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domenica 13 novembre 2011

Gli ingredienti della felicità

Questi i postumi del Ménage à trois (mi ci son voluti ben 2 giorni per riprendermi!!).
Nell'intervista a tre ho risposto in modo scherzoso soprattutto alla domanda di Miss Raw che mi chiedeva di parlare delle grandi aspettative che si evincono dai miei post (dice così...) come anche alla più ironica di Luca sul "nutrirsi bene a Milano senza essere additata come Hippie".

Vediamo se qui riesco ad essere un po' più seria e meno divagante. Ovviamente le risposte sono tra le righe del papiro.

Riflessioni vegane in un paese di pecore.
Purtroppo il paese non è la Svizzera (lì tutto parrebbe funzionare) e oltretutto qui da noi le pecore non mangiano l'erba (altri gli usi più diffusi).

Il risveglio.
Dopo l'esperienza a tre, il risveglio.
Perché subire addormentati le scelte alimentari che ci sono state imposte sin da piccoli e che ci hanno abituato a consumare certi cibi?  Ho deciso che voglio scegliere cosa mangio. Come scelgo come mi vesto voglio anche scegliere come nutrirmi. Non credete di essere voi che scegliete di mangiare "la lasagna" che vi piace tanto: probabile piuttosto sia un rapporto sentimentale che vi lega a questo cibo (magari era il cibo della domenica che vi preparava mamma).
Questo per dire non che non dovete più mangiare la lasagna ma che si può anche andare oltre.
E io voglio sapere tutto, non mi voglio fermare a quelle che sono le abitudini che certamente ci fanno stare a nostro agio e sentire sicuri (e questo vale anche per il cibo).

Oltre la siepe.
Passiamo oltre apparenze e luoghi comuni e cerchiamo di capire cosa vogliamo veramente.
Una torta buona o una torta "NON senza uova"? Probabilmente una torta buona.
Ma cosa è buono? Questo dipende da molteplici fattori e comunque non vorrei dilungarmi troppo ma arrivare a dire che una volta che si hanno tutte le nozioni a disposizione (che purtroppo ci mancano), solo allora si sceglie davvero.

Ora intendo sperimentare ricette con ingredienti nuovi, introducendoli poco per volta, e di cose da fare ne ho per i prossimi 30 anni!
"Qualcuno" diceva: non v'è più bellezza se non nella sperimentazione.

Perché vegano.
Il cibo vegano è rispettoso per sé e per gli altri (e non aggiungerei altro alle cose che già certamente conoscete e che se non conoscete potete facilmente trovare in rete, come magari questo video shock di Paul Mccartney...).
E poi la cucina vegana è assolutamente creativa
Come sappiamo la necessità aguzza l'ingegno (vi ricordo che io amo mettermi in deficit di materiale per stimolare la mia fantasia). Vi stupirete della varietà di piatti che si possono realizzare: dolci senza uova, senza burro (ovviamente!) e anche senza zucchero (questa una contaminazione crudista che ha reso autorevole la mia diffidenza per lo zucchero trasformandola (ora infatti per le mie ricette dolci, comunque poco dolci, utilizzo i datteri).

Spam.
Cose del tipo "bevi il latte che ti fa bene alle ossa" (certo, quello della tetta i primi mesi di vita) oppure "mangia la carne così cresci sano e forte" (ovviamente rivolto ai bambini - per fortuna a me hanno smesso di dirlo) vorrei finissero direttamente nello spam insieme alla posta indesiderata!
Purtroppo siamo cresciuti abituati a mangiare quello che mamma ci preparava ma possiamo decidere di cambiare.

Crudo e felice.
Già nel mio post "la zucca illuminata" troverete delle informazioni riguardanti questo stile di vita (molto diffuso in America , qui da noi molto meno ma ci stiamo arrivando).
Per stare bene e essere felici bisogna mangiare bene (e aggiungo: anche circondarsi di persone che mangiano altrettanto bene, che magari sono pure felici e indossano capi d'abbigliamento di colore arancione, simpatici, che abbiano gli stessi gusti in fatto di cinema, ecc).
Sull'importanza di mangiare frutta e verdura credo sia chiaro come la penso. Io sono stata abituata a mangiarne sin da bambina.

