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giovedì 10 novembre 2011

ER MIGLIO DE (corticato)

Da qualche giorno ho in testa il miglio (mentre lo scrivevo mi sono immaginata con una corona di foglie di alloro che però sono un po' diverse da quelle della pianta di miglio).

Dal Marocco.
Piccola parentesi alla testa... Ho rifatto il trattamento lavante marocchino al Rhassoul perché ne sentivo il bisogno (l'ho tenuto una bella ora abbondante). Devo dire che questo prodotto che ho anche un po' snobbato per via della scarsa nulla praticità di utilizzo, è comunque un ottimo prodotto che suggerisco di utilizzare 1 o 2 volte al mese quando si ha magari un po' più di tempo a disposizione per se stessi.

Dall'India.
Vi parlavo del miglio. Questo cereale originario dell'india (questa l'ipotesi più accreditata su wikipedia) pare sia l'unico cereale dall'effetto alcalinizzante, indicato quindi per chi soffre di acidità di stomaco. Oltretutto non contiene glutine ed è quindi adatto per le persone che soffrono di celiachia che però, vi ricordo, possono mangiare anche il grano saraceno (e quindi le mie orecchiette). 
Io non soffro di celiachia ma sono del gruppo B: come potete vedere consultando la pagina dedicata agli alimenti del gruppo sanguigno, il miglio è tra gli alimenti che questo gruppo dovrebbe consumare (in particolare si fa riferimento al pane di miglio che proverò certamente a fare). Questo secondo quanto riferito dal medico Jörg Zittlau nel suo libro che tratta di questa dieta.

Uscite.
Proprio oggi è uscito il numero di novembre della rivista Phit Magazine che nella sua "Vitamina Phi" tratta di questa dieta (ve lo avevo anticipato nell'emo-post qualche settimana fa).

Sta di fatto che con il miglio si fanno tante cose.
Già avevo avuto modo di conoscerlo assaggiando i burger vegetali (potete vederli nella seconda foto del post dedicato alla dieta Dukan). Questi hamburger mi risultavano troppo duri e difficili da deglutire senza acqua (e soprattutto senza qualcuno dietro a battermi sulla schiena).

Repliche.
Dato il momento favorevole (sono giorni decisamente fertili per le preparazioni in cucina) ho deciso che avrei voluto replicare una specie di hamburgher/cotoletta vegetale. Come avrete visto nella foto di cui sopra, insieme al miglio ci sono delle verdure arancioni (carote per la precisione).

Ma son giorni che tra i piedi ho una piccola zucca di Halloween (sta infatti a risposo sotto il tavolo, tra il divano e le scatole di colori acrilici gli sgabelli... appunto, tra i piedi). E la zucca è arancione (per la zucca illuminata potreste invece leggere il post dedicato).

Etichette.
E così mi son data da fare. E una volta appurato il tempo di cottura del miglio (20 minuti)...
"Il miglio è un antico cereale di colore giallo che spesso viene utilizzato in sostituzione di pasta, riso, farro per la preparazione di minestre in brodo, minestroni vari. Ottimo usato anche da solo, condito a piacere. Tempo di cottura 20 minuti circa. Ingradienti miglio decorticato bio può contenere tracce di glutine"... 
Stop stop stop! 
Vi stavo leggendo quello che ho trovato riportato sull'etichetta. 
Questo miglio è della marca Gori (tradizione Toscana dal 1920) ma immagino ne esistano di altre marche.

... il risultato è stato questo:

cotoletta vegana miglio e zucca
Pesce Miglio.

Mi è sembrato subito un pesce, tipo sogliola al forno con il pangrattato.
E vi dirò di più. La consistenza è la stessa e il sapore anche (infatti la sogliola non ha un sapore forte e una volta mischiata con gli altri ingredienti si perde nell'insieme).

Ma questo da qualche tempo è un blog vegano e il pesce non ci può stare a meno che si tratti del Pesce Miglio.

