Visualizzazione post con etichetta cacao. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cacao. Mostra tutti i post

domenica 9 dicembre 2012

Ma-zu-ca-ka di stagione


Contro ogni previsione eccomi di nuovo qui a sfornare!
Vi voglio infatti parlare dell' esperimento al forno prodotto ieri, al calar del sole, con la frutta di stagione. Peccato siamo già a domenica, e il weekend è praticamente finito... :( 
Infatti succede che non appena la testa ha un momento libero per svagarsi  si sperimentano cose interessanti. Il bello è che non avevo nulla in previsione ma è accaduto. Del resto, e mi confermerete anche voi, le cose migliori accadono sempre quando non ce le aspettiamo... non è così? Ora mi sembra un tantino fuori luogo per la circostanza dato che si tratta di una banalissima torta-budino. Dunque, dunque, però, non dimentichiamoci che ancora devo stabilire il numero di battute/caratteri per i prossimi post (per sapere di cosa sto parlando potete leggere, se ancora "qualcuno" non lo avesse fatto, il post di venerdì così vedete anche il mio alberello di Natale :)). Ma tornando al nostro esperimento al forno...

Come nasce l'idea?
Vi piacerebbe saperlo vero? A me raccontarvelo, anche di più! :) 
Sapete no che mi piace un sacco prenderla alla larga. E allora sentite cosa ho da dirvi.
A quel tempo... In questi giorni ho avuto qualche avvisaglia del fatto che il mio dosha fosse totalmente disequilibrato (e qui qualcuno potrebbe anche ridere o sorridere, ma non importa). Il mio dosha è pitta, e chi ne sa un po’ di Ayurveda intenderà più facilmente. Gli altri si accontentino di sapere che molto semplicemente, uno squilibrio alimentare ed emotivo (cibi sbagliati, qualche emozione repressa?) mi ha leggermente alterata a livello sia fisico che psichico, diciamo pure così  (chi volesse saperne di più può provare a vedere se ci capisce qualcosa in questo sconclusionato post – e comunque tenetevi pronti a leggere su Phit Magazine di febbraio un articolo interamente dedicato all’Ayurveda).

In pratica è accaduto che in questi giorni non stavo più mangiando frutta e verdura regolarmente. E di nuovo avevo perso la testa per il riso Venere (quando una cosa mi piace non ne posso fare a meno, impossibile!). Di nuovo stavo perdendo il lume della ragione.

Così è subito scattato il piano di rientro e via a fare il pienone di frutta e verdura di stagione (qui vedete la lista):


  • cavolletti di Bruxelles

  • cachi (li ho già - versione caco-mela che vedete qui

  • mele e pere (sono sempre un gran bel vedere)
  • banane (impossibile farne a meno: la banana è fondamentale per l’attività fisica)
  • kiwi (mi ero proprio scordata della loro esistenza!)
  • zucca biologica (del tutto similare a quella illuminata dello scorso anno, da ridurre in sorrisi e da gustare come snack ad un cenno dello stomaco)


Come al solito ho esagerato con le dosi, perché tutta questa frutta chi se la mangia????


Considerate che la foto è di  questa mattina dopo il frullato della colazione...
ieri era un'esagerazione!!

Così per liberarmi dell'eccesso di frutta ho pensato di nasconderla in un dolce
Complice il freddo e qualche ora passata in bicicletta a cristallizzare per le vie del centro, una volta rientrata in casa sotto forma di statua di ghiaccio (a parte l'odore di "quei cavolacci di Bruxelles", che fanno tanto bene peraltro, che avevo cucinato a pranzo che mi ha obbligata a spalancare le finestre per 7 minuti buoni, con conseguente abbassamento di quasi 2 gradi della temperatura  e contestuale accensione del riscaldamento), una volta ritornata in carne e ossa, ho assecondato la richiesta del forno che voleva essere acceso. E non appena rientrata in possesso delle mie facoltà mentali, ho acceso anche la zucca (non quella comprata al supermercato che ho invece cotto nel forno). E una volta accesa il responso è stato: "la mia non è proprio fame ma più voglia di qualcosa di cioccolatoso, dalla consistenza morbida/non secca/umida, da poter eventualmente accompagnare alla tisana Ayurvedica del Love&Story post, qualcosa di simile a quella mia torta paesana (mannaggiammè che ho scordato di comprare l'uvetta!!)...". Avevo anche già 2 cachi-mela da smaltire al più presto (erano diventati cachi "senza mela") e sarebbero stati perfetti come sostituti delle uova e dello zucchero (infatti questo dolce non contiene né uova né zuccherooooo!!!). E la zucca avrebbe aumentato il potere dolcificante. Sempre la zucca mi ha fatto venire in mente un altro esperimento che avevo praticato con carote e zucchine...

