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martedì 15 novembre 2011

bio-pizza mutante di Kamut

E' da domenica che ho voglia di pizza (soprattutto mi viene voglia all'ora di andare a dormire). Da domenica ne ho voglia perché ancora la Contea è chiusa (chissà cos'è successo...il cartello dice che rimarrà chiusa per motivi familiari e oramai sono già due settimane).
Così, visto che oggi è stata una giornata piena di cose che andavano per il verso giusto e mi sentivo fortunata (avessi giocato qualche numero al lotto credo lo avrei pure beccato) e avevo anche voglia di una certa dose di adrenalina mi sono buttata sul kamut. 
A pochi minuti dalla telefonata che mi avvisava delle partenza dall'ufficio del consorte ho deciso che avrei avuto una fortuna sfacciata e così...

Procedimento e ingredienti.
Ho preso un contenitore di plastica, ci ho buttato 200 gr di farina di kamut, 40 gr di farina di riso e altri 40 gr di gomasio (cos'è il gomasio ve lo spiego dopo). Un cucchiaino di bicarbonato (utile a ricordare la lievitazione in assenza di lievito) e poi via di braccio per mescolare bene il tutto. 
Ho poi aggiunto 250 ml di acqua calda a poco a poco fino a raggiungere la consistenza di una pasta morbida che allo stesso tempo non si appiccicasse alle mani nel momento in cui si fosse tentato di stenderla con le dita (ancora non ho il mattarello).

Il forno già si stava scaldando per la pizza, infatti il manuale delle istruzioni suggerisce 15 min di riscaldamento a 220°, funzione ventilato. Erano le 20:05. Così mi son finta pizzaiola per pochi minuti e ho formato una specie di base circolare di pochi millimetri di spessore  che ho poi cosparso di pomodoro (ho utilizzato i pelati biologici Esselunga). Ho poi esagerato con l'origano, un filo d'olio extra vergine di oliva, una nevicata di gomasio (va beh ve lo dico ora... il gomasio è un misto di semi di sesamo e sale marino, ovviamente biologico, che ho comprato sabato e che sto usando praticamente ovunque - lo vedete anche nella tartare vegana del post del vegan test).
Alle 8:25 ho infornato la prima teglia, 5 minuti dopo la seconda (con queste dosi vengono due pizze tonde più o meno del diametro di una pizza napoletana).
Fino a questo punto la pizza è vegana, da qui in poi no.

Mozzarella e cottura.
Infatti, dopo 15 minuti ho cosparso la prima pizza di mozzarella biologica (con una mozzarella ho fatto tutte e due le pizze) e ho lasciato cuocere per altri 5 minuti (le istruzioni del forno dicevano 15-20 minuti e infatti alle 20: 45 l'ho tolta dal forno e ho dato alla seconda la sua parte di mozzarella.

Con il risultato che vedete qui.

pizza con farina di kamut - senza lievito
Ne ho salvato giusto un trancio per fornirvi le prove...

Bella vero? 
E soprattutto biologica (tranne l'origano, tutto il resto compreso l'olio è bio).
Vi giuro, è la mia pizza, nessun barbatrucco, fatta con le mie manine (non quelle di kamut).

Questa è la terza volta che ci provo e se delle altre due non vi ho parlato un motivo c'era. Anche per non parlarvi di questa avrei avuto un motivo...

 X-Men le origini - Wolverine. Infatti lo stavano dando su Italia1 e me lo sarei voluta rivedere ma non potevo non pubblicare questo post (ora stanno dando il primo e infatti pubblico e me lo vado a vedere).

Questa pizza ha addirittura l'etichetta "Husband Approved" (controllate sotto se non ci credete).
Gli ho chiesto: "Dopo stasera puoi finalmente dire che tua moglie sa fare la pizza in casa?" Mi ha risposto "Sì lo posso dire". Sull'onda dell'entusiasmo ho anche aggiunto "Quindi la potrei anche replicare con degli ospiti?" Risposta: "Meglio di no.." e prima che potessi chiedere perché era già sparito.

Qualcuno si chiederà ma perché proprio di kamut?
Perché mi piace il nome, mi piace il sapore, mi piace l'effetto stupefacente (mi da un senso di appagamento - sarà che il suo nome significa anima della terra?). La farina di kamut ce la metterei pure nell'insalata insieme al gomasio.