Ecco cosa ho utilizzato (primo tempo)
  • 150 gr di miglio decorticato
  • 1/4 circa di zucca (meno quella che ho smangiucchiato a crudo, buonissima!!) modello verde fuori, con interni gialli
  • 1 zucchina (nella foto è scura e simula l'occhio)
  • 1 piccolo scalogno (ero di fretta se no ne avrei tagliati altri come minimo)
  • olio di girasole per il soffritto (e pure poi per friggere cuocere)
  • una sberla di semi di sesamo (sberla o "papina" fa lo stesso, nel senso che il movimento del braccio con la confezione di sesamo in mano era lo stesso)  - utile a ricordare il fondale marino
  • curry q.b  (ho letto che è scaduto il 31 ottobre ma non credo che dal giorno 1 di novembre non sia più utilizzabile)
(secondo tempo)
In teoria mi sarei voluta fermare qui ma in pratica non l'ho potuto fare. Infatti il tutto era talmente molliccio che ho dovuto intervenire con della farina di mandorle.
Ma non è bastato. Ho dovuto aggiungere anche della crusca d'avena che per fortuna avevo in dispensa e che ora non ho più (è la "crusca al cucchiaio" di Dukan).

Avevo 20 minuti prima che un uomo affamato varcasse la soglia di casa e così nella fretta le forme sono state un po' bizzarre (il pesce è stato quanto di più simile ad una cotoletta sia riuscita a produrre).
Ne ho fatte per 4 persone e ho dovuto utilizzare due differenti padelle per farci stare tutto. 
Ora però vi devo dire come prepararle...

Preparazione.
In un pentolino tenete l'acqua in ebollizione con dentro i cubetti di zucca. 
Prendete una padella antiaderente dal bordo alto (la stessa che ho utilizzato per la papina e che utilizzo per cucinare qualsiasi cosa) e fate dorare lo scalogno nell'olio. Buttate il miglio e versate man mano l'acqua come fareste per fare un risotto. Dopo circa 10 minuti aggiungete la zucchina tagliata a piccoli pezzi (ma non grattugiata). Aggiungete il curry e continuate in questa operazione fino a quando più o meno il tutto sarà morbidoso e la zucca si spappolerà (occorreranno circa 30 minuti). 
Lasciate raffreddare e aggiungete la farina di mandorle e l'avena come detto per aiutarvi a raggiungere la consistenza. Aggiungete anche il sesamo.

Qualcuno vorrà sapere, ma il sale? "Poco poco" (come direbbe Kaori).

In padella (meglio di no)
Fate le forme che più vi piacciono e cospargetele con la farina di mandorle (e anche di sesamo se lo gradite). Dunque mettetele in padella a cuocere nell'olio bollente.
Fate andare per 6/7 minuti per lato e servite con magari un contorno di insalata (io avevo solo quella presa dal cestino di verdure svervegesi e ho preferito farne a meno).

Al forno.
Ideale sarebbe una preparazione al forno. Vi direi 180° ventilato per 20 minuti (e poi assaggiare). Utilizzerei la piccola teglia ci ceramica bianca che ho utilizzato per la "papina" .
Proverò e vi farò sapere (se a provare siete prima voi, fatemi sapere voi).

Etichette.
Queste cotolette di miglio e zucca risultano molto morbide e sono rese ancora più piacevoli al palato proprio dalla zucca (che comunque essendo utilizzata in piccole dosi non disturba più di quella sotto i piedi). 

Questa ricetta è annoverata come "Husband Approved" (vero vero, non ci potevo credere), senza glutine, ricette vegan ma purtroppo non light per via della cottura (sarà forse per questa etichetta mancante che non ho chiuso occhio stanotte??). Con un titolo così chiaramente è anche "il meglio di Anice e limone".

Forse sarà meno indigesto il miglio mangiato così a secco: lo sto assaggiando adesso per curiosità e non è affatto male, sembra sesamo (non è chiaro se a crudo si possa consumare ma intuisco di no).

mercoledì 2 novembre 2011

Verdure svervegesi

Ieri pomeriggio finalmente siamo andati all'Ikea!!
Dopo settimane di tentativi senza successo finalmente sono riuscita a farmici portare (con qualche barbatrucco ma quello che conta è il risultato).