E così, facendo un bel merge/copia+incolla tra la torta paesana, quest'altra simil Sacher (sarebbe quella dell'esperimento zucchine e carote) + reminiscenze varie di stagione sono giunta alla "ma-zu-ca-ka" che vedete qui sotto...


Si presentava così al momento dello scatto, ora...


Dove "ma" sta per mandorle, "zu" sta per zucca, e i due "ca"castanno per cacao e kaki (o caco, ma anche cachi).

Siccome c'è anche la farina di riso avremmo anche potuto chiamarla "ri-ma-zu-ca-ka", ma dato che già così mi pareva na minchiata ho optato per Mazukaka, che mi suonava meglio.


Ecco gli ingredienti completi:

160 gr farina di riso bio "Vital Nature"
30 gr farina integrale "Molino Chiavazza" (dovevo finirla)
45 gr cacao amaro bio
2 cucchaini di bicarbonato di sodio
30 gr di mandorle sgusciate bio "Noberasco"

145 gr kaki (se anche erano kaki-mela è irrilevante dato l'altissimo grado di maturità)
60 gr olio di semi di girasole spremuto a freddo "Viviverde coop"
250 gr di latticello fatto in casa (yogurt magro bio Esselunga + latte scremato in parti uguali - io avevo quello scremato parzialmente, Accadì, ma fa lo stesso)
170 gr di zucca biologica precedentemente cotta nel forno

Avrei dovuto aggiungere anche l'uvetta ma come vi ho già detto, quella zuccaccia si è scordata di comprarla!!


Come si prepara?
Non ve la sto a fare più lunga del necessario. 

1.
Accendete il forno a 180°, funzione ventilata, preriscaldatelo 10 minuti e mettete dentro la zucca tagliata a spicchi più o meno regolari (prima andrà lavata) lasciandola cuocere per circa 20 minuti. 

2.
Poi dovete preparare il latticello che consiste in una combinazione di yogurt e latte in parti uguali che dovrete lasciare riposare per 15 minuti. 

3.
Mischiate bene gli ingredienti secchi tra di loro in un contenitore (aggiungete anche le mandorle spezzate). In un altro contenitore riducete in soluzione liquida i cachi aiutandovi con una frusta da cucina e aggiungete l'olio e il latticello. Unite il secco al liquido.

4.
Come ultima cosa aggiungete la zucca che avrete tolto dal forno e lasciata raffreddare e che, privata della buccia, avrete ridotto in purea aiutandovi con una forchetta.  

5.
Mischiate bene il composto e fatelo scivolare in uno stampo per dolci del diametro di circa 20 cm (io l'ho messo nel mio solito color ghiacciolo all'anice che mangiavo da bambina, acquistato all'Ikea, al quale si deve il nome della mia Socherkaka, il famoso dolce di amore e cachi che vedete qui) e mettete a cuocere per 45 minuti circa.

Avendoci messo anche il latte e lo yogurt questo dolce non è chiaramente vegano ma potreste utilizzare il latte di riso e vedere come si comporta.
Però le uova, quelle non ci sono, poiché a mio parere non sono fondamentali per certi dolci (e se le mie ricette non vi convincono guardate pure su Veganblog, sicuramente ne troverete di belle e buone). Se state seguendo una dieta ricca in proteine l'uovo meglio che ve lo tenete da mangiare solo soletto magari sotto forma di frittata (come ad esempio questa mia della colazione da Dukan). Chiaramente è anche senza zucchero aggiunto per dolcificare preferisco utilizzare la frutta, fresca o secca, così da regalare una dolcezza tutta al naturale (per gli amanti della chirurgia estetica: se volete potete anche aggiungere dello zucchero e a quel punto fate voi  le dosi, una terza o anche una quarta parte di un etto, come preferite). Se vi atterrete alla ricetta sono certa non vi stancherà. Il sapore è simile a quello del cioccolato amaro, con l'unico inconveniente che, data anche la consistenza al cucchiaio "mangiami", potreste facilmente eccedere eccederete sicuramente nelle dosi con possibili effetti collaterali: infatti sia le mandorle che il cacao sono altamente afrodisiaci...


