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domenica 9 dicembre 2012

Ma-zu-ca-ka di stagione


Contro ogni previsione eccomi di nuovo qui a sfornare!
Vi voglio infatti parlare dell' esperimento al forno prodotto ieri, al calar del sole, con la frutta di stagione. Peccato siamo già a domenica, e il weekend è praticamente finito... :( 
Infatti succede che non appena la testa ha un momento libero per svagarsi  si sperimentano cose interessanti. Il bello è che non avevo nulla in previsione ma è accaduto. Del resto, e mi confermerete anche voi, le cose migliori accadono sempre quando non ce le aspettiamo... non è così? Ora mi sembra un tantino fuori luogo per la circostanza dato che si tratta di una banalissima torta-budino. Dunque, dunque, però, non dimentichiamoci che ancora devo stabilire il numero di battute/caratteri per i prossimi post (per sapere di cosa sto parlando potete leggere, se ancora "qualcuno" non lo avesse fatto, il post di venerdì così vedete anche il mio alberello di Natale :)). Ma tornando al nostro esperimento al forno...

Come nasce l'idea?
Vi piacerebbe saperlo vero? A me raccontarvelo, anche di più! :) 
Sapete no che mi piace un sacco prenderla alla larga. E allora sentite cosa ho da dirvi.
A quel tempo... In questi giorni ho avuto qualche avvisaglia del fatto che il mio dosha fosse totalmente disequilibrato (e qui qualcuno potrebbe anche ridere o sorridere, ma non importa). Il mio dosha è pitta, e chi ne sa un po’ di Ayurveda intenderà più facilmente. Gli altri si accontentino di sapere che molto semplicemente, uno squilibrio alimentare ed emotivo (cibi sbagliati, qualche emozione repressa?) mi ha leggermente alterata a livello sia fisico che psichico, diciamo pure così  (chi volesse saperne di più può provare a vedere se ci capisce qualcosa in questo sconclusionato post – e comunque tenetevi pronti a leggere su Phit Magazine di febbraio un articolo interamente dedicato all’Ayurveda).

In pratica è accaduto che in questi giorni non stavo più mangiando frutta e verdura regolarmente. E di nuovo avevo perso la testa per il riso Venere (quando una cosa mi piace non ne posso fare a meno, impossibile!). Di nuovo stavo perdendo il lume della ragione.

Così è subito scattato il piano di rientro e via a fare il pienone di frutta e verdura di stagione (qui vedete la lista):


  • cavolletti di Bruxelles

  • cachi (li ho già - versione caco-mela che vedete qui

  • mele e pere (sono sempre un gran bel vedere)
  • banane (impossibile farne a meno: la banana è fondamentale per l’attività fisica)
  • kiwi (mi ero proprio scordata della loro esistenza!)
  • zucca biologica (del tutto similare a quella illuminata dello scorso anno, da ridurre in sorrisi e da gustare come snack ad un cenno dello stomaco)


Come al solito ho esagerato con le dosi, perché tutta questa frutta chi se la mangia????


Considerate che la foto è di  questa mattina dopo il frullato della colazione...
ieri era un'esagerazione!!

Così per liberarmi dell'eccesso di frutta ho pensato di nasconderla in un dolce
Complice il freddo e qualche ora passata in bicicletta a cristallizzare per le vie del centro, una volta rientrata in casa sotto forma di statua di ghiaccio (a parte l'odore di "quei cavolacci di Bruxelles", che fanno tanto bene peraltro, che avevo cucinato a pranzo che mi ha obbligata a spalancare le finestre per 7 minuti buoni, con conseguente abbassamento di quasi 2 gradi della temperatura  e contestuale accensione del riscaldamento), una volta ritornata in carne e ossa, ho assecondato la richiesta del forno che voleva essere acceso. E non appena rientrata in possesso delle mie facoltà mentali, ho acceso anche la zucca (non quella comprata al supermercato che ho invece cotto nel forno). E una volta accesa il responso è stato: "la mia non è proprio fame ma più voglia di qualcosa di cioccolatoso, dalla consistenza morbida/non secca/umida, da poter eventualmente accompagnare alla tisana Ayurvedica del Love&Story post, qualcosa di simile a quella mia torta paesana (mannaggiammè che ho scordato di comprare l'uvetta!!)...". Avevo anche già 2 cachi-mela da smaltire al più presto (erano diventati cachi "senza mela") e sarebbero stati perfetti come sostituti delle uova e dello zucchero (infatti questo dolce non contiene né uova né zuccherooooo!!!). E la zucca avrebbe aumentato il potere dolcificante. Sempre la zucca mi ha fatto venire in mente un altro esperimento che avevo praticato con carote e zucchine...

E così, facendo un bel merge/copia+incolla tra la torta paesana, quest'altra simil Sacher (sarebbe quella dell'esperimento zucchine e carote) + reminiscenze varie di stagione sono giunta alla "ma-zu-ca-ka" che vedete qui sotto...


Si presentava così al momento dello scatto, ora...


Dove "ma" sta per mandorle, "zu" sta per zucca, e i due "ca"castanno per cacao e kaki (o caco, ma anche cachi).

Siccome c'è anche la farina di riso avremmo anche potuto chiamarla "ri-ma-zu-ca-ka", ma dato che già così mi pareva na minchiata ho optato per Mazukaka, che mi suonava meglio.