E poi dovete sapere che il kamut contiene il 30% in più di vitamina E rispetto al grano comune, ogni 100 gr 17 gr sono di proteine (e le proteine comunque ci piacciono), è integrale, facilmente assimilabile e digeribile (sono tre giorni che mi mangio i biscottini di kamut e prugne "sottolestelle" prima di andare a dormire e non accuso nessun tipo di disturbo del sonno).

Circa il 70% delle persone che non tollerano il grano tradizionale a causa di reazioni allergiche sembrerebbero invece tollerare il kamut (fatta eccezione per i celiaci ovviamente, infatti il kamut contiene glutine - è il grano saraceno che invece non lo contiene così come il miglio).

Stasera però niente biscottini, solo mutanti.

domenica 9 ottobre 2011

Zampette di gallina integrali (alle carote)

Quando le temperature si abbassano a casa mia si accende il forno. 
Non è collegato al termo autonomo e non è che si accende automaticamente quando il termostato va al di sotto di una certa temperatura.
Sono io che quando inizia a far freddo accendo il forno. E come da programma, venerdì le temperature si sono abbassate di almeno 5° C.
E quando accendo il forno è per fare qualche dolcettino.

E i miei dolcettini sono "ini" come i clippini di Vasco: veloci e genuini.

Vezzeggiamento di verdure.
Sull'onda della "non Dieta Dukan" mi ero cucinata delle gran belle verdurine al vapore: carote e zucchine biologiche (e qui "ine" non dipende certo da me), con la mia pentola a pressione ("one", per cui grande e in effetti lo è) che vi giuro, è una "Barazzoni".

Ini e Oni si bilanciano.
Delle zucche allora? In effetti zucchine e carote potrebbero originare delle zucche (certo, per una mente alquanto fantasiosa).

Sta di fatto che invece hanno generato dei biscottini di Kamut alla carote.

"Ini" a pranzo.
Giovedì a pranzo mi sono cucinata un risino biologico (no risottino dato che l'ho fatto bollire) con un misto di pesce (salmone e pesce bianco non meglio definibile) acquistato tra i freschi dell'Esselunga. 
L' ho preparato con un soffrittino di aglio e pomodorini e con una spruzzina di prezzemolino. BuoninoBuonissimo.

Ma le verdurine?
Cosa ci azzeccano?
Nulla. Infatti son venute pronte tardi, dopo che già mi ero mangiata il riso e così sono rimaste sotto pressione nella pentola mentre io, in tutta tranquillità, ultimavo il mio pranzo.

False zucche.
Sta di fatto che le zucchine sotto pressione le ho mangiate venerdì a pranzo, strapazzate dal quartirolo lombardo (quello stesso utilizzato per gli involtini).

Mi son mangiata anche il pescettino (era un'orata ) con il prezzemolino.
E invece le carote son rimaste lì.

E dopo che l'occhio le ha viste lì, in quell'arancione sgargiante non ha potuto fare a meno di restituire alla testa un comando, semplice e chiaro:

Output.
"Fai dei biscottini di Kamut e aggiungile per far colore. Fai loro incontrare mandorle e polvere di zenzero per un sapore unico".


biscottini di kamut con carote e mandorle

Forme.
Siiiiii!!! E questa volta mi impegno a farle con lo stampo a carotina (se però la pasta è troppo molle è quasi impossibile dato che è davvero piccino lo stampo).

Iperrealismo.
Così saranno proprio delle carote (per un attimo ho anche pensato di utilizzare la mezza zucchina rimasta per fare il verde dell ciuffetto ma poi mi sono resa conto della gravità del pensiero e allora mi sono messa a preparare le "zampette di gallina").

Zampe di gallina.
Ma non erano carote?
Per la precisione un misto di coroncine e carotine (e queste ultime sembrano piuttosto delle zampe di gallina).

Beauty.
Per altre zampe di gallina potresti usare il contorno occhi alla Rosa Rubiginosa di Fitocose.
Per altri trattamenti viso fai-da-te ti suggerisco invece di leggere questo post.