mercoledì 8 febbraio 2012

Blog Candy CO2 Neutral

E menomale che mi ero portata avanti per S.Valentino: quasi rischiavo che il post per portarmi avanti fosse anche il post (l'unico) di S.Valentino!

Ci sono giorni in cui diminuisce il potere di rilasciare endorfine, così come alle noci (queste noci) accade di rilasciare meno saponina dopo un tot di lavaggi.
La mia carenza credo sia attribuibile alla neve che mi impedisce di andare in bicicletta e di rilasciare endorfine extra. Ma non c’è problema, come sapete ci sono tanti modi per riattivare il rilascio di endorfine e voi certamente li conoscerete tutti (e se non li sapete e avete pazienza di arrivare a leggere fino alla fine del post ve li dico io).

Ma ritorniamo alle nostre noci.
Perché ve ne parlo? Fossero almeno state quelle da mangiare (e sarebbe comunque stata troppo banale l'associazione noci=afrodisiaco=S.Valentino)...

Mi trovo per l’ennesima volta di fronte ad una coincidenza.

Dunque... 
due giorni fa apprendo via mail che l'obiettivo di Co2 neutral, che era quello di piantare 1.000 alberi in 12 mesi, ad oggi grazie anche al mio contributo ha già fatto nascere una piccola foresta di oltre 800 alberi. Ma occorre un ultimo sforzo: se riusciamo a raggiungere i 1.000 alberi piantati entro fine febbraio, iPlantatree.org pianterà in aggiunta altri 100 alberi!
Perché ciò avvenga è necessario diffondere questa iniziativa affinché siti e blog possano dare anche il loro contributo (io il mio contributo lo avevo già dato a settembre - potete andarvi a vedere il mio post "Almeno il blog è a impatto zero!", ricordate?).

Così ho pensato che questa iniziativa poteva essere perfetta per indire un blog Candy (o Giveaway che dir si voglia), il primissimo nella storia del mio blog.

Perfetto, allora si va con il Giveaway, è deciso!
E quale miglior premio delle noci saponifere che lavano senza inquinare, sono biodegradabili e provengono da fonti rinnovabili? Probabilmente tutto a voi potrebbe sembrare meglio delle noci (come se a Natale vi avessero regalato un dentifricio o dei datteri… ma che regalo sarebbe stato? - vero Miss Raw :)). Poi penso che un macina caffè sarebbe stato più attraente e certamente più in linea con l’aria che tira in questi giorni (non di neve ma di San Valentino): infatti il macinacaffè serve per preparare tutti quei dolci crudisti che come spesso accade, sono anche afrodisiaci (tipo le barrette raw).
Peccato manchino pochi giorni a S.Valentino e non solo non ci sia quasi il tempo di indire il blog Candy, ma figuriamoci poi spedire il macinacaffè in tempo per preparare le barrette. Per fortuna che c’è il dattero potenziato, il dattero-fava, che per San Valentino mi sembra perfetto perché non richiede macinacaffè ma solo fave di cacao... in effetti sono abbastanza introvabili ma io ve le aggiungo al premio (e valgono il doppio delle noci!) e per S. Valentino vi autorizzo a mangiare i datteri così al naturale (e state pur tranquilli che sortiranno comunque l'effetto desiderato). 


E per sfruttare al massimo l'effetto del connubio dattero-fava di cacao abbiamo sempre la festa della donna, l'8 marzo.

E infatti il blog Candy si chiuderà a fine febbraio così che per l'8 marzo avrete tutto quel che vi occorre (spedizioni possibili solo sull'Italia) per una bella serata tra donne in cerca di uomini (se non sbaglio finisce sempre così in quelle occasioni). Nel caso sappiate che potrò barattare le fave con il dentifricio all'anice e limone (l'anice è afrodisiaco), come preferite ma le noci, nonnonnò, quelle ve le pigliate!

