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giovedì 28 giugno 2012

Hot&Food: ricette d'estate!

E’ estate! 
In realtà già da qualche giorno ma si sa, io arrivo sempre oltre tempo massimo.
E mi chiedo: dov'ero con la testa il 21 giugno? Non si sa.

Forse questa è la volta buona per riprendere a postare con i ritmi di una volta (ricordate i bei tempi di un post al giorno?) e spererei almeno in 3 post a settimana, magari lasciando perdere per un po' la psicanalisi per riprendere con spignatti, prodotti cosmetici e qualche ricetta sfiziosa, così da tenervi belli freschi.
Infatti le alte temperature di questi giorni richiedono rimedi rinfrescanti che andrò a riassumervi rubacchiando cose qua è là sparse in giro per il blog, chiaro, il mio di blog (così almeno vi evito lo sbatti di girare per post alla ricerca del mio scrub cocco e limone, prodotto Top, che trovate nel post "Semifreddi (afrodisiaci) per le feste" - lo vedete nella foto sulla destra, in background).

In realtà vi vorrei parlare anche di risparmio energetico e di risparmio più in generale dato che si preannunciano rincari decisamente "HOT" anche sulle le bollette di luce e gas, a partire dal 1 luglio.

E allora guardate un po' le mie strategie per ridurre (in alcuni casi aumentare ma questa è un'altra storia...).

Chi mi ama o mi segue saprà bene che il riso nero Venere nella mia cucina non manca da quando l'amica Mus di Veganblog me lo ha presentato in questa veste del tutto inaspettata.
Sulle caratteristiche del riso nero Venere vi rimando al mio post di Venere ma in sintesi vi dico che è un ottimo riso per mille ragioni (fidatevi!) e se consumato crudo, senza cottura come faccio io, non solo manterrà inalterate le proprietà garantendovi il massimo apporto nutrizionale ma vi farà risparmiare anche ai fornelli perché "si cuoce" direttamente nel frigo.

Per saperne di più sul cibo crudo o Raw Food, per dirlo all'americana, vi rimando al post "la Zucca illuminata".

Guardate come lo preparo (dosi per 3 occasioni, in totale 180 grammi).


Così come lo vedete è praticamente già cotto
(messo ieri a mezzanotte in frigo e ora è pronto da mangiare...)


Peso il riso, lo metto in una ciotola sotto l'acqua corrente tiepida/fredda e "lo massaggio".
Infatti mentre lo passate tra le mani (questo intendo per massaggio) è importante che stiate nel momento: non fate altre cose che vi possono distrarre. Solo così riuscirete a ristabilire il contatto con voi, indispensabile per la sopravvivenza dell'essere umano in questo mondo difficile :).

Tanti sono i modi per ristabilire un contatto con noi. Lettura, meditazione, recitazione, cucina, corsa, Yoga (domani devo proprio riuscire ad andare!), ecc ecc. Trovate il vostro e non pensate che sia una cazzata inutile/perdita di tempo non serva.

Io spesso (e soprattutto volentieri) sto nel momento. 
E quando mi capita mentre lavo i piatti ho delle intuizioni incredibili su progetti da realizzare, oggetti da produrre, libri da scrivere (poi accade che mentre qualcuno traduce in azione come l'amica Ayame, nel mio caso spesso e volentieri restano nel nebuloso territorio della mente e lì se la suonano e se la cantano per fatti loro). 
Anche quando sono ai fornelli ho delle intuizioni (e deduco sia a questo punto più un fatto di feng-shui ma non ho una conoscenza dell'argomento tale da poter affermare una cosa del genere - da aggiungere all'interminabile lista degli argomenti da approfondire).

Dunque martedì sera mentre cucinavo (in realtà era mentre ripulivo col cucchiaio di legno la pentola dagli ultimi residui di riso nero Venere...).
No scusate, prima finiamo qui se no perdiamo continuamente il filo.