Ecco gli ingredienti completi:

160 gr farina di riso bio "Vital Nature"
30 gr farina integrale "Molino Chiavazza" (dovevo finirla)
45 gr cacao amaro bio
2 cucchaini di bicarbonato di sodio
30 gr di mandorle sgusciate bio "Noberasco"

145 gr kaki (se anche erano kaki-mela è irrilevante dato l'altissimo grado di maturità)
60 gr olio di semi di girasole spremuto a freddo "Viviverde coop"
250 gr di latticello fatto in casa (yogurt magro bio Esselunga + latte scremato in parti uguali - io avevo quello scremato parzialmente, Accadì, ma fa lo stesso)
170 gr di zucca biologica precedentemente cotta nel forno

Avrei dovuto aggiungere anche l'uvetta ma come vi ho già detto, quella zuccaccia si è scordata di comprarla!!


Come si prepara?
Non ve la sto a fare più lunga del necessario. 

1.
Accendete il forno a 180°, funzione ventilata, preriscaldatelo 10 minuti e mettete dentro la zucca tagliata a spicchi più o meno regolari (prima andrà lavata) lasciandola cuocere per circa 20 minuti. 

2.
Poi dovete preparare il latticello che consiste in una combinazione di yogurt e latte in parti uguali che dovrete lasciare riposare per 15 minuti. 

3.
Mischiate bene gli ingredienti secchi tra di loro in un contenitore (aggiungete anche le mandorle spezzate). In un altro contenitore riducete in soluzione liquida i cachi aiutandovi con una frusta da cucina e aggiungete l'olio e il latticello. Unite il secco al liquido.

4.
Come ultima cosa aggiungete la zucca che avrete tolto dal forno e lasciata raffreddare e che, privata della buccia, avrete ridotto in purea aiutandovi con una forchetta.  

5.
Mischiate bene il composto e fatelo scivolare in uno stampo per dolci del diametro di circa 20 cm (io l'ho messo nel mio solito color ghiacciolo all'anice che mangiavo da bambina, acquistato all'Ikea, al quale si deve il nome della mia Socherkaka, il famoso dolce di amore e cachi che vedete qui) e mettete a cuocere per 45 minuti circa.

Avendoci messo anche il latte e lo yogurt questo dolce non è chiaramente vegano ma potreste utilizzare il latte di riso e vedere come si comporta.
Però le uova, quelle non ci sono, poiché a mio parere non sono fondamentali per certi dolci (e se le mie ricette non vi convincono guardate pure su Veganblog, sicuramente ne troverete di belle e buone). Se state seguendo una dieta ricca in proteine l'uovo meglio che ve lo tenete da mangiare solo soletto magari sotto forma di frittata (come ad esempio questa mia della colazione da Dukan). Chiaramente è anche senza zucchero aggiunto per dolcificare preferisco utilizzare la frutta, fresca o secca, così da regalare una dolcezza tutta al naturale (per gli amanti della chirurgia estetica: se volete potete anche aggiungere dello zucchero e a quel punto fate voi  le dosi, una terza o anche una quarta parte di un etto, come preferite). Se vi atterrete alla ricetta sono certa non vi stancherà. Il sapore è simile a quello del cioccolato amaro, con l'unico inconveniente che, data anche la consistenza al cucchiaio "mangiami", potreste facilmente eccedere eccederete sicuramente nelle dosi con possibili effetti collaterali: infatti sia le mandorle che il cacao sono altamente afrodisiaci...


mercoledì 6 giugno 2012

Dal deserto alla savana, la gazzella e la banana

Rieccomi!
Nell’ultimo post scritto in lucidità (senza gli effetti di "euphoria") mi trovavo nel deserto, vi ricordate? 
Bene, non solo sono sopravvissuta al deserto ma sono addirittura approdata alla savana.

"Ogni mattina in Africa, una gazzella si sveglia, sa che deve correre più in fretta del leone o verrà uccisa.
Ogni mattina in Africa, un leone si sveglia, sa che deve correre più della gazzella, o morirà di fame.
Quando il sole sorge, non importa se sei un leone o una gazzella: l'importante è che cominci a correre." 

Ed è proprio quel che ho iniziato a fare! 
Da qualche settimana, da brava gazzella, ho iniziato a correre con una frequenza di 2/3 volte a settimana per non esagerare (non voglio ingrossare le gambe!). E quando inizi a correre, che tu sia gazzella o leone (gatto, orso, qualsiasi altro animale insomma), la banana è fondamentale.

Se nel motore di ricerca interno al blog digitate la parola "banana" vedrete un’esplosione di post pieni di banane anche perché la banana è la prima cosa che introduco nel mio corpo la mattina (secondaria solo al bicchiere di acqua del rubinetto che bevo a digiuno per depurarmi del sonno) altrimenti come potrei iniziare bene la mia giornata senza banana?
La mia colazione tipica  (anzi direi, monotona!) è costituita da un bel frullato alla banana come ben sapete.

Ecco cosa uso:
  • banane bio equosolidal in quantità industriale
  • cacao (idem come sopra)
  • latte qb
  • avena/crusca d'avena dukaniana (se non è scaduta... oggi ne ho trovata nel mobile una scaduta il 14 luglio 2011 - chissà quale era il messaggio dato che è il giorno del mio compleanno!)

Ultimamente ho rincontrato il mio buon vecchio latte Accadì, il cui piacevolissimo sapore (è naturalmente dolce) ho riscoperto dopo un lungo periodo di astinenza volontaria. 
Come sapete (o forse non lo sapevate ma ora evidentemente lo sapete) mi piace ogni tanto praticare periodi di astinenza da qualcosa: da qualche mese mi astengo dal consumo di carne, dalla frequentazione di persone, ecc. (non tutte le astinenze sono volontarie, chiaramente).