Ritornando alle noci…
Cosa ci azzeccano le noci con San valentino? 
Nulla ci azzeccano e non ci devono azzeccare dato che abbiamo detto che il blog Candy sarà per l’8 marzo (e una donna non è casalinga disperata se non lava e non stira!)

Dicevamo delle coincidenze.
Dopo avere appreso dell'iniziativa per il bosco, qualcuno ieri, l’Anonimo (che mentre lo scrivo mi suona come l’Innominato de "I Promessi Sposi" – ecco cosa ci azzecca San Valentino :)),  commenta il mio post Spignatti&Co nel quale parlo anche di loro, delle noci lavatuttodicendo che "sono una fesseria bell'e buona".

Rispondo al suo commento e decido che sarete voi a dirmi se queste noci lavano oppure no, anzi, sarà la fortunata (o sfortunata) vincitrice a farcelo sapere (farò anche un post con delle info dettagliate sui molteplici usi delle noci - nulla di censurabile, tutto adatto a uomini e minori).

L' estrazione avverrà tramite sistema random (o video su Youtube con estrazione delle palline di carta, vediamo...). 

In più darò un premio virtuale ai 3 blog che avranno diffuso meglio l'iniziativa del Candy (tramite Facebook, Twitter, altro), dedicando loro una menzione nel mio post di ringraziamento.

Per cui 4 vincitori, ma dato che i numeri dispari non mi piacciono darò anche un riconoscimento speciale per il blog più bello tra quelli che hanno partecipato (per cui 5 vincitori in totale).

Escluderei dalla possibilità di concorrere a questi premi virtuali (ma all'estrazione dei premi certo che concorrerete!) i miei storici compagni di avventura qui nella blogosfera (Ayame, Luca e Miss Raw) per non fare favoritismi dato che credo sarei tentata di scegliere i loro blog e non sarei troppo obiettiva :).

blog Candy - Giveaway
Questa bella piantina in gomma è il mio infusore da tè :)

Ecco le regole del mio Candy (scadenza 29 febbraio h 12:00).

1.
Dunque, facciamo che per essere valido il Candy devo raggiungere almeno i 200 100 followers (così sarò felice per questo primo traguardo, rilascerò più endorfine e scriverò più post utili - dai sì, vi devo dire ancora un sacco di cose sul cibo crudo, la dieta Ayurvedica, ecc.). 

2.
Dovrete lasciare un commento con il link al vostro blog (così poi verrò a contattarvi per il premio) e se vi fa piacere anche con scritto qualcos’altro (un commento dei vostri soliti in pratica) e, se e solo se vi fa piacere, potete aggiungervi come followers qui sul blog, su twitter, come amici su fb (non vi obbligo, ci mancherebbe, solo vi ricordo che perché sia valido il Candy devo raggiungere i 100 followers qui sul blog per cui vedete voi che fare – è bene nella vita darsi degli obiettivi seppure  piccoli :)).

3.
Dovrete poi piantare un alberello: se lo fate a casa vostra non potrò vederlo e verificare (no invio foto). A me basta che lo facciate in modo che il vostro blog diventi “carbon neutral. Sto parlando dell’iniziativa "il mio blog è carbon neutral" che ha l'obiettivo di ridurre le emissioni di anidride carbonica (come l'Area C - ma qui davvero). 

Aderendo all'iniziativa loro piantiamo 1 alberello per il tuo blog e in questo modo neutralizzano la tua produzione di anidride carbonica per 50 anni (almeno così ci viene detto).
Con un post infatti dovrete parlare dell’iniziativa (qui il link che vi spiega meglio come fare) e dovrete anche aggiungere al vostro blog il banner/logo dell’iniziativa (lo vedete nella colonna a destra del mio blog... scorrete scorrete, eccolo, è sotto i siti amici).



4. (facoltativo)
Se questo mio candy/post/blog vi è sembrato interessante, potreste anche menzionarlo nel vostro blog e come già detto sopra, re-twittare il post o condividere su Facebook l'iniziativa come vi pare. Quello che volete e dove volete!

