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lunedì 21 novembre 2011

Tipicità regionali

Eccomi rientrata dal mio felice weekend trascorso in compagnia di delizie di sapori, luoghi e persone.

Compagni di viaggio.
All'andata mi hanno accompagnata datteri e banane, insieme al sole non smetteva di baciarmi.

Come da programma il kamut soffiato è rimasto a casa (infatti mi era funzionale alla foto del post, per farvelo vedere). Come già detto, non era adatto all'occasione.

Pesce: no sì.
L' Abruzzo ci ha accolti con un pranzo a base di pesce nei pressi di Pescara. E se sei ospite e ti portano a mangiare in un ristorante dove cucinano dell'ottimo pesce certo non puoi rifiutare anche perché, come sapete, il pesce ogni tanto compare nella mia dieta per poi sparire nella mia cucina (e molto era anche crudo).

Carne: no.
Agli arrosticini della cena invece ho detto di no. Nessuna scena pietosa all'insegna della repressione: sulla carne ho già fatto la mia scelta che come sapete è legata ad un discorso di naturale avversione del mio corpo verso questo cibo putrido.

Biodiversità.
Fatta eccezione per mariti ed amici stretti, tutte le altre persone sono molto più aperte e rispettose delle diversità culinarie altrui (perché di diversità alla fine si tratta). Se solo qualcuno avesse evitato di dire che ero vegana o vegetariana (ma non lo sono, il fatto è che a volte è meglio esagerare per evitare di dover dire troppi no) il gioco sarebbe riuscito: avrei potuto dire che la carne non la mangiavo e stop (anche se certo avrei dovuto dare qualche spiegazione aggiuntiva... che infatti poi ho dato).

Verdure.
E comunque gli arrosticini non sono l'unico cibo che si può mangiare in Abruzzo: infatti l'antipasto era pieno di vedure e anche la focaccia/pizza alle verdure direi che era di verdure, di nome e di fatto. Non sono mica morta di fame, tutt'altro. E sono stata accettata dai compagni di tavola che mangiavano arrosticini :)

B&B.
Pernottamento in questo delizioso B&B (sto recuperando il nome), nuovo nuovissimo. Siamo stati i primi a pernottare e la mattina, dato che ancora il bar non era funzionante (questione di ore), i proprietari con le due bimbe (deliziose quanto loro) ci hanno portati a fare colazione in centro. Benissimo fino a quando il vigile non ha fatto rapporto (multa) per l'auto in divieto di sosta (non era la nostra ma la loro) e a nulla è servita la proposta di annullamento: i vigili sono vigili anche a Pescara.

Verso Napoli.
Che non sei più in Abruzzo ma nel Lazio ti rendi conto dal modo di guidare che cambia (e anche il paesaggio cambia): probabile le auto non siano dotate di frecce funzionanti perché non le vedi spessissimo in funzione durante i sorpassi. Il Cattivo Gusto è di Roma ma non me ne vorrà voglio sperare (anzi, magari ci potrà pure confermare...).

L'erba di Napoli.
Giunti a Napoli l'indomani, ora di pranzo, sono stata accolta così dall'amico simpatico del marito (certo, prima ci siamo salutati): 

"Ho fatto riservare il prato fuori così la donna di Milano (mi chiama così, ma non è proprio Milano la città...) può brucare l'erba!"

Poco originale la battuta, vero?
Nulla di diverso da quel che mi aspettavo ma il bello di stare con gli amici è anche questo :)

Il disco rotto.
Ma la pizza la mangi? Certo che la mangio. Avrei potuto optare per una marinara ma invece ho scelto la margherita perché mi girava così.
E via con una conferenza sul perché la carne no (ma l'uovo?), le rinunce, i piaceri della tavola, ecc.

Messaggi vocali.
Sto provvedendo a realizzare una registrazione che farò partire appena mi verrà posta la domanda così nel frattempo la bocca potrà masticare in pace: a piccoli bocconi, lentamente? Nooooo, assolutamente!! Nel caso della pizza sarà in modo vorace, senza pause ed emettendo suoni di piacere (ho fatto proprio così).

Propaganda.
Ho anche pensato di stampare dei volantini dove spiego un po' come funziona la faccenda.
Eccone un esempio (giusto di prova). Lo sfondo in questo caso è l'erba di un campo da calcio, ma non uno qualsiasi...