Come si prepara il riso nero Venere crudista?
Una volta lavato il riso (vi direi di comprarlo biologico magari al Centro Botanico ma io non sono ancora riuscita a passarci per cui mi accontento del "Gallo" - non dovrei forse dirlo su questo blog?) lo mettete in un contenitore di plastica o vetro (come preferite in base alla disponibilità) e lo riempite di acqua fredda in una dose doppia rispetto a quella del riso (io utilizzo il bicchiere del frullatore ad immersione e lo vedete sulla destra nella foto del post sul frullato estivo della colazione - da quel 30 luglio alcuni ingredienti sono variati e non solo nel frullato...). Lo coprite e lo mettete in frigo. 
Dopo 8/10 ore sarà pronto per essere mangiato (lo potete conservare così per altri 2/3 giorni ma a me finisce prima).
La ricetta classica.
Io di solito lo faccio scaldare leggermente in padella con un sussurro del mio mix di erbe bio (più che un sussurro è un urlo), olive nere (un ruggito in questo caso... le olive nere sono una "new entry" di questo periodo, e abuso di loro così come faccio con le banane - vi rimando al post sul perché per iniziare bene la giornata occorra la banana - non pensate male, si parla soprattutto di cibo), peperoni crudi visto che sono anche di stagione, e, se non siamo vegani (e non lo siamo), anche del pecorino grattugiato o della mozzarella light (in questo periodo ho riscoperto la mozzarella light :)). Potete anche aggiungere del pepe nero (io lo infilo un po' ovunque) e se gradite (e io gradisco) dell'ottimo olio spremuto a freddo: io a quello extravergine di oliva, che si fa chiamare Evo, preferisco l'olio di semi di girasole biologico che risulta meno strong (e in fatto di oli non amo molto che siano "strong").


------------------------------------------- (saltare se andate di fretta)-----------------------------------------------
Ora posso raccontarvi dell'intuizione (che bello, non vedevo l'ora :)).
Dicevamo di martedì sera...
Stavo cucinando per la mia ospite, la Moni, per dirla come la diciamo noi qui al Nord che ci aggiungiamo l'articolo (è quello determinativo giusto per ripassare un po' di grammatica) davanti al nome proprio di persona.
Ho preparato un magico piatto a base di seitan saltato con peperoni, olive nere e riso Venere (e ti pareva!) che avrebbe richiesto un buon vino di accompagnamento (esperti di vini accorrette numerosi a suggerirmi che vino ci sta bene così almeno la prossima volta mi organizzo). Infatti non c'era nessun vino sulla mia tavola perché c’è stato un piccolo malinteso (Moni scusami, davvero!!) circa il mio stato attuale che non è di gravidanza ma tutt'altro. E lei ha pensato bene di non portare il vino anche, e soprattutto, per via dei miei messaggi minatori (riporto esattamente l'sms che le ho scritto: "Moni mi raccomando, non portare nulla altrimenti non ti faccio entrare dalla porta!!!! :D Non è un suggerimento, è un ordine!!! A stasera ;)" ) che stava a significare che a me importava solo della sua presenza e che non sarebbe dovuta impazzire per andare a recuperare "doni di circostanza" secondo uno dei più classici "clichè" (anche questa una "New entry"). 
Ma il vino da quel che ho appreso solo poi non sarebbe stato un clichè! :-| 
---------------------------------------------- (fine della storiella) ---------------------------------------------------- 


Così l'idea di andare a prendere il gelato che nel suo caso sarebbe stato tassativamente al limoncello. In realtà prima della gelateria (esattamente il civico prima) c'è un'enoteca per cui avremmo avuto addirittura due possibilità.

Mentre raccattavo dalla pentola gli ultimi chicchi di riso avanzati e si parlava di gelato, ecco arrivare l'intuizione:

"Creerò un gelato col riso nero Venere che chiamerò gelato al gusto di Venere e aprirò una gelateria che avrà dei gusti speciali..."


Sembra vero gelato, incredibile!!

Di lì a poche ore avrebbe preso consistenza nel mio porta frutta in acciaio dell'Ikea uno splendido e cremoso gelato da potersi, forse, anche mangiare (stasera il giudizio inappellabile). 