Il piatto rotto, i due bicchieri e i tovaglioli (a quelli viola tanto nominati ho voluto aggiungere la nuance verde) mi sono costati 44,32 euro! 
Infatti non mi sono limitata alle cose di cui avevo bisogno per mangiare, bere e pulirmi la bocca ma a cose che la mia testa ha ritenuto a suo modo necessarie. 
Non ultima la cassettina di verdure svervegesi. Mai come in questo caso "svervegese" è calzante.

Come sapete da qulache giorno sono orientata verso il crudismo e più in generale verso un consumo di frutta e verdura (che avevo purtroppo ridotto causa "si è presi da mille cose e non ci si pensa").
Già ieri il "Date Day" mi ha riportato in carreggiata con il super gazpacho di banana e datteri e oggi volevo provare un gazpacho più tradizionale. Sarei dovuta andare a far provviste di verdura da NaturaSì ma come spesso accade la scaletta è stata rivista a causa dell'orologio che gira.

E allora ecco un'alternativa alle classiche verdure.

verdure pupazzose dell'Ikea
Potete osservare anche lo sgabello arancione nominato
nel post cacofonico sull'arancione.

E' il cestino di verdure in peluche acquistato ieri all'Ikea (e che prevedo mi tornerà utile in un sacco di situazioni).

Sì e no.
L'intenzione non è certamente farvele mangiare.
Oddio, Dukan che suggerisce l'olio di vaselina per condire probabilmente autorizzerebbe anche questi peluche ma bisognerebbe chiuderglielo.
Diciamo che io personalmente il suo olio di vaselina qui ce lo vedrei molto bene, voi cosa dite?
Per me è sì (se volete sapere perché invece "per me è no sull'insalata", potete leggere il mio post sulla dieta Dukan).

Funghetti speciali.
Oltretutto i funghi quest'anno non si trovano a parte i miei bio muffin integrali ai mirtilli (che potreste iniziare a fare visto il periodo da forno acceso).

E allora, come usare questa verdura svervegese?
(sul perché "svervegesi" rimando al mio post sull'affinità di coppia, ultimo blocco di testo con titolo "Svervegia").

A tavola, per dare all'occhio la sua parte.
Infatti, se frutta e verdura scarseggiano potremmo sempre colorare la tavola così: non solo con i tovaglioli verdi, che ho acquistato insieme a quelli viola, ma anche con qualche piccolo ortaggio seminato qua e là (ieri sera abbiamo mangiato spaghetti: lui al pesto, io con un sugo biologico di verdure, e questo cestino ci ha reso la cena più piacevole).

Forse per la serata di Halloween sarebbe stato perfetto ma io arrivo sempre con qualche ora di ritardo (nei post, mai agli appuntamenti - giusto per precisare).

In questi giorni mi è capitato di leggere questo articolo sulle "10 mosse per dimagrire":

Al punto 4 viene suggerito di leggere le etichette. 
Nel nostro caso/cesto se leggete l'etichetta del cipollotto (che a me pare tutto tranne che un cipollotto sinceramente!!) trovate scritto DUKANTIG: per me un chiaro riferimento al fatto che "non sia buono da mangiare".... Siete d'accordo?
Davvero curioso l'articolo, vi suggerisco di leggerlo.

Cosmetici e barbatrucchi.
Con questo cestino ho tentato di confondervi un po' spostando l'attenzione da quello che doveva essere il post di oggi. E' che il macinacaffè ancora non sono riuscita a trovarlo (cercarlo) ma ci vado nel pomeriggio.
Alle 15:15 infatti devo vedere Fabiana che mi dovrebbe (se questa volta si ricorda) dare la mia parte di cosmetici di Fitocose dell'ordine (che questa volta ha voluto fare lei): sono arrivati da qualche giorno ma tra una cosa e l'altra non siamo riuscite a farli passare sulla mia faccia...

