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domenica 25 settembre 2011

Il mio sabato Botanico

Ieri mattina mi sono svegliata (a parte con un prurito allucinante su gambe e braccia che oggi credo di avere debellato - e alla fine del post ve lo racconto) con la voglia di fare un salto in centro in libreria per cercare un libro e comprare gli auricolari del cellulare che sono svaniti nel nulla.

(divagazione)
Come immagino saprete, ancora non sono confermati i danni che il cellulare provocherebbe sul nostro organismo. Ragion per cui gli esperti invitano all'uso degli auricolari (e pure degli sms) per ridurre i rischi al cervello causati dalle onde del cellulare (e fate attenzione anche a non tenerlo vicino alla parti intime o anche vicino al cuore. In pratica tenetelo a bada).
Con le amiche meglio telefonate brevi e vederle direttamente magari al Centro o a casa vostra: non è più piacevole gustare una bella tazza di tè verde con un buon dolcettino dei vostri? Io dico di sì.
(fine divagazione)


Dicevamo del salto in centro...
In bici naturalmente. 
Così sono montata in sella alla mia bicicletta nera e ho avuto il primo incontro della giornata con i piccioni di piazza Gerusalemme. Ho poi percorso via Canonica fino al parco (questo è un percorso nuovo, mi andava di cambiare giro). Ho attraversato il parco e sono arrivata in via Dante. 
Attraversare il parco e il castello è una delle cose che mi riempie di energia.


Perdite di memoria.
Lì ho avuto una momentanea perdita di memoria (indotta) e ho lasciato scorrere sul lato destro dell'area pedonale la bottega di Lush senza fare una piega.
Ho tirato dritto fino al Duomo e, ritornata la memoria, ho pensato: "Tanto da Lush ci ritorno dopo". 
Sono arrivata in libreria dalle stradine più nascoste sbucando su via Torino: l'ultimo tratto è contromano, passa solo il tram, ma diciamo che andavo portando la bici a mano dato che non è ancora chiaro se alle bici sia consentito o meno passare.
Questa questione, come quella relativa alle corsie preferenziali di bus e taxi, pare sia ancora in fase di discussione.


Ora la cosa che sto per dirvi cambierà gli equilibri esistiti fino ad oggi. 
Apprendo che il terzo piano della libreria Mondadori è un luogo interessante almeno quanto la bottega di Lush (!).
Scopro che gli oggetti plasticosi da cucina della marca Lèkuè (me la sono segnata) sono vere e proprie meraviglie per i miei occhi (almeno quanto certi saponi al taglio). 
Sbircio anche dei quadernetti di ricette a righe e scritti a mano (per effetto della stampa ovviamente) con le copertine di cartoncino di diversi colori in base al tipo di ricette: ce ne sono di golose, tipiche nostre, ricette dal mondo, col radicchio... (di questi non mi sono annotata la casa editrice ma tanto ci tornerò). 


Concentrati.
Ho comprato gli auricolari e poi via verso Cesare Correnti, concentratissima per evitare binari, spazi "a misura di ruota" nel pavè, macchine e motorini (il tram era appena passato fortunatamente). Avevo lo specchietto retrovisore (quello della "sciura Maria") da avvitare: stava tutto giù abbacchiato e non serviva al tubo, nel senso che stava laterale e specchiava la canna/tubo della bici (ma come detto, al tubo non serviva).


Sono passata giusto per dare un'occhiata...
Arrivo al Centro Botanico e scopro questa silenziosa oasi di pace nel centro di Milano.
Era la mia prima volta al Centro e sono rimasta meravigliata dalle dimensioni (ero stata al più piccolo in San Marco e non ci sono paragoni).
Qui ho trovato una moltitudine di prodotti tra cui perdermi: prodotti eco- bio per la pulizia della casa (ho scovato questo detergente per pavimenti bio-eco a marchio Folia), prodotti per la cura del corpo (ho finalmente preso quel prodotto lavante per capelli naturale del quale vi avevo anticipato), spezie (mi serviva dello zenzero biologico in polvere Sonnentor), prodotti da frigo per lo stomaco (per il pranzo ho previsto le polpettine Falafel della Bio Apetì - le conosco bene) frutta e verdura biologica di stagione a peso (ci devo ritornare per la zucca), altro.
Ho anche incontrato il mio Rapunzel, lo zenzero candito, ma ho preferito lasciarlo in compagnia delle sue amichette (erano le bacche di vaniglia). 


Dedicherò il prossimo post al prodotto per capelli.
Chiaro è che il jolly me lo son giocata.


Ovviamente non sono più passata da Lush anche perché di ritorno ho fatto "bip" (la preferenziale su De Amicis che poi diventa Carducci) e via fino al parco.