Lontani i tempi in cui si tentava un gelato alla banana come questo.

Questa volta tutto sembra avere funzionato! 
Forse saranno state le giuste dosi (buddità inclusa), lo stare nel momento mentre con la frusta mescolavo per non far formare i cristalli-trappola di ghiaccio, l'atmosfera di un caldo pomeriggio di giugno... insomma, sta di fatto che questa volta dovremmo poterlo chiamare gelato :).

Ingredienti per il gelato di Venere.
  • 200 grammi riso nero Venere (cotto con procedimento a crudo, mi raccomando)
  • 1 banana media= 100 g (per dolcificare: è dolce e nel "mood" di Venere - è afrodisiaca se non vi fosse ancora chiaro il "mood" del gelato :))
  • latte parzialmente scremato Accadì 150 ml (scusate ma ora ho ripreso con il latte vero e io bevevo questo) 
  • pepe nero se volete (io volevo ma non so come, ma è finita che non l'ho più aggiunto... comunque posso aggiungerlo al momento, anzi forse meglio)
  • frullatore ad immersione
  • frusta per dolci
  • corrente (quindi bollette pagate)
  • freezer (il mio è un po' da sbrinare ma fa lo stesso)

Come si fa?
Frullate bene il riso con il latte e disponete il composto (che in realtà potreste anche già bere così) in una ciotola/portafrutta/o quel che volete. Coprite con la pellicola trasparente e mette in freezer per circa 40 min. Dopo 35 minuti circa tirate fuori e mescolate con la frusta (ovviamente stavo facendo altro e ho accumulato 15 minuti di ritardo sulla tratta pc-freezer :)). Trascorsi altri 35/30 minuti tirate fuori, frustate e ripetete l'operazione per altre 3/4 volte.

Nota.
Il contenitore non è rimasto per ore in freezer come la prassi avrebbe richiesto perché ho deciso di creare il mio gelato ieri pomeriggio verso le 15:30 e volevo tutto e abbastanza subito, tipico del mio modo di essere (un po' come i bambini con il giocattolo, lo vogliono subito!).

Per una variante Vegan vi suggerisco di provare con il latte di riso che da anche un tocco un po' più dolce al tutto (e poi tra risi se l'intendono). Io lo voglio rifare con il latte di riso e infatti l'ho aggiunto ora sulla lista della spesa che farò tra poco.

Ho come l’impressione che anche questo post sia già troppo lungo e divagante ma in quanto a parole non so proprio cosa fare per risparmiare! 

Altro rimedio per consumare meno ai fornelli quando fate la pasta, o il riso... (che siano elettrici come quelli di Miss Raw o a gas come i miei -i fornelli, chiaro).

Udite udite! 
Una volta che l’acqua bolle, buttate la pasta e mettete il coperchio, spegnete la fiamma e attendete qualche minuto in più rispetto ai tempi di cottura indicati... ed ecco fatto! 
Ma in questo periodo chi ve lo fa fare di usare i fornelli?  Mangiate crudo che vi fa solo bene - sui benefici del Raw Food ormai saprete tutto (magari lo avete letto anche su Phit magazine di marzo...?).

Altro rimedio per risparmiare energia (e consumare calorie?).
Io quest’anno nemmeno azionerò il Pinguino perché ho constatato con stupore che il mio corpo si è stranamente abituato a questo clima (in casa ieri mentre preparavo il gelato avevo 29°C e mi stavo strafogando di  mangiando una corretta dose di crema alle nocciole "Altromercato" che data la temperatura era praticamente quasi allo stato liquido...). 
Per cui altro risparmio sulla bolletta.
Non ho l’auto, quindi non inquino e sono altre spese in meno. Mi muovo in bici e brucio altre calorie (oltre a quelle che brucio con la corsa e affini).
Però persevero con il bio (in questi giorni ho anche voluto provare pesche e pomodorini non bio e non sanno di nulla!) che se anche è leggermente più costoso mi da maggiori soddisfazioni soprattutto in campo cosmetico. Infatti...