Altri funghetti.
Una cosa che ho notato.
Nelle ultime 48 ore mi sta spuntando qualche foruncolino malvagio sotto pelle (e anche sopra!).
Ora, non capisco se sia l'effetto del Detox Raw (non Miss ovviamente, lei la sento sempre) o se sia a causa della mancanza del detergente al Tea Tree Oil nel mio trattamento quotidiano: infatti da qualche giorno sia la mattina che la sera uso l'Angeli a Fior di Pelle di Lush che però vi avevo detto chiaramente di usare solo una volta al giorno... e infatti, ecco che spuntano!

Misto di stagione.
Ora non so di chi è la colpa (Fa, non ti preoccupare, tu non c'entri :)).
Le sperimentazioni miste certo non aiutano (sto anche mangiando alimenti a base di farina di kamut che avevo ipotizzato potesse darmi intolleranze... appunto!).

Comunque il test sulle intolleranze alimentari di cui via avevo parlato nel mio post di bilancio trimestrale lo devo ancora prenotare (vorrei riuscire a farlo già la prossima settimana).
Scappo a finire di mangiare lo yogurt coi datteri e i cereali, poi tisana al ginger al volo e poi "uscire" (e di ritorno urge anche una super spesa!).

domenica 9 ottobre 2011

Zampette di gallina integrali (alle carote)

Quando le temperature si abbassano a casa mia si accende il forno. 
Non è collegato al termo autonomo e non è che si accende automaticamente quando il termostato va al di sotto di una certa temperatura.
Sono io che quando inizia a far freddo accendo il forno. E come da programma, venerdì le temperature si sono abbassate di almeno 5° C.
E quando accendo il forno è per fare qualche dolcettino.

E i miei dolcettini sono "ini" come i clippini di Vasco: veloci e genuini.

Vezzeggiamento di verdure.
Sull'onda della "non Dieta Dukan" mi ero cucinata delle gran belle verdurine al vapore: carote e zucchine biologiche (e qui "ine" non dipende certo da me), con la mia pentola a pressione ("one", per cui grande e in effetti lo è) che vi giuro, è una "Barazzoni".

Ini e Oni si bilanciano.
Delle zucche allora? In effetti zucchine e carote potrebbero originare delle zucche (certo, per una mente alquanto fantasiosa).

Sta di fatto che invece hanno generato dei biscottini di Kamut alla carote.

"Ini" a pranzo.
Giovedì a pranzo mi sono cucinata un risino biologico (no risottino dato che l'ho fatto bollire) con un misto di pesce (salmone e pesce bianco non meglio definibile) acquistato tra i freschi dell'Esselunga. 
L' ho preparato con un soffrittino di aglio e pomodorini e con una spruzzina di prezzemolino. Buonino. Buonissimo.

Ma le verdurine?
Cosa ci azzeccano?
Nulla. Infatti son venute pronte tardi, dopo che già mi ero mangiata il riso e così sono rimaste sotto pressione nella pentola mentre io, in tutta tranquillità, ultimavo il mio pranzo.

False zucche.
Sta di fatto che le zucchine sotto pressione le ho mangiate venerdì a pranzo, strapazzate dal quartirolo lombardo (quello stesso utilizzato per gli involtini).

Mi son mangiata anche il pescettino (era un'orata ) con il prezzemolino.
E invece le carote son rimaste lì.

E dopo che l'occhio le ha viste lì, in quell'arancione sgargiante non ha potuto fare a meno di restituire alla testa un comando, semplice e chiaro:

Output.
"Fai dei biscottini di Kamut e aggiungile per far colore. Fai loro incontrare mandorle e polvere di zenzero per un sapore unico".


biscottini di kamut con carote e mandorle

Forme.
Siiiiii!!! E questa volta mi impegno a farle con lo stampo a carotina (se però la pasta è troppo molle è quasi impossibile dato che è davvero piccino lo stampo).

Iperrealismo.
Così saranno proprio delle carote (per un attimo ho anche pensato di utilizzare la mezza zucchina rimasta per fare il verde dell ciuffetto ma poi mi sono resa conto della gravità del pensiero e allora mi sono messa a preparare le "zampette di gallina").

Zampe di gallina.
Ma non erano carote?
Per la precisione un misto di coroncine e carotine (e queste ultime sembrano piuttosto delle zampe di gallina).