Ma arriviamo alla bianca nota dimagrante, notizia fresca fresca di ieri (grazie per la info o tu che leggi :))...
Nel latte c'é un "ingrediente segreto", una sorta di vitamina, che mantiene in linea anche quando si segue una alimentazione smodata, ricca di grassi. Lo dimostra una ricerca su topolini condotta da Johan Auwerx of École Polytechnique Fedérale di Losanna e pubblicata sulla rivista Cell Metabolism.
Il suo nome è nicotinamide riboside. Si tratta dello stesso gene attivato dall'antiossidante più famoso del vino rosso, il resveratrolo
I topolini che assumono questa sostanza, pur se 'sottoposti' a una dieta ricchissima di grassi, restano magri, bruciano più grassi e diventano anche degli ottimi "corridori" grazie ai loro muscoli che mostrano una maggiore resistenza allo sforzo.

Ma è una notiziona questa!!! (sto esultando)

Ritornando sulla banana…
Le ovvietà che sappiamo sulla banana sono ovvie per cui ve le ometto (vi ricordo però che la banana è indicata per aumentare la libido maschile e combattere l'impotenza per via di un enzima). 


banane e Dieta delle banane
Le mie amiche banane :)

Tra le cose meno ovvie ma risapute... molti sapranno che la banana è ricca di potassio e per chi svolge attività sportiva è l'ideale.
Il potassio contribuisce a normalizzare il battito del cuore e regola l'afflusso di ossigeno al cervello (la grande quantità di potassio presente nelle banane fa di loro un perfetto alimento per chi ha problemi di pressione alta). 

Inoltre l’apporto energetico della banana è immediato. Non a caso la banana è considerata una dei carburanti maggiormente efficienti per il nostro organismo, grazie agli zuccheri, agli amidi e alle fibre
E se siete gazzelle in corsa è il frutto che fa per voi!

Le banane contengono anche un tipo di aminoacido che viene trasformato dal nostro corpo in  serotonina che è in grado di svolgere un'azione rilassante, e rendere l'umore più sereno.
Il nome dell'aminoacido è triptofano e voi assidui lettori del blog saprete sicuramente di cosa si tratta (eccolo qui il triptofano).

Nota bene.
La banana viene fortemente consigliata a chi ha problemi allo stomaco in quanto pare essere l'unico frutto che è in grado di neutralizzare l'acidità e ridurre l'irritazione delle pareti dello stomaco.

Il risultato è un'energia costante e nessuna sensazione di buco allo stomaco per molte ore... (balle, qui devo dissentire, a me la banana apre lo stomaco!!).
La banana è molto indicata anche dopo l'attività fisica per ridare vigore ai muscoli grazie all'apporto del glicogeno.

Da qualche giorno a questa parte ho avuto un’impennata nel consumo di banane. 
Viaggio ad una media di 6 banane al giorno, da due giorni, 6 e 6 fanno 12 e oggi è il 6 giugno, quindi 6/6 del 2012... è preoccupante?? Intendo delle banane, non la data.
Forse nemmeno poi tanto, infatti…

Con mia grande sorpresa apprendo giusto ieri (ri-grazie) che esiste una dieta delle banane che ignoravo pur a mio modo praticandola. Nel 2008 spopolò nel web ma io a quel tempo ero in piena Dieta a Zona e di banana me ne facevo solo una mezza alla volta per via dei "blocchi" (per chi non lo sapesse questo è il blocco a cui mi riferisco: 7, C 9, G 3 ), frullata con le proteine della soia in polvere e al latte.

Ma vediamo un pò cosa prevede il programma della dieta delle banane:

Colazione.
Per la prima colazione sono previste una o più banane + bere un bicchiere di acqua tiepida. La maggior parte delle diete suggerisce che si può bruciare più calorie bevendo acqua fredda (anche questa cosa dell'acqua fredda brucia calorie è una recente scoperta - tri-grazie). 

Pranzo.
Qui viene la parte più semplice. Per il pranzo si può mangiare qualsiasi cosa ci piaccia. 
Questa dieta non pone restrizioni su cosa si può o non si può mangiare.

Bene, nel mio caso direi ancora banane!

Merenda/spuntino.
Se si ha fame, si può fare uno spuntino nel primo pomeriggio...
Indovinate il mio snack quale potrà essere??
Ancora banana/e, sempre ovviamente in versione super frullato al triptofano (ovvero, banana + cacao).

Cena.
Per la cena si può mangiare tutto ciò che ci piace, magari non troppo tardi (ok intorno alle 20). Sarebbero da evitare i gelati e altri prodotti lattiero-caseari come dessert dopo cena... a meno che si tratti di questo mio esperimento (da non riprodurre!) che indovinate un po' cosa contiene? Banana ovviamente!

Anche ieri sera a cena molto semplicemente, banane...

Uno dei principali motivi per cui la dieta della banana è ritenuta efficace è che la banana aiuta la digestione e migliora il metabolismo. 

Se poi alla banana si aggiunge una nuova composizione floreale (non nel frullato ovviamente, mi riferisco ai fiori di Bach e magari il prossimo post sarà su questo), e un particolare ruggito di leone (anche di questo vi parlerò un’altra volta – come vedete sto cercando di non divagare e perdermi in piacevoli ipertesti senza una meta precisa come mio solito) ecco che sarete fuori dal deserto in un batter d'occhio!

