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sabato 1 ottobre 2011

Il 1 ottobre è “per sempre”

Basta chiamarle coincidenze. Questa è l'armonia del cosmo!
Vi spiego...

Le tradizioni.
Questa mattina come da tradizione (ho capito che per me il sabato ormai è così) mi sono recata in centro alla libreria Mondadori. 
E' davvero piacevole pedalare con questo clima, ancora troppo estivo per i miei gusti, ma certamente apprezzabile per la possibilità che offre di andare in giro in maglietta. 

Peccato io non veda l'ora del freddo che mi congela il viso (preservandolo così dall'invecchiamento) mentre nel mio bel cappottino attraverso il parco umido. Giuro, è così, quest'inverno anche con la neve andavo in bicicletta.
Comunque gli esperti dicono che un autunno così caldo era da 150 anni che non si vedeva.

Pedala, pedala...
Solito percorso (ormai Via Canonica è diventata "il" percorso) e questa mattina anche fortunato: infatti ho superato l'autobus e ho regalato ai miei capelli una mezza giornata di bonus (per ulteriori dettagli vedi il post sullo shampoo "BeSave!").

Arrivata sulla pista ciclabile che costeggia il parco mi sono un attimo innervosita nel vederla trafficata da motorini, nonne e nonni con nipotini, mamme con cuccioli di uomo ancora ignari del mondo che li aspetta, ragazzini, cinesi. Fatta la curva i cinesi diventano cinesi in motorino (scherzo, è funzionale al racconto), nonne cinesi con bambini cinesi, mamme cinesi con cuccioli di uomo cinesi, ragazzini cinesi... cinesi insomma! 
Davvero non capivo cosa ci facessero sulla pista ciclabile, così tanti. Nemmeno ho suonato o detto qualcosa, avevo intuito che qualcosa di importante stava accadendo...

E infatti, fatta l'ultima curva prima del castello, alla vista di limousine bianche, addobbate con fiori e pupazzi, tutto diventa chiarissimo. 

Oggi Milano è presa d'assalto dai matrimoni cinesi.

Anticipo di inverno.
E non solo, anche da un gregge di pecore (non quelle stesse pecore a cui piace il gelato).
Questa mattina infatti 700 pecore hanno invaso Piazza Duomo. Non intendo i soliti turisti, pecore pecore (da lana).
Infatti si stava girando il documentario "L'ultimo pastore" di Marco Bonfanti (qui i dettagli).

Per sempre.
Così attacco bottone con l'autista della limousine (era fuori dall'auto, sul marciapiede) che mi racconta che il 1 ottobre è una data importante nel calendario cinese e che chi si sposa in questo giorno starà insieme per sempre!
Wow, che romaticheria (e aggiunge che anche il 18 ottobre è un giorno fortunato).


matrimoni cinesi a Milano


Imbucata.
Gli chiedo se posso scattare una foto e lui annuisce sogghignando e mi dice: "Sì sì, un po' kitsch" (e avrà sicuramente pensato che sarei stata molto a mio agio tra gli invitati al matrimonio... sono i turisti cinesi o i giapponesi che fotografano tutto quello che incontrano??). La foto è quella che vedete sopra.
Saluto e ringrazio e mi dirigo verso la libreria (con la stessa perdita di memoria di sabato scorso).

Rifugi sicuri.
La libreria il sabato mattina è sempre un ottimo rifugio per evitare il caos. Infatti la gente si riversa nei centri commerciali e nei negozi d'abbigliamento della galleria: Zara, H&M, Banana Republic, Mango, Intimissimi, Tezenis, ecc... (ovviamente per i ragazzini c'è anche e soprattutto Abercrombie).

Le coincidenze.
Ieri sera ho iniziato a leggere "Le Nozze di Galia", il racconto di Abraham B. Yehoshua di cui mi aveva parlato Fabiana (ma anche l'amica Miss Raw in un suo post). 

E oggi cosa succede (oltre ovviamente ai matrimoni cinesi)?
Si sposa un'altra amica di blog, Ayame.

1 ottobre.
E chi sa se Ayame sapeva del significato di questa data (magari lo avesse saputo avrebbe scelto un altro giorno :)).

Il danno.
Comunque il danno è stato fatto. Non mi riferisco ad Ayame, ma al mio acquisto in libreria: ho comprato il libro sulla Dieta Dukan (!).

Fermi fermi, fatemi spiegare. 
E' doveroso per una persona che come me si interessa di alimentazione-cibo-salute, restare aggiornata. E la moda del momento è la Dieta Dukan, dieta che io non ho nessunissima intenzione di seguire (beh, vediamo dopo avere letto il libro cosa succede...).

Dukan.
Questa dieta la conosco da quando, qualche mese fa, lessi il bigino disponibile gratuitamente sul tram (che geni del male che sono!) che anticipava l'uscita del libro. 
Oltretutto ho alle spalle una storia di dipendenza da Dieta a Zona, nonché nozioni di base che mi hanno subito fatto capire la gravità del mio acquisto.