Beauty.
Per altre zampe di gallina potresti usare il contorno occhi alla Rosa Rubiginosa di Fitocose.
Per altri trattamenti viso fai-da-te ti suggerisco invece di leggere questo post.

Ecco gli ingredienti:
  • 180 gr di carote al vapore biologiche
  • 280 gr di farina integrale di kamut biologica
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 1 cucchiaino di zenzero in polvere biologico (mettetene anche due, solo uno è come non averlo messo)
  • 1 uovo intero biologico + un tuorlo  (e qui ho peccato, avrei dovuto aggiungere il tuorlo ma non so com'è successo, l'ho scordato...)
  • 80 gr di olio di semi di girasole biologico
  • 50 gr di sciroppo d'agave e 40 di zucchero di canna integrale biologico (non di più, già le carote sono già dolci di loro)
  • 25 gr di mandorle tritate

IMPORTANTE(!) 
LA COTTURA NON DEVE SUPERARE I 10-12 MINUTI. FORNO VENTILATO A 180° (preriscaldato 10 minuti prima).

Avendo al loro interno la carota non sono seccati come gli altri e sono rimasti morbidi all'interno. 
Vi suggerisco però di non stendere la pasta troppo sottile ma di tenerla sul mezzo cm almeno (se no vi si bruciano e addio zampettine!).

Preparazione.
Il procedimento è analogo a quello utilizzato per gli originali biscottini di Kamut.

Lavorate le uova (o l'uovo nel mio caso) con lo zucchero e l'olio, aggiungete le carote spappolate con le mani e poi lo sciroppo d'agave. Quindi integrate la farina nella quale avrete aggiunto le altre polveri: il bicarbonato, lo zenzero e le mandorle sbriciolate.

Arrivals.
Le carote è meglio che non arrivino dirette dal frigorifero (tiratele fuori almeno un'ora prima e strizzatele bene poiché imbarcano moltissima acqua).

Jet lag.
Lasciate riposare la frolla per almeno mezz'ora in frigorifero.

Ora speriamo solo di non decidere di cucinare la la trippa perché potrei davvero rischiare di farne un semifreddo (e comunque la trippa è tra le frattaglie consentite dalla Dieta Dukan).

martedì 20 settembre 2011

Dolce bugia di cacao (e zucchine)

Finalmente è pronto.
Raggiunti i 24,8 gradi in casa ieri mi sono decisa ad accendere il forno. 
Oltretutto questo sbalzo di 4 gradi ha reso necessaria un'integrazione di coperta al lenzuolo e tra non molto scatterà anche il piumone (che domani mi devo ricordare di prendere da casa dei miei dove è stoccato per ovvie ragioni di spazio). 

Ci siamo, l'autunno mi sta penetrando nelle ossa, ora lo sento (e in questi casi il forno aiuta a riscaldarsi).

E così ieri ho deciso di sperimentare quella ricetta che mi frullava da giorni.
Vediamo di che si tratta. 
Vi dicevo che era un dolce salato ma è inesatto (anzi, totalmente errato). 
Infatti è un dolce a tutti gli effetti ma con sorpresa (e non è detto che ci si accorga della sorpresa se non leggendo il titolo).

Avete presente le bugie bianche? 
In questo caso sono al cacao. Cioè, il cacao è l'ingrediente per mezzo del quale la torta vi si manifesta. Ma c'è molto di più (1 zucchina e mezza carota per la precisione).

Un'antica tecnica.
Questa tecnica è solitamente utilizzata dalle mamme per far passare certi cibi che altrimenti andrebbero diretti a decorare le vostre pareti di casa.
Così ai bambini in età infantile e anche a quelli più cresciutelli (che però non vogliono saperne di mangiare verdure) si mente.
"Mangia il dolcetto buono al cacao (con dentro anche le zucchine cattive, la farina integrale di kamut)... buoooonoooo, vero?"

Passi, passi...
Così ogni tanto riesco a far passare delle verdure. E nella mia testa vedo il doganiere che mi strizza l'occhio o il vigile che dice "Vadavada, in fretta però". Di certi passaggi con rossi e verdi potete leggere in questo post).