Dopo questa botta di buon umore direi che mi vado a fare un bel secondo frullato di banana prima della corsa della gazzella nella savana al Parco Sempione.

venerdì 2 marzo 2012

Pitta, sole, fuochi e finocchi

E’ già primavera, anzi no, per me è già quasi estate!
Tra poche ore il blog passerà dalla grafica invernale a quella primaverile. 

Le 4 stagioni.
Queste giornate così "devo ancora trovare la parola giusta", che per luce e colori mi riportano diritta dritta al periodo precedente la maturità (mi ricordo quando studiavo fuori sul balcone con il cinguettio degli uccellini) riescono a farmi vivere tutte e 4 le stagioni in un giorno: la mattina presto è inverno (diciamo una giornata non troppo fredda e magari anche di sole), poi intorno a mezzogiorno è estate (oggi ero a maniche corte sotto il sole cocente!), a pomeriggio inoltrato è primavera (infatti giravo in bici con il mio giubbino di jeans e il vento tra i capelli) e poi la sera autunno (che se esci ti ci vuole la giacca). E a notte inoltrata ecco che ritorna l'inverno (abbiamo ancora il piumone e i riscaldamenti accesi - chiaro, termo autonomo). 
Anche voi le vivete?

A proposito di riscaldamenti... 
Queste temperature sono il segnale chiaro che è ora di spegnere i riscaldamenti centralizzati che sono totalmente fuori controllo: vanno a mille indipendentemente che fuori ci siano 5 o 25 gradi!

Non solo soffro molto il "caldo artificioso" dei riscaldamenti (soprattutto quello dei negozi quando fuori ci sono zero gradi e tu giustamente indossi un piumino - per la cronaca, il piumino d'oca non è chiaramente vegan) e passi da 0 a 25 in un nanosecondo, ma avverto squilibri più o meno importanti anche a seguito di un improvviso aumento di temperatura che mi fa sentire le scarpe chiuse invernali assolutamente inadatte ad una giornata inaspettatamente calda e di sole (ho infatti già recuperato le mie infradito).
E comunque nulla sono i 43° gradi naturali ad agosto (naturali si fa per dire) contro i 24° artificiali di una casa con riscaldamento centralizzato. Credo finirei dritta al manicomio o anche in ospedale per disidratazione/altre cose più o meno gravi (vedi elenco finale ma solo dopo avere letto il post).

Vi spiego, se vi interessa, le mutazioni del mio corpo quando mi trovo in un ambiente interno con "temperatura artificiosamente elevata" (seppure indosso abbigliamento estivo adatto per l'occasione).

  • iniziano a gonfiarmisi le mani (ma anche gambe e piedi che però non si vedono ma gli stivali si accorgono, o meglio, io mi accorgo degli stivali che improvvisamente mi vanno stretti- se non l’avete capito ho una sensibilità accentuata ad ogni piccola variazione del mio corpo).
Nota:
fortunatamente ho mani e piedi snelli e abbastanza ossuti... Questo però a temperatura ambiente perché in cottura sono molto più simili a salsicciotti.

  • iniziano a pulsarmi le tempie e avverto un fastidioso mal di testa (notare che io non ho quasi mai mal di testa)
  • gli indumenti che indosso iniziano ad inumidirsi (in zona piedi, ascelle, altro - avete capito)
  •  appetito pressoché inesistente: mangiare in quelle condizioni sarebbe per me una tortura pari allo stare ad agosto con gli anfibi in spiaggia (e normalmente la circostanza del centralizzato si verifica esattamente a cena dalla suocera)

Tra gli effetti collaterali avvertibili anche dagli altri ritroviamo sproloqui e risa incontrollabili (che, come sapete, è anche uno degli effetti possibili di una eccessiva dose di zafferano).

Perché non seguiamo i benedetti ritmi della natura e impariamo ad ascoltarci di più???

Così oggi dopo un pranzo a base di carote, radicchio e formaggio fresco (sì, avete capito bene, formaggio vero… inizierà per me la stagione in cui il mio corpo trarrà beneficio anche dal consumo di formaggi freschi) con una veg cotoletta al miglio (il pesce miglio ma meno riuscito, e anche meno fritto rispetto alla prima volta).

Poi a metà pomeriggio mi sono fatta una bella centrifuga di carote e finocchio che mi ha raffreddata ripristinando la sensazione di benessere tipica del venerdì
Potreste voler sapere che il finocchio veniva utilizzato fin dai tempi più antichi per le sue proprietà aromatiche e digestive.  Questo ortaggio ha un sapore che richiama quello dell'anice e che io adoro!
Costituito dal 90% di acqua, tra i minerali presenti troviamo il potassio ma anche calcio, fosforo, sodio, magnesio, ferro, zinco, manganese e selenio, oltre alle vitamine A, C, e ad alcune vitamine appartenenti al gruppo B.

Oltre alle proprietà digestive è utile in caso di gonfiori addominali ed evita così la formazione di gas intestinali (se non ricordo male, è anche usato per le colichette dei neonati) e annovera anche proprietà depurative del sangue e del fegato (a  proposito di sangue, finalmente settimana scorsa sono andata a donare il sangue!). Ed è anche un buon antinfiammatorio soprattutto nei riguardi del colon.

Il finocchio aumenta la produzione di latte (non è il mio caso) e viene anche utilizzato dalle donne per alleviare i sintomi tipici della menopausa (anche questo non è il mio caso), così come anche per ridurre dolori e nausee legate al ciclo mestruale (questo invece potrebbe essere il mio caso).