Ecco gli ingredienti:
  • 180 gr di carote al vapore biologiche
  • 280 gr di farina integrale di kamut biologica
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 1 cucchiaino di zenzero in polvere biologico (mettetene anche due, solo uno è come non averlo messo)
  • 1 uovo intero biologico + un tuorlo  (e qui ho peccato, avrei dovuto aggiungere il tuorlo ma non so com'è successo, l'ho scordato...)
  • 80 gr di olio di semi di girasole biologico
  • 50 gr di sciroppo d'agave e 40 di zucchero di canna integrale biologico (non di più, già le carote sono già dolci di loro)
  • 25 gr di mandorle tritate

IMPORTANTE(!) 
LA COTTURA NON DEVE SUPERARE I 10-12 MINUTI. FORNO VENTILATO A 180° (preriscaldato 10 minuti prima).

Avendo al loro interno la carota non sono seccati come gli altri e sono rimasti morbidi all'interno. 
Vi suggerisco però di non stendere la pasta troppo sottile ma di tenerla sul mezzo cm almeno (se no vi si bruciano e addio zampettine!).

Preparazione.
Il procedimento è analogo a quello utilizzato per gli originali biscottini di Kamut.

Lavorate le uova (o l'uovo nel mio caso) con lo zucchero e l'olio, aggiungete le carote spappolate con le mani e poi lo sciroppo d'agave. Quindi integrate la farina nella quale avrete aggiunto le altre polveri: il bicarbonato, lo zenzero e le mandorle sbriciolate.

Arrivals.
Le carote è meglio che non arrivino dirette dal frigorifero (tiratele fuori almeno un'ora prima e strizzatele bene poiché imbarcano moltissima acqua).

Jet lag.
Lasciate riposare la frolla per almeno mezz'ora in frigorifero.

Ora speriamo solo di non decidere di cucinare la la trippa perché potrei davvero rischiare di farne un semifreddo (e comunque la trippa è tra le frattaglie consentite dalla Dieta Dukan).

domenica 2 ottobre 2011

Manine dolci di Kamut (abbronzate)

Dato che di foglie ancora non se ne vedono ho chiaramente deciso di forzare la mano.
Clima superestivo, temperature da record (a Torino la giornata più calda di Ottobre da 2 secoli a questa parte - così dicevano ieri sera al telegiornale).

Così, nell'attesa, le foglie me le sono create da me.
Più che delle foglie sembrano delle manine mozzate o delle coroncine (dipende da che parte state, se da quella del sovrano o da quella del servo).
A m sembrano delle manine.

Ad ogni modo vi racconto dei miei biscottini integrali di kamut (delle frolle in pratica) realizzati senza burro e con zucchero integrale di canna biologico (quello che sembra sabbiolina, lo stesso che ho utilizzato per la dolce bugia al cacao).

Autorizzazioni.
Preciso subito che per quanto riguarda il burro, la sostituzione con l'olio è assolutamente autorizzata, guardate qui.
Poi ovviamente ho fatto abbastanza a modo mio, sostituito lo zucchero con un misto di agave e zucchero integrale di canna, il lievito con il bicarbonato, l'olio di riso con quello di girasole... A parte le dosi dello zucchero che ho ridotto (e questa volta penso di avere fatto giusto) per il resto le quantità sono circa le stesse.

Ecco quello che vi serve (quantità per circa 50 biscottini):
  • 340 gr di farina integrale di Kamut
  • 120 gr di olio di semi di girasole (anche 100, la prossima volta provo così)
  • 50 gr di sciroppo di agave + 60 gr di zucchero integrale di canna 
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 1 uovo intero + un tuorlo

Non sto a ripetervi ogni volta la tiritera, anzi sì, ve la ripeto per una corretta informazione.
Tutti gli ingredienti (eccetto lo sciroppo d'agave e il bicarbonato) sono biologici certificati.

Versioni.
Per la VERSIONE UNO del dolce (infatti abbiamo anche una seconda variante, a mio avviso molto interessante) dovrete anche munirvi di stampi per dolci.

Con Fabiana qualche giorno fa ho acquistato in Mondadori (il famoso3° piano, alla fine ce l'ho portata :)) uno stampo per dolci a coroncina (nella foto non si vede però). 
La coroncina ci sembrava perfetta per i biscottini di Anice e Limone, è stato amore a prima vista. Ho preso anche una carotina ma era così "ina" che la frolla perdeva la forma prima di essere adagiata sulla teglia (per dirla tutta, i 3 pezzi che son riuscita a fare sono usciti carbonizzati).