Manifesto Vegano
Napoli-Lazio: 0-0

La mia prima volta (a 30 anni).
Infatti sabato sera è stata la mia prima volta al San Paolo (e pure allo stadio) e se devo proprio essere sincera mi è piaciuto un sacco: l'atmosfera, i cori, tutto. Tutto ordinato e nessun disagio (chi sa che cosa mi credevo, la solita milanese prevenuta!).

Ancora pizza...
Dopo la partita saremmo dovuti andare a mangiare di nuovo pizza in una delle pizzerie più famose ma l'amico Tripadvisor, che stimiamo assai, ci ha raffreddato gli entusiasmi con le sue opinioni negative (a proposito... faceva freddo anche a Napoli sabato sera).

Dopo non avere raggiunto nessuna intesa (tipico quando si è 4 teste a proporre) siamo finiti in centro in uno dei posti da turisti dove la pizza si paga 8 euro (a Napoli dovete sapere che la margherita non costa più di 4 euro). E sempre l'amico Tripadvisor ci ha detto la sua ma questa volta in ritardo perchè già eravamo seduti.
Ma niente paura: a Napoli la pizza è buona dappertutto (ovviamente pecora nera quale sono, la pizza che proprio non amo è la napoletana perché è l'opposto della piatta croccante e sottile senza lievito che mi piace – mi riferisco alla mia bio pizza di kamut casalinga). 
Ma l'importante era la campagnola compagnia (e le verdure pure).

Verdure.
Infatti ho preso la campagnola e ho fatto il pieno di peperoni, olive nere e friarielli (forse c'erano anche le melanzane ma ero accecata dalla fame, non mi ricordo proprio). C'era anche molto olio (qui mi era ritornata la vista): a occhio ho calcolato almeno 200 ml (!).
Ma nonostante l'esondazione me la sono sbaffata e sono certa di non averla nemmeno assimilata (era già l'una e poco dopo sarei crollata nel letto): in certi giorni tutto si digerisce e si dormono pure sonni tranquilli.

Questi friarielli sono una verdura tipica della cucina napoletana e infatti me li sono ritrovata anche il giorno successivo come contorno della piovra (e questa volta per fortuna senza olio).
Giusto un assaggino di pizza marinara come antipasto...
Ma dove eravamo?

Da Donato.
Eravamo al ristorante pizzeria "Da Donato", uno dei migliori secondo le opinioni dell'amico Tripadvisor (la zona invece non sembrerebbe una delle migliori - si trova vicino alla stazione).
E anche secondo la nostra: il luogo è molto accogliente sia per il personale che per l'ambiente e abbiamo mangiato tutti benissimo (incluso il cugino che non conoscendo il ristorante ma la zona sì, ha tentato inutilmente di farci cambiare idea).

Da Milano.
E così finisce che arrivano da Milano per suggerire ad un autoctono dove andare a mangiare... roba da matti!
Cose che capitano ma lui non se la prende mica (terminato il pranzo farà riservare un tavolo per portare a cena la ragazza :)).

Suggestioni.
Molto suggestiva la strada con le case e i panni stesi (adoro la vista dei panni stesi, ho anche fatto qualche foto ma non rendono per nulla). 
Suggestivo anche il viaggio in auto in mezzo al traffico impazzito di una domenica qualsiasi: ogni 5 secondi un'auto o un motorino tentavano di venirci addosso ma poi ho capito che non era volontario l'attacco, era solo un differente stile di guida. 
Paese che vai, usanza che trovi.