Sulle carote invece vi avevo raccontato qualcosa qui...

Bevetevi pure questo mio centrifugato ma state attenti a non farvi "infinocchiare" se lo ordinate fuori (certo questo non potrà mai accadere al  Mudra).

centrifugato Ayurvedico Pitta carota-finocchio
Al "caro-finocchio" ho voluto aggiungere anche del pepe nero che stimola
l'apparato circolatorio, riduce i grassi ed elimina le tossine dal colon

Infatti...
Il finocchio crudo altera in qualche modo la funzionalità delle papille gustative
Si narra che una volta gli osti disonesti erano soliti offrire il finocchio crudo ai propri avventori appena prima di servire loro del vino di pessima qualità. Da questa usanza nasce il termine "infinocchiare".

E così vi stavo raccontando che ero sul balconcino a subire ed assorbire i raggi del sole e iniziavo ad avere caldo, tremendamente caldo… così la centrifuga ha fatto il suo dovere anche perché ora che l’ho preparata, fotografata e bevuta il sole aveva già girato l’angolo. E allora poi avevo freddo, quel freddo che dopo una giornata di sole in spiaggia avverti la sera. 

L'altalena.
Sin da piccola mi è sempre piaciuto andare in altalena e se mi capita di trovare un'altalena state pur certi che un giretto me lo faccio ancora. L'alternanza/intermittenza caldo-freddo fa sì che il piacere derivato da queste due sensazioni non diventi mai sopportazione e quindi sofferenza ma resti quindi sempre piacere. E per questo è importante non arrivare mai ad avere troppo caldo o troppo freddo.
Per farvi un'idea di come sono, provate ad osservarmi quando mi trovo sul balcone :)
(comunque maggiori dettagli su di me nelle prossime righe).

Non ditemi che non vi piace farvi scaldare/asciugare dal sole dopo una doccia fredda (e comunque dopo essere stati al sole anche la doccia calda sembra fredda!) per qualche minuto per poi avvertire di nuovo quel bisogno di rinfrescarsi? Questa è l'altalena di cui parlo.
Se così non fosse rimarremmo come delle lucertole per delle ore sotto il sole ad abbrustolire andando non solo a fare danni alla pelle (e pure alla testa!) ma causando uno stato di squilibrio.

E proprio di squilibrio vi volevo parlare...
Dovete sapere che c’è un dosha in particolare che teme temperature troppo calde soprattutto in estate e se è costretto a rimanervici allora si disequilibra.
Questo dosha è Pitta, e pitta è il mio dosha.

Ma cos’è il dosha?
Nell’Ayurveda i dosha sono le 3 energie corporee che influenzano tutta la materia vivente.
Alla base della filosofia ayurvedica vi è l’idea che siamo composti da tre energie vitali,  i dosha appunto, o tridosha.
Ognuno nasce con una particolare costituzione determinata dallo stato dei dosha dei nostri genitori al momento del concepimento, oltre che da altri fattori.
Alla nascita i tre dosha sono combinati nel modo più appropriato. Se i dosha perdono equilibrio per delle abitudini scorrette o per un eccesso di lavoro assistiamo all’insorgere della malattia.

La costituzione di ognuno di noi è regolata da tutti e tre i dosha anche se in grado diverso, molti di noi ne hanno uno, e talvolta due sono i dosha dominanti.

I dosha determinano la costituzione, i gusti, i tratti della personalità, il modo in cui dormiamo e anche il cibo che dovremmo mangiare.
Dieta sbagliata, stress e traumi provano uno stato di squilibrio che se eccessivo porta alla malattia.

I tridosha governano tutti i processi biologici  e le loro energie regolano la nostra struttura fisica e psicologica.
Ciò significa che la forza predominante, il dosha, in ciascun individuo determina:

·         aspetto fisico
·         funzionamento interno degli organi
·         capacità intellettuali
·         carattere

I tre dosha sono: vata, pitta e kapha.

Il dosha predominante determina anche la predisposizione a determinate malattie
(per sapere qual è il vostro "dosha" dominante potete provare a fare il test che vi metterò nel prossimo post).

L'Ayurveda è il sistema di cura tradizionale utilizzato in India e nello Sri Lanka
e mira a promuovere la salute fisica, emotiva, mentale e spirituale che concorrono a creare la salute di ogni individuo.

Nella filosofia ayurvedica la salute è data dall’equilibrio tra emozioni, intelletto, corpo, azioni, comportamento e ambiente. A livello fisico quando digestione, metabolismo e smaltimento delle scorie sono bilanciati possiamo considerarci in salute.
E’ cruciale nell’Ayurveda una dieta sana basata sugli alimenti appropriati per il proprio dosha (che ricordiamo essere il fattore costituzionale base).

E io che sono pitta devo mangiare cibi crudi e freschi soprattutto in estate (e direi che i datteri, così come anche le nocciole, ce li teniamo per l'autunno). Per questi giorni di caldo via ai centrifugati, agli smoothies, al latte di cocco (ho ancora la noce da spaccare) e al latte di mandorle (trovate la ricetta anche su Phit Magazine di questo mese alla fine dell'articolo sul "raw food" e Supercibi - e il latte di cocco è un Supercibo) e certamente al mio caro-finocchio (centrifugato di carota e finocchio): infatti sia le carote che i finocchi sono tra i cibi adatti a pitta (così come anche lo zafferano che viene utilizzato in generale nell'Ayurveda poiché reintegra l'energia).