Come sopravvivere nella giungla.
E' importante capire la situazione in cui ci si trova.
Se nella torta di verdure mamma oltre alle verdure, che sa che ti piacciono, ci ha messo l'uovo (troppo complicato spiegare perchè no e non ne hai la forza) pazienza (sulla carne no e il pesce che non ti va glielo hai già detto per cui sei quasi a posto).

Non accettare però che dagli amici ti venga detto che sei strana, oppure a dieta, o che non ti godi i piaceri della tavola magari perché non ti piace il tiramisù, la panna montata (non mi è mai piaciuta) o non sogni la cotoletta milanese (tanto io ho sempre il mio "pesce miglio"). No. Non ti incazzi, ti trattieni ma dato che l'interlocutore è prevenuto è ha già chiuso le orecchie lo distrai dalla "prevenzione" raccontandogli della tua torta paesana ai datteri (usa pure la parola cioccolato al posto di cacao, è più calorica e d'effetto). Punta sugli ingredienti che sicuramente verranno apprezzati e ometti certe assenze per lui ingiustificabili (fino a quando dopo averla assaggiata si ricrederà ovviamente :)).

Per altri barbatrucchi potreste voler assaggiare la mia dolce bugia al cacao (qui le uova c'erano ancora).

Premiati.
Cerca tutti i giorni di concederti un piccolo premio (magari la borsa con il monogramma solo ad obiettivo raggiunto) che sia un cosmetico eco-bio come anche un cestino di verdura in peluche.
Prova a ritagliarti del tempo da dedicare a te stessa: un cazzillo sotto la doccia, una confettura per i piatti fatta a mano, o un massaggio ayurvedico - questo te lo racconto alla fine del post "pelli miste e cappotto"). Ricordati che tu sei importante e vieni prima di tutto.

Autore: Sara Lechner
I gomitoli ricordano molto gli spaghetti crudisti...
ecco perché mi son data questo premio (pensavate sferruzzassi?)


Il tempo (manca).
Il tempo è prezioso per cui bisognerebbe impiegarlo facendo le cose che più ci piacciono.
Ti va di lavorare a maglia? Allora lavora a maglia. Ti va di leggere? Leggi. Ti va di fare shopping? Esci e vai a fare shopping (o fallo pure dal pc). Ti va la pizza? Probabile sia ora di cena (in questo caso non può essere un premio il cibo!).
Nessun dovere oltre al lavoro (che se poi è anche un piacere, tanto meglio). 
Parenti serpenti, amici invadenti, via via. E' troppo poco il tempo che abbiamo a disposizione (e non sappiamo nemmeno per quanto) per cui fai solo quello che ti va di fare, punto. Capiranno e se non capiranno amen.
Di doveri frutto di condizionamenti sociali e abitudini per me in un'altra vita, grazie.

Altre pulizie...
Con parenti e amici (dimenticavo, pure i colleghi) siamo già a posto.
Cerca di lavorare in un ambiente pulito e sgombero da inutilità che ti distraggono (io ho già superato il livello di allarme: è imminente il trasloco in una casa che si possa definire casa).

Per ogni cosa acquistata una andrà eliminata (se non vogliamo buttarla possiamo anche regalarla a chi sappiamo potrebbe apprezzarla, tipo Franca).

Sorrisi.
Il riso può abbassare la frequenza cardiaca, dilatare le arterie, stimolare l'appetito e bruciare calorie. Lo sapevate? Non parlo del cereale ma dello "smile".
Lo sapevate che un adulto ride in media 15 volte al giorno e un bambino in età prescolare 400? Incredibile!!
Il neurologo Henri Rubenstein ha scoperto che un solo minuto di riso genera 45 minuti di
rilassamento.
William Fry, professore della Stanford University ha segnalato che 100 risate equivalgono ad una attività aerobica pari a 10 minuti di vogatore (ora, il vogatore forse si utilizzava più negli anni '80 ma potrebbe equivalere alla "macchina infernale" di cui vi ho raccontato nel post sugli effetti stupefacenti).