Fuori in 60 secondi.
Io quel minuto l'ho pagato caro. Anziché tirarli fuori al dodicesimo minuto penso di avere regalato altri 60 sec.

biscottini integrali di Kamut -senza burro
"Applausi di Kamut" ci può stare?

Il problema è che lo zucchero di canna li fa neri
Infatti la pasta era già marrone prima di entrare in forno per cui riuscire a vedere la famosa doratura "che ti avvisa che sono cotti a sufficienza" è stato impossibile.
Infatti si sono presi una tintarella mica male considerato che siamo ad ottobre.

A proposito, in giornate di sole inaspettato come queste non fatevi sorprendere senza la giusta protezione solare. Il mio consiglio in città è di usare ancora la crema solare viso oil-free di Fitocose: non unge ma vi protegge.
Se invece andate in barca (non al salone di Genova) utilizzate i vostri solari per il corpo (quelli che avevo messo in valigia sono questi).

Tempi.
Per evitare di bruciarli dorarli eccessivamente vi suggerisco di non superare i 12 minuti di cottura, anzi, facciamo anche 10 min con il forno ventilato (12-15 con la modalità tradizionale).

Per una corretta esposizione.
Clima ventilato, 180°, un riscaldarmento di 10 minuti. Sto parlando delle condizioni di cottura dei biscottini in forno, non della vostra permanenza da lucertola in spiaggia (in questo caso state attenti a certi incontri inaspettati che potreste fare soprattutto se siete su una spiaggia della Grecia, magari a Zante, ma anche nel giardino di casa vostra).

Vi dicevo delle due possibilità.

VERSIONE UNO: Biscottini abbronzati di Kamut.
Come detto, sono scuri perché utilizzando lo zucchero di canna integrale (che è color sabbia scura) l'impasto prende già da subito questo colore (e vi frega poi in fase di cottura!).

Procedimento.
Lavorate le uova con lo zucchero e poi aggiungete olio e sciroppo d'agave. Aggiungete la farina e il bicarbonato. Se l'impasto ottenuto vi sembra un po' troppo molle aggiungete un po' di farina così da farlo diventare della giusta consistenza (non deve essere comunque troppo duro).

Ritorno alle origini.
Lasciatelo riposare almeno mezz'ora in frigo e poi riprendete il contatto con voi bambini, in spiaggia, mentre siete impegnati a giocare con le formine.

Nota: Questa versione più tardi verrà sottoposta ad approvazione per ottenere la certificazione "Husband Approved".

VERSIONE DUE: La "cupeta valtellinese".
Fermatevi all'impasto e restate ancorati al presente. Non occorreranno formine o stampini di nessun genere.

La rivelazione.
Assaggiatelo e datemi per favore conferma che si tratta della tradizionale "cupeta valtellinese" (se non volete commentare mandatemi anche solo una mail).
Conoscete vero questo dolce tipico della Valtellina? Il sapore è identico, sono rimasta impressionata.

La differenza.
Solo che qui non andiamo ad usare né miele (che probabilmente viene ricordato dall'unione di zucchero integrale e agave  - per altri generi di unioni potete leggervi il post del 1° ottobre), né noci (che probabilmente vengono rievocate dall'olio di girasole), né burro (sostituito appunto dall'impasto uova e olio), né ostia (la farina di kamut le somiglia probabilmente?).

Fatto sta che questa è la cupeta Valtellinese, dovete credermi, è proprio lei!

Fate una pallina tonda e poi affogatela nello yogurt. Servitela al cucchiaio in una ciotola.
Questa è personalmente la versione che preferisco.

Un giorno per caso.
Moltissime scoperte che hanno cambiato il mondo sono state il risultato di una casualità (si cercava una cosa e se n'è trovata un'altra).
E oggi, qui, abbiamo cambiato il modo di fare la cupeta!

E' stata coniata una nuova etichetta: "ricette del caso" (no con la "z").

Fabiana dice:
Colgo l'occasione per segnalarvi che, la bugia al cacao, a detta di Fabiana che non è come me una specie-di-cuoca sperimentale ma piuttosto una Cuoca capace (con la "C" maiuscola e pure doppia) somiglia ad un famoso dolce...

