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mercoledì 29 agosto 2012

"Un autunno da leccarsi i baffi"

Finalmente il blog ritorna a sfornare ricette!
Contenti?
Per ogni Anonimo che non gradisce immagino (e spero) ci sarà Qualcuno che vedrà invece di buon occhio questo ritorno.

Ho detto sfornare volutamente perché volevo proprio tirare in ballo il forno che è, ovviamente, ancora spento. Sono più di 5 mesi che non lo accendo: l’ultima volta è stato in occasione di quel mio "muffin spostato" e credo resterà a risposo ancora per qualche settimana/mese, almeno fino a quando la temperatura non scenderà ancora un po'.
Oggi si sta decisamente bene ma qualche giorno fa, sabato per esempio -il giorno del mio esperimento- avevo in casa la bellezza di 31 gradi!

Alla domanda, "ma accendere l’aria condizionata?" la risposta è "No, non ho l'aria condizionata", né quella con lo split e nemmeno il condizionatore che mi segue da una stanza all'altra (il Pinguino o simil per intenderci) che ho gentilmente dato via... una follia di questi tempi!? Sì, va beh, ma chi
 si aspettava tutto sto caldo? (in realtà si sapeva benissimo).
Vi spiego subito il mio ragionamento: se
sono impegnata a combattere con il caldo non ho altro con cui combattere :), che ve ne pare? Vero è che utilizzo prodotti ad effetto rinfrescante che vaporizzo sul corpo, e sotto la doccia mi lavo/idrato con il mio doccia schiuma di Fitocose alla menta. Mangio piuttosto leggero e se non ho appetito non mi forzo. Tutto qui.
C’è comunque da dire anche che il corpo si adattata al cambiamento, e il mio in questo periodo più di altri. Chi lo avrebbe mai detto? Io che per due gradi in più della mia temperatura ideale mi sentivo morire fino a qualche mese fa...
Questa cosa è magnifica, vuol dire non solo che ci si adatta ma che si evolve (forse :)).

Addirittura bevo tazze di tè verde così che l’"effetto bagno turco" sia potenziato e in questo modo mi preparo per il detox di settembre.
Infatti settembre è tempo di vendemmia, dunque, cosa c’è di meglio di una cura a base di uva per disintossicarci? Qualcuno penserà che di meglio c'è la cura a base di vino, per disintossicare da pensieri indesiderati e restare per un po' "allegri". Ma l'effetto dura poco per cui meglio puntare su altro, tipo i Fiori di Bach (che comunque si trovano in soluzione alcolica a base di brandy :)). In ogni caso, tra pochi giorni su Phit di Settembre potrete leggere da voi dei benefici dell'uva...


Mentre invece leggerete qui di seguito, se vi va, la ricetta che ho pensato per partecipare al contest della Rigoni di Asiago “Un autunno da leccarsi i baffi”


Dovete sapere che il blog era nato da pochi giorni, era il 14 agosto del 2011 e per la prima volta la marmellata ai mirtilli neri della Rigoni di Asiago (che abbrevierò con "RdA") faceva la sua comparsa.

Perché proprio la marmellata della Rigoni?

Rigoni Love-Story.
La comprai per la prima volta perché non aveva inutili zuccheri aggiunti e così scoprii che era addirittura biologica. Non solo. La si poteva trovare al supermercato e non costava nemmeno il doppio delle altre marmellate. In pratica una di quelle piccole e inaspettate piacevoli cose che, se accadono in "giorni in cui si è particolarmente arancioni", ci fanno brillare gli occhi e dilatare le pupille.
Quando poi scoprii la Nocciolataecco, quella fu davvero la fine! Anzi no, l’inizio di tutto. Infatti Ri-
conobbi il logo della RdA anche sul miele. E me ne accorsi perché stavo cercando un miele in formato famiglia (avevo infatti ripreso l'abuso di miele dopo una breve, sperimentale ed intensa parentesi vegana - come potete intuire, il miele non è vegano). Non avevo la pretesa che fosse biologico e quando mi accorsi che la ricerca del rapporto qualità prezzo mi aveva indirizzata su quello della RdA, "Il Millefiori", ho fatto i salti di gioia (lo dico per dire, non mi sono mica messa a saltare - infatti ero alla Coop, per ora lo trovo solo qui :|).