Appunto. Ridere e sorridere anche quando non se ne ha voglia stimola l'attività elettrica della "zona della felicità", situata nell'emisfero sinistro, generando sensazioni di felicità.
L' umorismo ha un effetto positivo sul controllo dello stress.
Durante il riso il cervello rilascia le endorfine (che hanno una composizione chimica simile alla morfina e all'eroina) che esercitano un effetto tranquillante sull'organismo, rafforzando le difese immunitarie.
Di rado le persone felici si ammalano (ci credete che l'ultima volta che mi sono ammalata era nel novanta... non mi ricordo di preciso).
Chi vive ride a lungo ride vive a lungo.

Emo.
Se siamo circondati da persone tristi, infelici, tendiamo a rispecchiarne lo stato d'animo e a diventare cupi e depressi (per sapere se siete abbastanza tristi potreste fare l'emo-test di gruppo).
Non fatelo (non il test), è troppo importante sorridere!

In società.
Dovete sapere che solo il 15% delle risate deriva da scherzi o barzellette. Il riso è maggiormente legato alla creazione di rapporti interpersonali e si scatena infatti più facilmente durante le interazioni sociali.
Siate animali sociali ma sceglietevi le persone con cui condividere (io qui nel blog ho scelto Miss Raw, Ayame e Luca :))

In tv.
Karen Machleit, docente di marketing alla University of Cincinnati, ha scoperto che le pubblicità caratterizzate da una vena umoristica aumentano le vendite (l'umorismo contribuisce all'accettazione del prodotto da parte dei consumatori e aumenta la credibilità della fonte). 

Quote rosa.
Già a 8 settimane le bambine sorridono più dei maschi, cosa probabilmente riconducibile al ruolo di pacificatrice e protettrice che la donna ha dal punto di vista evolutivo.

Se volete sapere e saperlo leggete il libro (tutte queste cose sul sorriso le ho apprese proprio da lì).

Sport e felicità.
Anche facendo sport si rilasciano endorfine e spero qualcuna la stiate rilasciando anche ora (non dovrebbero avere odore, in quel caso c'è sempre Teodoro).

Ridi ridi ma datti degli obiettivi.
Oviamente perché tutto funzioni gli obiettivi sono fondamentali.
Oltre a quelli giornalieri (le piccole cose di cui già vi ho parlato troppo nei miei post) bisogna avere obiettivi importanti, che non saranno impossibili da raggiungere se ci credete veramente. Li dovete visualizzare per averli belli chiari e ogni giorno vi dovete avvicinare con un passettino: poco poco, ma tutti i giorni.

Io non credo il denaro possa essere un obiettivo quanto piuttosto un mezzo per raggiungerlo (ma chi se ne frega direte).

Chi predica bene...
Il mio obiettivo certo non è diventare crudista o vegana (vegana già quasi lo sono se non fosse per la mozzarella e il parmigiano che per ora non intendo abbandonare per via del piacere che producono).
Quanto piuttosto raggiungere un livello di benesssere maggiore, di energia, di salute, di lucidità ed equilibrio che mi avvicini a quelli che sono i miei obiettivi (al momento si sono un po' sbiaditi, devo ridare colore).

TO DO.
Non riempite la lista e la testa di cose che non riuscirete sicuramente a fare o perché non ne avete voglia o magari perché non ne avete il tempo. Cose tipo "stirare" se tanto già sapete non lo farete non scrivetele (allora piuttosto scrivete "lavanderia"). O "leggere", riferito ai libri che ho iniziato quando nemmeno ho ancora trovato il tempo di spignattare (ma lo devo fare in questi giorni perché il concorso "saponi e buoi dei paesi tuoi" scade il 25 di questo mese - era tra i propositi del bilancio dei miei tre mesi di post). 
Dovete volerle fare. Datevi obiettivi comunque raggiungibili e sensati se vorrete gratificarvi.
Penso andrò a gratificarmi.

lunedì 10 ottobre 2011

Emo-post

Ho deciso di deprimermi e questo post è un elogio alla tristezza emo.