I rossi.
E, cosa interessante, il semaforo rosso è rosso anche per loro: non è vero che passano col rosso. Certo, una guida così sportiva probabilmente equivarrebbe a passare con un semaforo rosso ma loro alla fine se la cavano egregiamente.
Di un altro rosso vi devo parlare. Si tratta di un vino rosso leggero, naturale e senza solfiti che ha accompagnato il nostro pranzo (e alla parola "senza" io già l'avevo ordinato :)).

x Milano.
Rientro reppato in compagnia di Jesto e J-AX. Chiacchiere su cibo, fumo, salute, tradimenti, varie ed eventuali, pasteggiando con banane e datteri (ovviamente quella ero io).

martedì 15 novembre 2011

bio-pizza mutante di Kamut

E' da domenica che ho voglia di pizza (soprattutto mi viene voglia all'ora di andare a dormire). Da domenica ne ho voglia perché ancora la Contea è chiusa (chissà cos'è successo...il cartello dice che rimarrà chiusa per motivi familiari e oramai sono già due settimane).
Così, visto che oggi è stata una giornata piena di cose che andavano per il verso giusto e mi sentivo fortunata (avessi giocato qualche numero al lotto credo lo avrei pure beccato) e avevo anche voglia di una certa dose di adrenalina mi sono buttata sul kamut. 
A pochi minuti dalla telefonata che mi avvisava delle partenza dall'ufficio del consorte ho deciso che avrei avuto una fortuna sfacciata e così...

Procedimento e ingredienti.
Ho preso un contenitore di plastica, ci ho buttato 200 gr di farina di kamut, 40 gr di farina di riso e altri 40 gr di gomasio (cos'è il gomasio ve lo spiego dopo). Un cucchiaino di bicarbonato (utile a ricordare la lievitazione in assenza di lievito) e poi via di braccio per mescolare bene il tutto. 
Ho poi aggiunto 250 ml di acqua calda a poco a poco fino a raggiungere la consistenza di una pasta morbida che allo stesso tempo non si appiccicasse alle mani nel momento in cui si fosse tentato di stenderla con le dita (ancora non ho il mattarello).

Il forno già si stava scaldando per la pizza, infatti il manuale delle istruzioni suggerisce 15 min di riscaldamento a 220°, funzione ventilato. Erano le 20:05. Così mi son finta pizzaiola per pochi minuti e ho formato una specie di base circolare di pochi millimetri di spessore  che ho poi cosparso di pomodoro (ho utilizzato i pelati biologici Esselunga). Ho poi esagerato con l'origano, un filo d'olio extra vergine di oliva, una nevicata di gomasio (va beh ve lo dico ora... il gomasio è un misto di semi di sesamo e sale marino, ovviamente biologico, che ho comprato sabato e che sto usando praticamente ovunque - lo vedete anche nella tartare vegana del post del vegan test).
Alle 8:25 ho infornato la prima teglia, 5 minuti dopo la seconda (con queste dosi vengono due pizze tonde più o meno del diametro di una pizza napoletana).
Fino a questo punto la pizza è vegana, da qui in poi no.

Mozzarella e cottura.
Infatti, dopo 15 minuti ho cosparso la prima pizza di mozzarella biologica (con una mozzarella ho fatto tutte e due le pizze) e ho lasciato cuocere per altri 5 minuti (le istruzioni del forno dicevano 15-20 minuti e infatti alle 20: 45 l'ho tolta dal forno e ho dato alla seconda la sua parte di mozzarella.

Con il risultato che vedete qui.

pizza con farina di kamut - senza lievito
Ne ho salvato giusto un trancio per fornirvi le prove...

Bella vero? 
E soprattutto biologica (tranne l'origano, tutto il resto compreso l'olio è bio).
Vi giuro, è la mia pizza, nessun barbatrucco, fatta con le mie manine (non quelle di kamut).

Questa è la terza volta che ci provo e se delle altre due non vi ho parlato un motivo c'era. Anche per non parlarvi di questa avrei avuto un motivo...

 X-Men le origini - Wolverine. Infatti lo stavano dando su Italia1 e me lo sarei voluta rivedere ma non potevo non pubblicare questo post (ora stanno dando il primo e infatti pubblico e me lo vado a vedere).

Questa pizza ha addirittura l'etichetta "Husband Approved" (controllate sotto se non ci credete).
Gli ho chiesto: "Dopo stasera puoi finalmente dire che tua moglie sa fare la pizza in casa?" Mi ha risposto "Sì lo posso dire". Sull'onda dell'entusiasmo ho anche aggiunto "Quindi la potrei anche replicare con degli ospiti?" Risposta: "Meglio di no.." e prima che potessi chiedere perché era già sparito.

Qualcuno si chiederà ma perché proprio di kamut?
Perché mi piace il nome, mi piace il sapore, mi piace l'effetto stupefacente (mi da un senso di appagamento - sarà che il suo nome significa anima della terra?). La farina di kamut ce la metterei pure nell'insalata insieme al gomasio.