Ho trovato una foto su Flickr che sintetizza la mia immagine mentale della giornata di ieri (e anche delle prossime, in bilico tra le stagioni):


stagioni in bilico
Autore: craigCloutier


 (il fotografo è lo stesso della foto del post sul tè).


Supposizioni.
Chiudo dicendovi cosa credo mi abbia causato il prurito: la tisana drenante con ortica, verga d'oro e betulla (Sognid'oro un par di palle cavolo!).
Lo so che non è biologica ma adesso verrà sostituita, state tranquilli.


Segnali ciclabili.
Avete notato gli spazi doppi tra un blocco di testo e l'altro? Non capisco ma non mi tiene il solo spazio, o due o niente (devo sistemare a mano il codice ma sono in ritardo sulla tabella di marcia per cui teniamoci gli spazi).
Non vi sembra un chiaro segnale per richiedere più spazio per le biciclette?
A me sembra di sì
:)

sabato 30 luglio 2011

Un salto per Capo Verde...

Oggi avevo un gran bisogno di purificarmi. E cosa c'è di meglio di uno shampoo ispirato all'aroma terapia che contiene tante erbe benefiche come rosmarino, ortica, tea tree, camomilla, menta, rosa?

C'è di meglio una pedalata attraverso il parco per andare da Lush a comprarlo!

Infatti in casa avevo solo quello alla cannella, che è stato il mio primo amore (vi devo però confessare che la mia passione per questo oggetto si è trasformata in affetto e credo mi prenderò un periodo di pausa da lui).

Ero rimasta attratta da questo altro shampoo per le virtù delle sue erbe benefiche e poi mi aveva incuriosita la spiegazione della commessa sul fatto che fosse adatto per andare in barca perché poco inquinante... Azzeccatissimo il nome CAPO VERDE per questo shampoo, che dite?
Così, dopo uno scrupoloso controllo degli ingredienti, ho deciso di passare a prenderlo (ma poi, chi ci va in barca???).

Già che ero lì ho preso un altro grattino e così in omaggio mi hanno dato da provare la maschera Capelli d'Angelo (la userò quando tornata dal mare avrò i capelli come paglia). 


Questo meraviglioso shampoo rinfresca tutta la testa, purifica la cute e l’ambiente può stare tranquillo (lo dicono quelli di Lush).E' già diventato il mio preferito. 

Ma guardiamo meglio la composizione: c'è sempre questo Sodium Lauryl Sulfate che però lo stesso dottor Zago, chimico autore del biodizionario, lo segna con un semaforo verde ad un solo pallino, quindi definito accettabile, non "vai che vai bene" ma piuttosto direi "passa ma in fretta". 
Abbiamo qualche semaforo giallo attribuito ad alcuni allergeni dei profumi (alcuni naturalmente contenuti negli oli essenziali) come Geraniol, Coumarin, Benzyl Benzoate, Limonene e Linalool e anche un bollino rosso, Hydroxycitronellal, che è però tra gli ultimissimi ingredienti, quindi contenuto in quantità così minime da non preoccupare (direi che è un semaforo rosso col vigile che ti autorizza a passare :))

A proposito a proposito, apro una piccola parentesi (ma potete anche passare oltre - col verde ovviamente). Vuole essere una cosa simpatica, nessuno me ne voglia.

Temo di dover aggiungere una "p" alla mia lista delle cose potenzialmente pericolose in bicicletta. Mi riferisco alla p...... municipale quando c'è il mercato. Passavo in bici per via Losanna, la via che incrocia via Fauché (dove il sabato c'è un famoso mercato delle firme per chi fosse interessato) e non si capisce con che criterio venga autorizzato il passaggio di frotte di gente con il rosso quando io ho il verde! Va beh, precedenza ai pedoni (come sempre).
Ho anche una seconda "p" per i porschisti. Infatti di ritorno da Lush su Corso Sempione un Porsche se ne stava parcheggiato regolare ma con la portiera completamente spalancata ad occupare mezza carreggiata (sto esagerando ovviamente) e il porschista bello tranquillo al citofono. 
Ma dico io, ti costava tanto chiudere la portiera??

Per concludere il discorso dell purificazione, dato che oggi fa piuttosto caldo ho ripreso ad usare il mio olio da massaggio balsamico alla Lavanda e Rosmarino di Fitocose.

Ideale per l'attività di chi massaggia e per chi fa sport agonistico perché rilassa la muscolatura (così parrebbe). Non che io abbia fatto chissà quale sforzo nel farmi la doccia ma direi che il profumo che lascia e la sensazione di freschezza sono molto piacevoli e rilassanti... credo andrò a sdr  a    i     a      r       m       i . . . 

(nel prossimo post la top 10 dei miei cosmetici preferiti)




venerdì 29 luglio 2011

Biciclettando per Milano “trallallero trallallà”... Oh, uno gnomo!

