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mercoledì 18 luglio 2012

Happy birthday dear blog!

Oggi è il 18 luglio
E quindi??

Dovete sapere che era il 18 luglio del 1997 quando veniva sviluppato, grazie all'americano Dave Winer, il software che darà vita ai blog (interessante fatto questo).
Era invece il 18 luglio del 2011 quando, ignara di questo fatto, questo spazio prendeva vita, pochi giorni dopo il mio trentesimo compleanno (ancora più interessante che sia stato lo stesso giorno :)).

Ad oggi, 18 luglio 2012, questo il bilancio.
In un anno molte cose sono cambiate dietro le quinte, anche se il blog ha mantenuto il suo aspetto originale. E' comunque già in a atto un piano di restauro che nei prossimi giorni lo vedrà rinnovato: le etichette verranno ordinate e le ricette organizzate in modo che siano più rintracciabili e utilizzabili (presto darò vita anche ad un e-book :)).  
Alcune etichette come quella quella della serie “ricette Husband Approved”, per ovvie ragioni di circostanza, andranno a decadere poiché il fatto non sussiste più.

In questo anno di blog ho sperimentato la cucina vegana, la cosmesi fai-da me e ho scoperto che la solitudine mi rilassa e mi fortifica (certo, non in tutti i momenti, ovvio). Quando creo mi piace farlo completamente immersa in quello che faccio, come quando do la forma sferica (ci si prova!) a Raffaello, il mio cocco bello.

In questo anno ho continuato a comprare biologico sia per il cibo che per la cura del corpo (in questo caso più adatti i termini "naturale" ed "eco-bio"). Utilizzo sempre i prodotti di Fitocose, un po' meno quelli di Lush (banalmente: faccio meno spesso quella strada per cui il rischio di essere catturata dalla scia malefica è stato ridotto). Alcune new entry come la nuova linea di prodotti cosmetici certificati eco-bio della linea Viviverde Coop (alla Coop e all'Esselunga comunque compro la gran parte dei prodotti biologici alimentari).
Della Rigoni di Asiago ho scoperto oltre alla Nocciolata (questa invece la mia) anche un miele da far gola alle api (domanda: "ma alle api piace il miele?" A me piace molto e ho il barattolone formato famiglia).

Vivo sempre nello stesso bi(o)-locale: è in atto lo sgombero della libreria (che ancora non aveva avuto luogo) dalle inutilità di carta e il ripristino alla sua (quasi) originale condizione, così da respirare meglio.

Per farla breve, alcune cose vanno via ed altre ritornano.

Saranno 140? Secondo me anche di più...
(e allora facciamo che includono anche i post ancora da scrivere :))

E’ stata infatti ripristinata la mia storica macchina Nespresso Krups poiché ne avevo dannatamente voglia! 
ho scoperto che la Nespresso ha un programma sullo smaltimento delle cialde seppure qui da noi, in Italia, da quello che ho avuto modo di capire ancora non è partito (spazio libero per commenti). E per ovviare a questo impiccio, nell'attesa, colleziono cialde in un contenitore e così vedo alla fine dell'anno quanti caffè ho bevuto (lo inserirò nel bilancio del 2013).

Ho anche compreso che le cose cambiano quando meno te lo aspetti (forse perché hai aspettato troppo? Credo di sì...). Che c’è un tempo per il freddo e un tempo per riprendere il viaggio. E che è sul fondo (di caffè??) che si trova il terreno per far crescere qualcosa di nuovo.

In questo anno tante persone mi hanno accompagnato: alcuni personaggi sono usciti di scena (che siano state solo delle comparse?) ed altri nuovi sono entrati (altre comparse? Chissà, chi lo può dire...).
Sta di fatto che con un nuovo cast lo spettacolo riprenderà e sarà meglio di prima perché ogni cosa attuale è il meglio: è il presente il solo momento che conta e che abbiamo a disposizione!
Perché tutta questa teatralità? Perché tra le "N" cose che voglio fare a settembre, per me il mese più bello in cui tutto ricomincia, c'è anche teatro. E vorrei non restasse solo uno dei tanti punti della mia TO DO LIST!

