) mi ha portata lì.
Elisa tempo fa mi aveva parlato di riflessologia plantare facendomi il nome di un professionista con il quale si era trovata molo bene e mi aveva anche detto in che zona di Milano aveva lo studio. Di lì a qualche mese, una sera, dopo giorni che mi interrogavo su una possibile intolleranza al lievito (ne ero praticamente certa causa lievitazione pancia dopo l’assunzione di certe pizze –il problema è che il mio corpo è un amplificatore di sensazioni per cui un piccolo fastidio per me diventa immenso), guardata l’offerta del giorno (cosa più unica che rara dato che il mio occhio assuefatto le filtra in automatico) leggo: "test delle intolleranze alimentari Vega Test su più di 200 alimenti, consulto di naturopatia e una seduta di riflessologia plantare" - 50 euro anziché 270 (cavolo!!!).
Allora vado subito a vedere sul sito e quando leggo l'indirizzo ho quasi la certezza che si tratti della stessa persona di cui mi aveva parlato Elisa. Scrivo ad Elisa e in un attimo ho la certezza: così in tempo zero procedo con l’acquisto del coupon.

Il vega test.
Questo test delle intolleranze si basa sulla risposta elettrocutanea dell'organismo verso specifiche informazioni elettromagnetiche trasmesse da un'apposita apparecchiatura.
Utilizzando un puntale specifico, posto su un unico punto di agopuntura (dito medio,vicino all'unghia nel mio caso), si può determinare se la persona entra in risonanza con la sostanza che si trova in quel momento nel circuito, considerata allergizzante.
Nel Vega test il contatto diretto con l'alimento è sostituito con un input originato da una apparecchiatura elettronica specifica, analogo a quello determinato sull'organismo dall'alimento stesso.

Ecco dunque la conferma che c’è una lieve intolleranza al lievito.
E ne sono felice perché questo significa non solo che sono in grado di riconocere i segnali che il mio corpo mi invia e poi anche che, ora che ho la conferma, ho una ragione assolutamente valida e autorevole per tenere lontano da me certe offerte poco gradite: pizza da Spontini? Manco morta! Naturalemente, pane e crackers già non abitano più qui e anche i miei dolci da forno, come sapete, sono sempre senza lievitosenza zucchero, ovviamente senza burro, ultimamente anche senza uova e naturalmente senza calorie vuote. 


salame di cioccolato senza burro
Ecco qui un esempio di dolce senza forno (e chiaramente senza lievito)
+ un'anticipazione di latte crudista... con cosa l'ho fatto secondo voi?
(non vale leggere oltre il post :))


Ma resta la pizza dei forni altrui a mettermi a disagio con i suoi lieviti che pare siano in tutta probabilità presenti in dose massiccia, poiché in questo modo i tempi di lievitazione diminuirebbero a favore della velocità di sfornamento (faceva eccezione la pizza al trancio buonissima della pizzeria qui sotto casa "la Contea", e come tutte le eccezioni finiscono per chiudere- la pizzeria ha non ha mai più riaperto dopo la chiusura estiva :().

Stop.
La terapia consiste nel diminuire il consumo per 10 giorni così da abituare il corpo gradualmente ad una sospensione di 2 mesi del prodotto allergizzante per poi arrivare a reinserirlo in modo molto graduale.  E se si esce a mangiare la pizza si comincia col mangiarne una fettina, a meno che non si è certi delle dosi di lievito impiegate (e per stare tranquilli magari scegliete pizzerie che fanno pizza senza lievito -in tal caso la potrete mangiare anche durante i due mesi di astensione).

Di usi e abusi.
E' da prima di San Valentino (la cosa è del tutto casuale) che vado avanti a riso nero Venere e non riesco a smettere!
Questo atteggiamento, è la miglior strada se si vuole arrivare ad avere un’intolleranza verso un certo alimento. 
E per fortuna banane, soia, cacao, datteri, broccoli, spezie varie e frutta secca non hanno rivelato intolleranze. E nemmeno il latte se è per questo, ma avendolo eliminato da più di 6 mesi proprio perché intuivo una intolleranza da abuso (ne ho bevuto per anni in quantità) è abbastanza normale che non sia tra i cibi allergizzanti. E nemmeno al glutammato sono intollerante, ma questo perché io lo evito come la peste bubbonica: per me non vi è peggior sapore del dado a base di glutammato!

Ritornando al lievito...
Lo sapete che il lievito ve lo mettono ovunque
Anche nelle fette biscottate allo psillio, pensate un po'... (io già lo sapevo, lo avevo letto tra gli ingredienti ma avevo chiuso un occhio :)).
E infatti io ho abusato anche di queste ed ecco il risultato: intollerante.

Il trittico di Venere.
Ritornando al riso che vedete sul tavolo (lo riuscite a vedere?) nella foto qui sotto, quel riso fa parte della mia versione del trittico di Venere. Più che di Venere dovrei dire di Mus di Veganblog (la scoperta infatti è sua).

Il riso venere è un riso integrale dal colore viola scuro scurissimo quasi nero con un gusto molto particolare e un profumo che ricorda quello del pane appena sfornato.
Originario della Cina, dedicato alla Dea dell'Amore, nell'antica Cina (dove fino all’Ottocento veniva coltivato solo per l'Imperatore e la sua corte) veniva considerato altamente afrodisiaco. Da qui il nome di "riso proibito".