"E' la Sacher!"
Questa ricetta può essere utilizzata come base per la Sacher. 
Mentre la mangiava mi ha detto: "Ma questa somiglia alla Sacher, anzi no, questa è la Sacher! Tu hai fatto la Sacher senza sapere che stavi facendo la Sacher??".
Ebbene sì, giuro, non lo sapevo.

Cose del genere possono cambiarti la vita (in cucina).
Comunque Fabiana l'ha assaggiata il 3° giorno ed era assolutamente ancora morbidissima.
E voi sapete quanto tempo e calorie ci vogliono per fare la Sacher?

Come dire che esiste un Tiramisù che è Tiramisù ma senza mascarpone (non certo il mio di ricotta). Più o meno è così la faccenda.

Elucubrazioni cosmetiche.
Questa cosa non solo mi lusinga ma mi porta a fare una considerazione.
Una stessa cosa può essere prodotta (o rievocata) anche utilizzando ingredienti diversi? 
Come dire che la mia crema urto di Fitocose sa di Marzapane ma il marzapane non figura tra gli ingredienti. 
O che il profumo dello shampoo BeSave! mi ricorda la macedonia che mi faceva la mamma e che mangiavo il pomeriggio a merenda mentre studiavo?
Esatto.

Elucubrazioni inutili.
Vi lascio con questa domanda.
Io sarei quella che sono anche con altri ingredienti (altri occhi, altri capelli, altre gambe, altro sedere, tette, ecc)?
Probabile se le avessi avute magari mi sarei dedicata ad altre attività il sabato sera (i biscotti infatti li ho fatti ieri sera).
Questa è parecchio bruttina ma mi serviva per chiudere il post. E poi, non è il ritratto della donna di oggi? Certo non è l'idea che io ho della donna...

domenica 14 agosto 2011

Bio muffin integrali ricotta e mirtilli neri


Dopo qualche giornata di tregua dal caldo eccolo che ritorna e di pioggia nemmeno l'ombra (per ora, infatti il meteo prevede temporali nel pomeriggio).

Per i funghi, si sa, non è certo il clima ideale dato che occorrono giorni di pioggia costante per preparare il terreno e a Milano comunque certi funghi non si trovano se non nel mio appartamento.

Ecco i miei fungotti integrali di appartamento alla ricotta e mirtilli neri, biologici al 90% e senza gnomi (per saperne di più potete leggere questo post sugli gnomi in città).

bio muffin integrale ricotta e mirtilli neri

Crescono spontanei nel forno a 180° ma prima occorre ovviamente preparare l'impasto e dotarsi di una buona dose di spavalderia per superare l'aumento di temperatura dell'ambiente che da 28° di partenza con il forno acceso passerà a oltre 30°(!!!).

Saggiamente li ho preparati ieri notte verso l'una e mezza così poi, una volta in camera a porte chiuse, il calore del forno mi avrebbe fatto un baffo!

Ecco gli ingredienti per 6 muffin:


- 80 gr di farina d'avena integrale biologica “Il fior di loto” (o farina di Kamut bio)
- 250 gr di ricotta biologica “Vivi Verde”Coop 
- 2 uova biologiche “Vivi Verde” Coop
- 40 gr di olio di semi di girasole biologico “Vivi Verde” Coop
- 60 gr di sciroppo di agave “Sunny Via” (esiste la versione bio ma non l'ho trovata)
- un cucchiaino di bicarbonato di sodio 
- 6 cucchiai di marmellata ai mirtilli neri senza zuccheri aggiunti biologica "Rigoni

Ho messo in un contenitore i tuorli con lo sciroppo di agave e aggiunto a poco a poco la farina e la ricotta mescolando con una frusta (da cucina ovviamente). Ho aggiunto l'olio e solo alla fine il bicarbonato di sodio (per la lievitazione), gli albumi che ho precedentemente montato a neve con il frullatore elettrico (e spero di non avere svegliato nessuno) e per ultima la marmellata di mirtilli.

A proposito di marmellata... 
Dovete sapere che "i mirtilli selvatici sono un portento per cancro e infezioni e per le capacità cognitive dell'uomo..." (andate a leggervi l'articolo) e che lo sciroppo di agave ha un basso indice glicemico e un potere dolcificante superiore allo zucchero.
Anche l'avena ha un ridotto indice glicemico ed è ricca di betaglucano, una fibra solubile nota per favorire l'abbassamento del colesterolo.  E' tra i cerali più ricchi di proteine e grassi vegetali con un ridotto apporto in carboidrati.
Dalla prossima ricetta proverò invece ad utilizzare la farina di Kamut bio "Vital Nature"che ho acquistato ieri e che possiede un alto valore di sostanze minerali come zinco selenio e magnesio, di vitamine (A, E, C) e di proteine.