I miei "per sempre".
Nei prossimi post vi parlerò delle diete che secondo me possono essere "per sempre", come l'unione degli sfortunati  dei fortunati che hanno scelto la data di oggi, 1 ottobre, per la loro promessa.

giovedì 11 agosto 2011

Che pere!


Ecco un ultimo residuo (artificiale) di sospensione (indotta) da tutte quelle attività (naturali) che caratterizzano le mie giornate.

Dopo questa breve sospensione cerebrale sto riprendendo, anche se in modo piuttosto lento e graduale, con le mie attività consuete (blog incluso) che comprendono anche la lotta armata alle zanzare che ancora mi danno noia.

Durante questa mia breve vacanza ho avuto modo di vedere (e toccare con mano) delle pere che però ho subito capito non essere naturali. Non mi riferisco a certe pere che per 12 mesi sono in bella mostra in chissà quale luogo della vostra casa ma di quelle che con tutta probabilità saranno nel vostro portafrutta in un periodo che va da luglio a settembre (ammesso che seguiate un calendario stagionale per il consumo di frutta e verdura).
Se non sono naturali non avranno comunque siliconi ma più probabilmente pesticidi e altre diavolerie chimiche.

Per arrivare al nocciolo, il giorno del nostro arrivo su questa isola greca che ci ha ospitati per una settimana siamo stati omaggiati oltre che di una bottiglia di vino autoctono di un cestino con della frutta: una pera ed un'arancia.
Certamente non mi aspettavo fossero biologiche ma quantomeno di stagione (l'arancia non è per nulla di stagione!).


pere
(immagine di libero utilizzo reperita sul sito morguefile.com)  


Subito ho immaginato si potesse trattare di frutta proveniente dall'altro capo del mondo, ottenuta forzando le colture, prodotta in serre riscaldate e sotto l'effetto di prodotti chimici.
La convinzione è giunta il giorno della partenza (una settimana dopo). 
La pera se ne stava lì, bella dura, con la sua bella pelle come quella di una trentenne senza bisogno di alcun lifting. Allora l'ho presa in mano e in effetti era come una pallina da tennis, gommosa.
All'esterno pareva uno splendore, come il primo giorno, ma probabile dentro avesse avuto già inizio il processo di deterioramento (che nella donna si dice abbia inizio dopo i 30 anni e si chiami decadimento).
Ho subito ricordato che le pesche biologiche che avevo acquistato la settimana prima di partire (quelle buonissime e dolcissime che ho usato per il frullato di avena e banana) il giorno successivo all'acquisto già davano i primi segni di decadimento (infatti le avevo lasciate fuori dal frigo e si stavano rovinando). Idem le banane, dopo 2 o 3 giorni erano praticamente da buttare.
Non vi dico poi il dispiacere che ho avuto quando ho constatato che la bella anguria rossa (che ci veniva proposta per colazione insieme al melone bianco) sapeva di acqua e che nella macedonia di kiwi, pere, mele e banane solo banana e mele avevano un sapore: la banana sapeva di generica frutta (indefinito come il congruo numero di letture da viaggio del mio post pre partenza) e la mela di cipolla (probabilmente questo era dovuto alla vicinanza con questo ortaggio che viene aggiunto indistintamente in tutte le pietanze).

Ultima cosa e poi concludo. 
Un  giorno ho chiesto al marito di ordinarmi un succo di ananas (non è il mio servo ma ero un attimo presa ad occuparmi di faccende urgenti come prevenire l'invecchiamento della pelle con le dovute protezioni e così è andato avanti lui) e ha pensato di farmi cosa gradita ordinandomi un frullato fatto con il frutto fresco. Bene, la cosa è stata sicuramente gradita per il personale del posto dato che il frullato di frutta fresca aveva un prezzo quasi doppio rispetto al succo. Peccato non avesse nemmeno un vago sapore di ananas (diciamo pure che non era frutta biologica e che probabilmente era a causa del mio palato così ben educato ai sapori zuccherini tipici della frutta biologica!).
Del resto avevo letto in un articolo come il premier greco George Papandreou  sottolineasse che la Grecia potesse vantare una biodiversità unica, un terreno ricco, un clima ed un ambiente favorevoli, fattori che consentono di realizzare prodotti di qualità in grado di conquistare i mercati esteri, oltre a soddisfare pienamente i bisogni dei consumatori interni (e probabilmente essendo io esterna la cosa si spiega così). 
Probabile l'unica frutta poco saporita sia toccata a me e che nel resto dell'isola altri palati siano stati deliziati da certi sapori (ma certamente non il mio!). 

A parte la parentesi frutta poco saporita, a favore di questa leggendaria isola (che in qualche modo si lega ad uno degli shampoo solidi di Lush - sta a voi indovinare quale) oltre al tramonto da togliere il fiato resta la cordialità e l'ospitalità degli abitanti, la feta (che consumo abitualmente anche a Milano), i Mojitos (che non consumo abitualmente a Milano :))  e la totale assenza di zanzare!