Qualora il vostro blog avesse già aderito all’iniziativa "CO2 neutral" allora oltre che brave/i potreste essere doppiamente fortunate/i perché, se infatti sarete estratte/i come vincitrici/ori, sarete omaggiate di un extra bottino a sorpresa (credo sarà qualche infuso speciale...) .

Il Candy è rivolto a tutti blogger, donne e uomini virtuali. Purtroppo se non avete un blog o un sito web non potete partecipare perché andrebbe a decadere l'iniziativa non essendo possibile piantare l'alberello (ma non vi preoccupate, il prossimo Candy sarà accessibile anche a voi :)).

Evviva la foresta!

Così davvero avremo una possibile riduzione di anidride carbonica come potrebbe avvenire per l’Area C (mi riferisco alla riduzione, parlo infatti del peeling dell'area C - per quell'altra Area C, pur respirando le polveri sottili in sella ad una bicicletta preferisco non esprimere il mio dissenso parere contrario).

In questo modo per San Valentino dell’anno prossimo forse avremo meno emissioni di CO2, saremo più felici, probabilmente sorrideremo di più e sorridendo di più saremo anche più belli e più attraenti agli occhi del partner (comunque anche durante il riso il cervello rilascia le endorfine).

Tutto ciò, unito anche agli effetti del peeling dell’area C vi potrà essere d'aiuto. 
Che dite, me la passate?

Vi posso anche aggiungere questa curiosità a poroposito di CO2.
Le endorfine sono un gruppo di sostanze prodotte dal cervello, classificabili come neurotrasmettitori, dotate di proprietà analgesiche e fisiologiche simili a quelle della morfina e dell'oppioSembra infatti che possano agire come stabilizzatori dell'umore, proteggendo dall'insorgenza di stati depressivi

Le endorfine sono analgesiche, bloccano il dolore e donano euforia, felicità e senso di benessere.
L'esercizio fisico intenso provoca un aumento (nel sangue) di anidride carbonica (CO2), che induce una maggiore sintesi di ACTH e beta-endorfine.

E anche il sesso sappiamo favorisce il rilascio di endorfine….
Ecco fatto il collegamento con S. Valentino, soddisfatti ora?

Nella peggiore delle ipotesi, qualora a San Valentino vi trovaste soli, fatevi una bella risata: infatti durante il riso il cervello rilascia le endorfine che esercitano un effetto tranquillante sull'organismo, rafforzando anche le difese immunitarie. Di rado le persone felici si ammalano.
Anche mangiare le fave di cacao aiuta a stimolare endorfine ed è una cosa che potete fare tranquillamente da sole, così come anche ascoltare la musica, fare meditazione, una seduta di agopuntura o un massaggio (se non ricordo male anche lo starnuto le stimolerebbe...).

Ora provo a vedre come rilasciarne un po'!

venerdì 3 febbraio 2012

Dattero&fava (love) story

Ci sono patate e batate, datteri e dbatteri.

Ieri batate e oggi patate
Sarebbe stato più logico il contrario visto che ieri ancora non avevo il raffreddore (ma come? Io che non mi ammalo mai!? – ho anche la tosse e ho dormito malissimo stanotte...).

E invece ieri le patate erano proprio batate.

La batata (anche nota come patata dolce o patata americana) è una pianta erbacea perenne originaria dell'America centrale. 
Di questo vegetale si consuma il tubero, che è simile alla normale patata, ma ha un sapore più dolce. La batata viene anche utilizzata per la produzione di fecola (amido) e di alcol. Rispetto alla patata, la batata ha un contenuto in carboidrati simile e un apporto minerale vitaminico e calorico superiore.

Queste "batate" a quanto pare possono essere consumate crude perché infatti ieri...

A BPranzo.
Ieri sono stata pranzo al Centro Botanico di via Cesare Correnti con Fabiana. 
Era la mia prima volta a pranzo e, come tutte le prime volte, è stata memorabile.
Per non farvela tanto lunga, dato che il post vorrei parlasse di datteri (e i datteri ieri non li abbiamo proprio visti), abbiamo degustato un antipasto composto da tre assaggini crudisti e un piatto vegano io e vegetariano lei (ma poteva essere anche il contrario) sempre composto da tre creazioni. Tutti e due avevano un tortino di quinoa e spinaci (ma erano spinaci?) e il mio piatto si distingueva dal suo per via dei due pesci che in realtà erano sedano rapa con una leggera panatura (tipo l’inganno del mio pesce miglio,vi ricordate?).