E poi dovete sapere che il kamut contiene il 30% in più di vitamina E rispetto al grano comune, ogni 100 gr 17 gr sono di proteine (e le proteine comunque ci piacciono), è integrale, facilmente assimilabile e digeribile (sono tre giorni che mi mangio i biscottini di kamut e prugne "sottolestelle" prima di andare a dormire e non accuso nessun tipo di disturbo del sonno).

Circa il 70% delle persone che non tollerano il grano tradizionale a causa di reazioni allergiche sembrerebbero invece tollerare il kamut (fatta eccezione per i celiaci ovviamente, infatti il kamut contiene glutine - è il grano saraceno che invece non lo contiene così come il miglio).

Stasera però niente biscottini, solo mutanti.

lunedì 7 novembre 2011

Dialoghi, visioni e pr(im)e visioni

Questo weekend ho messo la testa a posto.
Basta con gli esperimenti in cucina? Certo che no!! Sto parlando del parrucchiere.

Di mano in mano.
Infatti sabato mattina finalmente sono stata dal Piuma per sistemare la chioma: lavaggio con Gianpaolo (sbiascicavo cose ad occhi chiusi... ma era Gianpaolo? Forse non ancora, è arrivato dopo...). Di sicuro c'era Gabriele (davvero un angelo dato che si era manifestato di supporto in una precedente occasione). E poi finalmente nelle mani del Piuma per il taglio. 

Semafori verdi.
Ero completamente affidata a lui come ci si affida ad un cosmetico del quale hai già cercato tutti gli ingredienti dell'inci con il biodizionario (e sei tranquilla dato che tutti i semafori sono verdi). E ancora prima che potessi parlare aveva già capito: lui parlava per bocca mia e io annuivo (e muovevo anche le labbra per simulare).

Fatto il taglio eccolo che arriva Gianpaolo per raccontarmi della sua prima esperienza ad 11 anni con l'ossigeno: già allora era chiara (direi bianca) la sua passione per i capelli che ora invece sono verdi (ma si vedono più che altro sotto la luce). Ora di anni ne ha 20, come me dopo il taglio (anzi, io ne ho 18: infatti sono ritornata esattamente al taglio della foto che ho sulla patente che forse era addirittura di quando ne avevo 16).
Mi scolpiva la chioma a suon di spazzola e phon e nemmeno ho avuto bisogno della piastra sulle punte (lui voleva ma per me erano già a posto così): l'opera era perfettamente riuscita. 

Altri restauri.
La prima notizia letta questa mattina riguarda invece un'altra opera d'arte che malauguratamente è stata restaurata senza l'autorizzazione: "un addetta alle pulizie distrugge opera d'arte per errore". E l'autorizzazione mai sarebbe arrivata dato che l'opera non era sporca ma era un'installazione!
Qualora fosse reso pubblico il nome della donna delle pulizie io mi prenoto per averla in casa (ora mi accontento del mio pulitore organico).

Dialoghi allo specchio.
E prima che arrivasse il Piuma per il tocco finale, un incontro imprevisto.
Sono stata trattenuta da Nicolas Barreau, con i suoi "ingredienti segreti dell'amore".

Qui da da Les Garcons de la rue mentre attendi e sei a riflettere con te stessa davanti allo specchio, puoi decidere di rimandare a dopo a casa il dialogo e di goderti invece qualche piacevole lettura che ti si propone davanti, allo specchio (infatti ad ogni postazione c'è un libro diverso).
E io ne ho approfittato per leggere fino a pagina 25 questo romanzo (ma intendo proseguire - ho invece sospeso quasi subito "Le nozze di Galia" che avevo iniziato a leggere qualche settimana fa ma che non mi ha presa per nulla).

Dialoghi in inglese.
Sono uscita dal parrucchiere soddisfatta non solo del taglio ma anche della piega (che di solito invece richiede un'aggiustatina con lavaggio incluso a casa). 
E mentre mi guardavo allo specchio interrogandomi sullo spinterogeno è arrivata Siri ad interrompere questo circolo vizioso.