E allora ieri ho fatto l'esperimento.
Devo dire che mi aspettavo una cosa diversa. Intanto è rimasto soffice come nessuno dei miei dolci (e con questo non voglio certo dire che siano meno gustosi, diciamo diversi - guardate ad esempio il mio dolce integrale di avena).

Infatti questa mattina era ancora morbidissimo e si è prestato benissimo per l'inzuppo nel latte (e questa volta non latte di avena, ma il più comune latte di vacca scremato che avevo comprato per fare il latticello che serviva per fare la torta). Ma cos'è il latticello?
Calma calma, adesso vi dico tutto.

Ecco gli ingredienti.
  •  70 gr di burro 70 gr di olio di semi di girasole (solito Viviverde)
  • 150 gr di farina integrale di kamut Vital Nature (dicono sia biologico ma di bollini sulla confezione vedo solo quello della "Federazione Italiana Pallavolo" per cui ora gli scrivo - stessa cosa dicesi per il latte di avena che utilizzo abitualmente che è della stessa marca --- ho inviato loro una mail e mi hanno risposto che, non avendo ancora terminato le scorte, fino a nuova stampa le confezioni saranno le vecchie sprovviste di quel bollino, per legge comunque utilizzabili fino al 1 luglio 2012. Andate tranquilli, i prodotti sono biologici)
  • 30 gr di cacao amaro Fairtrade Solidal (è solidal ma non bio)
  • 2 cucchiaini di bicarbonato
  • 60/80 gr di zucchero di canna integrale (adattissimo il biologico della linea Solidal della Coop, è questo)
  • 2 uova (questa volta avevo le SìNaturalmente! bio)
  • 1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva (solito Viviverde)
  • 1 zucchina media (+ mezza carota) biologiche
  • 200 gr di latticello fatto in casa

Per fare il latticello ho utilizzato:
  • 100 gr di yogurt magro Viviverde
  • 100 gr di latte scremato Granarolo

Avrei anche potuto aggiungere della cannella e delle scaglie di cioccolato fondente ma la prima non l'avevo e il secondo non mi interessava aggiungerlo.

Per ora cuccatevela così!

dolce di kamut integrale al cacao (+ zucchine)...Mmm, pappa buona...
Sacher?


Nota aggiuntiva post post.
Fabiana dopo averla assaggiata mi ha detto che è molto molto simile (identica, posso dirlo?) alla Sacher. Questa versione però non ha burro, nè cioccolato e soprattutto è veloce da preparare (e la Sacher proprio veloce non è :)).
Per altre piacevoli similitudini frutto del caso potete leggere il post sui biscottini di Kamut.


Preparazione.
Il procedimento è semplice: non occorre nemmeno montare a neve gli albumi.

Prima preparate il latticello così quando dovrete aggiungerlo sarà pronto (occorrono infatti 15 min di riposo).
Per il latticello dovete mescolare lo yogurt magro e il latte scremato in uguali proporzioni e lasciar riposare per 15-20 minuti... et voilà, ecco fatto il latticello (ho trovato molto utile la spiegazione di questo blog).

Fatto il latticello vi consiglio di accendere il forno (180°, ventilato) e di grattugiare le zucchine (e se volete anche mezza carota, io l'avevo e infatti l'ho aggiunta). 

Preparate poi le dosi di tutti gli altri ingredienti così che sarete poi più comodi nella preparazione: infatti se vi suona il telefono potete rispondere agilmente senza mandare insulti gratuiti all'interlocutore perché vi è caduta la farina sul pavimento (tanto lo so che succede).

Fate così.
Setacciate farina, cacao e bicarbonato (anche la cannella se l'avete) e aggiungete lo zucchero di canna. Io solitamente utilizzo lo sciroppo d'agave ma dato che quello che ho non è bio ho voluto bilanciare con questo altro ingrediente che invece è certificato biologico (per dirla tutta ho preferito lo zucchero perché essendomi già presa parecchie licenze almeno lo zucchero di canna previsto dalla ricetta originale l'ho voluto mantenere).

Questa ricetta è un mio adattamento di una ricetta che ho trovato su un libro che mi è di recente stato regalato dalla mia amica Sibi.