Ora la mia TO DO LIST prevede un bel caffè Nespresso Arpeggio (questa cosa è funzionale al post poiché nel frattempo già me lo sono bevuta).

Fine del post di "buon compleanno mio dolce amato blogghino"!

mercoledì 21 dicembre 2011

Nespresso, what else?

What else
Direi una serie di altre cose...
Come ad esempio i Brownie (una specie direi) per mariti capricciosi.

Varianti interessanti di arancini.
Infatti dopo avere rifatto una seconda volta gli arancini alla frutta secca che il marito non gradisce (la frutta secca intendo e di conseguenza i dolcetti - e sarà dura in futuro andare d'accordo su questo punto poiché gli unici zuccheri che utilizzo sono quelli naturali della frutta), alla terza sono stata decisamente più comprensiva.

Già ho detto che a Natale mi sento più buona. Così ieri, alla mia terza esperienza con questo dolce, ho deciso di dar vita ad una porzione Brownie.

Le versioni.
Vi faccio giusto un riepilogo delle versioni.

1.
La prima, l'originale, è questa (che potete leggere, commenti inclusi, anche su Veganblog) ed è andata a ruba (per dirla tutta, io "l'ho fatta andare a ruba" come piccolo dono di Natale).

2.
La seconda è stata fatta utilizzando solo farina di ceci così da renderla "una botta di proteine" e sull'esperienza del veg-panettone, per smorzare i toni cecioni, ho aggiunto anche della scorzetta di limone che insieme al succo d'arancia e alla marmellata di arance amare l'hanno decisamente messa a tacere. 
Il risultato è stato un dolce assai amabile per gusto e consistenza finito in varie bocche tra cui quella di Sara, la mia ovviamente, e quella di Fabiana (più una serie di altre bocche le cui identità restano sconosciute al blog). Più "gnucco" del primo, che si presentava invece più secco simil-bisciola, ma ancora più gradevole da masticare a mio parere. Il trucco per mandarlo giù è accompagnarlo ad una tisana (io consiglio quella allo zenzero).

3.
La terza versione doveva essere ancora "una botta proteica" ma a 225 gr la farina di ceci è terminata così i restanti 25 g sono stati di riso (il cereale intendo). Ho scordato la scorza di limone e anche le pere (dopo lo scandalo giunto dalla Francia delle "protesi killer" in silicone -a pochi giorni di distanza dalla truffa del biologico- probabile senza volerlo abbia voluto restare alla larga dalle pere in generale), ma ho voluto metterci le arance per intero (infatti non solo il succo ma anche lo scarto -che non è mica robaccia- che resta nello spremiagrumi). 

Dispersioni.
Questa volta sono lievitati in modo pazzesco anche perché ho messo un po' più di bicarbonato e soprattutto non ho fatto disperdere il calore del forno: infatti nella seconda versione la teglia nera era rimasta a scaldarsi nel forno così che per collocare gli stampi su di essa ho impiegato almeno 30 secondi che a forno aperto sono valsi una fuoriuscita di calore (più bruciature varie alle mani e fuoriuscite di materia dagli stampi), con conseguente impasto gnucco, assai più godurioso per il mio palato.

Ho capito che sbagliando non solo si impara ma, alle volte, viene ancora meglio :D

3 - b(rownie)
E prima di mettere le prugne ho destinato una parte di impasto (avendo cura di non far capitare fichi!) al "piccolo brownie" dedicato al marito. Infatti qui ho dovuto mettere 3 cucchianini di una crema alle nocciole molto particolare, senza conservanti e biologica, che come primo ingrediente contiene ben il 38% di nocciole biologiche (nocciole della Tuscia per la precisione).

Ecco ciò che rimane nella foto (Infatti ne basta un assaggino per deliziarvi il palato).

Mi piacerebbe proprio una parete realizzata reciclando
le confezioni delle cialde...

Il dato sorprendente è che anche i 5 dolcetti senza crema al cacao (con prugne e fichi, i classici della tradizione) sono "brownie" nell'aspetto. 