Eccomi di ritorno da una breve biciclettata (era questa mattina ma pubblico solo ora il post).

Cosa ci può essere di più bello di una biciclettata per le vie di una Milano rilassata, in una mattina di fine luglio, con 23 gradi, un vento che soffia verso Sud Ovest a 10 km/h (lo diceva il meteo) pedalando su via Massena (che è una delle vie che amo percorrere in bici per via della vegetazione e anche delle case - se l'avete già sentita nominare è perché in questa via ha sede Radio DeeJay)?

Certamente un pedalata senza pedoni, piccioni, portiere di macchine che si aprono!

Così ho stilato la classifica delle mie 5 "p" (dove "p" sta per pericolo)
  • pedoni
  • piccioni
  • portiere
  • piste ciclabili
  • p.... (è di 5 lettere, inizia con "p" e finisce per "a") di qualsiasi categoria siano: ciclisti, pedoni, automobilisti, nessuno escluso

Al primo posto troviamo i pedoni che passeggiano sulle piste ciclabili (le poche che ci sono a Milano) molto spesso ignari del fatto che si trovino appunto su delle piste ciclabili visto che somigliano sempre di più a percorsi vita con radici di alberi che spuntano, ciuffi di erba che nascondono gnomi...
Appunto!

Autore: Rose Robinson

(immagine con licenza Creative Commons reperita su Flickr al seguente indirizzo: link)

Lo gnomo mi è sbucato all'improvviso ma per fortuna sono riuscita ad evitarlo perché andavo piano. Si è però spaventato (povero) ed è rimasto immobile a guardarmi con il suo fungone in mano (e per fortuna non sto facendo la Dieta Zona altrimenti avrei iniziato il conteggio "FUNGHI COLTIVATI... dunque per 100 grammi sono 3,7 g di proteine, 0,2 g di grassi e 0,8 g di carboidrati... "). 
Oggi invece ho pensato... sarà biologico???

Riprendendo il filo del discorso perduto, la pista ciclabile alla quale faccio riferimento 
è quella di via Giorgio Pallavicino che porta verso Pagano.
Ritornando ai pedoni, ne troviamo che attraversano appena scatta il rosso (perché tanto sono pedoni) o nelle aree pedonali, come ad esempio via Dante (dove dovete sapere che i ciclisti hanno libero accesso e lo dice Ciclobby, non io) dove sbucano improvvisamente quasi che fossero tutti scattisti alla partenza di una gara. Così sei costretta a virate improvvise tra pedoni e piccioni... esatto, ho detto piccioni.

Infatti la seconda causa di pericolo per chi si muove in bicicletta a Milano sono i piccioni che più o meno si comportano allo stesso modo dei pedoni con l'aggravante che al suono del campanello anziché spostarsi ti vengono incontro (ve lo posso giurare, se non ci credete provate e poi ditemi).

Poi ci sono le portiere delle macchine parcheggiate, un classico che per ora sono riuscita a scampare grazie ad un sistema che ho adottato e che per ora mi da buoni risultati.
Se l'auto ha lo specchietto rivolto verso l'interno quasi sicuramente sarà priva di conducente, quindi sicura, da semaforo verde (e qui il “vai che vai bene” del biodizionario calza più che mai).
Se invece lo specchietto è aperto devo attivare il radar per intravedere la sagoma del guidatore. Se non la vedo allora "vado" altrimenti è un semaforo rosso perché potrebbe aprire da un momento all' altro e quindi devo assolutamente stare alla larga.

Nota:
Vi consiglio di NON affidarvi al radar se vi siete appena svegliati o se siete stanchi o con il sole in faccia che vi acceca.

E vogliamo parlare delle piste ciclabili che si interrompono bruscamente e ti ritrovi "non si capisce bene dove" (se in strada, sul marciapiede, su uno sterrato con accesso a non si sa cosa...)? Questo quando non sono interrotte da un bel furgone del carico e scarico merci piazzato sull' area preposta che però (geniale) interrompe la pista costringendoti a buttarti sulla carreggiata con il rischio di essere travolta!

Per l'ultima “p” lascio a voi la parola :)

Ci sarebbero poi anche i binari del tram e le buche sull' asfalto (dato che non iniziavano con “p” le ho omesse).

Se poi non volete far salire l'applausometro dell'odio che automobilisti e pedoni (e probabile da oggi anche gnomi) manifestano verso la categoria dei ciclisti allora per favore non andate sui marciapiedi!
Oltre ad essere vietato (e quindi sanzionabile) non è nemmeno più sicuro della strada, ve lo garantisco.

Detto questo, buona biciclettata a tutti quelli che posseggono una bici (e del tempo per andarci).