Vi serve un altro contenitore.
In un altro contenitore sbattete le uova e aggiungete l'olio (girasole e oliva), il latticello e unite alle polveri. Aggiungete poi le zucchine (e le carote se le avete previste). Versate nello stampo (io ho il solito rettangolare da plum cake) e mettete in forno per 40-50 min.

Il tarpa fame.
Questo dolce è un dolce adatto a quegli improvvisi morsi di fame per i quali alle volte non c'è soluzione perché non esistono cose adatte (dei crackers o delle fette biscottate non hai voglia, troppo secchi, e dello yogurt nemmeno ma neanche della frutta... non va bene niente).
E allora arriva lui.

In certi altri momenti...
Per la colazione lo puoi gustare con sopra dello yogurt magro o anche all'inzuppo con "cucchiaio salvagente" (infatti è troppo soffice e lo perdi nella tazza).
A merenda, con un velo di nocciolata è golosissimo.
E per fare un figurone con gli ospiti (più che altro per rimediare ad una carenza di zucchero) una spruzzata di zucchero di canna integrale sistema anche l'occhio (guardate infatti la foto).

Ieri gliel'ho servito con la nocciolata per non farmi scoprire e la copertura ha retto (ma regge anche senza, tranquilli, non si sente la zucchina).

Certi dolci.
E considerate che lui è amante del Tiramisù (non certo del il mio dato che quando lo faccio elimino i savoiardi e uso la ricotta al posto del mascarpone).
Alla mia domanda "Non è tanto buona vero?" (lacrimuccia inclusa) mi ha risposto "Naaoo, ci sta."

Immagino i miei dolci siano apprezzati più da vegani o comunque da persone abituate a sapori diversi dai classici dolci talvolta "pannosi" (questo dolce però non è adatto ai vegani poiché contiene sia latte che uova).

E' invece decisamente adatto ai vostri "robertini" che non mangiano verdura.
Ma non vi preoccupate, come vi ho già detto non sa di zucchine, non ci si accorge nemmeno (se no che travestimento sarebbe?).

"Dai Robertino, mangia il dolcettino..."

Chi sono i "Robertini"?
Come l'amorevole vezzeggiativo suggerisce, il "robertino" dovrebbe essere il piccolo cucciolotto di casa (di età variabile, ma solitamente sotto i 10 anni).

Ma esistono delle eccezioni. 
Oltre a cani e gatti "robertini" ce n'è uno che si porta in spalla.
Dato che è così bello (e lo vorrei avere) ho partecipato a questa iniziativa per sostenere "la buona creatività italiana". Trattandosi di estrazione, e non avendo fortuna in questo tipo di cose, temo continuerò ad usare la mia borsa (ah sì, certo, mica lo volevo regalare al mio nipotino che è in prima elementare).

Vi lascio con la storiella ispirata al "Robertino-Zainetto" con la quale ho commentato il post e ho così partecipato all'iniziativa.

La mamma di due gemelli si rivolge al vicino di casa che ha un cane un po' rumoroso (abbaia, del resto è un cane).
"Scusi sa, ma mi ha rotto i Robertini!" Il cane infatti deve essersi smangiucchiato gli zainetti dei ragazzini, abbandonati fuori dalla porta nella fretta di entrare a fare merenda (io alle elementari sganciavo lo zaino in questo modo).
FINE

Robertini che girano (e si rompono).
Nella realtà altri più comuni robertini, esperti in evoluzioni su se stessi, sono stati decisamente spaccati questa mattina presto (e non solo, la cosa va avanti da quest'estate) dal malfunzionamento del ventilatore/condizionatore (o forse a questo punto reattore!!) dei vicini di casa che, probabilmente sordi o col sonno pesante, hanno questo strumento di tortura proprio attaccato alla parete dove abbiamo il letto. 

Non vi voglio nemmeno dire i pensieri che ho avuto: ho bussato come una pazza, erano le 7, ma credo abbiano pensato ci fossero i muratori (forse è il caso di spendere due parole, non sono italiani ma credo anche a gesti riuscirò a farmi comprendere!).