Ve lo racconto nel prossimo post!

sabato 22 ottobre 2011

Il mio sabato allo zenzero

Oggi sono andata fuori per lo zenzero, è proprio il caso di dirlo.
Rapunzel, ginger, chiamiamolo come volete ma alla fine la situazione non cambia: dipendo da lui.

Ero convinta di averne ancora qualche pezzettino e invece niente.
Così ho approfittato della giornata di freddo per prendere la bici. Ogni occasione è buona per fare un giretto e amo particolarmente questa stagione (e l'inverno soprattutto) per muovermi in bicicletta anche perché pedalando ci si scalda (e se non ti scaldi allora ti fai una bella tisana calda quando arrivi a casa... tè verde? No, zenzero!).

E allora vai di cappottino, scarpette di gomma e via verso il Centro Botanico, questa volta però quello di piazza San Marco, 1 (tram Buonaparte Lanza, ma non oggi).

Cesare Correnti vs San Marco.
Lo preferisco a quello di Cesare Correnti perché è più comodo da raggiungere. E' più piccolo ma è concentrato. Ed è anche più intimo (infatti non ci si gira tra uno scaffale e l''altro) ma va benissimo così perché è in Brera (e voi sapete cosa c'è lì: non solo l'Accademia ma piuttosto una certa bottega...).
Ho percorso la ciclabile che costeggia il parco (trafficatissima da pedoni... e oggi non è il 1° ottobre!) e mi sono parcheggiata a Lanza, al solito mio posto.

Blocchi di giornata.
Più tardi in questo luogo un automobilista bloccherà qualcosa come 6 linee di tram "tentando un fuoristrada sui binari del tram", riuscendo solo ad impantanarsi. 
Questo deve essere accaduto intorno alle 17:30, pochi minuti (o secondi) dopo che avevo già ripreso a pedalare con la mia bicicletta tra le foglie che cadevano (le vedevo cadere e cercavo di prenderle col cestino della "sciura Maria" che ho sulla bici... senza riuscirci).
Per sapere qualcosa di più sulla (mia) bici e su come non farsela rubare allora leggete il post "Rubbici".

Altri blocchi (di ghiaccio).
Per restare in tema di cose poco riuscite... 
Ricordate il mio gelato alla banana fatto in casa? Potrei sempre provare a replicare invece questa ricetta attenendomi alle istruzioni. 

Ecco un buon gelato allo zenzero: Ginger Lemon Ice Cream.

Gelato allo Zenzero - Ginger Ice Cream
Autore: lili.chin

La prossima volta mi potrebbe anche riuscire (più tardi provo a farlo).

Cotte di stagione (100% biologiche).
Ho cercato Rapunzel al Centro Botanico è l'ho trovato. Era in compagnia di Supreme (un altro zenzero candito) così ho preso anche lui.
E già che c'ero, anche una tisana ayurvedica allo zenzero che sto gustandomi bollente mentre scrivo. 
Sono cotta per lo zenzero!

Uscita da lì ho fatto tutto il tragitto a piedi mangiando i bocconcini del nuovo zenzero candito che rispetto a Rapunzel mi è sembrato un po' meno forte e i pezzettini sono più piccoli (così se ne possono mangiare di più :)).

Ecco gli ingredienti: 
rizomi di zenzero, zucchero di canna, sciroppo di frumento, acido citrico.

Dal mio pacchettino lo mangiavo come fossero le caramelle gommose che si mangiano (ma io non le mangio) al cinema.
Che bella questa parentesi pomeridiana allo zenzero!

Ho anche fatto una tappa alla mia bottega preferita ma solo di due minuti, giusto il tempo di una boccata d'aria. Poi un salto da Kasanova (nessun mattarello). Ho ripreso la bici, e mi pareva il traffico dei tram fosse regolare (ma potrei anche non essermi accorta della gimcana assorta com'ero dallo zenzero candito), e poi via attraverso il parco per perdermi subito dopo nelle viette dietro all'arena e restare in contemplazione qualche minuto in silenzio. 
Nessun rumore, solo qualche voce in lontananza. Freddo e silenzio. Questa è la mia Milano, oggi la riconosco (chissà se a quest'ora i tram hanno ripreso a circolare...)