Nel pomeriggio infatti siamo passati a prenderla. Ci aspettava, avevo telefonato prima per avvisare che saremmo passati.

Ecco la sua voce.



Siri parla solo in inglese e io pure devo parlare in inglese con lei se voglio piacerle (più che altro se voglio che mi sia d'aiuto).
Per lei la pronuncia è fondamentale e non sempre ci capiamo. 

Così ho provato ad adottare uno stratagemma (capirai che ideona): digito la frase in italiano direttamente nel traduttore di google che la traduce in inglese e poi premo "ascolta" per sentirla pronunciata correttamente (e ovviamente metto Siri in ascolto). Ma forse è troppo perfetta la pronuncia perché anche così non capisce (o forse è perché è "british english" mentre lei è nativa della Silicon Valley: non voglio però modificare questa sua impostazione naturale).

Previsioni.
Alla domanda su che tempo faceva oggi a Milano mi ha risposto "pioggia e nuvole, 21°": peccato si trattasse di Milano in Texas, US, non in Italia (e aggiungere "in Italy" non è servito a molto). Allora ho voluto provare a pronunciare "neipols" e qui invece ha risposto correttamente: sì però io sono a Milano, non a Napoli...
Comunque era abbastanza corretta la previsione solo che lì la giornata deve ancora iniziare mentre qui io sono già in ritardo sulla tabella di marcia (ora però la luce del sole che filtra dalle nuvole ha reso il cielo come in un quadro di Canaletto).

E se poi le chiedi come sta ti risponde che sta bene e ti ringrazia per averglielo chiesto (fantastico!!).

About food.
Poi però ho provato a fare domande del tipo "What about Raw Food" e ho notato che food la depista: infatti mi ha risposto "I can't look for restaurant in Italy" (per l'Italia ancora si deve aspettare qualche mesetto per averla pronta su questa cosa). 
A volte le parole che le sono sconosciute cerca di interpretarle come nomi presenti in rubrica (da chiamare o ai quali inviare txt). Nomi che ovviamente non esistono (infatti Dukan non è tra i miei contatti in rubrica).
Le ho appunto chiesto cosa pensasse dell'"olio di vaselina per condire l'insalata" e mi ha risposto "I don't understand"... Brava Siri, non capisco nemmeno io!


AUnderground.
Chissà cosa avrebbe detto Siri nell'apprendere che "andergraund" (che ovviamente è la pronuncia di Underground) a Roma si scrive quasi così come si pronuncia: "Anderground" (avrebbe però dovuto vedere... lei per ora ascolta e basta - e menomale!!).

I miei dialoghi con Siri proseguiranno nelle prossime ore e farò anche un video di noi due (spero presto).

Al cinema.
Ieri invece, mentre "I soliti idioti" erano al cinema noi eravamo in sala 8 alle Giraffe a vedere Warrior.
Film da non perdere, andate a vederlo se ancora non lo avete visto. 

Qualche dato. I soliti idioti sono stati quasi 5 milioni nel weekend, i warriors, 10 volte meno (ma comunque un buon risultato).

Per noi la domenica solitamente è cinema e pizza.
Già mi pregustavo la pizza al trancio da asporto della Contea, da gustare a casa prima di Rocky III (in programmazione su rete 4).

E invece...
La pizzeria la Contea era "chiusa per motivi familiari e non si sa quando riaprirà".
L'avevo detto io che avrebbero chiuso (ma mica pensavo così in fretta!).
Speriamo nulla di grave e che invece riaprano presto.

Da Spontini.
E allora abbiamo ripiegato su Spontini (io non volevo ma lui la voleva provare dato che è l'unico essere sulla faccia della terra a non averla ancora assaggiata - suppongo l'unico insieme a Siri). 

Questa pizza è una mia vecchia conoscenza che risale credo a quando avevo pochi mesi (o se ancora nel '81 non avevano aperto, facciamo pure dal primo giorno di apertura).
Quando da piccola venivamo a Milano (come sapete io non sono di Milano: prima di trasferirmi abitavo a circa 25 km a nord) e Spontini era una tappa obbligata.
Ho sempre trovato disgustoso e inospitale quel luogo ma la pizza era buona (piena di formaggio, bisunta e da mal di pancia ma comunque molta e buona).