I pitta devono bere molta acqua e, se possibile, dovrebbero vivere in un ambiente fresco e vicino all’acqua.

I pitta hanno corporatura e altezza media e sono piuttosto snelli. Hanno spesso la pelle rossastra o giallognola e occhi verdi, grigi  o marroni. Sono spesso chiari e lentigginosi, con il volto a forma di cuore (dite?), il naso piccolo (normale), gli occhi chiari (ok) e i denti giallastri (oddio, non sono bianco latte ma giallastri mi sembra eccessivo). Sono dei leader naturali ma tendono ad essere gelosi, rabbiosi e ipercritici (ma davveroì, leader naturali?).

I pitta sono collegati al fuoco e all’acqua.

Pitta in sanscrito significa “riscaldare”, “bruciare” ed indica un temperamento impetuoso.
I corrispettivo cosmico è il sole.
I pitta tendenzialmente hanno del fuoco in eccesso, e il fuoco in pitta provoca rabbia, attacchi improvvisi di malumore e ipercriticismo 
Il polso di pitta viene chiamato “rana” perché salta. I battiti a riposo sono circa 70-80 al minuto e sono piuttosto irregolari.
Ha spesso fame e un grande appetito.

I tipi Pitta hanno desideri ardenti che spesso si manifestano come ambizioni smisurate.

I pitta sono sani, forti, dotati di un buon sistema immunitario (nel mio caso lo sosteneva anche la dieta dei gruppi sanguigni - sono gruppo B).

I loro livelli di energia li tengono in continuo movimento mentre chi li circonda è esausto. :)

Visto che pitta è associato al fuoco, è probabile che di tanto in tanto emerga una personalità impetuosa che talvolta è soggetta a gelosia, competitività e ambizione sfrenata.
Pitta prova spesso emozioni violente ma rabbia gelosia e odio scompaiono con la stessa velocità con cui arrivano.

Le cause di squilibrio.
I pitta perdono equilibrio a causa dello stress e di uno stile di vita irregolare. 
Per questo per loro è fondamentale dormire a sufficienza, non saltare i pasti e prendersi il tempo necessario per esprimere le emozioni represse
Altre cause di squilibrio sono il caldo eccessivo, i cibi salati, grassi e speziati che creano difficoltà di digestione.
Ma sono proprio io!

Pitta si aggrava guardando la tv, usando il computer e mangiando mentre si cammina. Vi dico solo che io sono infastidita dal volume della tv accesa, amo il silenzio e non ascolto mai musica al computer e in generale preferisco suoni derivati dall'ambiente che mi circonda. In generale per tutti i dosha non bisognerebbe stare per più di 4 ore al computer (e preferibilmente il pomeriggio come invece la mattina presto è il momento ideale per praticare yoga e meditazione).

Vi lascio con i principali segnali di squilibrio di Pitta:

·         sudorazione abbondante e vampate di calore
·         alito cattivo
·         problemi di sonno
·         difficoltà digestive
·         fegato debole
·         deficienze ormonali
·         bruciore di stomaco
·         eczema
·         appetito eccessivo
·         pelle giallastra e piena di macchie
·         infiammazioni
·         colon irritabile


Se però questo elemento focoso è ben bilanciato si avranno dei livelli di energia alti accompagnati da sensazione di gioiapace interiorearmonia e benessere, l’appetito sarà robusto e la digestione buona.
Solo così il tipo pitta sperimenterà le proprie elevate capacità intellettuali la creatività e il successo.

Con questo post ha finalmente ed ufficialmente inizio la serie dei post dedicati all' Ayurveda che credo ci accompagneranno per un bel pezzo!

P.S.
In questi giorni, nella mia "fase freddo", ho fatto delle prelibatezze da forno che ho anche fotografato ma non avendole postate subito sono andate perse, anche se... pensavo di mostrarvele alla prima giornata fredda che prima o poi arriverà.

sabato 28 gennaio 2012

La mela del risveglio

Ieri mattina mi sono risvegliata con la mela. 
Non era proprio quella rossa e seducente dalla strega di Biancaneve ma una fuji, quella che va dal rosso chiaro allo scuro su fondo giallo.

Nel Paradiso Terrestre la mela è il frutto proibito, simbolo della caduta dell'uomo e allo stesso tempo frutto della conoscenza.

E’ l'identificazione della bellezza femminile e della seduzione.
E per sedurre una bella pelle fa sempre comodo così come un bel sorriso (infatti la mela aiuta a tenere i denti puliti per via della polpa granulosa e dei suoi antiossidanti) e perché no, una mente lucida e reattiva (questo è ciò che avviene consumando "cibo crudo" e non manipolato).

Il risveglio.
Ieri mattina per me la mela è stata il simbolo del risveglio.
Seppure afrodisiaca, il risveglio di cui parlo non è esattamente quel risveglio (da quando ho lavorato all’articolo per Phit - la rubrica su "sesso e sport" del numero uscito questo mese- ogni cosa sembra avere una valenza sessuale e ogni cibo che uso sembra essere afrodisiaco!).