Il problema di quando mangio al Mudra o in posti dalla cucina "non so come definirla perché tutto risulterebbe sminuente" come anche qui al Centro Botanico è che non riesco a pensare al cibo, nel senso che non visualizzo una singola portata che vorrei perché l'unica cosa che vorrei una volta seduta a tavola è concedermi di non pensare. Cosa impossibile in un bar/ristorante tradizionale dato che tra burro, sale e glutammato a tradimento passi la metà del pasto sul chi va là. Quando invece gli ingredienti sono scelti con cura, quasi sempre nel rispetto della stagionalità così che ogni verdura faccia il suo dovere per quel periodo particolare (anche se nel mio caso ha vinto il raffreddore - ma questo è un dettaglio), non accade e così ti puoi abbandonare ad un abbraccio ad occhi chiusi con il piatto.
Poi però non sapendo cosa hai mangiato non sei in grado né di raccontare né tantomeno di replicare (e perché mai dovresti farlo? Su Veganblog ci sono centinaia di ricette da poter replicare...). 

A conferma di quanto detto alla fine non sapevo cosa avevo mangiato!
Così questa mattina ho telefonato al bar del Centro Botanico per farmi dire giusto due cose e così si è scoperto che il carpaccio di mela, arancio e qualcosa era carpaccio di mela, arancio e sedano rapa bagnato con dell’aceto e non so cos’altro (questo non gliel'ho chiesto). 
E gli spaghetti che immagino fossero conditi con della barbabietola, a giudicare dal colore (anche questo non gliel'ho chiesto), erano batate.

Oggi invece il mio raffreddore mi ha costretta alle bpatate che insieme alle carote erano la sola cosa che sono riuscita a mangiare, indorate com'erano con del sale marino dell'Atlantico - non trattato (comprato ieri al Centro Botanico)-e un misto di olii, evo e di girasole, entrambi spremuti a freddo e biologici.

Tutta questa premessa per dirvi che ieri ho comprato anche un’altra cosa: il famoso e prezioso cacao crudo. Trattasi di "fave di cacao biologiche".

E considerati i ritmi a cui viaggio ultimamente con i post (ferma in sosta sul passo carraio, quattro frecce) meglio giocare di anticipo. Così ho pensato di farvi assaggiare qualcosa per San Valentino...

fave di cacao crudo
Nel dattero sta nascosta la fava di cacao, la riuscite a vedere?


Dattero-fava.
Ho fatto un innesto di dattero e fava. 
Ho tolto il nocciolo del dattero e l’ho sostituito con la fava. Così ora il dattero abbraccia la fava: insieme stanno benissimo!

Del dattero vi dirò solo che è dolce, molto dolce (tutte le altre virtù le potete leggere nel post "The Date Day").  E della fava, oltre a dirvi che è piuttosto amara, vi dirò molto di più.

Questo innesto è ottimo da degustare in situazioni che richiedono velocità (non si ha tempo per la merenda ma si è vittime di un improvviso calo di energie). Oppure non si riesce bene a deglutire e magari con il naso intasato non si sentono troppo bene i sapori e non si ha voglia di nulla in particolare (cavolo, non riesci a capire di cosa avresti voglia!). Come anche prima di una qualsiasi pratica sportiva...
E rieccoci al solito argomento ricorrente di questo ultimo periodo.

Il cibo afrodisiaco.
Sui datteri ne abbiamo già dette di cotte e di crude (in realtà più crude che cotte dato che ben si prestano a sostituire lo zucchero per i dolci crudisti, tipo appunto le barrette afrodisiache, ovviamente). Sul cacao ancora poco. Oltre ad essere un afrodisiaco dovete sapere che...

Le fave di cacao.
Nella cultura azteca il cacao era spesso menzionato come medicina locale, come lassativo e come ricostituente.