Dopo tutto questo raccontare a proposito della mia storia con i prodotti della Rigoni (ci tengo a precisare che il contest non lo richiedeva ma come sapete, se un prodotto merita io non risparmio certo parole) veniamo all’oggetto del post, ovvero, alla ricetta con la quale parteciperò al contest "Un autunno da leccarsi i baffi"... Eccola!


L'ho chiamata "Dolce tentazione di Venere".


E neanche a farlo apposta i baffi ce li dovremo quasi sicuramente leccare!
Vedete? La crema interna fuoriesce e nell’atto in cui tenterete di portare il dolce alla bocca inevitabilmente dovrete usare la lingua perché un po' di crema vi resterà nei paraggi.

Ve la racconto un po' se vi va (se non vi va passate direttamente alla ricetta, non mi offendo per così poco :)).

Come è nata l'idea + come risparmiare energia.
Dato che deve/dovrebbe essere una ricetta autunnale ma, come vi ho detto, il forno qui da me non si accenderà fino a Natale (mese più, mese meno), ho dovuto trovare un’alternativa. E le intuizioni/soluzioni migliori si hanno proprio quando bisogna ingegnarsi (capirai che intuizione!).
Qualche settimana fa, per merenda, avendo terminato inaspettatamente le banane, ho aggiunto del miele RdA ad una ricottina che avevo in frigo. Inutile derivi quale delizia per il palato! Il miele oltretutto ha proprietà disintossicanti ed è un depurativo del fegato, perfetto per un detox settembrino. Se poi ci aggiungiamo dei mirtilli freschi di stagione, le cui "miracolose proprietà" potete leggere nel post dedicatomagari raccolti durante qualche bella passeggiata in montagna di fine estate (io invece li raccolgo all'Esselunga a 1,68 euro, la vaschetta da 125 g: arrivano dal Trentino e sono ottimi davvero), ecco fatta la crema interna del dolce!
Per quanto riguarda invece la "crosta" esterna...
La sera precedente avevo cucinato il riso nero venere. L'ho cucinato nel vero senso della parola (ho usato i fornelli a gas) perché in questo modo il chicco resta più duro rispetto alla mia usuale versione con la "cottura a freddo" (la vedete qui) che lo rende invece più simile all'orzo.
Chiaramente utilizzo il metodo di cottura "save money, save the planet" (una metodo appreso dall'amica Franca) che consiste nel mettere a bollire l'acqua in una pentola e, una volta giunta ad ebollizione, spegnere la fiamma e lasciare cuocere il riso (o la pasta che sia) coperto, solo per qualche minuto in più rispetto al tempo di cottura indicato. Et voilà, pronto senza ulteriore 
dispendio di gas (un Estraneo mi aveva chiesto di spiegare meglio questo procedimento: "Eccoti accontentato! Ora però che lo sai la devi mettere in pratica!!" ;)).

Il riso nero Venere è molto versatile e si presta per realizzare addirittura un dentifricio (!!!). Io mi sono limitata al gelato che, devo dire, è stato un esperimento che mi ha dato parecchia soddisfazione. Sta di fatto che ho preso il riso cucinato la sera prima che si trovava in frigo, l'ho passato nel macina caffè e al composto risultante ho aggiunto il miele e una spolverata di cannella. Ed ecco fatto il rivestimento! 

Il risultato prima di tagliarlo a fette più o meno cubiche/regolari sembrava un "Rigoni fetta al latte" gigante :D.


La ricetta.
Ingredienti (dosi per 4/6 persone):

Esterno.
320 g riso nero Venere ("Gallo") precedentemente cotto e lasciato qualche ora in frigo
40 g di miele Millefiori ("RdA")
una spolverata di cannella in polvere bio ("Sonnentor")

Interno.
250 g ricotta ("Viviverde Coop") 
25 g di miele Millefiori ("RdA")
125 g mirtilli neri del Trentino (non ho più la confezione per cui non so dirvi la marca - comunque si comprano all'Esselunga)






Procedimento.
Passate il riso ancora freddo di frigo nel macina caffè e lavoratelo a mano aggiungendo il miele e la cannella. Disponete il composto sul fondo di un contenitore in modo da formare una base dell'altezza che volete e che dovrete dividere per ottenere le due parti (base inferiore e superiore).