Ma scherzooo!!! Figuriamoci, nemmeno per sogno. Oltretutto la frangia (grandissima seccatura) l'ho eliminata qualche anno fa.

Evviva la vita!
Sono assolutamente vitale.
E come potrei non esserlo visto che sto per parlare di una sostanza fondamentale per la nostra sopravvivenza. Non si tratta dell'acqua, anche lei certamente essenziale (e fareste meglio a preferire quella del rubinetto a quella delle bottiglie di plastica). E nemmeno si tratta della carne.
Qualche dukaniano al momento sotto "effetto euphoria dieta" potrebbe configurarsi una bella bistecca gigante, magari grondante sangue...

Il soggetto.
E così il post si tinge di rosso (ma Dexter Morgan qui non c'entra).

Il Serial.
Vi ricordo che la 6a stagione è andata in onda domenica 2 ottobre negli Stati Uniti e come immaginabile, ha fatto record di ascolti (qui arriverà a gennaio ma non ho alcuna intenzione di attendere tanto :)).

Il mio viaggio globuloso.
Tutto questo preambolo per dirvi che di recente ho fatto un viaggietto tra i globuli rossi come inviata per la rivista Phit, un Magazine dedicato a sport e benessere che potete trovare distribuita in tutti i "Virgin Active" d'Italia (ma anche in edicola). 

Vitamina Phi.
Sul numero di Novembre (in uscita i primissimi giorni del mese) la rubrica "Vitamina Phi" vi parlerà della Dieta dei Gruppi Sanguigni di Peter d'Adamo, famoso naturopata americano. 

Emo-dieta.
Esiste una relazione tra gruppo sanguigno e stato di salute in cui il cibo gioca un ruolo fondamentale (di cosa si cibino gli emo invece lo ignoro).

Intolleranze.
Questa cosa ci porta dritto alla questione delle intolleranze alimentari che potrebbero anche dar luogo a pruriti improvvisi che "ti fanno sbattere contro i muri di casa come una pallina da tennis".

Era una tranquilla domenica di sole e vento (e si sa che certi soggetti nervosi subiscono ancor più la magia del vento).

La doccia.
Il prurito è stato decisamente portato oltre la soglia di guardia dall'acqua (probabilmente molto calcarea) della doccia. Se prima di entrare avvertivo un leggero fastidio dopo la doccia mi stavo strappando la pelle di dosso con le unghie!

La colazione.
Avevo mangiato i miei biscottini di kamut alle carote.

D'Adamo vs Dukan.
Diciamo che il pensiero di d'Adamo è molto discusso all'interno della comunità scientifica ma credo meriti comunque attenzione (se la diamo a Dukan perché non darla anche a lui?).

Dato che ho trovato un riscontro su di me allora ho deciso di approfondire l'argomento e di raccontarvi chi sono anche attraverso i miei cibi favoriti e alcune delle mie caratteristiche fisiche (nessuna informazione circa altezza, peso, taglia: scordatevelo!).

Identikit di una persona intollerante.
Ho 30 anni. Per il momento non ho bambini. Sono single, nel senso che pur essendo sposata non mi sono affatto annullata nel matrimonio e ho mantenuto il mio status di individuo autonomamente pensante e sono libera di dire, fare, pensare con la mia testa e di portare avanti i miei interessi extra-coniugali (il blog, shopping per conto mio, un mio conto corrente, ecc.).

La moglie che non stira.
Perché soffrire al vapore per stirare una camicia? Se serve nella versione "classica" abbiamo una lavanderia sotto casa. Se invece serve "sportiva" è sufficiente il lavaggio a 30 gradi con antipiega e stenderla bene (poi una passata di mano una volta indossata toglie proprio tutte le pieghe).