Felici.
Dovete sapere che il cacao crudo contiene venti volte più antiossidanti del vino rosso e trenta volte più del tè verde. Il cacao crudo parrebbe avere il 367 per cento degli antiossidanti in più rispetto al migliore cacao tostato (che è quello biologico).
E' un'ottima fonte di magnesio, dopamina e serotonina e aiuta a combattere i radicali liberi, prevenire problemi cardiaci, regolare la pressione, rafforzare il sistema immunitario e regolare lo zucchero nel sangue. 
Contiene inoltre il triptofanoun aminoacido essenziale che va assunto con l'alimentazione dato che l'organismo non è in grado di sintetizzarlo, che è un precursore della serotonina e della melatonina. E' un antidepressivo, un ansiolitico e induce il sonno.
E poiché viene disperso con il calore (a causa dell tostatura) è presente solo nel cacao crudo.

Beati.
Ultimamente è stato ritrovato nel cacao raw un altro elemento interessante: l'anandamide.
Deriva dal sanscrito ananda, ovvero "beatitudine interiore".
L'anandamide infatti è un neurotrasmettitore che simula gli effetti dei composti psicoattivi presenti nella cannabis e quindi diminuisce l'ansia, la depressione, aiuta il buonumore e tiene sotto controllo l'appetito.

Tutto questo ce lo dice Susanna Eduini, nel capitolo dedicato ai "Supercibi" di quel libro galeotto "Il crudo è servito" che originò quel mio post de "La zucca illuminata"...

Prima di cadere vittima dei fumi delle fave vi dico giusto tre cose

La prima. 
Nella rubrica "Vitamina Phi" su Phit Magazine di marzo troverete un bell'approfondimento sul raw food e sui Supercibi (il cacao è solo uno dei tanti).

La seconda.
Da non perdere il piacere di questa tisana ayurvedica della Yogi Tea "Choco" Aztec Spice
che si ispira allo "Xocoatl", la venerata bevanda degli antichi Aztechi...

Scorza di cacao 65%, liquirizia, cannella, carruba, malto d'orzo, cardamomo, zenzero, chiodi di garofano, estratto di cannella, estratto di vaniglia, pepe nero, olio di zenzero, bacello di vaniglia. 
Serve altro?
Ah sì, sono tutti di agricoltura biologica.

La terza.
Vi aggiorno sul discorso intolleranze.
Seduta di test intolleranze + riflessologia plantare spostata al 17 febbraio che è un venerdì (prima data libera). E guarda caso era libero proprio l’orario che avevo richiesto. Quando si dice la fortuna!

Bene, con il "Dattero-fava" do ufficialmente inizio alla serie di post dedicati a San Valentino!

mercoledì 18 gennaio 2012

L'a(c)quolina in doccia

Restiamo sempre in Area C (corpo, cosce, ecc.) e proseguiamo con le brutte notizie (se non si è capito direi che non mi piace affatto questa trovata penosa per far cassa con la scusa dell'inquinamento... limortacci!!).

Da cosa nasce... (ma cosa!?)
Dopo un tentativo, fallito in maniera imbarazzante, di dar vita ad un muscolo di grano utilizzando la farina di ceci e quella di grano saraceno (che è l'unica farina a non contenere glutine - e il bello è che lo so anche che è "senza glutine" e lo predico in continuazione ma mi deve essere saltato il passaggio che dice alla testa che "il seitan si fa con il glutine" :D), passiamo ai successi.
Oltretutto ho anche utilizzato il procedimento del seitan, ovvero ho praticato (inutilmente!) il lavaggio sotto l'acqua per tenere il glutine ed eliminare l'amido... peccato non ci fosse nessun glutine da tenere!! (devo proprio smetterla coi mix fai da me).

Risultato: una pagnotta grigio topo, che non dispiace se non fosse che io pane non ne mangio solitamente, fatta eccezione per certe fette biscottate allo psillio che decoro con bio marmellate naturalmente dolci o cremosità nocciolose senza zucchero (è nuova questa, poi ve la racconterò). E se solo non avesse avuto tutte quelle erbe che ci ho messo avrei potuto usarlo allo stesso modo...

Dimenticando gli insuccessi, concentriamoci invece sui successi.

Oggi è il 18 gennaio e il blog compie 6 mesi!
Vi ricordate il mio post sul bilancio dei primi tre mesi di blog?
Avevo stilato una TO DO LIST...