Comunque pensavo che il blog si sarebbe dovuto chiamare Zenzero e Limone.
Vado a sperimentare!

lunedì 17 ottobre 2011

Il (mio) gelato fatto in casa

In questi giorni sono abbastanza destabilizzata.
E quando sono così perdo il contatto con il tempo e le stagioni.

E sabato sera ho deciso di dar compimento ad un esperimento.

Ho messo in frigo il contenitore di metallo/portafrutta e ho atteso l'indomani.
Così ieri, nel pomeriggio, mi sono cimentata nella produzione del gelato fatto in casa (senza la gelatiera ovviamente).

Fin qui nulla di strano considerato che il gelato si mangia tutto l'anno e vi dirò che io lo mangio più spesso in inverno perché col caldo ho voglia solo di liquidi (acqua, tè verde e tisane e al massimo un mojito).

La banana.
Però che almeno sia un gusto autunnale!

Va bene che le banane sono dei "jolly" dato che sono disponibili tutto l'anno però magari un gelato alla banana non fa proprio autunno, che dite?

Il sondaggio.
A questo proposito ho aperto un sondaggio sul blog (lo trovate in alto a destra).  
Se vi fa piacere darmi una vostra opinione sarà un'informazione preziosa per capire i vostri gusti quanto grave è la mia situazione.
(e per fortuna non ho pensato di farlo allo zenzero!!)

Preparazione.
Così ho preso il frullatore, ho buttato dentro 3 banane (più o meno 500 gr), 250 gr di latte scremato e ho frullato.
Nessuna aggiunta di zucchero (era già dolce), panna (figuriamoci) o farina (la consistenza era già bella densa).
Ho quindi messo questo frullato in un pentolino che ho portato quasi ad ebollizione. Ho tolto dal fuoco, lasciato raffreddare (più o meno dato che non si raffreddava più) e ho tolto dal congelatore piselli, merluzzo, prezzemolo, minestrone così da riuscire a prendere il contenitore in acciaio. 
Dopo essere riuscita a staccare le dita dalla ciotola ho versato il preparato e l'ho messo in freezer per circa 40 minuti prima di riaprire, staccare di nuovo le dita, e mescolare per rompere i cristalli che si erano formati nel frattempo.

Trappola di cristallo.
Questa operazione andrebbe ripetuta altre 4 volte (magari evitando la parte delle dita) aumentando ogni volta il tempo di attesa tra un'operazione e l'altra.

Devo avere sbagliato qualche conteggio perché all'ultima mantecatura c'erano dei blocchi di pietra cristalli che non avevano alcuna intenzione di lasciarsi ammorbidire.

Questa preparazione ha atteso in freezer fino a oggi, ora di pranzo, prima di venire allo scoperto.

gelato alla banana - senza zucchero
Non è Angeli a Fior di Pelle di Lush
(quello ce l'ho in bagno nel suo contenitore nero di plastica).
E' gelato alla banana.


Dall'India.
Dopo svariati tentativi finalmente Sara è riuscita a passare da me per pranzo e la prima mezz'ora è stata dedicata ai prodotti Ayurvedici che ha portato dall'India.
Mi ha anche portato i tipici pantaloni indiani (larghi, di seta) e un balsamo per capelli Ayurvedico fatto con vari estratti di piante (dovrebbe esserci anche della lattuga ma sono così scritti piccoli che al momento non ce la faccio a decodificare).

Lo vorrei utilizzare dopo il lavaggio con la Terralava che avevo giusto intenzione di praticare dato che sono un po' di volte che non la utilizzo (per la precisione, dal giorno del test tricologico del capello) perché tende a seccare. Però ora che ho questo balsamo potrei provarli insieme.

I dettagli sul prodotto nel prossimo post cosmetico. 