Lavorate la ricotta con il miele e alla fine aggiungete i mirtilli. Posizionate la crema tra i due "strati di Venere" avendo cura di non mangiarla tutta prima: l'altezza del dolce infatti sarà direttamente proporzionale alla vostra golosaggine :). Aiutatevi con un coltello per livellare l'esubero che, solo in questo caso, potrete mangiare.

Terminata l'operazione mettete in frigorifero e conservate per i vostri ospiti.

Nota.
Ideale è servire il dolce dopo averlo lasciato nel freezer per un'oretta per rendere più compatta la cremosità interna. Ricordate però che non è bene fare frigo-freezer-frigo e di nuovo freezer per cui una volta passata per il freezer poi dovrà esclusivamente passare per il frigo e poi per la bocca (!).

Ora sì che siamo pronti per leccarci i baffi!
In realtà io me li sono leccata sabato insieme a Monica, la mia ospite a cena. Ora però devo pensare al nome per poter pubblicare la ricetta sul sito del contest della Rigoni...
Suggerimenti?

mercoledì 16 novembre 2011

Jolly di verdure

Mi sono resa conto che dopo la zucca illuminata (verdure svervegesi escludonsi) ho avuto una ripresa culinaria. I post sono più che altro post di ricette con qualche eccezione di Ménage (ma pur sempre di ricetta si tratta).
Comunque, la ricetta di oggi ho scoperto essere un jolly formidabile. Nulla di nuovo ma una contaminazione e un aggiustamento di una vecchia conoscenza al tofu.

x Sibi.
Questa ricetta ha una serie di caratteristiche che a mio avviso la rendono parecchio interessante.
La dedico alla amica Sibi, perché lo capiremo dalla prima caratteristica, ovvero la velocità di preparazione.

Dopo la palestra.
Sibi dice che quando torna dalla palestra la sera è così stravolta che la prima cosa che le capita a tiro è buona (per fortuna vive da sola e un po' di insalata, verdure e formaggi mi pare di averli intravisti nel frigorifero). Le avevo già parlato della ricetta originale col tofu ma capisco che quando si iniziano a nominare cose non di uso abituale la testa cestina in automatico.

Ingredienti.
Ma vediamo gli ingredienti che ci occorrono (dosi per una persona dopo la palestra o per due persone che non si sono mosse dalla scrivania)

  • 2 zucchine medie/grandi
  • 1 scalogno (ma anche 2 o 3)
  • olio extra vergine di oliva (avevo finito quello di semi di girasole che utilizzo abitualmente)
  • fiocchi di avena
  • zucca
  • sesamo e sale qb (=gomasio)

Come la prepari?
Fai soffriggere lo scalogno in una padella (diametro 26 cm circa, bordo alto) per qualche minuto. Butta le zucchine tagliate a dadini (le devi tagliare tu... a me  è sfuggita qualche mezza luna) e la zucca (che avrai cotto leggermente in precedenza, magari la sera prima, o anche cruda va bene lo stesso), pure lei a dadini, e fai andare a fuoco moderato per 10 minuti circa. Aggiungi il gomasio (sesamo + sale marino, questo è il gomasio) e l'avena e fai andare ancora qualche minuto affinché l'avena si ammorbidisca.
Serviti ed eventualmente aggiungi la tartare di salmone che dovrai avere in frigo (io prendo ogni tanto quella dell'Esselunga).
Semplice no? A parte la zucca che capisco non sia proprio la tipica verdura che si trova a casa di chi non ama particolarmente cucinare (e Sibi non ama affatto cucinare!) con le zucchine potremmo avere maggior fortuna.

zucchine saltate con fiocchi d'avena, zucca e sesamo

Come cuocere la zucca.
Lavala, tagliala a blocchi lasciando la buccia e mettila in forno per mezz'ora circa a 170°. Oppure togli la buccia e metti in acqua bollente (dopo 15 minuti verifica a che punto è). Per la nostra ricetta deve essere durina, quasi cruda, così che si possa tagliare.
Se non hai la zucca puoi utilizzare anche le carote e se non hai nemmeno le carote puoi andare a fare la spesa non mettere nulla (era per dare un po' di colore arancione).