Resisto.
Non mi ammalo praticamente mai (credo di avere avuto la febbre giusto 5 volte da quando sono nata).  I raffreddori mi stanno lontani e ho un'ottima resistena allo sforzo fisico.
Potrei correre per ore e smetterei solo per noia (credo quest'anno proverò finalmente la "Stramilano" dato che la "Salita al Pirellone" me la sono persa).

Sensibile.
Sono una persona sensibile (buona, affettuosa, amorevole, cortese, cordiale, gentile) nel senso che sono facilmente attaccabile dalll' Escherichia Coli, un ceppo di batteri responsabili dell'infezione alle vie urinarie (e infatti, l'unica volta in cui la febbre mi salì a 40 finii in ospedale proprio per questo motivo).

Meditazione.
Lo yoga mi piace più idealmente che praticamente. Per me "o riposo assoluto o si pedala!". Le vie di mezzo mi vanno un po' strette (e facendo una fatica incredibile a visualizzare mi innervosisco e basta). 
Diciamo pure che pratico la meditazione in casa e fuori casa ma a modo mio.

Mi piacciono gli sport all'aria aperta, le camminate in montagna e la bicicletta soprattutto in queste stupende giornate d'autunno. Ottimi momenti in cui provo a meditare (anche se poi finisce come quando lavo i piatti).

Aspirazioni.
Equilibrio e moderazione sono le parole che preferisco associare alla parola dieta (e che in generale preferisco anche se è difficile metterle in pratica ma ci si prova).

La mia (non)dieta.
Infatti seguo una dieta bilanciata prevalentemente a base di frutta, verdura (anche se in questo ultimo periodo l'ho praticamente scordata come ben sa la signora del test tricologico), cereali, pesce e latticini (questi ultimi cerco di limitarli). 
E se un giorno ho voglia di carne (tradotto, "se il mio corpo la richiede") la mangio senza pensieri (sono comunque sempre più rare queste voglie).

Elogio al Giappone.
Bevo tè verde in continuazione (è la mia bevanda della salute). 
Amo particolarmente lo zenzero (in questo caso non nella versione Rapunzel) che insieme al wasabi finisce per costituire il piatto principale di un pasto giapponese (vi è sufficiente guardare l'ultima foto in basso in questo post). Il Chirashi di salmone diventa così un contorno.

Frutta.
Banana e prugne sono i frutti che preferisco. 
La banana è l'ingrediente prediletto dei miei frullati estivi e le prugne sono state utili non solo per alcuni trattamenti di bellezza (oltre che per "lo Smoothie al peperone") ma anche e soprattutto in un momento di sconforto casalingo.
Fino a qualche anno fa la mela era la favorita: ne mangiavo anche due o tre al giorno ma poi credo di essermi stufata come di molte altre esagerazioni della mia vita (dallo shampoo alla cannella alla Terralava... esatto, ora solo BeSave!)


plasma, piastrine, globuli rossi, globuli bianchi e anticorpi
Autore: g000nz0

Desperate Housewives.
La mela rossa comunque resta in uno dei miei serial preferiti (anche del marito): ultima serie questa 8a che stanno trasmettendo da settembre negli Stati Uniti (e come per Dexter, diciamo che si sta provvedendo).

I peperoni.
Mi piacciono molto anche i peperoni (vi ricordo "lo smootie alle prugne", lo stesso di cui sopra). E ora che inizia la stagione farò il pieno di broccoli e cavoletti di Bruxel, ottimi alimenti anti-cancro (resta solo da organizzare la disinfestazione della casa prima dell'ingresso del marito... Dexter?).

Camilla era anche la tortina del Mulino Bianco che alle elementari dividevo con la Moni (unica eccezione ai frullati di frutta e alle torte che la mia mamma mi preparava).

Oggi carote e mandorle le utilizzo per i miei biscottini di kamut.
In questo stesso post scoprirete che il riso mi piace bollito, magari accompagnato da verdure al vapore (che con un o spago filo di olio di semi di girasole biologico e del formaggio grattugiato è ancora più buono).

E VOI?
Se vi ritrovate un po' in questa descrizione probabile abbiate ereditato il vostro gruppo sanguigno dall'uomo dell'Himalaya che si è formato 10-15 mila anni fa.
Anche voi, come me, siete B.