No Inci.
La cosa che non mi torna è che l'inci del prodotto non è un vero e proprio Inci. 
Infatti sotto la voce "contains" sono elencati una serie di estratti indicati in percentuale che portano ad un  25% totale (e il restante 75% ???).
Però c'è scritto "Organically pure & preservative free", "Dermatologist tested for safety", "No animal testing". 

Altra cosa degna di nota, la dicitura "This is not a cosmetic product. It has therapeutic Properties". 

Come il mio gelato: "This is not a food product. It has therapeutic Properties.

Il mio gelato.
L'ho torato fuori una mezz'ora prima dato che, non avendo tra gli ingredienti né panna né altri grassi, sembrava di pietra. Dopo circa 15 minuti ha raggiunto la consistenza di un gelato. E anche il sapore era più o meno quello. 
Certo sarebbe potuto essere più cremoso se solo mi fossi attenuta alla ricetta originale della mia testa.

The Original.
La ricetta originale prevedeva l'uso di latte di soia che è molto più cremoso perché più grasso (vi ricordo che ho usato il latte scremato che avevo in frigo che ha 0,x gr di grassi contro i 2 gr di grassi contenuti in quello di soia - quantità riferita a 100 gr di prodotto). 

E' successo che il marito ha lamentato di non essere tenuto in considerazione (cosa abbastanza vera) nelle mie preparazioni, e così ho usato il latte vaccino (lui non può consumare alimenti a base di soia... e nemmeno di banana mi è parso di capire!!).


La banana no.
Come ho fatto a non sapere che la banana lui non la mangia (novità questa)?! E figuriamoci il gelato alla banana!

Il gelato ideale.
A parte il buon gelato artigianale della Gelateria Sempione, ideale sarebbe stato aumentare la dose di latte, utilizzare quello di soia (che oltretutto era anche biologico), aggiungere della farina di mandorle (che non avevo ma ora sì) e mescolare con la giusta cadenza (non più o meno ogni mezz'ora).

Sarebbe stato un buon gelato, oltretutto vegano.

Dessert di gruppo.
Questo invece è un buon dessert di gruppo. 
Infatti è adatto per il gruppo sanguigno B (sconsigliato invece per il gruppo 0, per via del latte, e per il gruppo AB, per via della banana). 
In realtà per il gruppo B l'alimento gelato è indicato tra gli alimenti problematici. Il gelato vero s'intende, il mio certamente lo potete mangiare (vi ricordo che per conoscere il vostro gruppo sanguigno potete provare a fare l'emo-test).

Sabato niente Yogafestival: la cucina vegana l'ho fatta a casa mia con lo "Zenzerotto nipponico". 
Per l'Ayurveda abbiamo i prossimi post.

mercoledì 31 agosto 2011

Anche alle pecore (nere) piace il gelato

A casa di Simo.
Oggi pomeriggio sono passata "acasadisimo" (è proprio il nome del blog) e ho visto che c'era una grossa torta con le candeline per festeggiare i 2 anni del suo "m******blog". Così ho pensato che sarebbe stata l'occasione giusta per presentarmi. Ho scoperto solo da poco questo blog e lo leggo un po' a singhiozzi ma quando ho un attimo un salto lo faccio molto volentieri, è spassosissimo!

Il gelato.
Mi ha offerto una coppettina di gelato (virtualmente s'intende). Spiego meglio: così diceva la frase che invitava a lasciare il commento sul suo post, una sorta di intrattenimento piacevole e di stagione (mica poi lo ha offerto solo a me).

Così mi è venuta una gran voglia di gelato (assolutamente reale), ma il gelato quello di una volta, non le solite terrificanti finzioni che inganneranno pure l'occhio ma non certo il mio palato (e se è per questo nemmeno l'occhio, l'ho addestrato a riconoscere i grassi idrogenati a mezzo metro di distanza).