Il risveglio di cui parlo è quello di quando la mattina suona la sveglia (la prima, poi la ripunti almeno altre 7 volte a distanza di 5 minuti), provi ad alzarti, ci riesci, ti alzi, ti lavi, fai colazione e attendi il caffè tossico e stimola-libido per le donne (ancora, vedete? E' una persecuzione!!) del buon giorno.
Così ieri mi sono alzata, sono andata in cucina per la mia spremuta di limone a digiuno (sto rifacendo qualche giorno di detox mattutino) e sono andata in bagno. Qui ho incontrato l'altra me, nello specchio e il riflesso era qualcosa di inaspettato. Una pelle secca e spenta

Infatti da qualche giorno ho terminato (in realtà l’ho buttato perché era da quasi un mese in frigo!!!) il mio "Angeli a fior di pelle" fai da me (oggi lo devo rifare, absolutely! - fatto, ecco il link) che alternavo a quello al Tea Tree Oil di Fitocose. L'angeli avendo l'olio di jojoba e le mandorle tra gli ingredienti era molto nutriente per la mia pelle. Mettici poi che non ho mangiato molta frutta in questi ultimi giorni, gli sbalzi di caldo e di freddo e alla fine avevo la pelle screpolata e a macchie

Così dal bagno sono passata subito alla cucina per prepararmi questo veg-frullato del risveglio:


detergente viso mela mandorle e cannella fatto in casa


Ingredienti.
1 mela rossa fuji biologica (è fondamentale che sia biologica)
3 mandorle biologiche con la pelle
farina di mandorle qb (questa che ho usato non è biologica)
latte di avena biologico qb
cannella biologica - qb per perdere i sensi

Vi serve anche il frullatore (il mio lo avevo rotto ma l'ho ricomprato subito il giorno dopo).

Inutile dirvi che tutti questi ingredienti sono afrodisiaci, è imbarazzante ma ogni ingrediente che mi capita sotto mano ultimamente è afrodisiaco (e questo mi spinge ad una riflessione che riserverò però alle ultime righe, se no mi perdo).

Come si fa il frullato.
Si lava bene la mela con uno spazzolino da cucina e si sbuccia (in realtà avreste potuto frullarla con la buccia ma io ho preferito mangiarmela così). 

La buccia della mela è un’alleata del tono muscolare ed è quindi particolarmente adatta agli sportivi. Inoltre è ricca di vitamina C. Per cui diventa di fondamentale importanza comprare biologico

La mela è in generale ricca di sali minerali, fibrevitamine e antiossidanti. Utile a contrastare la ritenzione idrica, tenere sotto controllo il colesterolo e contrastare malattie renali e cardiache. Insomma, "una mela al giorno toglierebbe il medico di torno".

Tenete da parte le tre mandorle e frullate il resto.
Prelevate la dose corrispondente a 2 cucchiai abbondanti e mettetela in un bicchierino o contenitore che vi porterete poi in bagno: quello sarà il vostro detergente (potrete renderlo meno liquido aggiustandolo con la farina di mandorle). 
Il resto tenetelo lì, lo berrete dopo esservi lavate la faccia, aggiungendo al composto le 3 mandorle crude così da dare un maggior apporto di cibo vivo al frullato (per capire meglio di cosa sto parlando leggetevi l’ultima parte del post sulla "crema alle nocciole artigianale" che ho oltretutto mangiato questa mattina in assenza di banana – devo andare a fare la spesa oggi, ed è sabato... mai ridursi al sabato con il mercato di mezzo e la pioggia!!).

Detto ciò, potete ora andare in bagno a lavarvi la faccia (se non siete di corsa potete tenere su il composto per circa 15 minuti).

La mela, così come altri frutti, può essere utilizzata come detergente così come le farine che catturano lo sporco e se lo portano via. Tutto cio, in modo assolutamente delicato (ricordo per chi ancora non lo sapesse che ormai da mesi per il corpo utilizzo i miei scrubbini al cocco e ho una pelle liscia liscia liscia - per vedere come realizzarli potete seguirmi su Youtube). La mela inoltre svolge un’azione rassodante ed è ricca di vitamine.
La farina di mandorle ci regala un leggero scrub rivitalizzante e ci idrata allo stesso tempo. Il latte d’avena è adatto alle pelli sensibili ed irritate per la sua azione emolliente,  lenitiva e tamponante del pH cutaneo. E’ adatta anche per le pelli più secche. 
Ma c’è di più. La cannella non solo ci risveglia i sensi con il suo profumo ma è un antimicrobico e uno stimolante naturale, e svolge un’azione astringente.

Per che non avesse letto il post precedente o non lo sapesse, vi ricordo che il cibo crudo non fa ingrassare perché non fa produrre tossine al nostro corpo che quindi non si accumulano sotto forma di tessuto adiposo.
La frutta mantiene anche giovani e belli.

Dipendenze.
Ora sono presa bene con le mele e per un po’ le banane staranno a riposo.
Di questo frullato ho avuto modo di sperimentare gli effetti detergenti sulla pelle (sia dall’interno, pelle luminosa, sia dall’esterno, pelle detersa senza stress) ma per altri effetti vi inviterei a provarlo in un’occasione diversa dalla colazione e dalla merenda, soprattutto se siete a casa da soli!

Nell'antichità, la mela era simbolo di fertilità, e quella rossa, nello specifico, dell'amore.

Vi lascio alla mia riflessione. 
Ho notato che molti alimenti che compaiono quasi quotidianamente nella mia alimentazione, e dai quali non posso più prescindere (broccoli, pinoli, aglio, zenzero, cannella, avena, cacao, datteri, mandorle, cocco, anice, ecc…) sono degli afrodisiaci. 
Che un ritorno ad un’alimentazione più vicina a ciò per cui siamo geneticamente legati (frutta, noci, semi, ortaggi crudi) sia anche una soluzione a certi problemi che mai come oggi sembrano essere così tanto diffusi?
A me sembra sia proprio così.