Ho poi messo l'impasto negli stampini precedentemente oliati e infarinati.
Ho messo in forno, funzione ventilato, a 180° (meglio forse 170°) per 35 minuti e mi sono messa a guardare mentre dagli stampini colorati spuntavano questi fungoni.

Bell'aspetto e consistenza morbida. Quando ne ho assaggiato uno questa mattina per colazione ho trovato che fosse troppo poco dolce e ho scritto di abbondare con la marmellata ma poi per merenda, pochi minuti fa (sto quindi aggiornando il post ora alle 17:46), ne ho assaggiati altri due ed erano perfetti. 
Per cui vi suggerisco comunque di mescolare bene (cosa che temo a questo punto di non avere fatto :)), assaggiare l'impasto e solo se occorre aggiungere altra marmellata ai mirtilli neri.

Questo non è sicuramente il periodo più indicato per utilizzare il forno ma avevo l'esigenza di vedere qualche fungo nell'attesa di quelli veri che troverò nei prossimi giorni nei boschi in montagna (insieme a qualche gnomo probabilmente) e della pioggia che spero cadrà a Milano nelle prossime ore (e se non dovesse arrivare, proverò con questo rito propiziatorio).

martedì 19 luglio 2011

Dolce integrale di avena biologico

Oggi vi presento uno dei miei esperimenti preferiti che per la prima volta ho realizzato con il 99% di ingredienti biologici.

Inizierete così ad apprezzare questi ingredienti in un dolce non troppo dolce, ideale per l' inzuppo. E' un dolce leggero perché al posto del burro mettiamo l'olio di semi (biologico) e solo 50 gr di miele di acacia (ovviamente biologico) così da renderlo una base ideale da guarnire poi se vorrete con marmellata, miele o zucchero a velo. Buonissimo per la colazione e con il tè verde biologico. E per una giornata di pioggia come quella di oggi (a Milano sta diluviando) direi che è perfetto!
Se supera la prova marito allora passerà dopo cena da Elisa per un caffè (se no io passerò comunque da lei a bere il suo caffè americano che me gusta mucho).

Ecco di che cosa è fatto questo bel tortino:

- 3 tazze da tè (150 gr ) di farina di avena integrale biologica “Il Fior di loto” (acquistata in erboristeria)
- 1 tazza da tè (130 ml) di latte di avena biologico “Vital Nature”
- 2 uova biologiche “Vivi Verde” Coop
- 60 gr di miele di acacia biologico “Vivi Verde” Coop (o anche di più, a me non piacciono i dolci troppo dolci, preferisco magari poi aggiungere una spalmata di miele o della marmellata)
- cacao amaro "Solidal" Coop (q.b. Non troppo altrimenti diventa troppo amaro)
- 30 gr di olio di semi di girasole biologico “Vivi Verde” Coop
- un cucchiaino di bicarbonato (questo non è biologico)
- Vanillina (giusto un sussurro se proprio proprio dovete)

Il procedimento è il seguente:

Mettiamo l'olio, il miele e i tuorli nel mixer e frulliamo. Aggiungiamo a poco a poco la farina e il latte d'avena, il cacao (fino a quando avrà un colore che ci piace, senza esagerare) e il bicarbonato. Potremmo anche voler aggiungere un pizzico di vanillina per bilanciare il sapore dell'integrale ma è questione di gusto, di solito non la metto – oggi sì se no il marito mi fa storie :)) e per ultimo l'albume montato a neve.

Mettiamo in forno (funzione ventilato) a 170° e lasciamo cuocere per 40/45 minuti al massimo (se non avete il forno ventilato allora lasciate 10 minuti in più).

Ed eccolo qui, bello (insomma, un po' irregolare...)

dolce integrale di avena biologico

Se vi piace allora offritelo a tutti i vostri amici (non devono essere i soliti prevenuti che quando si tira in ballo la parola biologico iniziano a grattarsi e a fare certe facce).

Solo coloro senza pregiudizi potranno gustarlo!