UN ANNO FA...
Vi voglio quindi raccontare di una scoperta piacevolissima fatta qui in zona qualche mese fa (temo sia anche già passato un anno).
Una sera, passeggiavo con Elisa qui in zona quando ci siamo imbattute in questa gelateria vicino a Corso Sempione. La gelateria non spicca per insegne colorate al neon né tantomeno è in una posizione favorevole (si trova all'angolo tra Corso Sempione e via Emanuele Filiberto (a Milano naturalmente), di fianco al Kebab. 


Gironzolando si impara (e la bolletta meglio pagarla on-line)
Per notarla o la conosci o significa che stai girando a zonzo magari per ingannare il tempo (e non lo riesci ad ingannare comunque), per dormire meno ore di quelle che già non dormirai dato che soffri di insonnia (!).
Ora mi ricordo perfettamente, era fine estate ma faceva abbastanza caldo quella sera (e io il caldo non lo sopporto!). Avevo voglia di un frappè. Cammina cammina arriviamo in questa gelateria un po' insolita considerato che sembrava proprio una gelateria. Infatti la più nota gelateria, che resta comunque in zona, spesso viene confusa con l'ufficio postale (sempre in zona) a giudicare dal numero di persone in coda per mangiare un gelato...


Code di qualità.
Se non c'è da stare in coda almeno mezz'ora allora non ci si fida, vero? 
A maggior ragione se ci sono solo 5 gusti (forse erano anche 4 quella sera).

C'è chi punta sulla quantità, chi sulla qualità, chi segue il gregge. 
Questo già lo avevo capito ma la cosa che ancora non sapevo era che stavo per mangiare un gelato naturale, come una volta ma più buono, senza uso di grassi idrogenati, coloranti, conservanti e basi pronte.

Il buon gelato artigianale: naturale, senza conservanti, coloranti e grassi idrogenati - senza glutine
Il buon gelato artigianale della Gelateria Sempione


Oggi, in data 31 agosto, i gusti sono molti più di quella sera.

Solo Elisa vi potrà raccontare di quanto lo abbia decantato durante il tragitto verso casa (du balle, scusami Eli!). In quell'occasione però ho preso un frappè alla nocciola, strepitoso! Così buono da volerci ritornare un'altra sera con Pamela (ti ricordi Pamy, di ritorno dal pronto soccorso con le tue tonsille ingrossate di rientro dalla Spagna?).


UN ANNO DOPO - Senza titolo.
A distanza di quasi un anno, qualche settimana fa passeggiavo con il marito in zona, di ritorno da una cenetta tet a tet al ristorante Iyo (per chi non lo conoscesse è un buon ristorante con cucina Sushi Fusion, dove si vede che anche l'architetto ha fatto molto bene il suo mestiere) e mi è venuta voglia di gelato. Così siamo passati dalla gelateria artigianale (ancora a questo punto del post non ha un nome - senza titolo).

Ricordo di avere preso i gusti yogurt e pinoli ************** (si può dire, il fatto è che non ricordo il nome preciso). 
Vi basti sapere che il marito il gelato lo mangia come fa le camminate: bene, quella sera si è mangiato quasi tutto "il pinoli", giuro!

A casa di Fabiana.
Eravamo invitati a cena da Fabiana (non è un blog, e la cena era qualcosa di super, complimenti carissima!) e noi avremmo portato il gelato (che banalità, volevo fare dei dolcetti ma qualcuno me lo ha proibito). Così ho provato a cercare su google la gelateria per telefonare e capire se era aperta (il nome non lo sapevo). CHIUSA fino al 27 agosto!

La pecora nera.
Che brutta notizia. Ho dovuto ripiegare sull'altra gelateria e così ho raggiunto le pecore due isolati più in là. Per mia fortuna ero l'unica pecora rimasta a Milano (quindi nera) i giorni precedenti a Ferragosto. 
Ma che cosa succede a ferragosto??? Boh, non l'ho mai capito.

Prendere nota (!)
Comunque la gelateria del gelato buono come una volta si chiama Gelateria Sempione e si trova in via Emanuele Filiberto angolo corso Sempione.