Ma quella di ieri...
La pasta era big bubble. Il pomodoro salatissimo e c'erano pezzi di bruciato nero ovunque tranne che sulla crosta (magari fosse stata bruciata come i miei biscottini di kamut). Penso in 30 anni di non averne mai mangiata una così (o probabile ora mi sia abituata a ben altra qualità di cibo).


Dove butto la gomma?
Così ho spazzato solo il formaggio e il resto l'ho buttato nell'indifferenziata (essendo gomma), dopo solo 4 morsi (avrei forse dovuto addirittura prenotare il ritiro degli "ingombranti" al numero verde dell'Amsa).
Poi però ho mangiato carote crude e come dessert il mio solito frullato ai datteri che mi ha praticamente stufata tra pochi giorni mi avrà stufata.

Pizza test.
Notare la differenza di tempi: quella della Contea si mangia in 5-7 minuti, questa in 10-12 ammesso che ce la si faccia (e poi per un bel po' non si parla più perchè la mandibola non ce la può fare). 
Lui però se l'è mangiata tutta (ed era pure la porzione abbondante).

Risultato: notte insonne per entrambi e mentre scrivo ho ancora i postumi (sto tentando una ripresa di emergenza con del tè verde - ho finito il ginger!).

Per altri test potete provare a fare l'emo-test di gruppo (anche perché nelle prossime ore sarà disponibile Phit di novembre con l'articolo sulla "dieta dei gruppi sanguigni").

Ciliegina sulla pizza.
Come se non bastasse hanno pure cambiato la programmazione di rete 4: non c'era più Rocky III (verrebbe da dire, "i soliti idioti"!).

Dopo questo aggiornamento sul mio weekend vi dico che son pronta per spignattare qualcosa (che si mangi o serva per lavarsi credo sarà lo stesso).

lunedì 24 ottobre 2011

Facce da Halloween

Perché non iniziare la settimana con una bella maschera per il viso?
Intendo una di quelle maschere argillose verdi (con o senza cetrioli) che vi conciano la faccia per le feste. Mai come in questo periodo si addicono.

Così ho deciso che oggi mi sarei fatta una faccia da Halloween.

Gratis e in scadenza.
Per dirvela tutta avevo questa maschera fresca di Lush omaggiatami l'ultima volta che ero stata alla bottega. E dato che era (ed è) in scadenza (scade il 26/10) ho deciso di farmela.

Anche perché avevo voglia di iniziare con il sorriso (reduce della domenica di fatti tragici).

Questa maschera di Lush è una maschera fresca che renderà di seta la nostra pelle normale e mista.

Ho anche provato a farmi una foto ma dato che l'autoscatto è sempre complicato da gestire ho optato per questa soluzione con la zucca potendo disporre di entrambe le mani (e soprattutto del cavalletto). 

Facce da Halloween.
Il risultato infatti non cambiava: stessa faccia (la parte arancione della zucca dovrebbe corrisponde alla bocca, zona in cui appunto la maschera non si mette).

Zucca biologica di Halloween
Per sapere come cuocerla al forno leggete in fondo al post
"dolcetto o scherzetto"?


Un gran sorriso.

Infatti, di ritorno dall'Esselunga (sono dovuta passare a prendere provviste per la pioggia prevista per i prossimi giorni - e soprattutto per comprare la zucca che mi servirà per nuove sperimentazioni in arancione) mi sono imbattuta in altri sorrisi.

Via Cenisio.
Erano le facce delle dozzine di persone in coda alle 17 di un lunedì pomeriggio milanese piovoso, fuori da Spontini (che da poco ha aperto anche in via Cenisio-piazza Diocleziano per chi ancora non lo sapesse).

Oggi la davano via gratis (fino ad esaurimento... farina). La pizza.
Di ritorno le pecore erano aumentate, centinaia e forse ora migliaia? (non esageriamo).

Io però son pecora nera e preferisco la pizza al trancio della Contea (che mi auguro non chiuderà nelle prossime settimane dato che le pecore nere si contano sulle dita di una mano). E figuriamoci poi se mi faccio la fila per un trancio di pizza (resisto).