Il riso Venere è un riso ricco di fibra e fosforo e contiene inoltre minerali come calcio, ferro, zinco e selenio. Ma la particolarità più importante del riso Venere è il suo elevatissimo contenuto di antociani, sostanze vegetali presenti anche nei mirtilli (e i mirtilli sono presenti anche nel mio dentifricio all'anice e limone - vedi il post su "spezie e afrodisiaci" ) ed in altri vegetali utili a contrastare i radicali liberi e ad evitare l’ossidazione

Dal riso, così come dai legumi, dalla frutta secca e dai semi oleosi, si può ricavare il latte con il procedimento a freddo.


latte di mandorle crudo, latte di riso Venere, latte di Venere
Latte di mandorle + latte di riso venere= latte di Venere!

Diciamo che dopo averlo fatto ne ho aggiunta una piccola dose per "potenziare" il mio latte di mandorle fatto in casa che vedete qui, bianchissimo, purissimo e crudissimo.

Il latte di riso venere al momento sta in frigo e devo ancora capire come poterlo usare (così come per l'okara di mandorla, ovvero, il residuo solido del latte di mandorle).

Latte di mandorle crudo.
Al volo vi dico come si fa il latte di mandorle (ve lo racconto anche su Phit di Marzo, nell'articolo sul raw food - una foto della mungitura la potete vedere nel mio post "cuore amore e cacao" su Veganblog).

Ingredienti  (dosi per 1 bicchiere da 200 ml).
40 g di mandorle biologiche non tostate
1 o 2 datteri biologici per dolcificare (o frutta secca a scelta)
200 ml di acqua

Spellate le mandorle (lasciandole in acqua tiepida per circa 15 minuti) e mettetele in ammollo in metà acqua a temperatura ambiente per una giornata (o anche in frigo anche se temo possano rilasciare meno). Aggiungete i datteri e frullate integrando la restante acqua. Filtrate il tutto utilizzando uno strofinaccio che dovrete strizzare/mungere aiutandovi con le mani. 
Ecco pronto il super latte da consumare preferibilmente fresco al momento (o nelle 24 ore successive).

Per sapere tutti i benefici delle mandorle leggi qui.

Ma il riso Venere, alla fine, come l’ho cucinato?
Nessuna cottura, si mangia crudo. 

Precauzioni.
"Per non spaccarsi i denti" occorre lasciarlo a bagno in una tazza ad ammorbidire per una notte et voilà, pronto da mangiare e non occorre il dentista (dose di acqua doppia rispetto a quella di riso). 
"Per non sporcarsi i denti" occorre lo spazzolino per via degli antociani, che sono i componenti che danno al riso Venere il suo caratteristico colorito nero e che, se non starete attenti, lo daranno anche ai vostri denti :D.


riso nero Venere crudista
Vi presento la mia attuale infatuazione: riso nero Venere.


Condimento.
Io lo condisco con un pizzico di sale integrale, una spolverata di erbe aromatiche, olio evo o di girasole (in base alla giornata), succo di limone e oggi è capitata anche una bella grattugiata di nocciole... mentre ve lo scrivo mi è ritornata acquolina in bocca!
-  tutti gli ingredienti, tranne il riso che però è "Gallo", sono biologici.

Pratico da portare in ufficio nel contenitore di plastica Tupperware con i suoi fedeli amici spazzolino e dentifricio, e se il dentifricio fosse quello di Venere Mus, sarebbe perfetto (ma benissimo anche quello all'anice e limone che, come detto, contiene l'estratto di mirtillo - e state pur tranquilli, non vi lascerà i denti viola!).

Per chiudere la settimana in relax vi lascio con un bel massaggio ai piedi.
Mi riferisco alla riflessologia plantare, parte del pacchetto che consiste nel praticare pressioni particolari su specifici punti della pianta e dorso del piede (i cosiddetti punti riflessi) in grado di trasferire i rispettivi impulsi al cervello che a sua volta provvederà ad inviare i giusti segnali all’organismo che saprà rispondere allo stimolo impresso. E così mente e corpo se ne staranno benone.    
Nel mio caso specifico andava ad agire su stomaco ed intestino e a riattivare la circolazione (così mi pare abbia detto, era infatti associato al test delle intolleranze e io non ho segnalato problematiche particolari).
Potrei stare ore, giorni, settimane a farmi premere i piedi.
 

Non avrei voluto una mezza settimana diversa da questa!
Ieri poi sono anche anche stata a pranzo con Fabiana da Govinda (ambiente sempre piacevole e rilassato) e prima ancora al Centro Botanico a comprare la carruba (le prossime ricette la vedranno come ingrediente, rifarò anche il cuore/salame di cioccolato che vedete nella prima foto). Dopo Govinda un salto dal cugino danese dell'ikea, nel cuore di Milano (di questa sorpresa ve ne parlerò in un altro post).

Ottima chiusura di settimana anche se la settimana finisce la domenica e tutto può ancora succedere… (ci ho fatto caso solo ora: oggi è proprio Venere, e pure 17!).