Sherlock Holmes.
Dopo la lettura dell'articolo su Phit sarete in grado di individuare grazie ad una serie di indizi il gruppo sanguigno altrui (e certamente anche il vostro se ancora non lo sapete).

Io l'ho scoperto solo dopo avere donato il sangue per la prima volta 4 anni fa (sulla tessera dell' Avis c'è scritto: B +CCDee kk ).
Certo mamma lo sa che sono B ma volevo la conferma scritta.

La mamma che non ricorda.
E non tutte le mamme ricordano. Mio marito ci scommetto che è di "gruppo A" ma senza un esame di laboratorio non ne ho la certezza (e qui avrei tanto voluto avere Masuka come amico).

Tutto questo per dirvi (anche) che ho probabilmente scoperto la possibile causa dei miei pruriti.

Intolleranze di gruppo.
Tra gli alimenti indicati come problematici per questo gruppo troviamo infatti:
- mais e suoi prodotti (polenta, fiocchi di cereali, tacos, patatine, pane, biscotti, olio di mais, malto, maltodestrine, altro)
- orzo
- frumento e derivati 
- segale e suoi derivati

Utilities di gruppo.
Per sapere quali sono gli alimenti problematici e quali i più adatti al tuo gruppo sanguigno consulta la pagina "alimenti e gruppi sanguigni".
Se invece non conosci ancora il tuo gruppo sanguigno puoi provare a fare l'emo-test di gruppo.

I primi pruriti, erroneamente associati alla tisana drenante (dato che si manifestavano ad una mezz'ora circa dal risveglio), sono quasi certa siano da attribuire ai fiocchi di mais che ho iniziato a mangiare a colazione.

Bye bye biscottini di kamut.
Stessa reazione tutte le volte che ho mangiato i biscottini di kamut (sin dalla prima "versione abbronzata"). 
Infatti per chi è intollerante al frumento (cosa a questo punto probabile) è necessario evitare tutti gli allergeni del frumento presenti in tutto il chicco, e quindi sarebbe bene evitare: farina bianca, farina integrale e crusca, segale, farro e kamut (in quanto un po' troppo simili al frumento).

Se intolleranti al frumento, abbiamo comunque a disposizione pasta, grani e farine di orzo, riso, mais, grano saraceno, avena, miglio, quinoa (in rosso gli alimenti invece problematici per il gruppo B).

Il riso come vedete si salva.

Non ricordo se in effetti questo prurito è iniziato con il pane di segale ad agosto (devo provare a mangiarlo di nuovo). E anche per l'orzo non saprei dato che in passato lo assumevo senza problemi (ma si sa, le cose cambiano quando meno te lo aspetti). 

Non ci resta che piangere mangiare...
Posso scegliere tra pasta, riso, miglio, sorgo, avena (per la crepe vedi il post sulla "colazione da Dukan"), grano saraceno, fonio e quinoa.
Mi concentrerò su questi alimenti.

Senza glutine.
E comunque le orecchiette di grano saraceno sono assolutamente adatte anche per i celiaci poiché senza glutine.

Riso.
Sta di fatto che oggi ho acquistato la farina di riso biologica.
Devo inventarmi un dolcetto che bene si sposi con lei (ovviamente ci sto già lavorando).

Fitocose.
Comunque domenica dopo la doccia, dato che avevo la pelle staccata secca, ho voluto idratarla utilizzando l'olio da massaggio Arnica e Canfora (alla posizione Nove. della top Ten per "pelli miste in città"). Saggia intuizione dato che non mi ha aumentato il prurito che comunque dopo 10 minuti è svanito (ho calcolato che la sommossa antigenica dura solitamente non più di 30 minuti).

Allarmi.
Nel prossimo post vi parlerò del kit di sopravvivenza per pelli d'autunno (non ci sarà nessun suono di campanello qui da me dato che i prodotti Fitocose arriveranno da Fabiana).