Ma dove compro...
I fiocchi d'avena e il sesamo?
All'Esselunga trovi sicuramente l'avena (il sesamo non sono certa lo abbiano ma prova a guardarci...). Di sicuro il gomasio lo hanno da NaturaSì (io l'ho preso lì) o comunque nei negozi specializzati tipo Superpolo o Centro Botanico...
ok?

Un Jolly.
Oltre ad essere velocissima da preparare è sfiziosa, digeribile, riscaldante e allo stesso tempo rinfrescante. E anche bella da vedere (non è bella?), light, veganapotrebbe essere realizzata in versione quasi Raw (oltretutto qui abbiamo i semi di sesamo che sono tra gli ingredienti indispensabili per la cucina Raw).
Inoltre si presta benissimo ad accogliere la tartare, questa volta proprio di salmone e non vegana. Con il salmone sarebbe un bel pasto pasto proteico e a occhio mi sento di dire che è anche "in zona" (saranno circa 3 blocchi). 
La cosa interessante è che con solo 2 zucchine viene un padellone per sfamare un reggimento intero per cui anche l'occhio è appagato e sazio. Non vorrei parlarvi di calorie ma con le due zucchine non siamo nemmeno a 40 Kcal e cosa potranno mai valere le altre cose? (beh, il sesamo ha 600 kcal per 100 gr ma non dobbiamo mica metterne 100 gr!).

A proposito di semi di sesamo...
Che fanno benissimo lo abbiamo intuito dato che sono tra gli ingredienti della dispensa crudista. Ma vediamo meglio le caratteristiche. 

Oltre il 25% dei semi è composto da proteine di ottima qualità e da aminoacidi essenziali, prima fra tutti la metionina, difficile da trovare in altri vegetali. Sono ricchi di calcio, di zinco, che rafforza il sistema immunitario e difende dalle infezioni, ma anche di selenio che ostacola la formazione dei radicali liberi. Senza dimenticare alcuni importanti sali minerali, cioè il potassio, che aiuta a mantenere l’equilibrio idrico e a evitare i cali di pressione (soprattutto in estate), e il magnesio, un eccellente riequilibratore dell’umore (leggi di più).

Le zucchine.
La pecca è che le zucchine non sono di stagione ma un occhio lo possiamo anche chiudere, sono biologiche e mica poi le mangio tutti i giorni.  Avevo voglia di verde ma i cavolini che pure mi piacciono sono più lunghi e "puzzoni" da cuocere e non si prestano per cui... Fosse per me andrei avanti a datteri, a colazione, a pranzo e a cena ma per fortuna non sono io a dattere dettare legge (Noberasco comunque si sarà già accorta di una crescita delle vendite in queste ultime settimane).
E poi le zucchine sono come dire "user friendly", piacciono facilmente e poi sono veloci da preparare, povere di sodio e rinfrescanti per l'organismo.
Comunque, se preferite una ricetta di stagione ecco il mio pranzo con zucca e sesamo.

Insisto col dirvi di acquistare biologico perché il biologico è più controllato: dovrebbe essere privo di pesticidi e fertilizzanti (dovrebbe). Dovrei anche andare a pulire... (dovrei).

martedì 25 ottobre 2011

Dolcetto o scherzetto?

Vi ricordate venerdì scorso che vi ho detto che avevo comprato da Dolcemente qualcosa di "organic"? 
Oggi l'ho usato per fare dei dolcetti di Halloween.

Da un po' di giorni cercavo l'autunno che sembrava non arrivare. Cercavo i suoi colori e avevo addirittura raccolto una foglia che avevo poi utilizzato per il post sul balsamo ayurvedico.

Così oggi ho deciso che le foglie le avrei portate in casa: ma tante e di diversi colori.
Ecco cosa ho preparato.

FOGLIE DI HALLOWEEN.
Sono foglie d' autunno che per l'occasione hanno adottato un travestimento (nel post di domani vi faccio vedere). 

Foglia gialla. Foglia nera. Foglia bianca.
Sono 3 tipologie di foglie, più o meno realizzate con la zucca, ovvero, sia ragionate con la testa che anche con all'interno questo meraviglioso frutto di stagione.