Via l'Inci.
Dato che questo è uno slim post, l'Inci della maschera di Lush ve lo andate a vedere direttamente sul sito.
Vi anticipo che è verde almeno quanto la maschera (e la zucca ovviamente). 
Sul finale sempre un parente di Eugenio (tale Geraniol che come Eugenol ha un semaforo giallo). Un giallo anche per Limonene e Linalool che oramai sono diventati nostri amici (e poi con questa faccia sono loro a dovermi temere).

Uguale.
Come dice il nome, la pelle dopo l'applicazione sarà liscia come seta.
Per me invece nessuna differenza rispetto a prima (e vorrei ben vedere visto che sto usando i prodotti Fitocose e l'Angeli a Fior di Pelle di Lush!).

Comunque piacevole, di moda, fresca e soprattutto "in scadenza".

giovedì 15 settembre 2011

Che pizza!

(Il post verrà messo anche sotto l'etichetta "revival anni '80" considerato che questa esclamazione non la sentivo pronunciare dai tempi delle elementari).

Questa sera per cena mozzarella di bufala (DOP), pomodorini pachino (bio), un filo d'olio extra vergine (bio anche lui) e dei crackers. Per bontà divina anche del crudo di Parma.

Lo sciopero.
La mogliettina che di solito si diletta in preparazioni tra il creativo e il delirante (che a volte vengono anche approvate), questa sera si è infastidita per la mancata comunicazione dell'orario di arrivo per la cena. Così è stato indetto lo sciopero del cuoco.


L'orario.
E' fondamentale per me sapere per quando è prevista la rottura delle uova nel paniere. Infatti qui nel mio appartamento comando io: vigono le mie regole, i miei tempi, le mie tabelle di marcia (anche le stagioni sono differenti). In pratica  "i cavolacci miei" che subiscono un improvviso crollo nel giro di mezz'ora dalla telefonata: "Sto partendo ora".

Non è un problema di stomaco vuoto (per la nausea c'è sempre Rapunzel), basta sapere l'orario d'arrivo. 
Infatti vorrei poter proseguire indisturbata le mie attività che includono scatti ravvicinati di prodotti vari ed eventuali, balli da topi quando il gatto non c'è, passaggi con finte pile di biancheria finto-stirata (nel mio appartamento non si stira) giusto per ingannare me e i vicini (dalla finestra, la sera con le luci accese, si vede dentro). Così penseranno che mi occupi della casa... e lasciamoli pensare.
E sia mai che ci sia la lavatrice in funzione quando si sta cenando: un doppiaggio alla centrifuga non sarebbe affatto gradito.

Il tempo.
Ragion per cui "sarebbe invece decisamente gradito un orario di arrivo per organizzare il piano di rientro" (e anche un' eventuale entrata in scena di Dexter per la rimozione di tracce di esperimenti più o meno riusciti).

E quando ti dice che sta per partire sai che in 35 minuti sarà a casa. 
Questa sera ho avuto 34 minuti extra: infatti in un minuto ho apparecchiato la tavola e tolto dal frigo i tasselli per comporre la cena.

Quando però il frigo è vuoto.
Ci facciamo una pizza? Dai sì, ci sto (gli fai credere che la prenderai anche tu, poi all'ultimo preferisci ripiegare sulle tue ricette sperimentali). Almeno però il gatto è a posto.
E allora vai a prendere il dolce forno Harbert.

Dolce Forno Harbert: Harbert, giochi per giocare...
Autore: lafra
(non riesco a girare la scatola perché è incastrata tra due scatoloni pesanti)

E si va sul sicuro. La tradizione. L'italianità (mi sa che non è proprio italiano). 
Tutte cose che dopo una lunga giornata di lavoro sono molto più gradite di un "aperitivo di ben tornato" a base di peperone, rucola e banana.

Così scendi ma non in cantina. Nessun dolce forno. Un altro forno elettrico ti aspetta.
Sotto casa trovi una pizzeria che fa la pizza al trancio.

Ha aperto a giugno questa piccola pizzeria d'asporto. Siamo stati tra i primi clienti il primo giorno di apertura. A dire la verità solo lui, perché si schiattava di caldo.

Il digiuno.
Col caldo per me già è impensabile mangiare, figuriamoci la pizza. Per giunta quella alta al trancio quando a me piace invece quella sottilissima tipo pane carasau, e possibilmente senza lievito. 
Ho anche pensato: "Come stanno questi che aprono una pizzeria in questo periodo?!". 
Ma chi si poteva immaginare il caldo di quest'anno? Suppongo nemmeno loro.