Oggi è la giornata mondiale per l'obesità: sembrerebbe che a soffrirne siano sempre più bambini (suggerisco un ritorno a scuola per i genitori).

Io invece credo andrò a fare il test delle intolleranze (e anche a donare il sangue dato che è più di un anno che non mi faccio vedere!).

giovedì 1 settembre 2011

Libri a luce pulsata

Settembre non è come gennaio. A gennaio non ricomincia proprio niente, è solo un'interruzione di circostanza (10, 9, 8, 7... auguri!!!!) con ripresa 10 secondi dopo.

Per me è settembre l'inizio del nuovo anno.

Oggi è il primo dell'anno e tutti gli anni si riparte con le migliori intenzioni in ambito personale e lavorativo (nel mio caso coincidono). Tanti progetti da realizzare, tanta energia (ci si vede addirittura più belli :)).

Ricordo quando ero alle medie (e alle superiori pure): non vedevo l'ora di settembre (e chi sa perché :)). Avevo voglia di studiare, acquistare i libri nuovi (all'epoca non badavo alle spese... perché adesso?). Già la passione per la carta (non di credito) era a livelli di guardia.

Le prime nebbie

Il tentativo di questa mattina di buttare giù una lista di propositi ha dato esito: foglio bianco.

Oltretutto questa mattina (era presto) deve anche aver piovuto. E' da quando mi sono alzata che c'è una luce strana, insolita. Come fosse una luce di pioggia e sole insieme: non la luce di una giornata tipica di pioggia, quindi con poca luce, ma un mix delle due cose che rendono quindi una giornata standard di pioggia un pochino più luminosa ma non quanto lo sarebbe una giornata di sole (non sono certa di essermi spiegata).

Tipo una cosa del genere.

Autore: Emma Dajska

E io mi sento senza energia, stanca. Ma non fisicamente o mentalmente. Sanca punto.

E anche un po' sbiadita, poco luminosa (un po' come l'insegna della gelateria all'angolo di Corso Sempione: c'è ma non spicca particolarmente e se non la conosci non ti accorgi della sua presenza).

Elucubrazioni.

Arrivo da quasi 2 mesi di astinenza dalle mie letture giornaliere di carta, causa blog. Non voglio mica colpevolizzarlo, tutt'altro. Ma devo riconoscere che la cosa è mooolto più impegnativa di quello che credevo. E una volta che sei dentro non te ne puoi mica tirare fuori così come se niente fosse successo e riprendere da dove avevi lasciato.
No che non puoi, non ce la fai. Preso il ritmo (e che ritmo!) ogni cosa che ti succede (non proprio tutto ovviamente) deve trovare il suo spazio in un post.

E allora i casi sono due.

Limite: 88 Miglia/h
O segui il flusso e arrivi fino alla velocità massima (che coincide con il punto di non ritorno nello spazio-tempo e con un crollo fisiologico) e ti ritrovi a confondere la notte con il giorno dato che, se non fosse per il buio e la luce, non farebbe alcuna differenza per la tua testa che ininterrottamenteelaboracose-lamentepensaelamanoscrive...


Lavori in corso
Oppure cerchi di causarti dei rallentamenti forzati che bloccano il flusso di idee (del tipo fai una telefonata a qualche parente o vai a leggerti delle cose di fisica incapibili). Buone tutte quelle attività che sospendono temporaneamente il sistema). Non certo le pulizie di casa, anzi, quelle riattivano il metabolismo e non provare neanche a fingere un sonno improvviso e a buttarti sul divano per un sonnellino dopo pasto. La ripresa sarebbe immediata (da 0 a 100 in 2 sec). 

Staccare la spina (momentaneamente e a comando) non è possibile purtroppo (resto dell'idea che prima o poi degli interruttori di corrente per umani, pratici e di design, verranno inventati).

Le potenze.
Questa divagazione per dire che il blog ha indotto un aumento esponenziale della mia attività neuronale: 2 elevato alla 7 (!).