E ho anche trovato in rete un articolo uscito sul corriere che conferma le mie impressioni e mi fornisce anche qualche utile dettaglio: il gusto che tanto è stato apprezzato (decisamente troppo) dal marito era "Pinoli di Viareggio".


OGGI.
Così oggi pomeriggio ci sono ritornata per vedere se c'erano altre novità e prendere qualche informazione. Il titolare mi ha mostrato orgoglioso i suoi pinoli della tenuta di San Rossore (mi ha fatto vedere proprio la confezione e subito il mio occhio è stato attirato da una cosa verde... non era pistacchio ma si trattava della fogliolina stellata della certificazione biologica). Mi ha parlato della tradizione che porta avanti che è quella di un gelataio toscano del lontano 1940, mi ha mostrato le schede con le certificazioni di qualità sul Pistacchio di Bronte (se chiedete di vederle le mostrerà anche a voi).

Niente zenzero.
Per lui genuinità e freschezza sono le sole cose che contano: pochi gusti ma tutti i giorni freschi. E aggiunge scherzosamente che "il suo gelato non rimane sullo stomaco" (lui lo garantisce e io lo confermo, qui lo zenzero se ne resta bello bello nel suo pacchettino).


Intolleranze agli estranei.
Ma vediamoli questi ingredienti: infatti la ricetta non è segreta per nulla ma assolutamente trasparente e in bella mostra a destra, appena si entra. Tutti gli ingredienti sono riportanti dal primo, quello presente in quantità maggiore, all'ultimo.
Questa cosa è importante perché permette a chi soffre di intolleranze verso qualche alimento particolare di poter scegliere liberamente (senza soprattutto dover raccontare a degli estranei del perché non si beva latte e il celiaco evita di vedere il dispiacere prendere forma sui loro volti).

Questo gelato è adatto a celiaci (non contiene glutine) e i gusti alla frutta sono privi di latte e suoi derivati, adatti quindi anche a vegani.

Nomi d'arte.
Vi riporto giusto 4 gusti (mannaggia, degli altri non ho preso nota ma se andate li potete leggere direttamente).

Yogurt: yogurt intero, latte intero, zucchero, latte in polvere, destrosio

Nocciola: latte intero, zucchero, latte in polvere scremato, gran nocciola delle langhe pura al 100% igp, destrosio 

Crema: latte intero, zucchero, panna, uova fresche di categoria A, latte in polvere scremato, destrosio, Rum

Melone: melone fresco, zucchero, destrosio, farina di guar (stabilizzante/addensante)

Nota. 
Il destrosio è uno zucchero naturale. Il suo nome originale infatti è zucchero d'uva (destrosio è il suo nome d'arte).

Tra i gusti particolari di frutta troviamo l'uva americana (la farà domani, oggi non c'era), la stracciatella di Alkekengi, le fragoline della riviera ligure, i limoni al naturale della costiera e il Melone Lorenzini.

Tra le specialità di creme abbiamo il gusto Pinoli della tenuta di San Rossore (chiamato "Pinoli di Viareggio" credo per ragioni di immediatezza), la Nocciola realizzata con le Nocciole del Piemonte (un classico), e altri che non ricordo. In realtà sono tutti speciali, c'è anche la Scorza di Arancia Agrimontana.

Il prezzo del matrimonio.
Loro sono marito e moglie e mi sembra giusto che lo sforzo di restare fedeli alla tradizione venga premiato. Il prezzo del gelato è di 21 euro al kg, il cono 2 gusti è da 2,50 euro.
Vi sembra tanto? A me per nulla.

E quando una cosa è buona il passaparola è totalmente fuori controllo!

Il gregge che insegna.
L'esperienza mi ha insegnato che dove ci sono file o danno qualcosa gratis (solitamente nel 99% dei casi), o stanno proponendo qualcosa di sensazionale (molto difficile) o siamo di fronte ad un gregge (molto, molto probabile).

Ecco, mi sono dilungata e la gelateria ha chiuso proprio ora, sono le 23 (resta chiusa anche il lunedì).
Io le pecore vado a contarle a letto...