Che li abbia corrotti troppo? Non mi pare, solo 35 minuti, il tempo giusto.

Questo brownie (anche se a dirla tutta non è un brownie vero visto che io ci ho messo una crema alle nocciole) è delizioso da gustare con una tazza di Nespresso "Variation Chocolat Noir".

Ricadute.
Ma come, non avevo smesso con le cialde Nespresso? 
Purtroppo sì (e ho anche portato già in box la mia "Krups" per far posto alla centrifuga) perché ero dipendente da cialde e quando poi inizio con una cosa non smetto più (penso vi sia piuttosto chiaro). E poi le cialde non si smaltiscono facilmente, si spende un capitale in abusi di caffè e poi il rumore della caffettiera ha sempre il suo fascino.

Così sono ritornata al veleno, versione tradizionaleMa questa mattina mi sono pentita.

In boutique.
Infatti questa mattina sono entrata nel negozio Nespresso, pardon, "boutique Nespresso"(in zona Corso Vercelli) per prendere una vagonata di cialde da regalare alla mamma per questo Natale (e probabile anche per il prossimo). 
Mi sono voluta lasciar offrire il caffè della "limited edition" natalizia al cioccolato... non lo avessi mai fatto, era proprio buono. Mi degustavo comodamente seduta, occhi semi chiusi, questa delizia, rigorosamente senza zucchero, pensando che invece adesso a casa avrei potuto bere solo un centrifugato alla carota: non che mi dispiaccia, anzi (tra parentesi, al Mudra sono già due volte che lo prendo con zenzero e mela, e ieri con Fabiana anche con aggiunta di aloe...)Ma quel caffè così cremoso... 
Me lo devo dimenticare!

Ma la giornata era già iniziata bene per un'altra ragione.

La Gardenia Profumerie.
Infatti ero entrata in profumeria per cercare "Eau Sauvage". Eau de toilette pour homme di Dior.
Ovviamente non è per me, non che non mi piacciano profumi maschili, anzi (il mio Dirty di Lush è da uomo). Solo non è eco-bio, come tutti questi profumi del resto.
Ma è per il mio papà. Da quando ero bambina lui utilizza questo profumo e in qualche modo mi ci sento legata.

Ma perché è iniziata bene?

HAPPY TIME.
Infatti dalle 11 alle 11:30 il negozio "la Gardenia Profumerie" (che si trova prima della Nespresso) applica uno sconto straordinario del 25% su tutti i prodotti.
E io casualmente ero entrata lì, ed erano appena scoccate le 11. Tempismo perfetto!
Che fortuna ho pensato (i 12 euro guadagnati li ho poi convertiti in cialde...).

Bene, i coniugi sono a posto, resta ora da occuparsi della cognatina e della suocera.

Prima di passare alle cose serie vi lascio con un aggiornamento sugli scrubbini (certo non sono regali che van bene per tutti).

Come varianti alla prima versione "neve sporca", per via della farina di grano saraceno, ne ho fatte altre due versioni "neve pulita" utilizzando solo la farina di riso (che comunque lava, tranquilli).

Maroc-lemon scrub.
Una versione con un cuore di cacao e caffè e un'altra con della scorza di limone nell'impasto per idratare e tonificare, nonché per darvi il colpo di grazia agrumato sotto la doccia.
Questa che ho provato ieri è molto più delicata del primo scrubbino e credo lo sia anche più di quella con il cuore marocchino che dovrebbe "scrubbare" un pochino di più per via del caffè (ancora non l' ho provata).

Il bello delle cose fatte a mano è che vengono sempre diverse. 
Come le creme di Fitocose che ogni volta hanno colore e profumazioni diversi (ecco perché attendo con tanta gioia l'arrivo del pacco, è sempre una sorpresa). Ma è anche un po' il brutto perché non sai mai come ti vengono chiamarle. E certo non puoi rischiare di portarle alla suocera come dolce alla cena della vigilia (quella mi tocca).

Bene, è ora di un tè/caffè con arancino/muffin/brownie, voi che fate?