Nota. 
La zucca arancione è decorativa perché come avrete visto nel post di ieri la zucca che si mangia è verde all'esterno e gialla all'interno. La mia aveva però un bel sorriso arancione.

Zucca al forno.
Ieri sera l'ho cucinata al forno tagliata a cubotti (cottura nel forno ventilato, 180°, 40 min circa) così oggi l'avevo pronta per i biscottini.

Per dosi ed ingredienti per i biscottini sono partita dalla ricetta delle mie zampette di gallina alle carote per arrivare alle tre seguenti proposte.

Foglie gialle e foglie nere.

In una ciotola mescolate:
  • 120 grammi di zucca spappolata 
  • 120 gr di latte di soia (che come peso corrisponde ad un uovo)
  • 60 gr di olio di semi di girasole
  • 30 gr di zucchero di canna integrale

(tutti gli ingredienti utilizzati sono certificati biologici)

In un' altra miscelate:
  • 90 gr di farina di riso biologica
  • 1 cucchiaino di bicarbonato

Il raddoppio.
Sia l'umido che il secco (non sto parlando dell'immondizia anche se ci siamo andati vicini ma delle miscele) vanno divisi a metà per cui vi troverete con 4 ciotole (e non vi girerete più in cucina!). 

Secco.
Ora prendete il secco (le polveri) destinato alle foglie gialle e aggiungete:
  •  2 cucchiaini di zenzero in polvere (io ho utilizzato quello biologico secco)
  •  30 gr di farina di mandorle (purtroppo non è bio)

Se l'impasto è troppo molle aggiungete senza timore ancora della farina (io ne ho aggiunti 40 gr perché forse non avevo suddiviso il composto in parti esattamente uguali).

Nelle polveri destinate alle foglie nere aggiungete invece:
  • 30 gr di cacao amaro (mettetene anche solo 20 gr e magari aggiungete altri 20 gr di zucchero di canna integrale... sì, meglio).

Per le foglie chiare invece dovete rifare il procedimento con altri ingredienti:

Mettete in una ciotola:
  • 60 gr di latte di soia e agave "Buon Per Te" (è la marca e non è biologico)
  • sale fino q.b.  (questa versione è una sperimentazione tra il dolce e il salato
  • 30 gr di olio di semi di girasole biologico
e unite le polveri:
  • 60 gr di farina di riso biologica
  • 30 gr di farina di mandorle
  • 10 gr di crusca di avena integrale alla Dukan (per ulteriori info sulla Dieta Dukan potete leggere il post Colazione da Dukan e anche l'altro - Dukan, per me è no!)

Il Didò.
Appallottolate per bene i composti dei tre colori magari dedicando qualche minuto all'attività ludica. 
Avvolgete poi nella pellicola trasparente e mettete in frigo a riposo per almeno 30 minuti.
Poi prendete lo stampo a fogliolina (era questo l'acquisto "organic") e divertitevi.

Eccoli qui prima dell'ingresso nel forno.

biscottini di riso e zucca alla Halloween
Le foglie gialle sono dolci: zucca e zenzero.
Quelle nere sono zucca e cacao. Mentre quelle bianche sono salate
alle mandorle...
QUELLE DA MANGIARE NON SONO QUI!

Non vi sembrano già cotti e anche belli burrosi e pronti da mangiare?

Bianchi e colorati.
La cottura non deve superare i 10-12 minuti. 
Forno ventilato a 180° (preriscaldato 10 minuti prima). Se li cuocete troppo addio colori (avrete un unico colore, bruciato).

Menomale che son stata previdente e ho scattato anche prima della cottura: infatti una volta passate nel forno le foglie bianche non si riconoscono più dalle gialle (addio colori in ogni caso).

Indovinello.
Il gioco da fare allora è questo: annusando dovreste poter distinguere le foglie alla zucca per via dello zenzero (quelle bianche invece hanno solo le mandorle).

Decorazioni per Halloween.
Non vi ho ancora detto se si possono mangiare: infatti secondo me è preferibile utilizzarle come decorazioni.