E allora, se restare giovani, in forma e pieni di energia non fossero delle ragioni sufficienti per scegliere uno stile di vita più sano, da oggi abbiamo una ragione in più per propendere verso un’alimentazione più naturale.
Ora scappo a farmi la doccia con lo shampoo solido alla cannella e il mio scrubbino al cocco... ;)

giovedì 1 dicembre 2011

Stop alle auto, via ai centrifugati

Oggi 1 dicembre stop ai veicoli inquinanti.
Stop alle auto diesel Euro 3 sprovviste di filtro antiparticolato (forse bisognerebbe dire "provviste" considerato che il filtro antiparticolato non migliora la qualità dell'aria ma la peggiora - guardate un po' il servizio delle Iene).
Per Milano il blocco (attivo già da ieri) è orario. In altre città come ad esempio Roma (la città di Luca del Cattivo Gusto) funziona invece con le targhe alterne (oggi stop alle targhe dispari... Luca sarà pari, dispari, a piedi, coi mezzi?? Son curiosa...).

Sempre oggi, 1 dicembre, via ai centrifugati!
Ieri sera ho finalmente spacchettato la centrifuga (smontata, lavata secondo le istruzioni, rimontata e posizionata al posto della mia Krups Nespresso... da qualche tempo ormai ho detto bye bye alle cialde "che non si sa come smaltirle", io il caffè me lo faccio con la moka classica che mi piace anche di più, anche se... vi racconterò nel prossimo post) e da oggi mi farà compagnia.

Numeri.
Infatti, per vedere bene anche l'ultimo numero, quello identificativo della targa, potreste farvi un bel centrifugato di carote che, si sa, fanno bene alla vista.


Divisioni.
La centrifuga divide il succo dal secco. Il succo è liquido e si beve...

centrifugato di carote
Con 5 carote (circa 270 gr) viene così...


...il secco, che sarebbe lo scarto, risulta invece come le carote grattugiate e si mangia (scarti di altri frutti e di altre verdure si possono utilizzare per la preparazione di dolci o altro, non si buttano!).
Le carote grattugiate me le sono mangiata durante la cottura della pasta, come antipasto, condite con un filo di l'olio di semi di girasole che parrebbe migliorare la biodisponibilità del betacarotene (qualsiasi olio, purché non di vaselina) essendo quest'ultimo liposolubile (pare possa aumentare fino a tre volte la capacità del nostro organismo ad assimilarlo). Ho aggiunto anche del succo di limone (questo spremuto a mano, con qualche nocciolo...).

Dopo il pranzo, al posto del caffè, mi sono bevuta la mia dose di Depurativo Antartico (ieri mi sembrava disgustoso, oggi solo amarissimo, domani sarà amaro e poi buono, ci scommetto!).

Occhi di gatto.
Le carote, dicevamo, fanno bene alla vista. Miss Raw (e avendo citato anche lei il Ménage à trois è attivato) settimana scorsa mi aveva parlato di un articolo letto su Starbene (grazie Miss!) che parlava della somiglianza tra la forma del cibo (frutta e verdura) e la forma dell'organo sul quale avrebbe gli effetti curativi. E le carote, tagliate dal lato corto, ricordano l'occhio.
La carota è l'elemento in assoluto più ricco di provitamina A, carotene, che è di supporto alla vista e favorisce anche la visone notturna. La vitamina A è un validissimo antiossidante che garantisce protezione alla pelle e alle mucose.
Contiene anche le vitamine B1 B2 e C, gli  zuccheri direttamente assimilabili, i sali minerali in grande varietà, asparagina e daucina che hanno proprietà diuretiche e la pecrina, dalle proprietà astringenti.
Insieme alle verdure giallo/arancioni e a quelle verde scuro, la carota contiene luteina, un pigmento che entra a far parte della retina proteggiendo dalle malattie degenerative.

Due carote al giorno...
Basterebbero 2 carote al giorno per raggiungere la quota di betacarotene necessario (io per fare il centrifugato che vedete ne ho utilizzate 5 anche se dopo la foto ne ho passate ancora 2..).

Salviamo i polmoni.
L'inquinamento in città (prodotto da polveri sottili dei gas di scarico delle auto e dal riscaldamento domestico) è responsabile di irritazioni al naso, gola, polmoni e apre le porte a virus e batteri
Tra i cibi salva polmoni troviamo cavoli, broccoli, carote, arance, mele, pesce, cereali integrali e probiotici che pare riducano l'infiammazione e la vulnerabilità di naso, gola e bronchi, e che aiutano il sistema immunitario rendendolo più pronto a respingere gli attacchi esterni.
Inoltre le carote risultano contenere un composto avente azione anticancerogena, il "falcarinolo".

Crude o cotte?
Io avrei detto crude ma non sapevo che...
Il betacarotene sopporta bene il calore e una breve cottura non è in grado di distruggerlo, anzi ne favorisce l'assimilazione, in quanto, divenendo i tessuti vegetali più morbidi, vengono trattati più facilmente dal nostro apparato digerente. 
Quindi per meglio assimilare il beta carotene, cotte (ma non troppo).

Ora anche il mio frigo è felice e arancione: ho fatto il pieno di arance e carote, ho ancora una zucchina (una zucca piccola) e sopra il frigo anche qualche cachi (e naturalmente banane e datteri non mancano).