Mettici poi che non ti riesce proprio di passare da un blog all'altro senza leggere qualcosina, lasciare qualche commento (poi hai anche le tue idee da buttar giù e immancabilmente il materiale per un post dà origine a tre post diversi, che a loro volta daranno origine ad altri post... esponenziale e all'infinito!). 
Non solo il piacere ma soprattutto il dovere. Non mi riferisco al lavoro (certo, anche quello è da fare ma per fortuna lo gestisco seduta alla mia finestra da 16 pollici) ma a tutte quelle cose che ancora devi imparare sulla blogosfera (molte non le imparerai mai, rassegnati).

Così stabilisci un tempo massimo per ogni attività (e ti scrivi tutto sul tuo bloc notes di carta, rischiando di trapassare il foglio per la forza che imprimi per circoscrivere le parole con certi solidi - invito a leggere il post di Ayame su questa cosa e capirete poi perché sto per dare i numeri!).

Questa attività di "cazzeggio con licenza" la riesci comunque a prolungare con un semplice escamotage: le dai un nome diverso, la chiami per esempio: "attività di ricerca e analisi del sentiment on-line: come il web ha cambiato il modo di comunicare", una cosa del genere insomma.
E' il magico potere delle parole. E a me piace molto giocare con le parole.

Così alla fine le letture sono andate a farsi un giro con la DeLorean e chi le ha viste più!

(faccia rabbuiata)
Ho notato che da due post a questa parte (e questo è il terzo così) aggiungo dei titoli che dividono il post in blocchi. Non l'ho certo deciso, mi viene automatico e mi fa perdere tra l'altro più del doppio del tempo dato che poi tutto deve tornare (e figurarsi se torna!).

Chiedo una consulenza in diretta ad Ayame, domanda così a bruciapelo: "Che ci possa essere una relazione con le forme che disegno intorno alle parole (+ svariate sottolineature)? 


I Draghi.
Prima di finire il post senza parlarvi di quello di cui volevo parlarvi, ve ne parlo. 
Parliamo dei "I Draghi locopei".


Autore: plushplex

Ma chi sono i draghi locopei? 
Io me lo ero immaginata come il mostriciattolo della foto.

Per scoprirlo andate a cercare questo Einaudi verde prato di Ersilia Zamponi il cui sottotitolo è: "Imparare l'italiano con i giochi di parole".
Mica male come proposito per il nuovo anno, vero?


Libri.
Questo libro l'ho comprato ancora qualche mese fa e fa parte della categoria di libri che definisco “a luce pulsata”. Quei libri che ti leggi qualche pagina per volta, ad intervalli più o meno regolari, nei momenti liberi, e che spalmi su settimane, mesi, anni (anni magari meglio di no).

Comunque vi parlerò di altre letture a luce pulsata nei prossimi post.

Poi ci sono i libri "flash", prevalentemente saggi su vari argomenti che mi interessano e che mi sbrano in 2gg (rischiando di sbranare anche chiunque mi si metta sulla strada ad intralciare!). Mangi pochissimo in quei giorni, non hai occhi se non per loro (la vista ti cala anche di un po' per poi ritornare come prima, a lettura ultimata – capita anche a voi di avere abbassamenti temporanei di vista?).
Sono libri che mangi e digerisci in pochissimo (come avviene con la pasta).

I romanzi invece sono i libri "eclissi" che mi tengo solitamente per particolari periodi in cui ho voglia di isolarmi (estate, inverno o anche weekend).
Quest'anno il blog ha rotto i piani: estate, weekend, giorno, notte...tutto saltato!

Post.
Per cui, tutta questa manfrina per dire che i post sulle letture di carta arriveranno ma saranno piuttosto lampi di luce su letture curiose da alternare ad uno scrub, un pediluvio o una ricetta culinaria.

Se siete sopravvissuti a questa lettura significa che vi piace leggere e se addirittura riuscite a ritagliarvi del tempo per farlo (incluso leggere questo blog) allora siete bravissimi, complimenti!

Io la sola cosa che riesco a ritagliare in questo momento è questo avanzo di stoffa che sto per utilizzare come.... ve lo dico nel prossimo post.