Scherzi a parte, commestibili sono commestibili ma niente a che vedere con le Zampette di gallina alle carote (e anche i primi, i biscottini di kamut originali, sarebbero stati molto più commestibili se solo fossero usciti dal forno qualche minuto prima).

Istruzioni.
Prendete allora lo stampo a foglia e applicatelo alla ricetta dei biscottini alle carote: certo con le uova non saranno vegani ma nemmeno questi se poi non si mangiano (!).

Interrogativi.
Sono venuti un po' troppo duri: non troppo cotti, è proprio l'impasto che non va.
Sarà per mancanza dell'uovo o forse per le dosi un pochino scarse di olio (io ve le ho comunque già aggiustate)...

Dolcetto o scherzetto?
Fate un po' voi.

Comunque, vi ho riservato una sorpresa per domani, che si ricollega a questa ricetta ma che ho già constatato essere migliore.

Salva post.
La vera ricetta del post è questa.

La zucca di ieri, che ricordava vagamente il mio volto mascherato all'argilla (per via del colore s'intende), è stata lavata, fatta a pezzi più o meno regolari (ho fatto anche delle fette che ricordavano il melone), pulita dai semi ed infornata con la buccia a 180° per 30-40 minuti.
Non ho aggiunto nulla, era perfetta così.

Dolcetto.
Ci credete se vi dico che è una delle cose più buone e veloci da preparare?  Dovete credermi perché è così.
I bocconcini oltre che belli da vedere con quella base nera (che ricorda l'alga delle preparazioni giapponesi), sono rimasti croccanti in superficie e poi all'interno un dolce cuore cremoso... uno spettacolo!
La zucca biologica dell'Esselunga era stupefacente!


Zucca al forno.
Questa ricetta la trovate qui su Veganblog.

Ieri a cena l'ho accompagnata alla tartare di salmone e ci stava proprio bene (anche ora la sto mangiando mentre scrivo ed è appagante).

Zenzerotto di Halloween.
Pensavo: lo Zenzerotto Nipponico, potrebbe diventare uno Zenzerotto di Halloween se lo faccio con la zucca? Magari addirittura salato, una specie di pane...

lunedì 17 ottobre 2011

Il (mio) gelato fatto in casa

In questi giorni sono abbastanza destabilizzata.
E quando sono così perdo il contatto con il tempo e le stagioni.

E sabato sera ho deciso di dar compimento ad un esperimento.

Ho messo in frigo il contenitore di metallo/portafrutta e ho atteso l'indomani.
Così ieri, nel pomeriggio, mi sono cimentata nella produzione del gelato fatto in casa (senza la gelatiera ovviamente).

Fin qui nulla di strano considerato che il gelato si mangia tutto l'anno e vi dirò che io lo mangio più spesso in inverno perché col caldo ho voglia solo di liquidi (acqua, tè verde e tisane e al massimo un mojito).

La banana.
Però che almeno sia un gusto autunnale!

Va bene che le banane sono dei "jolly" dato che sono disponibili tutto l'anno però magari un gelato alla banana non fa proprio autunno, che dite?

Il sondaggio.
A questo proposito ho aperto un sondaggio sul blog (lo trovate in alto a destra).  
Se vi fa piacere darmi una vostra opinione sarà un'informazione preziosa per capire i vostri gusti quanto grave è la mia situazione.
(e per fortuna non ho pensato di farlo allo zenzero!!)

Preparazione.
Così ho preso il frullatore, ho buttato dentro 3 banane (più o meno 500 gr), 250 gr di latte scremato e ho frullato.
Nessuna aggiunta di zucchero (era già dolce), panna (figuriamoci) o farina (la consistenza era già bella densa).
Ho quindi messo questo frullato in un pentolino che ho portato quasi ad ebollizione. Ho tolto dal fuoco, lasciato raffreddare (più o meno dato che non si raffreddava più) e ho tolto dal congelatore piselli, merluzzo, prezzemolo, minestrone così da riuscire a prendere il contenitore in acciaio. 
Dopo essere riuscita a staccare le dita dalla ciotola ho versato il preparato e l'ho messo in freezer per circa 40 minuti prima di riaprire, staccare di nuovo le dita, e mescolare per rompere i cristalli che si erano formati nel frattempo.