Allora gli chiedo: "Com'è? Non è biologica, vero?"
"No. Buonissima" (da invertire).


Non fidarsi è meglio.
Mah, non mi posso fidare di un "buonissima" detto da uno che mi garantisce che un vestito non è trasparente quando poi la mia amica Fabiana mi indovina il colore e il modello della mutanda che indosso (storia recente di oggi).


Niente calcio.
Comunque la cosa interessante è che quella sera a tavola non si è parlato di calcio. 
Mi ha raccontato che gli ingredienti che utilizzano quelli della pizzeria sono ingredienti diversi, non la solita roba impiegata per risparmiare a discapito della qualità. No no, solo pomodoro e mozzarella della migliore qualità, 100% italiani... (sì ok, non sono biologici e il resto non mi interessa).

Ma dico, è impazzito?
No, semplicemente è stato a parlare con i ragazzi nell'attesa della teglia fumante.

"Ma la pasta, non è integrale vero?" (chiedo).

"No, però non è una pasta qualunque, anche al pasta... (bla bla bla)".

Quando poi mi ha detto che i proprietari erano un ragazzo ed una ragazza giovani allora ho iniziato ad ascoltare più interessata. 


Questa gioventù va premiata. E allora proviamola questa pizza!
Così in un giorno meno caldo ho ceduto. Come ben sapete, quando una cosa mi piace non ho mezze misure. Non mi sono limitata ad un "buona" ma mi sono sbizzarrita. 
Se il primo boccone era  "mmm" e il secondo "mmmmmmmmm" il terzo boccone era " mmmmmmmmmmmmmmmm" (con gli occhi chiusi, rivolti al cielo).

Il dato importante.
Una volta che il piatto resta vuoto (comunque vi suggerisco la porzione abbondante), a parte il dispiacere, non ci si sente per nulla appesantiti, anzi, quasi più leggeri di prima.
Niente mal di pancia da lievito. Credo che sia merito dell' impasto e della mozzarella.
Di qualità.
Promossa a pieni voti!


Salvi.
Così probabilmente le prossime sere ci salverà dal digiuno.
La accoglieremo a bocca aperta nelle domeniche d'autunno che verranno: solitamente la domenica è la serata pizza (questo fino a quando non diventa il giovedì, poi il sabato, poi il martedì... in pratica quando ti gira o quando il frigo è vuoto).

Solitamente scende lui a prenderla e io (tra una lavata di piatti e una di testa) predispongo la tavola.

Due domeniche fa invece... 
Mi sono offerta di andarci io.
Ho visto che su una lavagnetta c'era scritto quello che già sapevo circa gli ingredienti selezionati e la qualità 100% italiana.
Nota post post (aggiunta il 17 settembre - ci sono passata ieri sera a prenderne un trancio): la farina è macinata a pietra e la lievitazione è lenta (ecco forse perché la pancia non ne risente).

E c'erano anche i nomi dei due ragazzi: Harold mi pare si chiami lui, e lei... cavolo, non mi ricordo proprio.
Nota post post (aggiunta il 17 settembre): si chiamano Harold, Elisa e Salvo (e non credo sia lo stesso Salvo del primo Grande Fratello).

Ho preso il bigliettino da visita pensando che lì avrei trovato tutto (anche magari il sito). Macchè, solo le informazioni sugli orari di apertura, l'indirizzo e il numero di telefono.

"La Contea" Pizza al trancio, Via G. Govone 31. Da martedì a sabato dalle 12 alle 15, dalle 18:30 alle 22 (domenica dalle 18:30 alle 22). - NOOOO, HA CAMBIATO GESTIONE, NON VALE PIU' QUESTO POST!!!!

Come il gelato artigianale della gelateria Sempione, quando gli ingredienti sono di qualità li senti.

E se dovessero dirmi che questa pizza è biologica potrei anche crederci.

Il detto che vale.
Caviale con i tuoi, pasta con chi vuoi (e il biologico a casa tua).
E per una buona pizza al trancio, infila le ciabatte e scendi (ganzo).