Siete curiosi di sapere com'è andata?

  • Ikea (urgente!) - fatto, rifatto e rirotto (il piatto) eccheppalle!!
  • aprire il mio canale su Youtube (e che farò mai??)-  fatto da qualche giorno ma senza video che canale è? Ovvio che intendevo "aprire il mio canale su Yutube con dei video" ma non mi volevo sbilanciare... oggi poi mi sono decisa e così eccolo qui (vi presento la mia super colazione frullatosa
  • andare a donare il sangue (sono 2 anni che non faccio un emocromo) - il gruppo lo so già, sono B (per chi non lo sapesse c'è l'emo-test di gruppo) - non sono andata!!!
  • prenotare il test delle intolleranze (il coupon vale 6 mesi dall'acquisto) - prenotato, lo faccio il  2 febbraio
  • dentista, mappatura nei, esame della vista, altri vari ed eventuali, carta d'identità (posticipare tutto al 2012) - niente di niente!
  • partecipare al concorso "Saponi e buoi dei paesi tuoi" de LaSaponaria con una mia creazione saponaria - fatto, eccolo
  • indire un blog Candy (o Giveaway che dir si voglia), cioè un contest dove viene messo in palio un piccolo premio - TO DO ASAP
  • riprendere a fare Yoga - magari in primavera

Spareggio.
E' un 50 e 50, praticamente ne ho fatte solo la metà.
Secondo voi è buono?

Però una cosa davvero buona (non è discutibile, a tutti vero piace il profumo del cioccolato? Probabilmente non solo il profumo :)) l'ho fatta due giorni fa e oggi l'ho rifatta: ve la racconto in questo altro video su Youtube (ci abbiamo preso gusto :))

Cioccoliamo?
Direi che una bella cioccolata per festeggiare i 6 mesi ci sta tutta!
Cosa avete capito? No, non una cioccolata calda da bere, oddio, ci starebbe pure ma io stavo pensando a qualcosa da usare sotto la doccia, magari non tutti i giorni ma per qualche occasione particolare...

doccia scrub idratante al cacao
A differenza della più nota nemica che di idratante ha ben poco
dopo la doccia la pelle sarà incredibilmente idratata...

Si tratta della versione doccia liquida al cacao della prima versione peeling all'olio di oliva e mandorle.

Ingredienti.
- 1 cucchiaio di farina di grano saraceno (tra le farine, una delle più lavanti)
- 1 cucchaino di cacao
- 1 cucchiaio di olio di riso
- latte di riso qb 

Come vedete, gli ingredienti li troviamo sempre in cucina.

Come si fa.
Si mischiamo farina e cacao, si aggiunge l'olio e infine il latte di riso, qb per raggiungere una "consistenza aquolinosa". Con le dosi ci potete giocare fino ad ottenere la vostra consistenza ideale.

Il cacao per l'area C.
Il cacao oltre ad essere afrodisiaco è ottimo perché rassoda, rimodella e ci fa godere della sua aroma sotto la doccia. Perfetto come scrub anche per le zone delicate. E' ricco di teobromina, una sostanza che ha l'effetto di bloccare l'aumento dell'adipe (molte creme anticellulite sono infatti a base di cacao).

Il riso è ricco di proteine e minerali e svolge una preziosa attività antiossidante. 
Olio e latte sono ottimi emollienti ed idratanti.

La farina di grano saraceno è ottima per l'alto potere lavante, ed essendo "senza glutine"  non è adatta a fare il muscolo di grano (capito???).

Da cosa nasce cosa.
Vi do visibilità sul flusso di idee. 
Il punto di partenza è stato il paté esfoliante...

paté esfoliante nutriente rigenerante (freccia) peeling dell'area C  (freccia) acquolina in doccia al cacao (freccia) crema al cacao crudista 


La  crema al cacao crudista  resta ancora da fare: userò al posto della farina di grano saraceno, la farina di semi di sesamo e di anacardi (in pratica li passo nel macina caffè e ottengo una farina che è anche chiamata veg parmigiano).


Il futuro.
Di questo passo, dove andrò a finire nei prossimi 6 mesi?
Non ne ho la più pallida idea!