Trappola di cristallo.
Questa operazione andrebbe ripetuta altre 4 volte (magari evitando la parte delle dita) aumentando ogni volta il tempo di attesa tra un'operazione e l'altra.

Devo avere sbagliato qualche conteggio perché all'ultima mantecatura c'erano dei blocchi di pietra cristalli che non avevano alcuna intenzione di lasciarsi ammorbidire.

Questa preparazione ha atteso in freezer fino a oggi, ora di pranzo, prima di venire allo scoperto.

gelato alla banana - senza zucchero
Non è Angeli a Fior di Pelle di Lush
(quello ce l'ho in bagno nel suo contenitore nero di plastica).
E' gelato alla banana.


Dall'India.
Dopo svariati tentativi finalmente Sara è riuscita a passare da me per pranzo e la prima mezz'ora è stata dedicata ai prodotti Ayurvedici che ha portato dall'India.
Mi ha anche portato i tipici pantaloni indiani (larghi, di seta) e un balsamo per capelli Ayurvedico fatto con vari estratti di piante (dovrebbe esserci anche della lattuga ma sono così scritti piccoli che al momento non ce la faccio a decodificare).

Lo vorrei utilizzare dopo il lavaggio con la Terralava che avevo giusto intenzione di praticare dato che sono un po' di volte che non la utilizzo (per la precisione, dal giorno del test tricologico del capello) perché tende a seccare. Però ora che ho questo balsamo potrei provarli insieme.

I dettagli sul prodotto nel prossimo post cosmetico. 

No Inci.
La cosa che non mi torna è che l'inci del prodotto non è un vero e proprio Inci. 
Infatti sotto la voce "contains" sono elencati una serie di estratti indicati in percentuale che portano ad un  25% totale (e il restante 75% ???).
Però c'è scritto "Organically pure & preservative free", "Dermatologist tested for safety", "No animal testing". 

Altra cosa degna di nota, la dicitura "This is not a cosmetic product. It has therapeutic Properties". 

Come il mio gelato: "This is not a food product. It has therapeutic Properties.

Il mio gelato.
L'ho torato fuori una mezz'ora prima dato che, non avendo tra gli ingredienti né panna né altri grassi, sembrava di pietra. Dopo circa 15 minuti ha raggiunto la consistenza di un gelato. E anche il sapore era più o meno quello. 
Certo sarebbe potuto essere più cremoso se solo mi fossi attenuta alla ricetta originale della mia testa.

The Original.
La ricetta originale prevedeva l'uso di latte di soia che è molto più cremoso perché più grasso (vi ricordo che ho usato il latte scremato che avevo in frigo che ha 0,x gr di grassi contro i 2 gr di grassi contenuti in quello di soia - quantità riferita a 100 gr di prodotto). 

E' successo che il marito ha lamentato di non essere tenuto in considerazione (cosa abbastanza vera) nelle mie preparazioni, e così ho usato il latte vaccino (lui non può consumare alimenti a base di soia... e nemmeno di banana mi è parso di capire!!).


La banana no.
Come ho fatto a non sapere che la banana lui non la mangia (novità questa)?! E figuriamoci il gelato alla banana!

Il gelato ideale.
A parte il buon gelato artigianale della Gelateria Sempione, ideale sarebbe stato aumentare la dose di latte, utilizzare quello di soia (che oltretutto era anche biologico), aggiungere della farina di mandorle (che non avevo ma ora sì) e mescolare con la giusta cadenza (non più o meno ogni mezz'ora).

Sarebbe stato un buon gelato, oltretutto vegano.

Dessert di gruppo.
Questo invece è un buon dessert di gruppo. 
Infatti è adatto per il gruppo sanguigno B (sconsigliato invece per il gruppo 0, per via del latte, e per il gruppo AB, per via della banana). 
In realtà per il gruppo B l'alimento gelato è indicato tra gli alimenti problematici. Il gelato vero s'intende, il mio certamente lo potete mangiare (vi ricordo che per conoscere il vostro gruppo sanguigno potete provare a fare l'emo-test).

Sabato niente Yogafestival: la cucina vegana l'ho fatta a casa mia con lo "Zenzerotto nipponico". 
Per l'Ayurveda abbiamo i prossimi post.